Borghezio – Morgantini: bel match…

22/11/2007 – 13.12
Ue – Borghezio: “La Morgantini e la Nazional Zeitung accusano Israele di apartheid”
“Il Parlamento europeo sta a guardare”

“Incredibile, ma vero! La vice presidente del Parlamento europeo Morgantini, pur di dare pieno sfogo al suo livore antisionista, non ha esitato a concedere un’intervista all’organo dell’estremissima destra tedesca – la “storica” Nazional Zeitung – per accusare, papale papale, Israele di praticare l’apartheid”.

L’inqualificabile “gaffe” è oggetto di pesanti critiche sul numero in edicola della rivista francese di sinistra Marianne.

Borghezio continua: “Ho già inviato copia dell’intervista al presidente Pöttering, affinché ne sia debitamente informato. Puó il Parlamento Europeo tollerare di essere rappresentato istituzionalmente da chi sfodera simili opinioni, che, sotto un manto ipocrita di antisionismo, nascondono l’intenzione di accusare tutto un popolo, come quello di Israele, di pratiche razziste?” (red).

ASGMedia

Fonte: asgmedia
News_ Ue – Morgantini: “Ho criticato solamente la politica israeliana, a Borghezio non rispondo”

22/11/2007
“Non è possibile su questo accettare strumentalizzazioni”

“L’unico mio errore è stato quello di accettare l’intervista senza prima prendere informazioni precise sul giornale. A Borghezio non intendo rispondere perchè lo ritendo un ‘razzista’, ma ci tengo a chiarire che nell’articolo non compare mai la parola sionista, ho semplicemente ribadito le posizioni che tengo da sempre. La parola apartheidcompare solamente nel titolo e non sono certo io la prima a denunciarlo, ne avevano parlato anche Jimmy Carter, John Dugard e Alvaro De Soto. Ho semplicemente criticato la politica israeliana, che ha effettuato un’occupazione militare illegale, non lo Stato d’Israele nè tantomeno gli israeliani. Non è possibile su questo accettare strumentalizzazioni”. A dirlo Luisa Morgantini, vice presidente del Parlamento europeo, in merito ad un’intervista al giornale Nazional Zeitung che aveva suscitato le polemiche del capo delegazione della Lega nord, Mario Borghezio (mbe).

Formiche.net

22/11/2007 – 14.11
Ue – La lettera della Morgantini al quotidiano Die Welt
“Ho imprudentemente rilasciato un’intervista al settimanale tedesco National Zeitung”

Di seguito la lettera di risposta di Luisa Morgantini, vice presidente del Parlamento europeo, all’articolo di Krisztina Koenen, apparso su Die Welt il 10 nov 2007, in merito all’intervista rilasciata su Die National Zeitung. “Gentile Krisztina Koenen, a causa di un fraintendimento, ho imprudentemente rilasciato un’intervista al settimanale tedesco National Zeitung, non essendo assolutamente a conoscenza che fosse vicino all’estrema destra nazionalista. Altrimenti mi sarei astenuta dal farlo, trattandosi per di piú di un’intervista riguardante un tema cosí delicato e che puó essere facilmente strumentalizz ato dall’estrema destra e da altri , nei toni e nei contenuti.Di fatto Ehrhard Guenzel, il giornalista della testata che mi ha intervistata telefonicamente, ha riportato fedelmente le mie dichiarazioni, tranne su un punto: quando mi riferisco al fatto che sono figlia di un partigiano, che- durante la Seconda Guerra Mondiale – ha combattuto sulle montagne italiane contro i Nazi- fasciti, mentre il giornalista ha riportato un generico “esercito tedesco” (“die deutsche Wehrmacht”). A parte tale imprecisione, l’intervista riflette il mio criticismo nei confronti di un Governo, quello Israeliano e ritengo pertanto profondamente scorretto e riduttivo sovrapporre tali critiche ad un atteggiamento antisemita.Non ritengo infatti, con le mie dichiarazioni, ma sopratutto nelle mie azioni quotidiane di aver espresso alcuna idea antisemita, ma soltanto critiche alle scelte politiche di Israele – quali l’occupazione militare , la continua espansione di colonie e le chiusure imposte a Gaza – ch e giudico lesive del diritto internazionale e che violano i diritti umani della popolazione civile palestinese (lo sotiene anche la Corte Internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite)” (segue) .

AgsMedia

22/11/2007 – 14.13
Ue – La lettera della Morgantini al quotidiano Die Welt (2)
“Ho imprudentemente rilasciato un’intervista al settimanale tedesco National Zeitung”

“Al pari di quanto considero lesive le azioni derivanti da attacchi suicidi contro la popolazione civile israeliana, ad opera di attacchi di gruppi estremisti palestinesi: da anni ribadisco la necessità di un pace giusta che protegga la popolazione palestinese quanto quella israeliana da azioni o scelte criminali che infrangono la legalità internazionale e il diritto umanitario. Per questo, come ho ribadito nella stessa intervista, sostengo la fine dell’occupazione militare israeliana ed una soluzione che affermi il diritto di palestinesi e israeliani a vivere in due Stati sovrani, in pace e in sicurezza. Temo che lei non abbia letto bene l’intervista oppure sia anche lei vittima di pregiudizi, non capisco dove abbia riscontrato il mio antisemitismo. Sebbene non desideri in alcun modo incoraggiare nessuno a leggere il National Zeitung, inviterei anche i vostri lettori a leggere l’intervista nel suo insieme per avere evidenza delle idee da me sostenute.Ringraziandola dell’attenzione, Le invio cordiali saluti. Luisa Morgantinivice presidente del Parlamento europeo” (red).

AgsMedia

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Le prospettive di Fatah a Gaza

Le prospettive di Fatah a Gaza

In seguito alla presa di potere di Hamas a Gaza nel giugno scorso, il controllo della Striscia è sempre rimasto saldamente in mano al gruppo islamico. Gli affiliati a Fatah sono stati uccisi, sono fuggiti o sono stati ridotti al silenzio. Tuttavia la repressione non ha cancellato la presenza del partito di Abu Mazen nella striscia, come mostrato dalla manifestazione per la morte di Arafat. Rimane però il problema dell’oggettiva debolezza di Fatah a Gaza, tale da garantire il controllo di Hamas ancora per lungo tempo. Solo le intransigenze e le minacce del gruppo islamico potrebbero cambiare la situazione in caso di risposta militare da parte dell’esercito israeliano.

Lorenzo Nannetti

Equilibri.net 22 Novembre 2007

La manifestazione per la morte di Arafat

Il primo vero segno di una resistenza da parte degli affiliati a Fatah a Gaza si è concretizzato durante le manifestazioni per l’anniversario della morte di Yasser Arafat. Il corteo si è presto trasformato in comizio anti-Hamas, fino a che uomini della sicurezza di Hamas hanno aperto il fuoco contro la folla, uccidendo 6 persone. Entrambe le parti puntano il dito contro l’altro: Hamas accusa Fatah di aver introdotto uomini armati all’interno della folla per provocare, mentre al contrario il gruppo di Abu Mazen sostiene la tesi della repressione ingiustificata da parte dei propri avversari.

Indipendentemente dalla verità, quello che emerge è la continua crescente distanza tra le due organizzazioni. Le ferite di giugno sono ancora aperte e Fatah cerca di sfruttare la condanna internazionale per cercare di screditare Hamas. Inoltre sono le modalità in cui è avvenuta la manifestazione ad essere interessanti: è presumibile che Hamas abbia autorizzato il corteo per evitare di dare un’impressione di atteggiamento anti-Arafat. Nonostante il movimento islamico non lo abbia mai avuto come vera guida, il padre del sogno palestinese è infatti ancora troppo apprezzato per rischiare un’offesa alla sua memoria: si correrebbe il rischio di perdere in popolarità anche fra i propri attuali sostenitori.

Tuttavia ciò che forse non è stato previsto è stata l’entità dei partecipanti: è difficile ottenere informazioni attendibili, ma al-Jazeera ha riportato una presenza di quasi duecentomila persone, molte delle quali affiliate o comunque simpatizzanti di Fatah. E’ necessario notare però che l’importanza della manifestazione risiede principalmente nell’essere stato il primo atto di sfida all’attuale amministrazione di Gaza. I seguaci di Abu Mazen hanno voluto mostrare di essere ancora presenti nella striscia, abbastanza da sfidare apertamente Haniye e i suoi uomini. La questione in bilico tra le due parti rimane ancora quella della legittimità: se da un lato Hamas continua a sostenere il governo deposto dell’ex-premier, dall’altro Fatah accusa i miliziani di essere golpisti. A tal proposito va segnalato come i seguaci di Haniye siano stati apostrofati come “sciiti”, un insulto mirato ad indicare l’apparente sudditanza a Teheran. A un’accurata analisi l’intero evento può significare un cambio di strategia da parte dell’Autorità palestinese. Ora che le maglie della sicurezza si stanno stringendo nella West Bank (come nelle recenti operazioni a Nablus) e Abu Mazen ha il supporto di gran parte della comunità internazionale in vista della conferenza, Fatah potrebbe tentare di testare il terreno per una futura ripresa del potere a Gaza. Tali primi passi sono necessariamente di natura propagandistica e verbale, dato l’attuale strapotere militare di Hamas.

La reale debolezza di Fatah nella striscia

Non bisogna dimenticare infatti come Fatah sia attualmente incapace di mettere in atto una seria opposizione armata. Le forze di sicurezza di Abu Mazen sono pienamente impegnate nella West Bank dove operano contro i miliziani avversari, e non vi sono grandi riserve disponibili per operazioni a Gaza. Le risorse dell’autorità palestinese, così come tutte le energie, sono focalizzate infatti sulla Cisgiordania e sulla gestione del difficile negoziato con Israele. Anche immaginando un reale interesse a riprendere il controllo di Gaza ora, l’effettivo isolamento delle due regioni l’una dall’altra rende difficile far arrivare le proprie forze in numero sufficiente. Inoltre questo rende impossibile usufruire di una qualsiasi base logistica in zona: non è quindi possibile né far affluire sufficienti rifornimenti bellici né assicurare il rapido arrivo di rinforzi.

Rimane la via del supporto popolare, ma va notato come Fatah non raccolga necessariamente il favore della maggior parte della popolazione locale. Un recente sondaggio commissionato nella Striscia da fonti indipendenti ha mostrato come Fatah goda di un leggero vantaggio in popolarità. Tuttavia non è mai stato reso noto l’intervallo di confidenza di tale consultazione, a tutto svantaggio dell’attendibilità. Il dialogo con Israele e gli aiuti ricevuti nei mesi precedenti alla perdita di Gaza danno infatti forza ad accuse di collaborazionismo; a questo si aggiunge la nota corruzione di parte della sua classe dirigente. Ne risulta che gran parte della popolazione non si sia apertamente schierata. Anche immaginando un generale discontento per la condotta di Hamas, rimane comunque molto dubbioso che possa verificarsi un’azione popolare sufficientemente incisiva per mettere a rischio l’amministrazione di Haniye e dei suoi uomini. Gaza rimane così un ambito dove Fatah non riesce ancora ad operare efficacemente su nessun livello, né economico né sociale né militare. Il conflitto con Hamas rimane quindi sul piano propagandistico, dove però nessuna delle due fazioni può contare su un netto vantaggio.

La conferenza di pace e le implicazioni per Gaza

La situazione a Gaza diventa ancor più precaria con l’avvicinarsi della conferenza di pace di Annapolis. Il 16 Novembre i militanti di Hamas hanno inscenato una contro-manifestazione anti Fatah davanti all’ex palazzo di Abu Mazen. Durante il meeting uno dei leader di Hamas, Khalil al-Haya, ha annunciato la possibilità di una nuova eruzione di violenza nel caso Abbas faccia concessioni riguardo a Gerusalemme, ai confini dello stato palestinese e al diritto del ritorno. Il primo scopo di un tale evento è stato sicuramente controbattere alla precedente manifestazione di Fatah: in questo senso l’operazione non sembra riuscita, data l’esigua partecipazione (circa diecimila persone) rispetto ai propri avversari. Ma ciò che va notato maggiormente sono le parole che sono state espresse. Un’analisi delle richieste esposte mostra un’apparente totale indisponibilità al dialogo con Israele, prerequisito fondamentale per un qualsiasi colloquio di pace. Le tre questioni indicate come non negoziabili sono infatti punti cruciali anche per lo stato d’Israele e sono gli ambiti in cui maggiormente entrambe le parti dovranno dimostrare flessibilità e disponibilità al compromesso. Ne deriva l’impressione che Hamas non sia disposta a un dialogo serio.

Tuttavia a un’analisi più attenta le parole di al-Haya assumono anche il significato di richiedere che nessun negoziato sia condotto senza la presenza del movimento islamico. In effetti la preoccupazione maggiore di Hamas è proprio di non rimanere isolata e senza voce nei colloqui di pace, e tali dichiarazioni sono una specie di “ultimo avviso”. Il movimento islamico sembra infatti incapace di accettare le richieste base della comunità internazionale (rinuncia alla violenza, riconoscimento di Israele) e questo lo pone in un vicolo cieco, costituito dal fatto che la propria influenza sugli eventi rischia di essere annullata. La sua leadership potrebbe allora decidere di recuperare visibilità attraverso la lotta, raccogliendo l’appoggio di quella parte di popolazione palestinese che, inevitabilmente, non sarà soddisfatta degli accordi. Forte è il timore che Hamas tenti di boicottare la conferenza o che successivamente riprenda la tattica degli attentati suicidi. Questo però provocherebbe un’inevitabile massiccia risposta militare israeliana. Una tale operazione è stata preannunciata dal Ministro della Difesa Ehud Barak già da numerose settimane, ma è importante notare come un comportamento particolarmente ostile di Hamas dopo la conferenza potrebbe fornire a Israele il casus belli perfetto: in caso di successo ad Annapolis il mondo intero da un lato criticherebbe Israele, ma dall’altro farebbe fatica ad appoggiare una fazione che di fatto ostacolerebbe il cammino verso la pace. Esiste tuttavia anche la prospettiva inversa: ovvero che Hamas attenda l’ormai imminente operazione delle IDF così da usarla come giustificazione per mettere in atto le proprie minacce.

Al momento non è possibile prevedere quali saranno le conseguenza di un’eventuale confronto diretto tra Israele e Hamas a Gaza. Difficile però che le milizie islamiche non ne escano pesantemente indebolite se gli Israeliani si impegnassero a fondo, a tutto vantaggio di un eventuale ritorno di Fatah nella striscia.

Conclusioni

Al momento Fatah non è in grado di minacciare la supremazia di Hamas a Gaza. Non ha né gli uomini, né le armi, né le infrastrutture necessarie. La sua opera rimane quindi quella di opposizione passiva, facilitata dal fatto che ogni reazione forte dei propri avversari ne provoca la condanna da parte della comunità internazionale. Questo però non basta a cambiare gli equilibri all’interno della striscia.Il futuro di Gaza dipenderà quindi dalle reazioni di Hamas alla conferenza di pace. Se, come minacciato, eventuali compromessi di Abu Mazen dovessero scatenare la violenza da parte del movimento islamico, sembra inevitabile una risposta militare israeliana. Se Hamas dovesse uscirne particolarmente indebolita, Abu Mazen potrebbe approfittarne per riprendere il controllo.

Egitto:trovata tonnellata esplosivo

Egitto:trovata tonnellata esplosivo

Rinvenuta da guardie frontiera in localita’ del Sinai

(ANSA) – IL CAIRO, 22 NOV – Le guardie di frontiera egiziane hanno scoperto in una localita’ del Sinai una tonnellata di esplosivo presumibilmente diretto a Gaza. Lo riferiscono fonti della sicurezza egiziane. L’esplosivo era imballato in 80 pacchetti. Israele accusa l’Egitto di non fare abbastanza per bloccare il contrabbando di armi verso la Striscia di Gaza. Il Cairo risponde che le 750 guardie di frontiera, previste dall’accordo di pace israelo-egiziano del 1979, non sono sufficienti a fermare il traffico.

22 Nov 13:12

E’ accaduto a Londra…

22/11/2007 Al salone del World Travel Market (WTM) di Londra (la più grande fiera mondiale del turismo, che si è svolta dal 12 al 15 novembre 2007), il presidente di una catena alberghiera israeliana Shauli Dor si è recato allo stand iraniano e ha stretto la mano al rappresentante del ministero iraniano del turismo, che gli ha fatto una breve relazione della situazione turistica nel suo paese. Dopo essersi fatto fotografare insieme, l’iraniano ha chiesto a Dor il suo paese d’origine e ha bruscamente messo fine all’incontro quando ha appreso che veniva da Israele.

Israele.net

Militanti islamici addestrati in campi virtuali sul web

Militanti islamici addestrati in campi virtuali sul web

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Un video girato dei rapitori mostra il corrispondente BBC da Gaza Alan Johnston l’1 giugno 2007. REUTERS/Internet via REUTERS TV (PALESTINIAN TERRITORIES)

Internet è diventato uno strumento di indottrinamento fondamentale per i militanti islamici, che se ne servono per educare le reclute in campi di addestramento cibernetici. E’ quanto emerge dalle analisi di esperti di crimine e sicurezza.

Gabriel Weimann, esperto di sicurezza in Internet che insegna all’Università di Haifa in Israele e all’Università di Mainz in Germania, ha spiegato che una volta i militanti compivano gli addestramenti in campi segreti in paesi come l’Afghanistan.

“Ora (invece) si incontrano nel cyberspazio”, ha raccontato Weimann durante una conferenza sulla sicurezza in Internet al quartier generale della Polizia Federale Tedesca (BKA).

Lo studioso ha affermato che i siti Internet e le chat usati dai gruppi di militanti islamici come al Qaeda non vengono usati solo per la propaganda ma anche per la formazione.

“Insegnano alle persone come diventare terroristi online”, ha spiegato Weimann. “Al Qaeda ha lanciato un sito che mostra praticamente come usare le armi, come portare a termine un rapimento, come fabbricare bombe usando del fertilizzante”.

Gli insorti iracheni utilizzano anche le immagini satellitari disponibili sul portale Internet Google Earth per localizzare i bersagli per gli attacchi, secondo Weimann.

Un altro aspetto inquietante del cyber-addestramento è che i bambini possono essere esposti alle idee dei militanti islamici. Weimann ha mostrato immagini di un video caricato su Internet che mostrava dei bambini che recitavano la decapitazione del contractor americano in Iraq Nicholas Berg.

Il presidente della Bka Joerg Ziercke ha spiegato che l’ammontare delle attività criminali su Internet sta aumentando ad una velocità allarmante. Si tratta di crimini che includono “la distribuzione di pornografia infantile, crimine organizzato, crimini economici, spionaggio industriale e pianificazioni di attacchi terroristici”.

Un’altra preoccupazione è data dall’aumento delle connessioni Internet wireless: militanti e criminali possono appoggiarsi alle connessioni wireless della gente e avere così l’anonimato garantito.

Ziercke ha reiterato l’invito alla Germania di permettere le cosiddette “online searches” dei computer dei sospettati, cioè la sorveglianza remota dei computer dei sospettati attraverso “Trojan horse”, pratica illegale in Germania

Liberali per Israele

Germania: profanati più di 230 cimiteri ebraici negli ultimi 5 anni

More than 230 Jewish cemeteries desecrated in 5 years in Germany

AFP and EJP Updated: 20/Nov/2007 23:03

BERLIN (EJP)—237 Jewish cemeteries were reported desecrated in Germany, between 2002 and 2006, an average of around 50 a year, the daily newspaper Taggespiel reported, quoting the German Interior Ministry.

This phenomenon culminated in 2002 with 60 desecrations against 39 in 2006, the ministry said in reply to a question by Petra Pau, a leader of the Left Party in the Bundestag or Parliament.

There are approximately 2,000 Jewish cemeteries in Germany.

” I am shocked,” declared the secretary general of the central Council of the Jews in Germany, calling for the designation of a governmental representative for the fight against the extreme-right and anti-Semitism.

The Council has on many occasions warned of a growth in anti-Semitic activity in Germany in the past year but it was reproached by others “to create panic.” “Today we see that our attitude was justified,” he said.

Gert Weisskirche, responsible for the combat against anti-Semitism for the Organisation for Security and Cooperation in Europe (OSCE), said he now wishes to discuss various proposals with an informal group of parliamentarians, including the ideas of having an official government representative to deal with anti-Semitism, of creating a commission of enquiry, or of having an annual government report on anti-Semitism.

In September, a rabbi was seriously injured after being stabbed in the street in Frankfurt by a young German of Afghan origin and a swastika was painted on a wall of the synagogue in Paderborn.

European Jewish Press

21 November 2007: daily news summary

23:57 The United States has sent invitations to 40 countries invited to the Annapolis conference to be held next week. Syria, Saudi Arabia, members of the Quartet, and the Secretary General of the UN, were among the guests. (Guysen.International.News)

23:45 The prison services have issued the list of Palestinian prisoners that the government agreed to release before the Annapolis conference. The names of 431 prisoners appear on the website of the prison services: http://www.ips.gov.il. The publication of this list on the internet is intended to enable citizens to appeal the government’s decision. (Guysen.International.News)

23:27 Turkey’s president, Abdullah Gul, has approved legislation authorizing the construction of the first nuclear reactor in Turkey. According to the new law, a tender will be issued for the construction of the latter, within a month. Turkey plans to acquire 3 reactors in the coming years. (Guysen.International.News)

23:27 The Israeli and Palestinian negotiating teams met again on Tuesday evening to draft a joint statement for the conference Annapolis. To note, tomorrow morning the Israeli security cabinet will discuss the preparations and the possible consequences of this peace summit. (Guysen.International.News)

23:14 The United States has agreed to initiate a fourth session of talks on the security situation in Iraq with Iran. (Guysen.International.News)

21:46 Germany is going to pay more than 40 million Euros to the Palestinian Authority. The German plenipotentiary in the disputed territories has signed an agreement with the PA in Ramallah. Half of this amount will be transferred via a temporary aid mechanism established by the EU, and the rest will be injected into the private sector and will finance civil institutions and jobs creation … (Guysen.International.News)

21:18 During his joint press conference this afternoon with Ehud Olmert, Egyptian President Hosni Mubarak discussed the situation in the disputed territories. ”It is impossible to establish a Palestinian state only in Gaza or the West Bank. Hamas and Fatah have to be reconciled” he said. (Guysen.International.News)

20:36 The daily review from Magen David Adom: 1 person died and 128 others were injured in several road accidents that occurred during the last 24 hours. Two of the injured are in a serious condition and the others suffered minor injuries. Since the beginning of the year, 381 people have died on the roads in Israel. (Guysen.International.News)

20:18 The security cabinet will meet on Wednesday to discuss the implications of the Annapolis declaration and the Israeli decision to release hundreds of Palestinian prisoners. (Guysen.International.News)

19:59 Next week Iran will host a terrorism conference, similar to Annapolis. The leaders of ten Palestinian terrorist movements will gather in Tehran between the 25 and 27 November. Among the guests Khaled Mechaal, Ahmed Jibril, Ramadan Shallah, Nayef Hawatmeh are expected to attend. (Guysen.International.News)

19:10 Bank Hapoalim is on the verge of acquiring Kazakhstan Demir Bank (DKB). This will be the first bank in Central Asia, to be controlled by an Israeli bank. The cost of the transaction is estimated at $70 million dollars. The DKB is ranked 21st out of 33 banks operating in the country. (Guysen.International.News)

18:07 Several mortar shells fired from the north of the Gaza Strip landed near Nahal Oz. No injuries or damage were reported. (Guysen.International.News)

17:09 Defense Minister Ehud Barak believes that Hamas and the Islamic Jihad are seeking to expand their terrorist activities in the Gaza Strip and Judea and Samaria as much as possible before the Annapolis conference. He had given the order to the IDF to increase its vigilance. (Guysen.International.News)

16:46 Russia will provide Egypt with information for the establishment of a civilian nuclear program. The Egyptian Minister of Energy, Hassan Younes, also said that a new draft law will be submitted shortly for the construction of several nuclear reactors. (Guysen.International.News)

15:29 The Egyptian president, says it is highly probable that Syria will participate in the Annapolis conference. Hosni Mubarak made these remarks during a joint press conference with Ehud Olmert. The two leaders also agreed to strengthen their cooperation to combat arms smuggling into Gaza via the Philadelphia axis. (Guysen.International.News)

14:55 57% of Palestinians do not believe that the Annapolis conference will achieve any breakthrough in the peace process with Israel. The survey was conducted by an independent study center in East Jerusalem. 78% of respondents were in favor of a peace agreement with Israel, and for 51% of them, the debate on the status of Jerusalem is a fundamental issue of the talks. (Guysen.International.News)

14:42 The Chief of Staff Gabi Ashkenazi said at a session of the Knesset Committee on Foreign Affairs and Defense, that he opposes the release of Palestinian prisoners from Gaza, as Gilad Shalit is still held captive by Hamas. (Guysen.International.News)

14:07 Lebanon: the presidential elections which are to be held on Wednesday may be pushed back two days due to the lack of agreement between the different parties, on a list of candidates. The mandate of the current president, Emile Lahoud, ends in three days. (Guysen.International.News)

13:45 In Israel, International Children’s Day is marked along with the rest of the world. On this occasion, the Central Bureau of Statistics publishes data on the child population in the country. Israel has 2,365,900 children, i.e. a third of the global population. The names most frequently given to children born last year are Itai and Noa. Within the Arab sector, the most popular names are Mohamed for boys and Shahad for girls. (Guysen.International.News)

13:27 ”The objective of the Annapolis summit is to give a ”kick start to lasting and serious negotiations between Israel and the Palestinians” Ehud Olmert said during his joint press conference with Egyptian President Hosni Mubarak in Sharm el-Sheikh. He said that he hoped to conclude a peace agreement with the Palestinians in the year 2008. (Guysen.International.News)

12:54 Ahmed Qorין is skeptical as to the development of a joint Israeli-Palestinian text before Annapolis. The head of the Palestinian negotiating team said that discussions with Israel had not yielded the expected results, and that he would meet again with the head of the Israeli team Tsipi Livni before the conference. (Guysen.International.News)

11:46 Economy: the Rafael security company is signing a $25 million contract with the United States Navy. In cooperation with the American Bae, Rafael will provide 62 Typhoon naval weapons systems in the United States Navy. (Guysen.International.News)

11:22 An American Jewish millionaire financed the campaign for the release of Yigal Amir. The Israeli Channel 2 revealed on Monday evening that the anonymous Jewish tycoon from California ”is not a supporter of the assassination”, but felt that it is necessary to release the murderer of former Prime Minister Yitzhak Rabin ”one of these days”. (Guysen.International.News)

09:07 A major archaeological discovery: remains of a street in Jerusalem from the Roman era have been discovered in recent months by archaeologists from the National Board of Antiquities in tunnels near the Kotel (the Western Wall). Pottery, glass utensils, and many rings dating from the time when Jerusalem was called Aelia Capitolina between the 2nd century and the 4th century of the common era, have been unearthed. (Guysen.International.News)

08:36 A second clash last night between IDF forces and terrorists in the south of the Gaza Strip. Soldiers spotted three armed men near Nirim, and opened fire. Two of them, the Hamas terrorists, were killed, the third was apparently injured. (Guysen.International.News)

07:54 In the United States, it is estimated that the Israelis and Palestinians will present a joint statement in Annapolis. The spokesman for the U.S. State Department, Sean McCormak, welcomed the goodwill gestures from Israel, including the release of hundreds of Palestinian detainees and the announcement of a freeze on the expansion of settlements, but did not give details on the exact date of the opening of the peace conference, its participants and the issues to be discussed. (Guysen.International.News)

02:58 According to Israeli citizens living in Judea and Samaria, the number of acts of vandalism against Israeli farms in the region has risen sharply. The damage to property includes fires and destruction of farm equipment and crops, costing tens of millions of shekels to the operators. Palestinians and left-wing Israeli militants are responsible for this damage. (Guysen.International.News)