Marco Rizzo (PDCI) sulla Fiera del Libro di Torino dedicata ad Israele……

Purtroppo in quel partito l’antisemitismo è pari solo alla stupidità dei propri rappresentanti…..con tutto ciò che ahinoi ne consegue…..

Dal Corriere della Sera, del 25 Gennaio 2008, pagina 15:

“……….Argomenti che non convincono Marco Rizzo, coordinatore dei Comunisti italiani: «Dedicare la Fiera del Libro a Israele è una piena legittimazione della politica attuale del governo israeliano. Un governo rappresentato da quel muro che i palestinesi hanno abbattuto ieri (mercoledì n.d.r.). E un gesto sbagliato perché oggi i deboli sono i palestinesi e noi siamo dalla parte dei deboli. Questo non vuol dire essere antisemiti»…….”

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14 Risposte to “Marco Rizzo (PDCI) sulla Fiera del Libro di Torino dedicata ad Israele……”

  1. lino sturiale (docente politecnico di torino) Says:

    Invitare Israele in maniera ufficiale alla Fiera del Libro, dedicargliela, è, per definizione, ideologico e di parte; è incontestabile, data la realtà dei fatti (dei fatti in quell’area geografica, della tragedia del Popolo Palestinese per mano dei governi di Israele, mica dell’invito ufficiale alla Fiera del Libro… quella è improntitudine).
    Invitare personalità israeliane in una situazione dialettica, e quindi, insieme a quelle, personalità palestinesi, ma non solo, è fare cultura.
    Mi sembra che alcuni si stiano nascondendo dietro a un dito, dopo avere consapevolmente scatenato la giusta indignazione di molti; quegli alcuni, in fondo, ci guadagneranno in rassegna stampa internazionale sulla manifestazione, mi pare chiaro.
    Vadano a fare la Fiera del Libro a Gaza!
    In questo l’antisemitismo non c’entra proprio per nulla. C’entrano i diritti umani, la democrazia, la libertà, la pace, la cultura, il progresso, lo sviluppo.
    Credo che dopo ventun’anni, se non accadrà qualcosa di condivisibile, quest’anno non andrò alla Fiera del Libro, per la prima volta.
    (linosturiale@yahoo.it 3407429265)

  2. Focus on Israel Says:

    E chi lo dice che invitare degli scrittori di una certa nazionalità nasconda una ideologia?! E’ incontestabile per chi? Ma non si rende conto che la sua teoria non sta in piedi?

    Negli anni passati la Fiera del Libro di Torino è stata dedicata ad altri Stati e NESSUNO si è MAI sognato di invitare chicchessia al boicottaggio! Si legga l’articolo di oggi di Pierluigi Battista pubblicato sul Corriere della Sera…chissà che riuscirà ad aprire gli occhi e a scansare il pregiudizio che le ottenebra la vista e non le consente di espreimere un giudizio obiettivo sulla questione

  3. Daniele Coppin Says:

    Non stupisce che da parte di un cattedratico, che evidentemnte tiene molto a sottolienare la sua posizione(?), provenga un attacco contro Israele e la singolare critica alla scelta della fiera del libro di Torino di quest’anno: il mondo accademico odierno è stato “occupato”, con criteri alquanto discutibili, da una certa sinistra estrema che ne ha fatto un proprio “possedimento”, tutelando piccoli e grandi privilegi di chi, dall’alto della propria cattedra, si arrogava il diritto di censurare e “pontificare” su qualunque argomento, anche se estraneo al proprio settore di comptenza. Legittimo esprimere un parere, anche se il parere di un ingegnere, sia pure cattedratico, su di una questione politica e storica vale quanto quella di una qualunque altra persone, quindi perchè sottolineare il proprio titolo? Questione di stile…
    Comunque, egr. prof., non è ben chiaro perchè analoghe contestazioni non interessino manifestazioni culturali e sportive con Stati come: la Cina, che occupa il Tibet, reprimendone duramente ogni tentativo di rivolta; il Sudan, che massacra gli abitanti del Darfur; l’Iran, che continua ad ostentare il proprio disprezzo per la vita umana e per la moratoria sulla pena capitale; la stessa Gaza, dove Hamas ha “regolato i conti” con i seguaci di Abu Mazen con metodi mafiosi. E per ultimo un suggerimento per le vacanze: vada un pò a Sderot, a vedere come si vive sotto il lancio quotidiano di razzi Qassam.

  4. lino sturiale Says:

    per Daniele Coppin:
    non sono ingegnere, sono un esperto di comunicazione, svolgo la professione di regista e producer da oltre venticinque anni, milito nella sinistra italiana da quasi quarant’anni, mi occupo di comunicazione anche svolgendo corsi al Politecnico di Torino e non sono un “cattedratico”, mi creda.
    Se fossi ingegnere e cattedratico per giunta, non smetterei di essere un cittadino e, che le piaccia o meno, non smetterei di pensarla come la penso.
    Sono un laico, ho amici di differenti religioni, ho frequentato molto, per interi anni, casa di Primo Levi quando lui era in vita (negli anni del liceo), ho avuto legami sentimentali con donne di cultura e natali ebraici.
    Credo quel che ho detto nel mio precedente intervento e ribadisco che non ho nulla contro nessuna delle personalità intellettuali di nazionalità israeliana.
    Ribadisco, però, che invitare quel paese, quel governo, lo trovo ideologico e di parte.
    Si rilegga la lettera che ho scritto e non ciò che lei ha interpretato.
    La lettera, alla lettera.
    Vede, io, alla Fiera del Libro, ci devo andar per forza, per lavoro.
    Bene, ci andrò con una kefia sulle spalle, a mo’ di scialle. Mi potrà riconoscere, dunque e, se crede, potremo parlarne davanti a una tazza di the.
    Che ne pensa? Le sempbra che voglia mangiare qualche bambino, magari crudo?
    nel 1986 intervistai Amos Gitai, che ha sempre lavorato in maniera encomiabile sui problemi dell’area con i palestinesi.
    Vede, già allora, da molto tempo, c’erano i medesimi problemi di oggi: allora bruciava Sabra e Chatila e oggi?
    Andiamo… Crede sul serio che i comunisti si facciano strumentalizzare dai fondamentalisti?
    Non si accorge che a volte, per fare le stesse cose, basterebbe un minimo di misura nel linguaggio, nel modo di formulare, nella comunicazione?
    Perché dare sempre tutto per scontato?
    (lino sturiale)

  5. Daniele Coppin Says:

    Per Lino Sturiale
    se ho fatto riferimento ai titoli era per il suo “Docente Politecnico di Torino”, quasi volesse attribuire maggior valore alle sue affermazioni, come d’altra parte, sembra voler fare nel suo secondo post quando afferma: “Sono un laico, ho amici di differenti religioni, ho frequentato molto, per interi anni, casa di Primo Levi quando lui era in vita (negli anni del liceo), ho avuto legami sentimentali con donne di cultura e natali ebraici”. Anch’io sono un laico di sinistra, che a differenza sua, non ha conosciuto ebrei, cosa che, per altro, non credo sia nè disdicevole nè un motivo di vanto. Ciò che conta, per me, sono le idee ed i fatti. E’ un fatto che Israele non venga accettato dai Palestinesi; è un fatto che Israele, pur essendosi ritirato da Gaza e dal libano meridionale sia stato fatto oggetto in passato di lanci di missili da Hezbollah, dal Libano, e sia tuttora bersaglio dei razzi Qassam, lanciati da Gaza; è un fatto che chi lancia i Qassam sia legato ad Hamas, che, con una sorta di golpe, ha preso il posto dell’ANP a Gaza; è un fatto che nessuno Stato al mondo, attaccato da un territorio ostile al di fuori dei suoi confini, rifornisca quel medesimo territorio di energia, carburante e quant’altro. Ma, soprattutto, è un fatto che persone come vogliano boicottare la cultura di un Paese che, piaccia o no, rappresenta l’unico esempio di società democratica di tutto il Medio Oriente. E proprio lei che ha conosciuto un regista impegnato sul fronte dei diritti civili dei Palestinesi come Amos Gitai dovrebbe capirlo.

  6. lino sturiale Says:

    per Daniele Coppin:
    ripeto, la questione è vasta e la storia è molto, molto lunga.
    non intendevo assolutamente vantarmi, né avvalorare alcunché. ho desiderato prima identificarmi (non amo i post anonimi, o quasi) e dopo spiegarle che non sono un antisemita…
    sono però orientato, da quando ero bambino, dal 1966 a considerare portante, e sacrosanta, la questione palestinese.
    in certe cose, si sa, si sta di qua, o di la, e io sto con la causa palestinese.
    con questo non son certo per l’annientamento degli israeliani tout court.
    mi da da pensare, da anni, questo identificare il governo israeliano con l’ebraismo come fatto culturale, o almeno il voler far coincidere queste due cose, che son molto lontane, a mio parere. non è così; lo sappiamo tutti
    incontriamoci alla Fiera del Libro.
    mi telefoni, mi scriva, mi cerchi!
    per i missili, gli attentati et similia, chiaramente li aborro, come aborro ogni fatto di guerra; ma quella è guerra, appunto, e i fatti terribili non riguardano le colpe di una sola parte… quella è guerra, la guerra più terribile!
    resteremo, io credo delle medesime idee, ma confrontiamoci senza pregiudizio e senza far elenchi di molte nefandezze per recriminare.
    come si dice… “stiamo sul pezzo”: alla Fiera del Libro, io credo, sarebbe stato molto più proficuo suscitare incontro, e non scontro; invitare il territorio, i suoi uomini migliori, di entrambe le parti (sic) e non un Paese e il suo Governo nelle situazioni attuali e tristemente reali.
    tutto qui.
    Confronto, dialogo, collaborazione, vita, cultura, non occasione per chiamare le forze dell’ordine, insomma… non so…
    io non sono di cultura ebraica, lei lo è?
    è difficile, mi è difficile trovare persone che siano disposte, da ebrei, a testimoniare sentimenti e posizioni che favoriscano l’incontro; sento ostilità.
    chi, tra gli ebrei sparsi per il mondo, e in europa, si è schierato contro i governi israeliani non trova neppure troppa sponda sui mezzi di comunicazione…
    non so, lei lo beve un the con me, o mi deve elencare soltanto le nefandezze della guerra più marcia che esista?
    come è morto Yasser Arafat? gli è preso un coccolone? era un eroe? era un criminale? era un politico? come è morto Yasser Arafat? (lino sturiale)

  7. Focus on Israel Says:

    Yasser Arafat è morto perchè malato di AIDS, e questo dovrebbe far riflettere chi lo ha sempre giudicato un eroe o una icona. E’ stato un assassino, un terrorista, un ladro, un bugiardo che si è approfittato della disperazione del proprio popolo per arricchirsi alle sue spalle e per lasciarlo nella miseria senza dargli possibilità di crescita.

  8. Daniele Coppin Says:

    Per Lino Sturiale
    non sono ebreo (per quello che può contare in questa discussione) e, guardi un pò, riscontro ostilità e rifiuto a dialogare sulle ragioni d’Israele (perchè, che le piaccia o no, le ragioni non stanno solo da un lato) da parte di molti filo palestinesi che conosco e di qualche arabo musulmano con cui mi è capitato di discutere. Eppoi, perchè se qualcuno sta dalla parte di Israele si pensa sempre che sia ebreo?
    Comunque, mi fa piacere la sua disponibilità al dialogo. Dimostra che la discussione ed il confronto, anche duro, aiutano molto di più dei boicottaggi a comprendere le ragioni dell’altro. Ecco perchè ritengo sbagliato il boicottaggio degli scrittori israeliani in quanto tali.

  9. lino sturiale Says:

    ultimo intervento, poi ho di meglio da fare; per il moderatore, focus on israel: la sua risposta, se così la vuol definire, su Yasser Arafat la dice lunga sull’astio, il becero moralismo, l’indottrinamento pecorone. Altro che cultura, altro che informazione!!! Se lo studi ben bene Yasser Arafat, che è stato perseguitato e ucciso, e lei lo sa bene! Non mi pubblichi, rifletta! (ls)

  10. Focus on Israel Says:

    Ribadisco quanto detto sulla figura di Yasser Arafat, colpevole di svariati attentati e primo responsabile della situazione odierna dei palestinesi…non rendersi conto di questo vuol dire partire con il piede sbagliato nella analisi della situazione israelo-palestinese

  11. lino sturiale Says:

    un intervento, sacrosanto, di Gianni Vattimo; noto terrorista?
    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=4107&ID_sezione=&sezione=
    leggetelo per piacere.

  12. Focus on Israel Says:

    Gianni Vattimo non meriterebbe nemmeno una risposta tanta è la pochezza delle sue argomentazioni…basti pensare che non più tardi di due mesi fa in una trasmissione televisiva con Fiamma Nirenstein a precisa domanda rispose: “Non posso parlare dei fatti perchè non li conosco”!!!!Se questo per lei vuol dire essere credibile e obietivo….

  13. leo brawer Says:

    Lascio la questione storico politica, in quanto stranota ,
    (solo la malafede può distorcere la verità storica dalle ragioni di Israele!)
    Punto invece a denunciare la condanna di questo paese e popolo ,
    fatta da un mondo universitario di infimo livello, popolato da docenti di ancor più basso livello, in un paese dove la letteratura contemporanea è rappresentata da Cammilleri e le barzelette di Totti, a fronte di una letteratura israeliana di elevato livello. Si sciaquino la bocca certi nostri “intellettuali” prima di blaterare giudizi vergognosi su questioni che, penso , sappiano poco o niente


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