Egitto:Hamas apre terza breccia al confine

Hamas apre terza breccia al confine

Cinquemila egiziani manifestano a sostegno dei palestinesi

(ANSA) – GAZA, 25 GEN – Miliziani di Hamas hanno aperto una terza breccia nel muro di confine tra la Striscia di Gaza e la citta’ egiziana di Rafah. La polizia egiziana, che era intervenuta tentando di bloccare l’apertura della seconda breccia, e’ stata respinta da una fitta sassaiola e da spari in aria esplosi da miliziani. Gli egiziani manifestano in massa per dimostrare il loro sostegno alla popolazione di Gaza. Cinquemila persone hanno organizzato cortei a sostegno dei palestinesi.

25 Gen 16:02

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Marco Rizzo (PDCI) sulla Fiera del Libro di Torino dedicata ad Israele……

Purtroppo in quel partito l’antisemitismo è pari solo alla stupidità dei propri rappresentanti…..con tutto ciò che ahinoi ne consegue…..

Dal Corriere della Sera, del 25 Gennaio 2008, pagina 15:

“……….Argomenti che non convincono Marco Rizzo, coordinatore dei Comunisti italiani: «Dedicare la Fiera del Libro a Israele è una piena legittimazione della politica attuale del governo israeliano. Un governo rappresentato da quel muro che i palestinesi hanno abbattuto ieri (mercoledì n.d.r.). E un gesto sbagliato perché oggi i deboli sono i palestinesi e noi siamo dalla parte dei deboli. Questo non vuol dire essere antisemiti»…….”

Segnalazioni dalla rassegna stampa del 25/01/2008

SEGNALAZIONI DALLA RASSEGNA STAMPA DEL 25/1/2008

Analisi della situazione in medio Oriente dopo lo sblocco della frontiera di Ramah a Gaza, e iniziative per la Giornata della Memoria sono il tema del giorno sulla stampa italiana.

Il Presidente Napoletano, che ieri ha premiato al Quirinale quattro “Giusti” italiani, ha lanciato un appello, ripreso da tutti i giornali, perché la Shoah non sia dimenticata e l’antisemitismo ancora presente venga combattuto.

Tra i numerosi spettacoli per commemorare la Shoah, stasera su canale 5 “Fuga per la libertà” storia dell’aviatore Massimo Teglio , interpretato da Castelletto, che salvò decine di ebrei, mentre è più controverso il film di Lizzani “Hotel Meina”, in uscita domani. Il Messaggero intervista Becki Behar, l’unica sopravvissuta a Meina, che contesta la rappresentazione troppo edulcorata della tragedia.

Sul fronte Gaza, dove pare siano ormai 700.000 i palestinesi entrati a rifornirsi di beni di consumo ma anche di armi in Egitto, è il momento delle analisi.

Alberto Stabile di Repubblica , descrive come il muro di ferro sia stato tagliato con la fiamma ossidrica in molti punti: lavoro che avrebbe richiesto settimane se non mesi e di cui tutta la popolazione era consapevole. Solo gli israeliani non se ne sarebbero accorti? Stabile intervista Hamed Yussef, consigliere del leader Haniyeh, secondo il quale Hamas ha dimostrato la sua forza e oggi potrebbe diventare un reale interlocutore per Fatah.

Ma lo sblocco della frontiera con l’Egitto conviene o no a Israele? Secondo Alessandra Coppola del Corriere della Sera, la mossa sarebbe stata studiata da mesi e già anticipata dal quotidiano israeliano Haaretz. Hamas otterebbe un duplice scopo: non solo alleggerire l’embargo, ma anche consentire ai miliziani di rifugiarsi in Egitto, là dove Israele non li può attaccare, in caso di invasione israeliana. Coppola sottolinea anche come siano immediatamente passati molti armanti dai varchi aperti nella frontiera, proprio ciò che il governo israeliano più teme.

Mentre alcuni giornali danno ampio spazio alle dichiarazioni di Natan Vilnai, sottosegretario alla difesa del governo israeliano che ha annunciato sollievo nel doversi più occupare di Gaza “ora è un problema per gli egiziani”, altri ritengono che il colpo per Israele sia di quelli più duri. Daniele Castelletti Pirelli su Europa riporta l’opinione di Arnon Regular, opinionista di Haaretz: è un problema grave per la stabilità, Hamas, sabota la coesistenza pacifica tra Egitto e Israele.

Sul Foglio si ventila l’ipotesi che sia Ahamdinejad che Mubarak, molto indeboliti all’interno dei loro Paesi, usino Gaza per far sfogare il malcontento dell’opinione pubblica .

Leila Shahid, libanese, rappresentante dell’ANP a Bruxelles, che riceverà oggi il premio Nonino, intervistata per La Stampa da Mario Baudino, vede invece nella apertura della frontiera con l’Egitto una possibilità positiva: quella di un riavvicinamento tra Hamas e Fatah: Hamas, sostiene l’antropologa, non andrebbe demonizzato, non è una organizzazione terroristica, ma è stato eletto democraticamente.

Meno ottimista Robert Malley, ex-consigliere di Clinton, intervistato su Repubblica da Alix Von Buren, secondo il quale Gaza può diventare la causa di una nuova guerra arabo-israeliana, e con questo episodio naufraga la politica medio orientale di USA e Israele che puntavano sull’esclusione di Hamas. Israele però un vantaggio lo ha ricavato: quello di liberarsi dal peso della crisi umanitaria e, come già ipotizzava Sharon quando parlava di totale disimpegno da Gaza, di lasciare agli egiziani il peso di gestire la Striscia e il suo milione e mezzo di bellicosi abitanti.

Viviana Kasam

Ucei

Segnalazioni della rassegna stampa del 24/01/2008

Sembra che il link dell’articolo di Paola Caridi del Riformista non funzioni…per leggere l’articolo cliccate qui

SEGNALAZIONI DELLA RASSEGNA STAMPA DEL 24/01/2008

Come si temeva, è esploso ieri il nodo di Gaza, dove circa 350.000 palestinesi hanno fatto esplodere il muro di confine con l’Egitto e sono entrati, con l’accordo di Mubarak, nel Paese per approvvigionarsi dopo il blocco dei rifornimenti voluto da Israele.

Che cosa succederà ora? L’analisti più attenta è, come spesso, quella di Paola Caridi sul Riformista, che sottolinea le difficoltà che la situazione ha creato non solo a Mubarak, ma a tutti i leader arabi moderati, tra cui il Re di Giordania, e si chiede chi controllerà da oggi in poi le frontiere. La richiesta di Khaled Mashaal, il falco di Hamas, di istituire un controllo congiunto Hamas, ANP Egitto e Israele, porterebbe il governo israeliano a legittimare Hamas.

Tutta la stampa mette in rilievo come la situazione rischi di compromettere le trattative di pace, e, spiega dalle pagine del Corriere della Sera il giornalista israeliano Danny Rubinstein, di fatto si sia trasformata in una sconfitta per il già debole Abu Mazen, che si trova a dover spiegare al suo popolo inferocito perché vuol tendere la mano a Israele. Anche secondo Janiki Cingoli su Europa per negoziare è necessario migliorare la vita quotidiana dei palestinesi, affamandoli si indebolisce Abu Mazen.

Ma dalle pagine del Giornale Fiamma Nirenstein sottolinea che, mentre l’attenzione di tutto il mondo, grazie alla capacità comunicativa dei leader di Hamas, è puntata sulle sofferenze della popolazione civile di Gaza, nessuno si preoccupa della popolazione di Sderot, colpita da 35° razzi Qassam ,che hanno fatto 10 morti e 433 feriti, creato gravi traumi e dove ora le fabbriche chiudono e la popolazione si sta riducendo in miseria.

Sul Corriere, mentre Lorenzo Cremonesi riporta le parole di Yehoshua che invitano il governo israeliano a una tregua,in prima pagina Antonio Ferrari fa una accurata analisi delle responsabilità palestinese nella emergenza: il popolo di Gaza paga le colpe e la complicità con il vertice di Hamas, avendo dato sostegno a chi rifiuta di riconoscere Israele e non accetta nemmeno gli accordi firmati da ANP e Arafat. Sottolinea anche come ci siano due anime in Hamas: quella del premier Hanija che chiede incontro con Abu Mazen,e quella del falco Mashaal che vive in Siria e si oppone a ogni compromesso.

Il Sole 24 ore è l’unico quotidiano a dare una interessante notizia: Mubarak avrebbe arrestato mille Fratelli Musulmani che manifestavano contro Israele. I leader arabo bilancerebbe così l’apertura della frontiera con un inasprimento nei confronti del fondamentalismo antisionista.

Polemiche anche sulla stampa, soprattutto locale, per lo stop deciso dal consiglio comunale di Milano all’ingresso del Comune nell’associazione che dovrà gestire il Giardino dei Giusti a Monte Stella, dedicato ai giusti ogni tempo e Paese. Il problema è politico: il Comune deve garantire il pluralismo e deve delegare le decisioni di quali giusti onorare ai partiti. Si arriverà alla lottizzazione dei giusti? Si chiede dalle pagine di repubblica Milano Carlo Borsani di AN dalle pagine di Repubblica Milano.

E mentre lo scrittore palestinese Ibrahimk Nasrallah, come riportano molti giornali tra cui con evidenza l’Unita, ha declinato l’invito a partecipare alla Fiera del Libro, perché non vuole essere vicino agli assassini israeliani (ma non sono assassini anche i fondamentalisti palestinesi, ci si chiede), la buona notizia è che l’Imam della grande Moschea di Roma avrebbe fissato una nuova data per la visita alla Sinagoga di Roma, la settimana prossima, sostiene l’Avvenire.

Viviana Kasam

Ucei