Libano, verità scomode

Edizione 275 del 15-12-2007

Libano, verità scomode

Da Teheran, “Nel 2006 Hezbollah ha perso”
di Dimitri Buffa

L’Iran ha licenziato Hassan Nasrallah dal suo incarico di capo militare degli Hezbollah. Perché: “Ha perso la guerra con Israele nel sud del Libano e quest’anno ci è costato oltre un miliardo di dollari”. Queste parole attribuite all’ayatollah iraniano Ali Khamenei e riportate da numerosi giornali arabi tra cui Al Shark al Awsat costituirebbero la spiegazione del siluramento. Che oltretutto risalirebbe allo scorso agosto e sarebbe stato tenuto segreto per non dare armi propagandistiche ai numerosi nemici dell’organizzazione terroristica in Libano. L’importanza di questa notizia, volutamente ignorata dai media italiani ed europei, non sfugge a quanti avevano mal digerito la vera e propria esultanza con cui gli analisti politically correct avevano salutato la presunta sconfitta israeliana nella guerra del luglio e agosto 2006 nel Sud del Libano. Per due motivi: il primo è che sia i terroristi Hezbollah sia gli Iraniani sono consapevoli che non ci fu alcuna vittoria contro Israele; il secondo è che la pubblicazione di questa storia sui giornali arabi implica un’ammissione sulla direzione esterna da parte di Teheran di tutte le iniziative armate anti-israeliane in Medio Oriente, da Gaza al Libano.

Circostanza che porta acqua al mulino di chi chiede una politica più dura contro il Teheran. Nell’articolo di Al Shark al Awsat si legge tra l’altro che, nel corso di un’ispezione dei pasdaran iraniani tenutasi lo scorso agosto, sarebbero emerse forti carenze nel settore militare degli Hezbollah. Tanto che è stata esplicitamente chiesta una rendicontazione delle spese sostenute. La fonte di Al Shark al Awsat spiega anche che ci sarebbero forti divergenze sull’utilizzo di quei 400 milioni di dollari annui che Hezbollah riceve da Teheran e che dall’anno scorso sono stati aumentati sino a un miliardo dopo i danni provocati dall’azione israeliana. Con questi fondi gli Hezbollah non solo hanno ricostruito i palazzi distrutti a Sud di Beirut e realizzato nuovi insediamenti strategici, ma avrebbero anche comprato appezzamenti di terra nelle zone montuose e nelle regioni a prevalenza cristiana. Tra le righe si capisce che ci potrebbero essere sospetti da parte iraniana di malversazioni e di distrazioni di fondi per uso personale. E in ogni caso la temerarietà dell’attacco a Israele avrebbe messo il regime degli ayatollah in difficoltà economiche.

Opinione.it

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