Beirut: attentato contro l’esercito, ucciso l’uomo che seguiva il caso Hariri

E pensare che c’è ancora qualcuno che si ostina ad affermare che la Siria non c’entra nulla con quanto accade in Libano….

L’ESPLOSIONE in un quartiere cristiano della ZONA EST

Attentato contro l’esercito a Beirut, vittime

Un’autobomba è esplosa al passaggio di una jeep con a bordo un alto ufficiale della polizia, rimasto ucciso

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Il cratere scavato dall’autobomba a Beirut (Reuters)

BEIRUT – Un nuovo attentato con autobomba ha ancora una volta seminato morte e terrore a Beirut, dove un capitano dei servizi segreti libanesi è stato ucciso assieme alla sua guardia del corpo e almeno otto civili nella zona est della capitale libanese, a maggioranza cristiana.

L’attentato prende di mira l’esercito, l’unica istituzione credibile rimasta in un Paese scosso dal vuoto di potere (ascolta l’audio), dove la maggioranza di governo antisiriana e l’opposizione guidata da Hezbollah non riescono ancora a mettersi d’accordo sull’elezione del nuovo presidente della Repubblica, dopo che il mandato di Emile Lahoud si è concluso il 24 novembre.

L’ESPLOSIONE – Mancavano pochi minuti alle 10 locali (le 9 in Italia) quando una potente esplosione ha investito in pieno l’auto del capitano Wissam Eid, un ufficiale del dipartimento informazioni delle Isf (la polizia), che diretto al suo ufficio stava attraversando il trafficato incrocio Chevrolet a Furn al-Shebak, uno dei quartieri cristiani di Beirut est.

Con una tecnica ormai sanguinosamente collaudata, e impiegata anche nell’ultimo attentato del 15 gennaio contro un fuoristrada dell’ambasciata Usa (tre morti), un’autobomba parcheggiata a lato del viadotto che sovrasta l’incrocio e imbottita con almeno 25 kg di esplosivo ad alto potenziale è stata fatta detonare a distanza al passaggio dell’auto dell’ufficiale delle Isf. L’esplosione, che ha scavato un cratere di quasi due metri di diametro nella carreggiata stradale, ha investito in pieno l’auto di Eid e danneggiato altri veicoli di passaggio provocando, oltre ai dieci morti, anche 13 feriti, tra cui alcuni impiegati della vicina sede della società di telefonia cellulare Alfa. P

COLPITO UOMO-CHIAVE – Il generale Ashraf Rifi, comandante delle Isf, ha confermato che l’attentato aveva per obiettivo proprio Eid che, ha detto, «era incaricato di seguire dossier delicati relativi alla catena di attentati che ha colpito il Libano negli ultimi due anni». «È il secondo messaggio contro le autorità di sicurezza del Libano: dopo il primo indirizzato all’esercito, oggi colpiscono le Isf», ha aggiunto Rifi, riferendosi all’attentato del 12 dicembre scorso in cui era stato ucciso il generale Francois al-Hajj, comandante delle operazioni dell’esercito. Il ministro degli interni Hassan Sabaa ha dal canto suo definito Eid «uno dei più importanti ufficiali dei servizi di informazione delle forze di sicurezza libanesi» e ha aggiunto che il capitano delle Isf «era stato minacciato più volte». A riprova del legame tra gli attentati che insanguinano il Libano da ormai quasi tre anni il ministro della gioventù Ahmad Fatfat – esponente della maggioranza parlamentare antisiriana – ha affermato che il capitano Eid era stato coinvolto nelle indagini sulla strage del San Valentino 2005, costata la vita all’premier Rafik Hariri e altre 22 persone.

LA SIRIA CONDANNA -La Siria ha condannato l’attentato di stamani a Beirut. Sana. Citate dall’agenzia San, fonti ufficiali di Damasco hanno affermato che «l’attentato colpisce la sicurezza e la stabilità del Libano». La Siria «sarà sempre a fianco della sicurezza e della stabilità del Libano», ha proseguito la fonte, aggiungendo che «chi è dietro queste esplosioni è nemico del Libano»..

Corriere.it

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