La minaccia del terrorismo marittimo per Israele

La minaccia del terrorismo marittimo per Israele, di Akiva J. Lorenz

L’attenzione di numerosi esperti si è concentrata negli ultimi anni sul rischio del verificarsi di azioni terroristiche che abbiano come obiettivo infrastrutture di trasporto marittimo, di tipo civile come di tipo militare. Sebbene storicamente non vi siano stati molti atti terroristici in ambito marittimo, principalmente a causa dell’organizzazione e dei costi che questo tipo di operazione comporterebbe, questo non significa che il settore non possa in futuro costi tuire una possibilità di sviluppo per il terrorismo internazionale, in particolare per quanto riguarda organizzazioni strutturate e dotate delle risorse necessarie.

Il pericolo è particolarmente rilevante per quei Paesi, come Israele, che vedono nell’ambito marittimo una delle sfere di importanza strategica dal punto di vista economico, politico e militare.

Questi gli assunti da cui prende avvio l’analisi di Akiva J. Lorenz, ricercatore dell’Istituto Internazionale per il Contro- terrorismo. Simili riflessioni si potrebbero fare, a parere di chi scrive, anche per l’Italia, per la quale il mezzo marittimo rappresenta uno strumento di importanza prioritaria per la proiezione (e protezione) dei propri interessi strategici, nel bacino mediterraneo come nel resto del mondo.

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Jihad on line: cellule islamiche in Italia

Jihad on line: cellule islamiche in Italia – di Luca Fucini

L’operazione antiterrorismo “Hamman” condotta a Perugia a fine luglio dalla Digos e dall’Ucigos, non solo ha confermato la presenza di cellule jihadiste nel nostro Paese, ma ha reso note quelle che sono le modalità di apprendimento e diffusione delle tecniche al-qaediste.

Attraverso l’analisi on line dei vari siti, dove vengono letteralmente istruiti i novelli mujahiddin alla preparazione di ordigni esplosivi e ad altre tecniche di guerriglia armata, l’imam della moschea di Ponte Felcino, Moustapha El Korchi, coltivava non solo ideologicamente i suoi seguaci, indottrinandoli al Jihad, ma anche militarmente si ingegnava a realizzare attentati in Italia o all‟estero.

Da un certo punto di vista, analizzando il fenomeno sotto l‟aspetto della pericolosità “militare” del gruppo islamico arrestato, conforta il fatto che la sua preparazione e conseguente capacità offensiva fosse senza dubbio eccessivamente home made, simile a quella dei terroristi-medici recentemente arrestati in Inghilterra, autori degli sventati attentati a Piccadilly Circus e all‟aeroporto di Glasgow.

La capacità di costruire bombe fatte in casa con sostanze chimiche od altri preparati, come quelli trovati in casa di El Korchi, unitamente alla volontà di addestrarsi alla lotta corpo a corpo e all‟uso del coltello, sono attività evidentemente pericolose ed allarmanti, tuttavia, tornano alla mente le parole del famoso terrorista Carlos, intervistato da più testate giornalistiche, che definisce come „improvvisati‟ questi islamici dedicati alla guerra contro l‟Occidente, ben altro rispetto alla sua professionalità nel campo del terrore.

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La “Compagnia dei Ragazzi”: i novelli guerrieri di Allah

La “Compagnia dei Ragazzi”: i novelli guerrieri di Allah – di Luca Fucini

Sempre nell‟alveo della prevenzione e della repressione dei fenomeni terroristici, all‟inizio di novembre, con estrema efficacia le nostre forze antiterrorismo, coordinate dalla magistratura milanese, sono riuscite a portare un importante colpo a segno contro elementi jihadisti che reclutavano novelli kamikaze da inviare nelle zone di guerra dell‟Iraq e dell‟Afghanistan.

Gli arresti di circa una ventina di persone in Italia, dalla Lombardia all’Emilia Romagna e alla Liguria, sono stati effettuati in parallelo con altrettanti fermi operati all‟estero, in Inghilterra, in Portogallo, in Francia, con riflessi d‟indagine anche in Germania. Proprio in Francia è stato arrestato il noto Imed Zarqawi, dove, dalla città di Mentone, era sfuggito alla cattura quattro anni prima, ed ora, il giorno seguente all‟arresto, condannato nel processo d‟appello a Milano alla pena di quattro anni e sei mesi di reclusione dopo un’assoluzione in primo grado dalle accuse di terrorismo internazionale…………

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Cisgiordania: arrestati altri 13 uomini di Hamas

Invasione, arresti e torture: Altri 13 sostenitori di Hamas sequestrati

Le forze di sicurezza dell’Anp, hanno invaso le cittadina di Yasid. Arrestati 13 sostenitori di Hamas.

12-12-2007 Cisgiordania – Infopal

Le forze di sicurezza palestinese dell’Autorità Nazionale palestinese, hanno invaso la cittadina di Yasid, a nord di Nablus, e hanno effettuato una campagna di arresti nelle fila dei sostenitori di Hamas. 13 i sequestrati.

Testimoni oculari nella cittadina hanno riferito che, alle 23 di ieri, un grande spiegamento forze – più di 30 jeep militari – dell’Anp hanno invaso la cittadina di Yasid, entrando attraverso il posto di blocco israeliano. L’operazione è durata fino a questa mattina.

Sparando in maniera massiccia, le truppe hanno invaso le case dei cittadini sostenitori di Hamas. Gli abitanti hanno reagito con il lancio di pietre contro i mezzi della sicurezza. 3 auto sono state danneggiate.

Dodici dei 13 arrestati sono tutti membri di uno stesso gruppo familiare: i tre fratelli, Ammar, Amer e Mansur Marzuq adh-Dhaher; altri due fratelli, Ahmad e Qamran Mahmud adh-Dhaher; Minem Rizq adh-Dhaher; Mufdi Bashir adh-Dhaher; Wisam Husen adh-Dhaher; Husam Fares adh-Dhaher; Jaser Ibrahim adh-Dhaher; Mazen Omar adh-Dhaher; Tahsin Milhem adh-Dhaher; Saif-Iddin Fawzi Shafi.

Le forze di scurezza hanno invaso anche la casa dell’ex detenuto (presso le forze d’intelligence dell’Anp), il giornalista Bilal adh-Dhaher, e hanno tentato di arrestarlo nuovamente. Tuttavia, le gravi condizioni di salute in cui versa, a seguito delle torture violente nella prigione dell’Autorità palestinese, ne hanno evitato il sequestro.

I testimoni oculari hanno riferito che le forze di sicurezza hanno trasformato la sede del Comune in un centro di detenzione e di interrogatorio per i detenuti.

In precedenza, le forze dell’Anp hanno invaso la cittadina di Asira ash-Shamaliyah e hanno arrestato 22 sostenitori di Hamas; a Beit Imrin hanno sequestrato altri 13; a Beit Furiq, 10; a Aqraba, altri 20.