Attaccato da hacker il sito Israele.net

Nel pomeriggio del 13 Agosto 2008 il sito Israele.net è stato attaccato da hacker. Ecco il testo della notizia pubblicato dalla redazione del sito, a cui va il nostro appoggio incondizionato:

Israele.net attaccato da hacker ostili

Mercoledì pomeriggio il nostro sito www.israele.net ha subito un attacco informatico politicamente motivato proveniente da un paese arabo, che ne ha sconvolto la funzionalità per alcune ore. Non è stato il primo attacco di questo genere, ma certo è stato dannoso (costandoci tempo, fatica e denaro).

Si tratta di aggressioni virtuali che si qualificano da sé, svelando la mentalità totalitaria e liberticida dei loro autori.

Per quanto ci riguarda, la nostra risposta è sempre una sola: continuare con rinnovato impegno e ferma convinzione il nostro lavoro al servizio di un’informazione libera, onesta e veritiera, e dunque anche al servizio della pace.

Anche questa volta, un grazie a tutti i lettori che ci hanno immediatamente segnalato il problema e manifestato solidarietà.

La Direzione di www.israele.net
(13.08.08 )

Nell’immagine in alto: La figura che gli hacker ostili hanno usato per cercare di oscurare il sito israele.net

Heri dicebamus

Israele.net

Hacker israeliani attaccano siti web dei terroristi palestinesi

Hacker israeliani attaccano siti web dei terroristi palestinesi

Un gruppo di hacker informatici ha attaccato alcuni siti web di organizzazioni e gruppi di attivisti palestinesi. Per molte ore, sulla homepage della Brigate Izz al-Din al-Qassam, braccio armato di Hamas, ha campeggiato la stella di David della bandiera israeliena e alcuni versi dell’inno Hatikva. Gli esperti informatici, che si sono firmati “Estremisti zelanti”, hanno attaccato anche il portale del partito politico arabo-israeliano Balad. In altri siti di attivisti palestinesi sono state inserite anche immagini di bambini vestiti da kamikaze, con la didascalia “assassini dalla nascita” e l’avviso agli utenti che il sito era stato attaccato.

(peace reporter, 26 giugno 2008 )

Fiera del Libro di Torino: gli anarchici preparano la guerra a Israele

A Torino gli anarchici preparano la guerra a Israele

Tam tam anarchico in rete contro la Fiera di Torino «Sarà guerra ad Israele»

Sui siti Indymedia gli estremisti annunciano azioni shock. La polizia teme gesti isolati

LE FRASI DEL SITO CONTRO GERUSALEMME

Boicotta e contesta la Fiera dedicata a Israele. Presidio davanti agli ingressi del Lingotto, dall’8 al 12 maggio

Israele terrorizza i civili coi raid aerei, controlla acqua e cibo, i palestinesi muoiono di fame

Che c ‘è da ricordare? Proviamo vergogna, Torino e la Fiera onorano un paese che ferisce mortalmente la sovranità della Palestina

di Gian Marco Chiocci e Luca Rocca

TORINO - L’Antiterrorismo, è inutile nasconderlo, qualche preoccupazione ce l’ha. L’ultimo rnonitoraggio sulle sigle antagoniste e antimperialiste che via internet e via radio si stanno mobiitando per boicottare la Fiera del libro di Torino «dedicata» a Israele, dà segnali poco rassicuranti. I primi sono arrivati già da qualche giorno su Indymedia. «Israele terrorizza i civili con i raid aerei». «Boicotta e contesta la fiera dedicata a Israele», si legge in quello che rimane nel sito della sinistra antagonista.

L’allarme è alto. Sono previsti: quattro gruppi anarchici sospettati dei disordini a Genova e Napoli nel 2001; i reduci del «Grarnigna» di Padova (enclave delle nuove Br sotto processo a Milano); i centri sociali che hanno solidarizzato con i compagni dell’Aquila schieratisi a fianco dei cugini eversori veneti; le varie entità no global in sintonia con i compagni del «Sud Ribelle» recentemente assolti a Cosenza per le violenze del G8. I punti di raccordo locali per tutti sono il «Network Antagonista Torinese», l’«Askatasuna», il «Csoa Murazzi», il «Collettivo universitario autonomo», il «Collettivo studenti autorganizzati», il «Comitato di solidarietà con il popolo palestinese». Più che scontri eclatanti, si temono azioni isolate, incursioni mirate ad opera cli «cani sciolti». In più l’Antiterrorismo fa notare come il clima si sia ulteriormente surriscaldato nel capoluogo piemontese a causa di un’incursione di elementi cli estrema destra all’esterno della «sezione A.Gramsci» dei Carc, formazione già sott’inchiesta per associazione sovversiva.

I punti di ritrovo e di concentramento sono più d’uno per i contestatori che si sono affidati a pullman e treni, come quello organizzato dal «Coordinamento no guerra» in partenza dalla stazione centrale di Milano. Digos e Anticrimine dei carabinieri aggiornano di ora in ora una situazione che si qui ha visto bandiere con la stella di David bruciare insieme a quelle americane Per non dire poi dei convegni sulla presunta «pulizia etnica» ai danni della Palestina con la partecipazione del discusso intellettuale islamico Tariq Ramadan. A completare il puzzie, e a preoccupare gli addetti ai lavori, l’arrivo lunedì 12maggio cli Beppe Grillo. L’invito alla manifestazione inaugurata giovedì prossimo dal presidente della Repubblica, bersaglio eccellente preso di mira proprio a Torino dal comico genovese nel suo ultimo «Vaffa day», è stato accompagnato da una raccomandazione: «Ben venga Grillo, purché lanci un appello alla lettura e non tenga un comizio».

Tornando alla Fiera del libro e alla decisione di ospitare Israele nel suo sessantesimo anniversario della nascita, l’idea di disturbare l’evento è stata caldeggiata dall’anima più radicale della sinistra antagonista. Indymedia e il centro sociale Askatasuna, ha invitato i compagni alla mobilitazione. Come ai vecchi tempi. Nonostante i divieti disposti dal questore, gli speaker del sito invitano a piantonare gli ingrossi del Centro Fiere e a concedere il bis del primo maggio quando alcuni esponenti di «Free Palestine» hanno prima contestato Fausto Bertinotti per la sua partecipazione alla Fiera, poi hanno fatto un falò con le bandiere israeliane e americane. Concederanno il bis?

(Fonte: Il Giornale, 5 Maggio 2008 )

Hackers islamici distruggono il sito di Secondo Protocollo

Hackers islamici distruggono il sito di Secondo Protocollo

Alle ore 19.40 del 21/04/08 un gruppo di terroristi islamici ha distrutto il sito di Secondo Protocollo ( http://www.secondoprotocollo.org )per la sua vicinanza con lo Stato d’Israele.

Questo il messaggio che appare sul sito:

I combattenti della Jihad Islamica hanno colpito questo sito perchè si è dimostrato ostile. Colpiremo tutti coloro che non si piegheranno al volere di Allah. Sia fatta la sua volontà. Abdel&Firas

Sono state avvisate la Polizia Postale e la DIGOS, è molto probabile che Secondo Protocollo farà la sua denuncia, a mio avviso la dovrebbe fare anche la Comunità Ebraica di Roma, almeno per dimostrare vicinanza con l’unica organizzazione italiana che si occupa di difesa dei diritti umani e sostiene Israele.

Davide

Liberali per Israele

La Ue punirà l’istigazione al terrorismo su Internet

La Ue punirà l’istigazione al terrorismo su Internet

venerdì, 18 aprile 2008 4.30

LUSSEMBURGO (Reuters) - I paesi europei hanno approvato oggi una normativa contro l’istigazione al terrorismo per cercare di dare un giro di vite all’uso di Internet da parte dei gruppi militanti.

I ministri della Giustizia e dell’Interno riuniti a Lussemburgo hanno inoltre approvato un piano d’azione per cercare di impedire ai gruppi di recuperare esplosivi.

La polizia ha spiegato che il Web è divenuto importantissimo per i militanti dal momento che permette di condividere conoscenze, pianificare operazioni e fare propaganda presso un pubblico di massa.

“Internet viene usato per ispirare e mobilitare i terroristi locali e funge da campo di addestramento virtuale”, recita un testo approvato dai ministri.

“Tutti gli stati membri prenderanno le misure necessarie per garantire che tra le accuse collegate al terrorismo ci sia la pubblica istigazione a commettere un reato terroristico, il reclutamento terroristico e l’addestramento al terrorismo”.

Gli stati potrebbero inoltre considerare i tentativi di addestramento e reclutamento come reati terroristici, ma non saranno obbligati a farlo, secondo quanto ha spiegato un funzionario europeo.

Un funzionario della Commissione Europea ha detto che paesi come Spagna e Italia puniscono già l’istigazione al terrorismo ma altri, come i paesi scandinavi, dovranno cambiare le loro leggi per applicare la normativa.

Gioia in Israele maledizione da Al Qaeda

Gioia in Israele maledizione da Al Qaeda

di Dimitri Buffa

Basta passeggiate con i ministri Hezbollah e dichiarazioni di assurde equivicinanze. Con la vittoria nettissima alle elezioni politiche da parte di Silvio Berlusconi gli israeliani in particolare e tutti gli ebrei del mondo in generale ritrovano un loro sicuro e fedele amico. E la stampa dello Stato ebraico, pur mantenendo un certo understatement, di certo non si fa pregare nel sottolineare la felice novità. Su Yedioth Aronoth si parla della vittoria del “miliardario amico di Israele”, sul sinistrorso Haaretz è contenuto un commento di un giornalista di “Repubblica”, Vincenzo Nigro, che sostiene che “Israele può essere contento perché Berlusconi mostrerà come in passato una grande amicizia verso Gerusalemme…” e che afferma che “per Israele dovrebbe essere un sollievo tornare a trovare a Roma un caro alleato”. Infine sul Jerusalem Post la notizia della vittoria di Berlusconi è al primo posto nella sezione esteri della versione online e si ricordano le sue continue attestazioni di amicizia verso lo Stato ebraico. Da Roma l’entusiasmo israeliano viene commentato anche dai candidati di religione ebraica eletti nel Partito delle libertà come Fiamma Nirenstein e Alessandro Ruben.

La prima non ha peli sulla lingua nel ricordare come a Gerusalemme nessuno abbia dimenticato i segretari di partito come Oliviero Diliberto che marciavano insieme a chi bruciava la bandiera con la stella di Davide e tantomeno i ministri degli esteri come Massimo D’Alema che si facevano fotografare a braccetto con gli esponenti del “partito di Dio” finanziato dall’Iran. La Nirenstein fa anche notare come in pratica gli elettori abbiano di fatto bocciato ogni partito, a destra e a sinistra, che nel proprio bagaglio avesse messo le lotte anti occidentali: che si trattasse della Destra di Storace e della Santanchè o dei verdi di Pecoraro Scanio.

L’avvocato Ruben invece ha evitato di mettere il dito nella piaga dicendo che “la riflessione sull’atteggiamento di una certa parte della sinistra verso Israele riguarda soprattutto chi è stato sconfitto”. E la stampa araba? I principali quotidiani noti e venduti anche in Italia, nelle edicole di via Veneto a Roma (ad esempio), come Al Ayat e Al Sharq al Awsat, non prendevano posizioni nette. Ahmed Yussef, consigliere politico del leader di Hamas a Gaza Ismail Haniyeh ha invece avvertito: “Spero che Berlusconi abbia imparato che la politica regionale degli Stati Uniti è solo fomentatrice di odio. Ci auguriamo che, per quanto concerne la questione palestinese, Berlusconi adotti una politica moderata”.

Le parole pesanti sono giunte ieri dai vari siti della jihad online che più o meno fanno riferimento ad Al Qaeda e dintorni. Su uno di essi si legge anche la prima maledizione islamica contro il Cavaliere: “Che Allah lo maledica e scateni la sua rabbia contro di lui e contro il Papa cattivo”. A inserire queste invettive sul sito “al-Hesbah”, è stato un internauta che si firma al-Wahabi. A propagare la presunta parola d’ordine di Osama bin Laden un assiduo frequentatore dei siti di al-Qaeda che si fa chiamare Qannas al-Jazira, cioè il “cecchino della penisola”. Il frequentatore del forum sembra essere particolarmente attento ai telegiornali italiani e già in passato è intervenuto su vicende che hanno riguardato il nostro paese. Il post si chiude con un terzo messaggio di commento inserito da Fursan al-Fajr, che scrive: “Alcuni giorni fa Berlusconi aveva detto che in caso di vittoria sarebbe andato in visita in Israele”. Ecco insomma chi sono i compagni di odio anti berlusconiano della sinistra antagonista che per fortuna è diventata extraparlamentare.

(L’Opinione.it, 16 aprile 2008)

Rassegna Stampa di Mercoledì 3 Aprile 2008

Rassegna Stampa di Mercoledì 3 Aprile 2008

Israele è al secondo posto tra i Paesi più antipatici del mondo. Tutti i quotidiani pubblicano l’esito del sondaggio che è stato realizzato dalla BBC in 34 Paesi intervistando 17 mila persone, ma solo Silvia Guidi su Libero si sofferma ad analizzarne criticamente i risultati. “Sembra il termometro dei pregiudizi globali” sostiene la giornalista. La Cina, Paese che punisce con la pena di morte anche la bigamia e il gioco d’azzardo, è in ascesa per simpatia, mentre il democratico Israele viene giudicato peggio del regime del folle coreano Kim Jon Il, che ha instaurato il regime stalinista più isolato, repressivo e brutale del mondo. “Prova che la menzogna sistematica paga sempre”.

E parlando di menzogne sistematiche, la Tv Al Aqsa di Hamas continua nella sua politica di indottrinamento all’odio rivolta ai bambini, nelle fasce orarie a loro dedicate. Giulio Meotti su Avanti racconta come -dopo i pupazzi di animali che si immolavano nella guerra santa a Israele, e dopo la scioccante intervista ai due giovanissimi figli di una martire, che citavano con orgoglio i numero delle morti civili causate dalla madre- è ora la volta di un programma in cui la Casa Bianca appare trasformata in moschea e l’impuro Bush, che vorrebbe entrare, viene ucciso a colpi di spada dai bambini provenienti da tutti il Medio Oriente, che vi si sono insediati.

Non solo Tv, ma anche Internet come veicolo di odio. Riporta La Repubblica che Al Zawahiri, numero due di Al Qaeda, rispondendo ad alcune domande sul web, incita a colpire obiettivi ebraici dentro e fuori Israele, e anche di attaccare gli uffici delle Nazioni Unite, che sarebbero nemiche dell’Islam e dei musulmani. E smentisce le voci di una malattia di Bin Laden.

Conversioni. Dopo quella di Magdi Allam al cattolicesimo, quella di Fouad Allam che passa dal Pd alla Magna Charta, aprendo al PdL, auspicando lo nomini ministro dell’immigrazione in un prossimo governo Berlusconi (Barbara Romano, Libero. Allam accusa Veltroni di razzismo per non averlo messo in lista. Nel rispetto dell’editorialista musulmano di provata fede democratica a moderata, rimane però il dubbio che, come tutti gli esclusi, tenda a dare una motivazione ideologica a una esclusione che potrebbe avere semplici motivi di calcolo politico.

Il Giornale, dando notizia di numerose conversioni in Francia dell’Islam al cattolicesimo, recensisce per la penna di Camillo Longoni un curioso libro pubblicato da Bruno Mondadori: “Convertire i musulmani. L’esperienza di un gesuita spagnolo del Seicento”. L’autore, Emanuele Colombo, ha scoperto un testo inedito in Italia e dimenticato ovunque, ne ha tradotto alcune parti, e spiega come procedere, secondo le indicazioni dell’attivissimo convertitore gesuita Tirso Gonzales: usare la ragione e non solo la fede, spiegare la falsità del Corano con il Corano, mostrandone le contraddizioni, illustrare la vita non propriamente santa di Maometto, e sottolineare le angherie alle donne. Sorprendente l’attualità: potrebbe essere stato scritto oggi. Sarà bersaglio di fatwa?

Chris Patten, rettore della Oxford University ed ex-commissario europeo su Repubblica elogia la proposta di Blair, di creare subito uno stato Palestinese, in quanto la road map non sarebbe più percorribile. Questo comporterebbe il rientro di Israele entro i confini del ’67,e la creazione di istituzioni in Palestina, ma secondo Patten un accordo definitivo subito è l’unico modo di arginare l’escalation di odio e violenza.

Intanto fra gli ortodossi israeliani c’è poco da stare allegri. Ispirandosi alla famosa battaglia di Lisistrata, le guardiane dei mikvè, i bagni rituali, hanno incrociato le braccia. Protestano contro il mancato pagamento del pur misero stipendio che viene loro corrisposto dai consigli rabbinici, spiega Massimo Veronese sul Giornale (ma la notizia è ripresa da quasi tutti i quotidiani). Niente bagno, niente sesso, e soprattutto niente matrimoni. L’immersione rituale nella piscina è un requisito indispensabile all’ottenimento dei certificati di matrimonio.

A Gerusalemme montano le proteste per la costruzione del ponte di Calatrava, che dovrebbe essere pronto per le celebrazioni ufficiali dei 60 anni di Israele (Davide Frattini Corriere della Sera). Voluto da Olmert quando era sindaco, il ponte, che costerà 44 milioni di euro, è ispirato all’arpa di Davide, e inalbererà una torre di 120 metri, visibile da ogni parte della città. C’è chi lo definisce un “mostro” che deturpa la città d’oro, considerata la più bella del mondo e che rischia ora di trasformarsi in una colata di cemento, mentre le vecchie case della bellissima pietra tradizionale vengono abbandonate e distrutte.

Polemiche anche sulla ricostruzione del padiglione italiano a Auschwitz. In una lettera indirizzata alla Stampa Michele Sarfatti, direttore del CDEC, precisa che nel comitato incaricato di studiare il progetto c’è anche l’ANED (l’associazione nazionale ex-deportati), che aveva allestito il padiglione 28 anni fa, e non solo istituzioni ebraiche; e spiega la necessità di un dialogo approfondito per decidere come realizzarlo: non una “guerra della memoria”, ma un guerra di idee, un confronto acceso per trovare la soluzione migliore, che spieghi in italiano agli italiani perché tanti italiani sono morti nei campi di concentramento.

Brevi. Mosley, dopo l’orgia sado-nazi, pare sia in procinto di dimettersi:l’avrebbe scaricato anche il suo patron Ecclestone, e intanto non presenzierà la gara di Formula 1 in Bahrein (Il Tempo).

E Tzahal concede la pensione di guerra anche ai “vedovi” degli omosessuali. Lo rivela Francesca Paci sulla Stampa, commentando positivamente l’apertura democratica di quello che è considerato il più severo e temibile degli eserciti.

Viviana Kasam

Ucei.it

Film anti-Corano, 17 minuti contro islamizzazione. In poche ore visionato da milioni di persone

ISLAM: FILM ANTI-CORANO,17 MINUTI CONTRO ISLAMIZZAZIONE
IN POCHE ORE VISIONATO DA MILIONI DI PERSONE

(ANSA) – 12:01 - ROMA, 28 MAR - “Nel 1945 il nazismo è stato sconfitto in Europa. Nel 1989 il comunismo è stato sconfitto in Europa. Ora deve essere sconfitta l’ideologia islamica. Difendi la nostra libertà. Ferma l’islamizzazione”: Queste frasi chiudono il filmato di poco meno di 17 minuti di Geert Wilders, intitolato ‘Fitna’, che significa in arabo ‘discordia, lotta intestina’ in seno alla comunità islamica.

All’inizio e alla fine la famosa vignetta del profeta Maometto che ha come copricapo una bomba con la miccia accesa, pubblicata dai giornali danesi. Messo su internet nel sito liveleak.com registrato a Manchester, in Gran Bretagna, il cortometraggio, in olandese e in inglese, dopo poche ore già stato visto da più di tre milioni di persone.

‘Fitna’ si apre con una sura del Corano in cui si invita a colpire “col terrore” i “nemici di Dio e i tuoi nemici”, seguita dalle immagini degli attentati alle Torri gemelle di New York dell’11 settembre 2001 e altre ancora più scioccanti - con i corpi straziati delle vittime allineati a terra - dell’attentato al treno a Madrid dell’11 marzo 2004.

Inframmezzato da una scelta di versetti coranici che invitano i fedeli a combattere i nemici e a punire i non musulmani - il film si snoda mostrando fra l’altro l’ ‘intervista’ a una bimba di tre anni, figlia di una kamikaze, manifestazioni in Paesi islamici con masse di persone che inneggiano minacciosamente alla vittoria dell’Islam nel mondo, predicatori che promettono fuoco e terrore ai nemici dell’Islam, iraniani che pronunciano virulenti discorsi contro gli ebrei, il presidente Mahmud Ahmadinejad il quale afferma che l’Islam “conquisterà le montagne in cima al mondo”.

“L’Olanda sotto l’influsso dell’Islam” mostra numerose moschee e donne completamente velate che spingono carrozzine, e i numeri dei musulmani in Olanda, e in Europa, in crescita esponenziale negli ultimi decenni.

Sotto il titolo “L’Olanda del futuro?”, si vedono mutilazioni genitali femminili ed esecuzioni di omosessuali e donne adultere. Non manca il regista Theo van Gogh, assassinato per il suo cortometraggio ‘Submission’, e dichiarazioni del suo killer che proclama: “Lo rifarei”.

Nel finale, l’immagine di una pagina del Corano sfiorata da una mano, poi solo il rumore di uno strappo: ma è una pagina dell’elenco telefonico a essere lacerata, precisa il testo, perché “spetta ai musulmani stessi strappare i versetti pieni di odio del Corano”.

Hamas ai civili israeliani: “Vi vogliamo morti”

Hamas ai civili israeliani: “Vi vogliamo morti”

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A cosa punta Hamas? Non è un segreto. Anzi, il messaggio che Hamas rivolge direttamente agli israeliani (in inglese e persino in ebraico) è inequivocabilmente chiaro: “Voi siete il nostro bersaglio, vi vogliamo morti”.

Lo stesso giorno, il 26 febbraio scorso, in cui il movimento jihadista palestinese cercava di inscenare (con scarso successo) una manifestazione di donne e bambini alla frontiera fra striscia di Gaza ed Israele, il sito web ufficiale di Hamas pubblicava un poster che raffigura dei caduti israeliani e alcuni terroristi pesantemente armati con lo slogan (in inglese ed ebraico): “La morte sta arrivando”.

Negli giorni successivi, con l’aumento dei lanci di razzi e missili sulle città israeliane, la propaganda di Hamas volta a spiegare che la morte dei civili israeliani è il suo vero obiettivo si è fatta ancora più esplicita. Basta vedere gli ultimi poster messi on-line sui siti di Hamas, con didascalie che non lasciano spazio ad alcun dubbio.

In uno di questi, forse il più ripugnante e significativo, sono raffigurati dei bambini di Sderot rannicchiati in un rifugio durante un attacco di Qassam palestinesi, e lo slogan recita: “I sionisti si nascondono bene”.

Un altro manifesto mostra l’ingresso della città israeliana di Ashkelon bombardato da granate palestinesi, e la scritta: “Scordatevi della sicurezza”.

(Da: Intelligence and Terrorism Information Center, 2.03.08)

I bambini in guerra di Sderot

“La violenza è la nostra scelta”

Israele.net

Verona: oscurati 4 blog filo-islamici

Denunciati anche sette italiani incensurati, accusati di istigazione a delinquere

I diari online erano tutti in italiano, attestati sul server Splinder

Oscurati 4 blog filo-islamici

Uno era dell’ex imam di Carmagnola

L’uomo è stato espulso dal territorio nazionale e vive in Senegal con la moglie

Anche la donna gestiva uno dei quattro siti; gli altri due erano invece aggiornati in Italia

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L’imam di Carmagnola Abdul Kader Fadlallah Mamour

VERONA - Quattro blog filo-islamici che rilanciavano in Italia i proclami dei capi di Al Qaeda - attestati su un server italiano, Splinder - sono stati oscurati dalla Digos di Verona, che ha denunciato sette persone. Il principale dei blog era gestito dal Senegal dal noto ex “Imam di Carmagnola”, ovvero Abdul Qadir Allah Fadl Mamour, già espulso dal territorio nazionale, e un secondo è collegabile alla moglie, che lo curava sempre dal Senegal. Gli altri due diari filo-islamici on line venivano invece gestiti direttamente in Italia.

I sette denunciati dalla Digos sono tutti italiani, incensurati, finiti nella rete del proselitismo islamico attraverso il blog, “Qital”, quello gestito dall’ex imam di Carmagnola. L’indagine è stata coordinata dal procuratore della Repubblica di Verona Guido Papalia. Ai sette denunciati è contestata l’istigazione a delinquere con l’aggravante del terrorismo.

Gli agenti della Digos veronese, in collaborazione con i colleghi delle questure di Latina, Firenze e Reggio Calabria, hanno compiuto una serie di perquisizioni in tutto il Paese, partendo dai dati tecnici forniti dalla Polizia Postale di Venezia, che hanno consentito di volta in volta di sapere da quale apparato telefonico avveniva l’aggiornamento di uno dei blog.

Nei quattro blog, scritti in lingua italiana, si incitavano gli islamici alla “guerra santa contro i miscredenti occidentali”, si esaltavamo le gesta dei mujahidin e venivano pubblicati i comunicati emessi da Osama Bin Laden e dal numero due di al Qaeda, Ayman al Zawahiri, dopo ogni atto terroristico di matrice islamica.

(22 febbraio 2008)

Repubblica.it