Egitto: cittadinanza revocata per chi vive in Israele

Egitto: Cittadinanza revocata se vivi in Israele

25,000 cittadini Egiziani emigrati in Israele, soprattutto giovani in cerca di lavoro o semplicemente sposati con Arabi Israeliani, corrono il serio rischio di avere la cittadinanza egiziana revocata dal parlamento del Cairo per “motivi di sicurezza”.

E’ quanto riporta oggi Palestine Today.

Il Comitato di Difesa e Sicurezza Nazionale del paese dei faraoni sta esercitando una forte pressione sul governo affinche’ si apra un dibattito sulla possibilita’ di revocare la cittadinanza a circa 25,000 emigrati egiziani che per motivi di lavoro o di matrimonio vivono oggi in Israele.

“Essi rappresentano una minaccia alla sicurezza dell’Egitto” affermano membri del Comitato per la Sicurezza, per i quali, appare ovvio, il Trattato di Pace firmato a Camp David tra i due paesi e’ ormai solo carta straccia.

Bennauro

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Un attivista delle Brigate al-Qassam è morto nel crollo di una galleria a Rafah.

Un attivista delle Brigate al-Qassam è morto nel crollo di una galleria a Rafah.

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27-12-2007 Gaza

Rafah – Infopal

Le Brigate al-Qassam, ala militare di Hamas, hanno dichiarato che ieri sera è morto un loro membro, Mohammad Matar Dhair (25 anni), nella città di Rafah, a sud della Striscia di Gaza.

Fonti di sicurezza hanno riferito che Dhair è morto a seguito del crollo di una galleria che le Brigate stavano preparando, al centro di Rafah, per affrontare le forze militari israeliane.

Le stesse fonti hanno confermato che la galleria è crollata nelle prime ore di ieri sera. Il cadavere di Dhair è stato trovato solo dopo tre ore dopo.

Dhair era un membro del gruppo “unità dei tunnel”.

Sempre ieri, le Brigate Qassam hanno lanciato due congegni esplosivi contro truppe israeliane di stanza nel sud della Striscia di Gaza.

Medio Oriente: Mubarak latore di un messaggio dalla Siria per Israele

M.O.: MUBARAK LATORE DI UN MESSAGGIO DALLA SIRIA PER ISRAELE

(AGI/AFP) – Tel Aviv, 26 dic. – Il presidente egiziano, Hosni Mubarak, “ha trasmesso un messaggio del presidente siriano, Bashar al-Assad”, al ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, in visita oggi al Cairo. Lo ha riferito una fonte del ministero della Difesa israeliano al rientro in Israele.

Ieri lo stesso premier israeliano, Ehud Olmert, nell’incontro con una delegazione di parlamentari statunitensi in viaggio poi a Damasco, aveva detto che aspettava una risposta dalla Siria alle aperture di Israele, stando a quanto riferito da un’altra fonte israeliana. Sono mesi che si parla di una ripresa dei colloqui di pace israelo-siriani, congelati sette anni fa per l’impossibilita’ di trovare un’intesa sulle alture siriane del Golan, conquistate e annesse da Israele. (AGI)

L’Egitto chiude un occhio sui traffici dei terroristi anti-israeliani

L’Egitto chiude un occhio sui traffici dei terroristi anti-israeliani

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Le Forze di Difesa israeliane sono in possesso di alcuni filmati che dimostrerebbero la complicità dell’Egitto nel perdurante traffico di armi e terroristi verso la striscia di Gaza. Lo hanno confermato a YnetNews fonti governative a Gerusalemme.

“Le preoccupazioni egiziane – affermano le fonti israeliane – sono poca cosa in confronto alla mancanza di sicurezza dei cittadini dello stato d’Israele contro i quali sono indirizzati i lanci di razzi, gli ordigni esplosivi e le granate di mortaio continuamente contrabbandati attraverso il corridoio Philadelphia (al confine fra Egitto e striscia di Gaza)”.

La controversia nasce da un video che le Forze di Difesa israeliane hanno fatto pervenire poche settimane fa all’attaché militate presso l’ambasciata d’Israele a Washington. Il nastro avrebbe dovuto essere mostrato al Congresso degli Stati Uniti durante un dibattito sull’eventualità di sanzionare l’Egitto per non aver impedito il traffico illegale verso l’enclave controllata da Hamas. Tuttavia il Congresso ha deliberato sulla questione prima che arrivasse il video, dopodiché il filmato non è stato mostrato al Congresso ma solo ai membri dell’amministrazione Bush.

La denuncia israeliana del comportamento del Cairo al confine con Gaza cade in un momento delicato delle relazioni fra i due paesi, che vede anche un incontro mercoledi’ a Sharm el-Sheikh fra il ministro delle difesa israeliano Ehud Barak e il presidente egiziano Hosni Mubarak. Ma Israele afferma che, viste le tonnellate di esplosivi contrabbandate nella striscia di Gaza nei mesi scorsi, non c’era altra possibilità che affrontare di petto l’Egitto sulla questione.

Già da qualche tempo gli ambienti della difesa esprimono forte insoddisfazione per la condotta egiziana sulla questione dei traffici illegali verso Gaza e Israele meridionale. Alti esponenti della difesa israeliana sostengono che gli egiziani, pur non prendendo parte attiva nei traffici, tuttavia chiuderebbero spesso un occhio. Secondo l’intelligence militare israeliana del Comando Sud, armi ed esplosivi transitano per il deserto del Sinai praticamente indisturbati, per poi passare dentro la striscia di Gaza attraverso la ben nota rete di tunnel sotterranei.

Gli israeliani dicono d’aver notato un forte incremento del volume di queste attività nel corso dell’ultimo anno. Oltre ad armi e materiali per la fabbricazione di bombe, passano anche terroristi e grosse somme di denaro.

Secondo gli ufficiali israeliani, gli egiziani cercano di ostacolare il contrabbando solo quando cade sotto l’attenzione internazionale per dare l’impressione di essere seriamente impegnati in questa lotta.

(Da: YnetNews, 25;12;07)

Nella foto in alto: Un terrorista palestinese si cala in un tunnel scavato vicino al confine di Rafah fra Egitto e striscia di Gaza meridionale.

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