Sunday Times: il generale siriano ucciso la settimana scorsa aveva aiutato Hezbollah ad armarsi

Sunday Times: il generale siriano ucciso la settimana scorsa aveva aiutato Hezbollah ad armarsi

Damasco - Il generale siriano Mohammed Suleiman assassinato la settimana scorsa in Siria aveva fatto pervenire a Hezbollah sofisticati missili SA-8 in grado di minacciare la superiorità aerea delle Forze di Difesa israeliane. Lo affermano fonti citate dal Sunday Times britannico. La settimana scorsa il governo libanese ha unanimemente approvato una linea politica che garantisce a Hezbollah l’esistenza armata e il diritto di “liberare le terre libanesi occupate”. Secondo fonti a Gerusalemme, la decisione rende di fatto il governo di Beirut complice delle aggressioni Hezbollah, rendendosene corresponsabile.

(Fonte: Israele.net, 11 Agosto 2008 )

Shin Bet arresta arabo israeliano: era agente di Hezbollah

M.O./ Shin Bet arresta arabo israeliano: era agente di Hezbollah

Accusato di attività di spionaggio per il movimento libanese

Gerusalemme, 6 ago. (Ap) - I servizi segreti dello stato d’Israele hanno arrestato un cittadino arabo israeliano che, secondo le accuse dello Shin Bet, sarebbe stato reclutato dal movimento sciita libanese Hezbollah, per attività di spionaggio.

In un comunicato dello Shin Bet si spiega che il sospetto ha svolto la propria attività durante la sua permanenza in Germania, dove ha studiato medicina: in cambio avrebbe ricevuto una ricompensa di 13.000 euro.

Nella nota dei servizi segreti israeliani, l’uomo è identificato come Khaled Kashkush, nato nel 1979 e arrestato il 16 luglio scorso. Il sospetto, durante alcuni interrogatori, ha confessato i nomi di altri arabi israeliani che sarebbero stati reclutati da Hezbollah.

Siria, ucciso il generale amico di Hezbollah

L’ agguato mentre il presidente era in Iran. Primi sospetti su Israele o su una faida interna al regime

Siria, ucciso il generale amico di Hezbollah

Mohammed Suleiman centrato da un cecchino. Era uno dei consiglieri di Assad. Il suo assassinio potrebbe far parte di uno «scambio» con l’ Occidente e segnare un ulteriore allontanamento da Teheran. Proprio come nel caso dell’ omicidio di Imad Mughniyeh, uno dei capi di Hezbollah, avvenuto a febbraio sempre in Siria

DAMASCO - La dinamica dell’ agguato porta a sospettare di un servizio segreto. Per uccidere il generale siriano Mohammed Suleiman hanno infatti scelto un cecchino che lo ha centrato all’ uscita da un edificio nella cittadina di Tartous. Un tiro accurato che ha tolto di mezzo una figura importante: l’ alto ufficiale era uno dei consiglieri del presidente siriano Bashar el Assad e manteneva i rapporti con l’ Hezbollah, la milizia filo-iraniana padrona del Libano.

Le autorità di Damasco hanno fatto il possibile per mantenere il riserbo sull’ agguato, ma la notizia è trapelata sulle pagine di Al Hayat, autorevole quotidiano arabo stampato a Londra. L’ attentato coincide con una significativa visita di due giorni del presidente Assad in Iran. Una missione per esplorare le posizioni di Ahmadinejad e spiegare quelle siriane. Teheran è il migliore alleato di Damasco, ma il regime di Bashar ha avviato contatti discreti con Israele (via Turchia) e ha riallacciato buoni rapporti con un Paese di peso quale la Francia. Iniziative che per alcuni potrebbero favorire, un giorno, uno sganciamento siriano dal patto di ferro con gli ayatollah.

Astutamente Damasco prende tempo e si guarda bene - almeno in pubblico - dal commettere sgarbi nei confronti degli eredi khomeinisti. Dall’ Iran guardano con attenzione e giudicano non dalle parole ma dai fatti. L’ uccisione di Suleiman riporta alla memoria un altro cadavere eccellente. Quello di Imad Mughniyeh, capo dell’ apparato clandestino dell’ Hezbollah assassinato con un’ autobomba a Damasco in febbraio. Un delitto con molte interpretazioni e presunti colpevoli.

Lo «sceicco» - così veniva chiamato - potrebbe essere stato eliminato dai nemici giurati (Mossad israeliano, Mukhabarat saudita o giordano, Cia, palestinesi del Fatah) oppure da amici che non erano più tali. L’ ombra del sospetto ha coperto anche i servizi siriani: lo avrebbero liquidato per favorire una svolta diplomatica e togliere di mezzo un brutto cliente. Un pensiero cattivo venuto anche alla moglie di Mughniyeh e a qualche 007 iraniano. Ora la storia sembra ripetersi. Chi può avere interesse a vedere morto Suleiman? L’ elenco riparte necessariamente da Israele. Il Mossad lo elimina per seminare zizzania in campo avversario e spazzare via un ufficiale in grado di creare problemi vista la contiguità con l’ Hezbollah. Il movimento libanese si è rafforzato ulteriormente negli ultimi mesi, acquisendo armi, posizioni, prestigio. A Gerusalemme ritengono che il partito di Dio stia covando qualcosa per vendicare Mughniyeh. La seconda pista porta alle faide interne. Su Damasco soffia da mesi il vento della fronda. Ricostruzioni, sempre smentite dalle fonti ufficiali, raccontano di un duro scontro tra Bashar e il cognato Assef Shawkat, a lungo responsabile dell’ intelligence militare, conclusosi con il siluramento di quest’ ultimo. Il capo degli 007 avrebbe pagato per non essere riuscito ad impedire l’ omicidio Mughniyeh e per aver assunto posizioni non tollerabili. Poiché in Siria gli affari di Stato sono anche questioni di famiglia si dice che Hanitha, la matrona del clan e moglie del defunto Hafez, abbia benedetto il ridimensionamento del genero.

Altri osservatori avrebbero inoltre interpretato la sua defenestrazione come il momento di uno scambio con Israele e gli occidentali. In questo scenario il generale Suleiman è la penultima vittima di una partita ancora aperta con servizi e gerarchi che si danno battaglia. E per intorbidire meglio le acque potrebbe arrivare, secondo i costumi libanesi, la rivendicazione di un gruppo terroristico.

Guido Olimpio

(Fonte: Corriere della Sera. 4 Agosto 2008, pag.14)

Libano: Suleiman,esercito dovrebbe abbracciare armi Hezbollah

Libano: Suleiman,esercito dovrebbe abbracciare armi Hezbollah

(ANSA) - 10:41 Beirut, 01 ago - Il presidente libanese ed ex comandante dell’esercito Michel Suleiman ha oggi detto agli ufficiali delle Forze Armate che le loro armi dovrebbero “abbracciare” quelle che hanno colpito Israele, con un riferimento all’arsenale del movimento sciita Hezbollah. Suleiman si è così espresso nel corso di una cerimonia all’Accademia militare a Est di Beirut, in occasione del 63/mo anniversario della formazione dell’esercito libanese.”Le vostre armi devono abbracciare quelle che hanno colpito il nemico, che voi e la resistenza avete sconfitto”, ha detto Suleiman agli ufficiali, riferendosi alla guerra del 2006 tra Israele e Hezbollah. “Voi avete fatto fronte alla vile aggressione israeliana al Libano e avete dato oltre 50 martiri, il cui sangue è stato mischiato a quello della resistenza”, ha aggiunto il presidente. Il suo discorso interviene in una tesa disputa politica sull’ opportunità o meno che i guerriglieri Hezbollah mantengano le loro armi per combattere contro Israele al di fuori del controllo dello Stato. Il movimento sciita, che ha il sostegno di Siria e Iran, sostiene di aver bisogno del suo arsenale per “liberare” la zona delle Fattorie di Shebaa controllata da Israele. Suleiman ha oggi affermato che “il conto alla rovescia per la liberazione di Shebaa è cominciato”. Fonti di stampa hanno affermato da tempo che i 25 chilometri quadrati di Shebaa potrebbero essere messi sotto il controllo delle Nazioni Unite.

Kuntar giura che ucciderà altri israeliani

Kuntar giura che ucciderà altri israeliani

Quelli che seguono sono brani di dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi a vari programmi televisivi dal terrorista infanticida Samir Kuntar, scarcerato da Israele il 16 luglio (in cambio delle spoglie dei due ostaggi assassinati da Hezbollah Eldad Regev ed Ehud Goldwasser).

TV Al-Manar, 16.07.08

Samir Kuntar: “L’arma è… una attitudine che è diventata una cultura della resistenza. È diventata la cultura delle generazioni che realizzeranno il sogno di annientare quella entità predatoria [Israele]. Permettetemi di commemorare un grande e leggendario comandante, l’eroe mujahid [combattente della jihad] e martire Imad Mughniyeh [il capo di Hezbollah per le operazioni terroristiche all’estero, responsabile di attentati con centinaia di vittime innocenti, ucciso a Damasco lo scorso febbraio). Voglio dire solo una cosa: Hajj Imad, saremo degni del sangue da te versato solo quando costringeremo questo nemico a rimpiangere i tuoi giorni”.

TV Al-Manar, 17.07.08

Samir Kuntar: “Ieri a quest’ora ero nelle mani dei nemici. Ieri a quest’ora ero ancora nelle loro mani. Ma adesso non c’è nulla che desidero di più che incontrarli di nuovo. Chiedo ad Allah di farlo accadere presto. Si illude chiunque pensi che la liberazione delle terre libanesi e delle Fattorie Shabaa [conquistate da Israele alla Siria nel 1967, ma dal 2000 reclamate dal Libano come pretesto anti-israeliano] possa portare alla fine di questo conflitto”.

TV Al-Jadid, 18. 07.08

Samir Kuntar: “C’è un morbo, in questa regione, chiamato Stato di Israele, che noi chiamiamo ‘entità predatoria’. Se non poniamo fine a questo morbo, ci perseguirà sino in capo al mondo. Per questo è meglio sbarazzarsi di lui”.

TV Al-Manar, 17.0708

Samir Kuntar: “Hezbollah ha continuato a cercare i dispersi, vivi o martiri. Non aveva nessuna ragione per compiere un’operazione in mio favore se non la sua fede nel valore della vita umana [sic]. Ricordo che il segretario generale [Nasrallah] una volta ha detto: ‘Se Samir Kuntar è in prigione, significa che tutto il Libano è in prigione’. Ecco il valore dalla vita umana”.

TV Al-Jadid, 21.07.08

Sceicco Atallah Hamoud, capo dell’Associazione Libanese per i Prigionieri e i Prigionieri Rilasciati: “Ecco un dono [un mitra] da parte della resistenza islamica per l’eroe liberato, il tenente colonnello Samir Kuntar. Mujahideen [combattenti della jihad] come Samir Kuntar e i suoi fratelli non si curano di se stessi perché hanno votato se stessi alla resistenza, alla causa, alla patria”.

Voce narrante: “Il dono speciale della resistenza si combina con le parole di Kuntar, che ha giurato che questo mitra farà la sua parte nel vendicare il sangue dei martiri”.

Samir Kuntar: “Questo è il più bel regalo, dopo la libertà stessa. Desidero porgere il mio saluto alla resistenza islamica e al segretario generale Nasrallah per la loro fiducia. Innanzitutto, questo è il modo con cui la resistenza islamica riafferma la sua fede in me come combattente. In secondo luogo, questo mitra farà la sua parte, ad Allah piacendo, nel vendicare il sangue di Imad Mughniyeh”.

TV Future, 22.07.08

Samir Kuntar: “Se mi domandate se ho ucciso degli israeliani, sì l’ho fatto, Allah sia lodato, e ne sono orgoglioso. Se ne avrò la possibilità, ad Allah piacendo, ne ucciderò ancora. Per quanto riguarda i bambini, questa è un’altra storia. Una ragazzina venne uccisa durante l’operazione, nel fuoco incrociato. In tutte le operazioni che comportavano la cattura di ostaggi israeliani, gli ostaggi vennero sempre uccisi dai proiettili delle forze israeliane. Lo stesso è avvenuto nella mia operazione”.

Intervistatore: “Cosa ha studiato [in carcere]?”

Samir Kuntar: “Scienze sociali”.

Intervistatore: “Ha completato il suo master?”

Samir Kuntar: “No, me lo hanno impedito. Altri fratelli [in carcere] hanno completato il master, ma a me l’hanno impedito per ragioni che non conosco”.

Intervistatore: “Intende completarlo ora?”

Samir Kuntar: “No. Ad Allah piacendo, farò un master diverso”.

Intervistatore: “In cosa?”

Samir Kuntar: “Un diploma di master in resistenza armata”.

Intervistatore: “Dunque Samir Kuntar questa sera sta dichiarando che…”

Samir Kuntar: “L’ho già dichiarato”.

Intervistatore: “Ha dichiarato che avrebbe fatto parte della resistenza, ma oggi lei sta dicendo che sarà un combattente armato e che condurrà operazioni militari per la resistenza islamica”.

Samir Kuntar: “Senza il minimo dubbio”.

Intervistatore: “E’ una cosa già decisa?”

Samir Kuntar: “Certamente, certamente, certamente. Lo dico tre volte”.

(Da: MEMRI, 23.07.08 )

Per il video di queste ed altre dichiarazioni di Samir Kuntar (sottotitoli in inglese) clicca qui

Israele.net

Hezbollah minaccia rapimento altri soldati israeliani

M.O.: HEZBOLLAH MINACCIA RAPIMENTO ALTRI SOLDATI ISARELIANI

Gerusalemme, 19 lug. (Adnkronos) - Il partito libanese sciiita Hezbollah minaccia il rapimento di altri soldati israeliani, dopo lo scambio recentemente effettuato fra le salme di due militari sequestrati e cinque detenuti libanesi. Lo ha detto il vice capo della milizia di Hezbollah, Sheikh Naim Kassam, in una intervista ad un giornale del Qatar, ripresa dalla radio dell’esercito israeliano. Kassam ha dichiarato che il partito Hezbollah e’ in stato di guerra con Israele e ha accusato lo stato ebraico “di continuare a infiltrare i cieli del Libano rapresentando una serie minaccia”. Il vice capo della milizia ha aggiunto che Hezbollah deve ancora vendicare la morte del suo alto esponente Imad Mugniyah, perito in febbraio nell’esplosione della sua auto a Damasco. Il partito sciita ha sempre accusato Israele dell’attentato, che invece nega.

Un Paese democratico e un alluce tumefatto

Un Paese democratico e un alluce tumefatto

di Anna Rolli

Alcuni giorni fa, due soldati israeliani sono stati restituiti alle loro famiglie nella bara, dopo due anni di straziante dolore e di inutile speranza. I miliziani di Hezbollah li avevano rapiti e poi uccisi nell’estate del 2006, lasciando tutti all’oscuro sulla loro sorte.

Alcuni giorni fa, Samir Kuntar, il mostro che nel 1979, sulla spiaggia di Naharia, aveva assassinato un giovane padre di fronte alla figlioletta di 4 anni e poi aveva afferrato quest’ultima per le gambe sfracellandole il visetto e la testolina sugli scogli del mare…Samir Kuntar, dicevo, è tornato in Libano, accolto ed acclamato dagli Hezbollah come un eroe.

Alcuni giorni fa, in Cisgiordania, a nord -est di Gerusalemme, in una piccola località chiamata Kfar Nahalim, alcuni soldati israeliani hanno arrestato un palestinese di 27 anni, di nome Abu Rachma, che stava manifestando contro il muro di difesa. Tra l’arrestato e i giovani soldati sono corse alcune male parole e uno di questi ultimi ha sparato, a distanza ravvicinata, un proiettile di gomma in direzione delle scarpe del giovane palestinese che è stato colpito all’alluce del piede destro che si è gonfiato. Un medico militare lo ha prontamente soccorso e constatato che l’alluce in questione era guaribile in pochissimi giorni perché “si trattava di offesa molto leggera” (l’alluce non era rotto ma solo tumefatto) lo ha rimandato a casa.

L’intera scena, però, era stata filmata con una cinepresa amatoriale da una ragazzina palestinese di 14 anni appostata alla finestra di casa sua. Il risultato è stato il seguente: stamattina il video è andato in onda sui telegiornali di tutta Italia e di tutto il mondo e la propaganda anti-israeliana, com’era prevedibile, si è scatenata.

Nel frattempo, in Israele, per ordine del procuratore generale, la polizia militare dopo aver visionato il video stava già svolgendo tutte le indagini del caso, il soldato era già stato arrestato e rinchiuso nel carcere militare di Akko in attesa del completamento delle indagini e del rinvio in giudizio e il portavoce dell’esercito israeliano dichiarava: “L’accaduto è grave. Il soldato non ha rispettato né gli ordini né il regolamento militare che prevede tassativamente di salvaguardare l’integrità fisica di chiunque sia fermato o arrestato. Il comportamento di un singolo ha rappresentato un grave danno per l’immagine dell’esercito…”.

Nel frattempo è di oggi la notizia ( riportata da Maariv) che a Gaza, Aiad Sokar, un palestinese di 35 anni, è stato condannato a morte, senza regolare processo, con l’accusa di aver fornito informazioni agli israeliani riguardo gli spostamenti dei combattenti della Jhiad islamica. La sentenza di morte è stata consegnata a Ramallah, alla segreteria del presidente Abu Mazen, per l’autorizzazione a procedere. Quasi nessuno ne parla, come tutti sappiamo, una condanna a morte nel mondo arabo fa infinitamente meno notizia di un dito ferito per colpa di un soldato israeliano.

(Agenzia Radicale, 22 luglio 2008 )

Passaporto diplomatico palestinese per Kuntar!!!

Passaporto diplomatico palestinese per Kuntar!!!

20/07/2008 Statura morale dei nemici d’Israele: Samir Kuntar (l’infanticida druso libanese scarcerato da Israele sotto ricatto da parte della milizia sciita Hezbollah) verrà presto dotato di passaporto diplomatico palestinese. Il primo ministro di Hamas Ismail Haniyeh ha dichiarato d’aver dato disposizione in questo senso al suo ministro degli interni Said Siyam.

(Fonte: Israele.net)

Dov’è la differenza?

Dov’è la differenza?

Qualcuno nota qualche differenza tra questi personaggi e i nazisti?!

Thanks to Esperimento

Libano: accoglienza trionfale per Samir Kuntar nel suo villaggio natale

Libano: accoglienza trionfale per Samir Kantar nel suo villaggio natale

Portato in spalle come un campione, Samir Kantar ha fatto ritorno nel suo villaggio natale di Aabey, nel sud del Libano.

Rilasciato insieme ad altri quattro libanesi che erano detenuti nelle carceri israeliane, Kantar è stato accolto dal leader druso Walid Jumblat, che durante la cerimonia si è seduto accanto a un esponente di Hezbollah. A significare che gli attriti tra le fazioni libanesi sono temporaneamente accantonati, il tempo di festeggiare quella che è rivendicata come una vittoria di tutto il paese su Israele.

Che questo sia il senso dell’accoglienza trionfale riservata agli ex prigionieri lo ha detto senza mezzi termini il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, durante la cerimonia che si è svolta ieri sera a Beirut.

Prosegue intanto la marcia dei camion carichi delle spoglie di duecento guerriglieri, palestinesi e libanesi, ultimo atto dello scambio concordato tra Libano e Israele. Una volta a Beirut, sarà organizzata una cerimonia in onore di quelli che sono considerati alla stregua di martiri.

Euronews