Razzi Qassam su Israele: per renderci conto….

28/11/2007 Missile Qassam palestinese lanciato martedì sera dalla striscia di Gaza verso Israele si è abbattuto vicino a Kfar Aza.

28/11/2007 Granate di mortaio palestinesi lanciate martedì dal sud della striscia di Gaza si sono abbattute vicino alla barriera di sicurezza e nei pressi di Kerem Shalom.

28/11/2007 Missile Qassam palestinese lanciato martedì mattina dalla striscia di Gaza verso Israele si è abbattuto vicino al kibbutz Nir Am.

27/11/2007 Terroristi palestinesi della striscia di Gaza hanno tirato due granate di mortaio verso soldati israeliani presso la zona industriale di Erez.

27/11/2007 Missile Qassam palestinese lanciato dal nord della striscia di Gaza verso Israele si è abbattuto per errore sulle rovine dell’ex insediamento israeliano di Dougit, sgomberato col disimpegno dell’agosto 2005.

27/11/2007 Forze di Difesa israeliane hanno abbattuto lunedì due terroristi che tentavano di piazzare un ordigno esplosivo nella regione di Erez (al confine fra Israele e striscia di Gaza settentrionale).

27/11/2007 Incursione di elicotteri israeliani lunedì a Beit Hanoun contro lanciatori di Qassam che si apprestavano a tirare verso il Negev occidentale: uno è morto, altri due sono stati feriti.

27/11/2007 Due missili Qassam palestinesi lanciati lunedì mattina dalla striscia di Gaza verso Israele si sono abbattuti nel Negev occidentale: uno sulle serre a nord di Netiv Ha’assara, il secondo vicino alla barriera di sicurezza a ovest di Zikim.

26/11/2007 Scontro a fuoco domenica a Tulkarem fra due capi terroristi ricercati e soldati israeliani giunti ad arrestarli: uno è stato ucciso, l’altro ferito.

26/11/2007 Tiri di granate palestinesi domenica pomeriggio vicino alla barriera di sicurezza a nord di Nahal Oz. Una seconda granata di mortaio si è abbattuta nella zona industriale di Erez, preso la parte nord della striscia di Gaza.

26/11/2007 Missile Qassam palestinese lanciato domenica mattina dal nord della striscia di Gaza verso Israele si è abbattuto vicino a Sha’ar Hanegev.

26/11/2007 Soldati israeliani sabato notte hanno intercettato e ucciso due palestinesi armati della striscia di Gaza affiliati alla Jihad Islamica che si avvicinavano alla loro postazione.

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Appello dei parlamentari di Hamas

27/11/2007 “Abbiamo il diritto di difendere con ogni mezzo la nostra terra, che si estende dal fiume Giordano al mare Mediterraneo”. Lo dice un appello, promosso da vari parlamentari di Hamas e firmato anche dal (deposto) primo ministro Ismail Haniyeh, contro le concessioni che l’Autorità Palestinese potrebbe fare ad Annapolis. Il documento invita i palestinesi a restare fedeli ai loro principi, affermando che un regolamento del conflitto senza “diritto al ritorno (dei profughi palestinesi e loro discendenti all’interno di Israele) sarebbe uno scherzo”.

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Annapolis: il discorso di Abu Mazen

28/11/2007

Il discorso tradotto dell’arabo all’inglese del presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) martedì ad Annapolis inizia con: “In nome di Dio, il misericordioso” Verso la fine del discorso, viene indicato “Satana, il nostro nemico”. Nel discorso Abu Mazen ha evocato la libertà come ”l’ultima parola pronunciata dai martiri e dalle vittime, e la poesia di prigionieri”.

Abu Mazen ha indicato i suoi obiettivi: “La fine dell’occupazione di tutti i territori palestinesi occupati nel 1967, tra cui Gerusalemme est, il Golan siriano e ciò che resta dei territori libanesi occupati [fattorie Sheba’a]; risolvere tutte le altre questioni legate al conflitto, specialmente quella dei profughi palestinesi, in tutti i suoi aspetti politici, umanitari, individuali e comuni, in accordo con la risoluzione 194 [“diritto al ritorno”] come precisato nell’iniziativa di pace araba, con la partecipazione degli stati fratelli che ospitano i profughi e sopportano un onere enorme a tale riguardo.

Da domani – ha proseguito Abu Mazen – dobbiamo avviare negoziati ampi e approfonditi su tutte le questioni dello status finale, tra cui Gerusalemme, i profughi, le frontiere, gli insediamenti, l’acqua, la sicurezza ecc… Devo difendere il diritto del nostro popolo di vedere una nuova alba senza muri di separazione, senza uccisioni… Attendo con impazienza la liberazione dei nostri prigionieri. Devo sottolineare che la nostra determinazione a porre fine all’occupazione scaturisce dalla nostra convinzione che in questo modo toglieremmo le motivazioni più importanti del terrorismo nella nostra regione… Ai miei fratelli, sorelle, bambini: abbiate fiducia poiché la Palestina futura arriva: tale è la promessa del mondo intero verso di voi”.

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Il fondamento essenziale di qualunque pace

Il fondamento essenziale di qualunque pace

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Da un editoriale di Ma’ariv

Negli accordi di pace con l’Egitto e la Giordania e nei vari accordi (provvisori) di Oslo con i palestinesi, nonché nella Road Map, non compare mai la definizione di Israele come stato ebraico, cioè come lo stato del popolo ebraico. Il nocciolo del problema è che i paesi arabi e i palestinesi (e persino anche alcuni ebrei israeliani) non sono in alcun modo disposti a riconoscere lo stato di Israele come stato ebraico in questa accezione.

Tre le ragioni principali. La prima è una ragione psicologico-ideologica: il rifiuto di accettare l’esistenza di uno stato ebraico all’interno di quello che viene considerato il mondo esclusivamente arabo-islamico. La seconda ragione ha a che fare con la questione dei profughi palestinesi del 1948: riconoscere il carattere ebraico di Israele significa sostanzialmente rinunciare alla rivendicazione di questi profughi (e dei loro discendenti) di stabilirsi all’interno di Israele. La terza ragione riguarda gli arabi che sono cittadini israeliani, i cui leader dichiarano apertamente di non voler assolutamente riconoscere Israele come stato ebraico.

La conferenza di Annapolis deve tradursi in un test per palestinesi e paesi arabi: sono disposti a sottoscrivere un semplicissimo appello che propugni la prospettiva di due stati – uno per il popolo ebraico e l’altro per il popolo arabo-palestinese – o sono contrari? Si tratta del fondamento essenziale di qualunque struttura di pace, di qualunque futura discussione.

(Da: Ma’ariv, 12.11.07)

Nella foto in alto: Il rifiuto di accettare un’entità ebraica indipendente su una parte della Terra d’Israele è costantemente ribadito dalle mappe di tutta la pubblicistica palestinese

Negoziatori palestinesi: “No a Israele come stato degli ebrei”

Perché i palestinesi dicono no?

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Avviare rapporti normali con Israele

27-11-2007
Avviare rapporti normali con Israele

Da un editoriale del Jerusalem Post

Il risultato del summit pre-Annapolis della Lega Araba viene pubblicizzato come un grande successo per Washington. Adesso ci si attende che una ventina di paesi arabi siano presenti alla conferenza di Annapolis a livello di ministri degli esteri. Ma il sottotesto di questa adesione desta la preoccupazione che alcuni arabi abbiano piuttosto l’intenzione di minare Annapolis ed anche il processo di pace che Annapolis dovrebbe rilanciare.

“La Lega Araba parteciperà per la prima volta a una conferenza che vede una presenza israeliana”, ha dichiarato il segretario generale della Lega Araba Amr Moussa, in modo abbastanza fuorviante dal momento che gli stati arabi, comprese Siria e Arabia Saudita, parteciparono già alla Conferenza di Madrid del 1991. Poi Amr Moussa ha aggiunto: “Andremo ad Annapolis a dire che non vi può essere alcuna normalizzazione (dei rapporti con Israele) se non nel quadro dell’iniziativa di pace araba e di una pace globale”. Il che suona come una inquietante riaffermazione della tradizionale posizione secondo cui la normalizzazione potrebbe arrivare solo al termine di un processo che offra piena soddisfazione alle rivendicazioni arabe, mentre è del tutto evidente che proprio un graduale processo di normalizzazione sarebbe cruciale per il successo di qualunque sforzo di riconciliazione.

Ancora più clamoroso, la risposta che ha dato il principe Saud al-Faisal, ministro degli esteri saudita, alla domanda se avrebbe stretto la mano del suo omologo israeliano Tzipi Livni: “Non siamo disponibili per uno show teatrale… Non andiamo ad Annapolis per stringere la mano a qualcuno né per fare mostra di sentimenti che non proviamo”. Persino Yasser Arafat strinse la mano di Yitzchak Rabin. Ma i sauditi, pur figurando come propositori di un piano di pace, pretendono di essere più palestinesi dei palestinesi.

Nessuno chiede ai sauditi di iniziare a costruire un’ambasciata a Gerusalemme, anche se sarebbe un’idea eccellente per promuovere la pace. È tuttavia necessario che gli stati arabi aprano la strada verso la pace, anziché farsi trascinare. Come ha detto Tzipi Livni mentre era in volo per Annapolis, “non c’è un solo palestinese che possa arrivare a un accordo con Israele senza il sostegno del mondo arabo: questo è uno degli insegnamenti che abbiamo appreso sette anni fa”.

È sempre stato vero, ma non è mai stato così evidente, che i palestinesi sono tropo deboli, troppo divisi e troppo estremisti per fare la pace da soli o per aprire la strada verso la pace trascinandosi dietro gli stati arabi. Non a caso Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha implorato i paesi arabi di venire ad Annapolis, e Hamas si è infuriata con la Lega Araba per aver dato retta alle preghiere del presidente palestinese.

Ma qui non si tratta di uno di quei casi dove basta fare atto di presenza. Gli stati arabi devono decidere se vogliono o meno che nel futuro prossimo la prospettiva due popoli-due stati diventi realtà. Se non lo vogliono, allora possono andare avanti come hanno fatto finora e potranno stare tranquilli che non accadrà. Ma se il mondo arabo, per suoi motivi e interessi – vuoi perché il conflitto ha bloccato il loro sviluppo, vuoi perché hanno paura che l’Iran si impadronisca del conflitto per suoi propri scopi – se il mondo arabo desidera porre fine ufficialmente al tentativo di distruggere Israele, allora può mettere il vento in poppa al processo di pace in qualunque momento.

Amr Moussa dice che non vi sarà nessuna normalizzazione “gratis”. Ma Israele ha già pagato: lo ha fatto rinunciando all’aspetto per lui più importante della Road Map, e cioè quella sequenza che prevedeva la fine del terrorismo prima dell’inizio dei negoziati.

In base alla Road Map, le questioni relative all’assetto definitivo dovevano essere negoziate solo nella Fase Tre, ben dopo che i palestinesi, nella Fase Uno, si fossero impegnati in “operazioni durature, mirate ed efficaci per contrastare tutti coloro che sono implicati nel terrorismo e smantellare l’infrastruttura e le risorse dei terroristi”. Nella Fase Due, gli stati arabi avrebbero dovuto “ristabilire i legami che avevano con Israele prima dell’intifada (uffici commerciali, ecc.)”, nonché “ripristinare gli impegni multilaterali su questioni come le risorse idriche regionali, l’ambiente, lo sviluppo economico, i profughi e il controllo degli armamenti”.

Se Israele ha già fatto una enorme concessione accettando di procedere con la Fase Tre della Road Map mentre deve tuttora battersi contro le strutture del terrorismo palestinese che, semmai, stanno aumentando anziché diminuire, perché mai i paesi arabi dovrebbero considerarsi svincolati dagli impegni della Fase Due?

In definitiva, comunque, un processo di pace non si giudica calcolando i punti, bensì valutando se porta da qualche parte. Nessun “orizzonte politico” che Israele possa offrire potrà sostituire ciò che gli stati arabi possono e devono fare per creare un clima favorevole alla pace. Alcuni di questi stati hanno chiassosamente protestato di non essere interessati a una semplice foto di gruppo. Ma se mantengono il loro aperto rifiuto persino di stringere la mano agli israeliani, per non dire di normalizzare i rapporti con Israele, Annapolis e i negoziati che seguiranno si ridurranno proprio a questo.

(Da: Jerusalem Post, 26.11.07)

Le speranze di Olmert, la condanna di Hamas, il disincanto degli osservatori

Il fondamento essenziale di qualunque pace

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Hamas or an impossible peace

Hamas or an impossible peace

By Guy Senbel for Guysen International News

Mercredi 28 novembre 2007 à 09:43

Editorial for the week of 11/17/2007

This week, we wish to draw our readers’ attention on Palestinian violence and the sorrows and deadlocks – both political and diplomatic – it generates.

Guysen TV will not release the footage that our brave reporters managed to film and smuggle into Guysen’s Jerusalem headquarters.

The rules of the French broadcasting authorities, the “CSA,” are scrupulously observed. Faced with atrocity and horror, the oft-criticized censure does make sense in the present case.

Neither will we broadcast on Guysen TV the horrid images of the massacre of men lying down with their heads deep in the dust that will soon cover them completely. There are at least thirty – Fatah members accused of betraying their homeland, who await death, petrified with fear.

The technique used by Hamas militiamen is not new: anyone who tries to move or run away will be executed. So they wait and wait, those who wished to partake in dialogue. And when their groans die out, when the hands of the poor condemned men cover their deafened heads, their executors appear, opening fire. Their only crime was to believe that it was possible to negotiate with Israelis and discuss their future, to talk of peace, independence and hope.

The scene is horrendous. The automatic weapon help by a man masked with the colors of Islam fires its deadly bullets from right to left, up and down. All those who did not die under this first round are critically wounded. Every man lying on the floor is hit. If he isn’t dead, he is suffering from a bullet wound in the back or in the leg, a wound foreboding a certain death. It is now impossible to escape the madness of the two executioners who, Kalashnikov in hand, go hopping through the dead and the dying. No one among the fathers, brothers, sons and husbands lying down there and condemned, survives.

Hamas is executing. In front of a camera, Hamas is shooting a movie which will be sent to the victims’ families to make them understand that in Gaza, revenge is unlikely, challenge impossible and courage undreamed-of. It is hard to believe that this cold-blood and inhuman footage did not make its way to other media outlets. Since we cannot show barbarity, we will describe it.

Ten days before the Annapolis conference, whose stakes are hard to define, Mahmoud Abbas is raising the tone. He is the first to be notified of the atrocities committed by Hamas against his people. He is aware that the savagery of his political enemies may bring the region back to bloodshed and hatred.

During a speech in Ramallah for the 19th anniversary of the symbolic proclamation of the Palestinian State, he called on the people to “topple” Hamas and claimed that the Palestinians were ready for a “real peace” with Israel: “We must topple this gang that took control of the Gaza strip by force of arms and that is exploiting the suffering and tragedies of our people,” he said Thursday (Nov. 15).

That is why Hamas imposed new restrictions to reporters in the Gaza Strip. They claimed that these were necessary measures following the violence that erupted Monday in Gaza during the gathering in memory of Yasser Arafat.

Under the new decree, the government will not allow journalists and photographers to work if they do not hold a press pass issued by the authorities. In the same breath, Hamas police arrested Sawwah Abou Sayef, a cameraman working for the German TV channel ARD.

The journalist will not be able to relay broadcast of inter-Palestinian atrocities. He will not be able to show the dozens of Qassam rockets fired by Palestinians from the Gaza Strip that land on Sderot and in neighboring areas. Neither will he show Israelis in shock or the damages in the streets, houses and buildings.

The German reporter, like his fellow reporters, will not show the images of the 36 year-old Israeli stabbed to death on November 15 by Palestinians near the town of Porat.

While the truth on the al Dura case is soon to be unveiled, there is in Jerusalem a tangible breath of misinformation blowing on the freedom to inform and the right to know.

The Hamas’ murderous folly is preventing peace, but it won’t prevent hope. In Kfar Kassem, dozens of Israeli Arabs took part this Wednesday (Nov 14) in a demonstration for the abducted Israeli soldiers. The father of soldier Gilad, Noam Shalit, gave a speech of hope, a prayer of sorts.

Tonight since 510 days, we are thinking of Gilad Shalit, Eldad Regev and Ehud Goldwasser, hostages of Hamas and Hezbollah, two radical Islamic movements which are depriving them of their freedom and preventing peace.

Guysen.com

26 November 2007: Daily News Summary

23:48 Ten soldiers from the Golani unit sent a letter on Monday to the President of the State, Shimon Peres. They stated: ”We arrest terrorists several times a week, but we feel betrayed every time you release them”. (Guysen.International.News)

23:37 The PA security services reported that they arrested ten Hamas members on Monday, who were planning to disrupt the general order in the Gaza Strip. The Israeli and Palestinian security services have been on high alert recently, in light of the Annapolis conference. (Guysen.International.News)

22:58 Iraq: gunmen have killed eleven members of the family of a journalist who expressed positions favorable to the dissolved Baath party of the former dictator Saddam Hussein. (Guysen.International.News)

22:39 Iraq: Prime Minister Nouri al-Maliki has requested that the next renewal of the annual mandate from the United Nations for international troops to be stationed in his country be the last. The mandate of foreign forces engaged in Iraq would thus terminate at the end of 2008. Nouri al-Maliki also hopes to sign a bilateral agreement on security cooperation with the United States by July next year. This agreement would permit a greatly reduced number of American soldiers to remain in Iraq. (Guysen.International.News)

22:27 Washington: during an interview with Israeli journalists, Prime Minister, Ehud Olmert, said: ”I represent the honor of the people of Israel. If there is still someone who refuses to shake hands with the people of Israel, I will not shake his hand”. Olmert was referring to the refusal of Saudi foreign minister to shake hands with him at a meeting with the various participants prior to the Annapolis summit. (Guysen.International.News)

22:14 The American president, George Bush, has said: ”The United States can not impose peace in the Middle East, but it can contribute to the peace process”. The American president made this statement a few hours before the start of a dinner for the representatives of 40 countries attending the Annapolis conference. (Guysen.International.News)

21:56 The Egyptian police discovered a weapons cache north of the Sinai desert, 40 kilometers from the Israeli border. More than 100 mines and 9 bombs were found. The police opened an investigation to determine who these munitions belong to. (Guysen.International.News)

20:39 The destroyer USS Oscar Austin of the American fleet docked in the port of Haifa on Monday. This is the first time in seven years that an American warship has arrived in an Israeli port. (Guysen.International.News)

20:15 Jerusalem: thousands of people are attending the demonstration organized by right-wing movements against the Annapolis conference. The demonstrators gathered in Paris square, in the center of the capital, brandishing posters such as: ”Annapolis will explode in our faces.” (Guysen.International.News)

19:28 According to a Japanese newspaper, several North Korean experts allegedly traveled secretly to Syria, in early November, to discuss the possibility of providing Syria chemical warheads for Scud missiles. The newspaper said that Syria has already carried out several tests, the last in July 2007 which was a failure. (Guysen.International.News)

18:38 The meeting of the Israeli troika (Prime Minister Ehud Olmert and the ministers Tsipi Livni and Ehud Barak) with President Bush and Secretary of State Condoleezza Rice has just begun at the White House. A press conference will be given at the end of their meeting. (Guysen.International.News)

17:26 Palestinians in the Gaza Strip fired two mortar rounds in the direction of an IDF force near the Erez industrial zone. There were no injured. (Guysen.International.News)

16:57 IAEA inspectors arrived in Russia on Monday to discuss the nuclear substances to be delivered to the Boushehr plant in Iran. (Guysen.International.News)

16:37 The Foreign Minister of Bahrain, Sheikh Khaled bin Ahmad El-Khalifa, revealed on Monday that he had rejected the proposal made a month ago by his Israeli counterpart Tsipi Livni, to establish diplomatic relations between the two countries. He reportedly proposed to await the outcome of the Annapolis conference. (Guysen.International.News)

14:28 ”The arrangements to be concluded at the Annapolis conference will only be binding on their signatories”, Ismail Haniya, the head of the Hamas government said on Monday in Gaza, adding that ”the Palestinian people knows that this conference is useless”. (Guysen.International.News)

13:18 An IDF helicopter raid against kassam launchers in Beit Hanoun: a helicopter gunship shelled terrorists who were preparing to fire at the western Negev, one of them died, two others were wounded. (Guysen.International.News)

12:21 The IDF has begun clearing areas north of the Gaza Strip. According to Palestinian sources, Israeli forces began to clear the land and destroying buildings in the Erez industrial zone, despite protests from Palestinians. (Guysen.International.News)

12:09 An alternative conference to the one being held in Annapolis is meeting this Monday afternoon in Gaza, at the initiative of Hamas, the Islamic Jihad and other Palestinian factions. The number two of the Hamas political bureau, Moussa Abu Marzouk, said the counter conference planned to take place in Damascus has not been canceled and will take place as scheduled. (Guysen.International.News)

11:44 Bernard Kushner has demanded an explanation from Russia on the repression of anti-Putin demonstrations. The head of French diplomacy has called on Moscow to explain why 200 opposition demonstrators, including the former world chess champion, Garry Kasparov, were arrested on Sunday. (Guysen.International.News)

11:11 Lebanon: Hezbollah has accused the United States of interfering in the Lebanese presidential elections and argues that any candidate for the succession of Emile Lahoud must commit to supporting a military conflict with Israel. (Guysen.International.News)

10:27 The United States would agree to discuss the issue of the Golan Heights on the side of the Annapolis under pressure from Saudi Arabia, forging the way for Syria’s participation at the peace conference. These revelations were made by Arab diplomats in Arabic newspaper Al-Quds al-Arabi. Damascus had finally agreed to attend the international summit to reduce American tensions against it. (Guysen.International.News)

10:09 Oxford has invited the Holocaust denier David Irving to speak to its students on Monday. In line with Columbia University who invited Mahmoud Ahmadinejad to the podium a few months ago, a forum from the University of Oxford, arguing ”freedom of expression”, took the same approach to with regards to Irving, and the President of the British National Party (BNP) Nick Griffin. (Guysen.International.News)

09:54 Lebanon: Hezbollah does not recognize the legitimacy of the government of Prime Minister Fouad Siniora, which took over the presidential powers, vacant since Friday at midnight. (Guysen.International.News)

09:18 The Gush Katif evacuees from Netzarim, are again under a deportation order. Twenty-five families evacuated from Netzarim in the context of the disengagement in 2005, who had resettled in the town of Ariel, were ordered this to leave their caravans in 5 months. The mayor of Ariel explained that he was obliged to issue these orders: The Department of Defense has in fact ordered a freeze in construction in settlements. “We cannot build final housing for these families, and the district in which they are temporarily settled is illegal”, he said. (Guysen.International.News)

07:58 Students from the Ben-Gurion University of Beersheva have been rewarded in the USA for their research on algae. Four Israeli students have participated for the first time in the Technology Entrepreneurship Challenge of the Berkeley University and won the second prize of this competition organized for the 3rd consecutive year. This competition rewards the best technical applications that can profoundly change society. They worked on the production of biodiesel from microalgae. (Guysen.International.News)

05:42 Prime Minister Ehud Olmert, has expressed concern over the possibility of an explosion of the governing coalition after the Annapolis conference. Yisrael Beitenu and the religious party Shas, could decide to leave the ruling coalition, as a result of agreements with the Palestinian Authority at the summit in the United States. (Guysen.International.News)

04:14 The French company Areva will provide two third generation nuclear reactors to China. This was announced today by the chairman of the board of the energy company, Anne Lauvergeon. The contract is estimated at eight billion euros. (Guysen.International.News)

03:28 Prime Minister Ehud Olmert, will hold talks on Wednesday with President Bush, the day after the Annapolis conference. The means of putting an end to the Iranian threat will be the main topics for discussion at this meeting. Negotiations between Israel and Syria, as well as bilateral Israeli-American relations will also be discussed. (Guysen.International.News)

02:41 Afghanistan: on Sunday the international coalition forces announced the deaths of 80 Taliban in various air raids. (Guysen.International.News)