Il relax che Israele non può permettersi

10-12-2007
Il relax che Israele non può permettersi

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Da un editoriale di Ha’aretz

Finché l’Iran continua a minacciare la distruzione di Israele, resta irrilevante cosa pensi l’intelligence americana delle capacità nucleari iraniane. Non sono frutto di fantasia né di paranoia le minacce concrete che sentiamo regolarmente da Teheran. Alle orecchie del resto del mondo quelle minacce possono suonare come un ronzio di sottofondo ormai abituale, ma per Israele è imperativo convincere il mondo ad ascoltarle con attenzione.

Il presidente iraniano non ha mai detto d’essere disposto ad accettare lo stato sionista quando firmerà un accordo di pace con i palestinesi: non c’è alcun collegamento fra l’occupazione dei territori e la minaccia iraniana di cancellare Israele. Certo, si possono anche considerare le invettive di Mahmoud Ahmadinejad come frutto di demagogia, ma è troppo pericoloso sottovalutare le sue intenzioni esplicitamente dichiarate.

Pertanto la questione se l’Iran otterrà la capacità nucleare di distruggere Israele nell’arco di due o di sette anni non è poi così rilevante.

Israele rischia di fare la figura del nudnik, del petulante insistente, ora che l’intelligence americana ha suonato il cessato-allarme. Ma Israele è il solo paese che non può permettersi di abbassare la guardia. Mentre altri paesi possono crogiolarsi nei loro affari con l’Iran domandandosi se le sanzioni rispondano o meno ai loro interessi, Israele semplicemente non può permettersi questo genere di dubbi almeno finché resta al potere a Teheran l’attuale regime.

Il rapporto dell’intelligence americana non ha sostanzialmente cambiato nulla, salvo che l’importanza strategica di Israele rispetto alla minaccia iraniana è diminuita. Il rapporto non discute cambiamenti sulla base di nuovi dati di fatto: semplicemente adotta una terminologia più vaga e valutazioni più possibiliste. Il che rende difficile capire se la minaccia è diventata più piccola, o è semplicemente rinviata di qualche anno, e se ciò necessiti di cambiamenti nella posizione politica.

Il rapporto afferma chiaramente, come già faceva quello precedente, che nell’autunno 2003 l’Iran stava sviluppando armi nucleari. Dopo di ché il quadro diventa confuso. Vi sono discrepanze fra un’agenzia di intelligence e l’altra circa il presupposto che il programma nucleare militare iraniano sia da allora bloccato.

Il rapporto afferma che non è dato sapere se l’Iran abbia o meno intenzione di riprendere lo sviluppo delle armi atomiche. E gli autori non escludono la possibilità che l’Iran abbia acquisito, o possa acquisire, armi nucleari direttamente da fonti esterne. Non vi sono informazioni che permettano di valutare le intenzioni iraniane, ma vi sono consistenti informazioni secondo cui l’Iran sta continuando in vari siti segreti il processo di arricchimento dell’uranio per fare armi nucleari, e che dispone sia delle capacità tecniche sia delle conoscenze scientifiche per fabbricare armi nucleari in qualunque momento.

Il rapporto dell’intelligence americana non aumenta né diminuisce i timori. In se stesso non giustifica un rilassamento o un cambiamento di politica. Quello che il rapporto afferma è che l’Iran, se vuole produrre la bomba, è in grado di farlo; e se non lo fa, è perché decide di non farlo.

Questa valutazione può avere un effetto limitativo sulla politica interna americana. Ma nel caso della politica israeliana dovrebbe causare anzi la reazione opposta, giacché qualunque indebolimento della posizione americana, a sua volta destinato a influenzare la posizione europea, aumenta i pericoli per Israele.

(Da: Ha’aretz, 6.12.07)

Nella foto in alto: “Israele deve esser sradicato e cancellato dalla storia” recita la scritta su un missile balistico Shahab 3 esibito durante una parata militare a Teheran.

Un po’ più soli

Israele.net

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Gaza: polizia palestinese scopre e brucia droga per 4 mln di dollari

E naturalmente secondo il Ministro degli Interni palestinese la colpa è di Israele….poi dici D’Alemmah da dove ha imparato ad affermare le castronerie che dice ogni qual volta apre la bocca…

La polizia palestinese di Gaza ha scoperto e bruciato droga per 4 milioni di dollari.
10-12-2007 Gaza

Gaza – Infopal

Ieri, nella Striscia di Gaza, la polizia palestinese ha sequestrato 4 milioni di dollari di droga (hashish, marijuana e pastiglie di droga sintetica) e ha arrestato 115 spacciatori.

E’ quanto ha rivelato il portavoce del ministro degli interni, Ehab Al-Ghussain durante una conferenza stampa, aggiungendo che l’operazione è andata avanti per diversi giorni.

Al-Ghussain ha dichiarato che la droga è entrata attraverso tunnel sotterranei, a sud della Striscia, che ora sono stati quasi tutti chiusi, ma ha sollevato sospetti sulla loro dislocazione, a ridosso del valico commerciale di Karni, controllato dalle forze israeliane.

Testimoni locali hanno riferito che ieri, dalle cataste di droga bruciata dalla polizia di Hamas si è sollevato un alto fumo.

Gli spacciatori arrestati rischiano la prigione a vita o la morte.

Anp vs Hamas: continuano gli arresti da parte delle forze di Abbas

Ma possibile che queste notizie non siano interessanti per i politicanti nostrani?! Ah, ma dimenticavo….questa volta non c’è Israele di mezzo, quindi…

Anp vs Hamas: le forze di Abbas sequestrano altri 26 cittadini palestinesi.
10-12-2007 Cisgiordania – Infopal

Le forze di sicurezza dell’Anp in Cisgiordania hanno sequestrato 26 sostenitori di Hamas, tra cui il direttore dell’ufficio di Aziz Dweik, portavoce del CLP.

Cisgiordania

Le forze di sicurezza palestinesi proseguono la campagna di arresti nelle fila dei sostenitori di Hamas in Cisgiordania.

Ieri, hanno arrestato 26 cittadini, tra cui 5 fratelli; hanno invaso la moschea ar-Rahman a Hebron, dove hanno arrestato 3 cittadini in preghiera e sequestrato diversi computer.

Provincia di Ramallah

Le forze di sicurezza preventiva hanno arrestato il prof. Abdelqaher Surur, capo ufficio del presidente del Consiglio Legislativo, Aziz Dweik, a sua volta arrestato un anno e mezzo fa dagli israeliani. Surur era stato liberato un mese fa dalle prigioni israeliane dopo un anno di detenzione amministrativa.

Provincia di Jenin

Ieri, un grande spiegamento di forze di sicurezza dell’Anp ha invaso la cittadina di Marka, a sud di Jenin, sparando all’impazzata. Le forze hanno invaso e perquisito abitazioni di sostenitori di Hamas nella cittadina, arrestandone 7: Yusef Said Musa, Mahmud Said Musa, Naser Ahmad Musa, Jihad Musa, Ziyad Musa, Mohammad Mahmud Abdullah, Saleh Ali.
Un ragazzino di 13 anni, Mahmud Yaser Musa, è rimasto lievemente ferito.

Provincia di Hebron

Dopo la preghiera della sera, le forze di sicurezza hanno invaso la moschea Ar-Rahman, a Hebron. Si tratta del secondo assalto in una settimana. Hanno arrestato 3 cittadini in preghiera – Akram al-Ja’abari, Raed al-Ja’abari e Ayman al-Junaidi – e sequestrato 5 computer.
Hanno anche invaso un negozio vicino alla moschea e arrestato cinque fratelli della famiglia Gheth: Khalaf, Madar, Ikrima, Luay, Khuzaimah Mohammad Khalaf. Essi facevano parte del gruppo di detenuti appena scarcerati dalle prigioni israeliane.

Le forze di sicurezza hanno arrestato anche Tawfiq Shadid Masharfa, della cittadina di Dura.

Provincia di Nablus

Le forze di sicurezza hanno arrestato i fratelli Ghassan e Mohammad al-Aghbar, oltre a Basem al-Aghbar, Ahmad Abu al-Kalbat e Firas al-Hasan.

Provincia di Salfit

Le forze di sicurezza hanno arrestato Suhaib Ahmad Maree e Anas Azmi Maree, della cittadina Qrawet Bani Hasan, a ovest di Salfit.

Provincia di Tubas

Le forze di sicurezza hanno arrestato Mohammad Diayab Bisharat, di Tammun, a sud di Tubas.

Provincia di Gerico

Le forze di sicurezza hanno arrestato Shaikh Hasem Shobaki dopo averne invaso l’abitazione.

Proseguono anche le torture contro i detenuti nelle prigioni dell’Anp. I parenti del detenuto Nofal Said Nofal, rinchiuso nella prigione delle forze di sicurezza a Qalqilyah, hanno confermato che il giovane viene torturato per lunghe ore. Viene anche percosso alle gambe, e ora non riesce più a camminare.

Le forze di sicurezza preventive sequestrano il direttore dell’ufficio di Dweik.
10-12-2007 Nablus

Nablus – Infopal

Sabato sera, le forze di sicurezza dell’Anp hanno sequestrato Abdul-Qahir Surur, direttore dell’ufficio del portavoce del Consiglio Legislativo palestinese (parlamento).

Ne ha dato denuncia Hamas, aggiungendo che Surur è stato portato nella sede delle Forze Preventive.