Al-Masri(Hamas): ‘Il giorno in cui i palestinesi butteranno fuori Fayyad è vicino’.

Al-Masri: ‘Il giorno in cui i palestinesi butteranno fuori Fayyad è vicino’.
02-01-2008 Gaza

Lunedì, il parlamentare di Hamas, Mushir Al-Masri, ha dichiarato che “il giorno in cui i palestinesi butteranno fuori Salam Fayyad è vicino”. L’affermazione è giunta dopo la solidarietà dimostrata dal primo ministro del governo di Ramallah a Israele a seguito dell’uccisione di due soldati israeliani a Hebron, la settimana scorsa.

“Il popolo palestinese non accetterà – ha aggiunto Al-Masri – di essere governato da uomini dell’America, e non passerà molto che esso li rovescerà”.

Masri ha aggiunto che la condanna, da parte di Fayyad, dell’assassinio dei due ragazzi israeliani avvenuto a Hebron, e l’arresto, da parte dell’Anp di alcuni sospetti, “sono abbastanza per strappare a Fayyad l’identità palestinese”.

Fonte: Palestine-info

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Gaza, campo base per il terrorismo

Gaza, campo base per il terrorismo

MEDIO ORIENTE, 15:54:00

Da un articolo di Nissan Ratzlav-Katz

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Secondo un rapporto stilato da General Security Services, negli ultimi anni Gaza è diventata la maggiore fonte di attività terroristiche contro Israele [lanci di missili e mortai e l’esportazione di know-how e fondi all’Atutorità Palestinese] .

Nel 2007 i terroristi palestinesi hanno lanciato più di 1.200 missili su bersagli israeliani, 800 dei quali nei territori d’Israele pre-1967. Due persone sono morte e 300 sono rimaste ferite. Le vittime meno gravi hanno sofferto di shock. Secondo il rapporto dei servizi di sicurezza, i missili vengono lanciati regolarmente contro bersagli israeliani dall’interno di centri urbani affollati di Gaza. In molti casi, i terroristi fanno partire i loro missili vicino a o addirittura da sopra i tetti delle abitazioni, come pure dai cortili delle scuole dell’Autorità Palestinese.

Le menti del terrorismo di Gaza insegnano agli Arabi di Giudea e Samaria come migliorare la produzione di missili e granate. Inoltre, offrono assistenza per assicurare continuità negli attacchi e denaro per finanziare tali attività. Nell’anno appena trascorso, la Striscia di Gaza è diventata la maggiore produttrice di attività terroristiche.

Nonostante la presa di potere da parte di Hamas nel 2007, c’è stato un calo nel numero di attacchi suicidi. Non un solo attacco suicida è partito dalla Giudea e Samaria, contro i tre attacchi eseguiti ai danni d’Israele. L’unico attacco suicida riuscito era stato preparato a Gaza. Il kamikaze era stato inviato dalla Jihad Islamica e dall’organizzazione delle Brigate dei martiri di Al-Aqsa, collegate a Fatah.

Nel 2007 c’è stato, da parte di arabi dell’Autorità Palestinese, un revival ed un aumento di lancio di pietre e di spari contro veicoli israeliani lungo le strade di Giudea e Samaria, con uno sconfinamento nei territori d’Israele pre-1967 .

La diminuzione degli attacchi contro Israele nel 2007 è da attribuire al programma congiunto di attività preventive anti-terroristiche di Shabak, IDF e polizia. Il rapporto comunque non menziona il contributo dato dalla barriera protettiva costruita in Giudea e Samaria. Alla fine di ottobre, le Forze di Difesa Israeliane avevano catturato quasi 4.000 terroristi arabi provenienti da Giudea e Samaria, 117 dei quali potenziali kamikaze, contro i 5.000 del 2006, 279 dei quali terroristi potenziali.

Hizbullah, Bin-Laden e Siria nella matrice del Terrorismo

Nel rapporto s’indica l’influenza, sul terrorismo nei territori, del gruppo terroristico Hizbullah del Libano. Dal 2004, Hizbullah investe 10 milioni di dollari l’anno per finanziare attività terroristiche contro Israele dall’interno dei Territori. Da informazioni ottenute dai terroristi che sono stati catturati, Hizbullah promuove la “qualità” più che la “quantità” degli attacchi contro Israele, utilizzando i soldi come spinta maggiore.

Collateralmente, Osama Bin-Laden ha recentemente pronunciato una minaccia diretta contro Israele. In un messaggio audio, il quinto diffuso nel 2007 dall’organizzazione terroristica, Bin-Laden assicura che gli Arabi di Giudea, Samaria e Gaza non hanno motivo di preoccuparsi. “Non mi sono scordato della vostra lotta”, si sente affermare Bin-Laden, “Abbiamo intenzione di allargare la nostra jihad (guerra santa) fino a comprendere anche la Palestina. La nostra intenzione è liberare tutta la Palestina, dal fiume [Giordano] al Mar [Mediterraneo]”.

Si apprende che Fatah Al-Islam, altra organizzazione affiliata ad Al-Qaeda, ha stabilito una testa di ponte a Gaza. Recentemente questo gruppo ha rivendicato la paternità del lancio di un missile vicino Sderot. Fondato dai servizi segreti della Siria, con base soprattutto nei campi profughi del Libano, all’inizio del 2007 Fatah-al-Islam ha sferrato un attacco sanguinoso contro l’esercito libanese nel nord del Paese. Sono morte centinaia di persone.

Ed infine, a questo elenco va aggiunto un nuovo gruppo fondamentalista sorto a Gaza e che dice di chiamarsi SIL (Sostenitori della Legge Islamica). SIL ha minacciato i residenti di Gaza contro le celebrazioni fine-inizio anno, ingiungendo di rimanere a casa, perché saranno fissati luogo e tempi per punire “coloro che stanno distruggendo la società islamica” con la celebrazione di feste secolari.

Questo non è il primo gruppo che minaccia attività giudicate non-islamiche a Gaza.

All’inizio del 2007, un’organizzazione simile fece saltare in aria decine di Internet caffè, mentre un altro gruppo lanciò un attacco contro una scuola elementare delle Nazioni Unite perché si diceva che ragazze e ragazzi musulmani stavano partecipando ad un evento sportivo.

http://www.israelnationalnews.com/

ICN News

Egitto: Pellegrini palestinesi rientrano a Gaza dal valico di Rafah

M.O./ PELLEGRINI PALESTINESI A RAFAH ENTRANO A GAZA DALL’EGITTO
A nulla sono valse le proteste di Israele

Rafah, 2 gen. (Ap) – Centinaia di pellegrini palestinesi, da cinque giorni bloccati in Egitto dopo un viaggio alla Mecca, per essersi rifiutati di fare ritorno a Gaza attraverso Israele, hanno cominciato a riversarsi nel Territorio palestinese passando per il valico di Rafah.

Le prime a passare sono state due persone, una con una grande valigia, che hanno salutato i rappresentanti di Hamas, il movimento islamico alla guida di Gaza. I due sono stati seguiti immediatamente da un’ondata di pellegrini. Israele si è detto sorpreso dal ritorno dei pellegrini e “dispiaciuto” dalla decisione dell’Egitto di autorizzare il transito, ha detto una fonte israeliana sotto anonimato, lasciando intendere che l’iniziativa potrebbe rendere più tese le relazioni fra i due Paesi.

I palestinesi erano rientrati dal pellegrinaggio alla Mecca (Arabia Saudita) a bordo di due navi partite dal porto giordano di Aqaba e, con 11 autobus, erano stati trasferiti nei campi temporanei allestiti nella città di el Arish, nella regione del Sinai.

I pellegrini, nei giorni scorsi, hanno opposto un rifiuto intransigente alla richiesta delle autorità egiziane di “impegnarsi per iscritto” ad accettare di rientrare nella Striscia di Gaza da un punto di passaggio israeliano, come esige il governo israeliano al fine di controllarli. Una circostanza che consentirebbe, eventualmente, l’arresto di una decina di esponenti di Hamas, che si trovano fra loro, tra i quali uno dei leader del gruppo, Khalil al Haya.

A metà dicembre, questi palestinesi erano stati autorizzati dal Cairo a lasciare la Striscia di Gaza per la Mecca dal punto di transito di Rafah, alla frontiera con l’Egitto, pur essendo questo valico chiuso da quando il movimento islamico Hamas ha preso il controllo della Striscia di Gaza, in giugno.

Alice News