Ahmadinejad: I giorni d’Israele sono contati

Ahmadinejad: I giorni d’Israele sono contati

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L’Iran sta raggiungendo “il culmine” del suo programma nucleare e non si piegherà alle pressioni dell’occidente che lo vorrebbe fermare. Lo ha dichiarato mercoledì il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad parlando alla folla durante una visita nel porto meridionale di Bushehr. “Se voi (potenze occidentali) credete che la nazione iraniana arretrerà, vi sbagliate di grosso – ha detto Ahmadinejad nel discorso diffuso dall’agenzia iraniana IRNA e trasmesso dalla televisione – Sulla strada del nucleare ci stiamo rapidamente avvicinando al culmine”.

Passando a parlare di Israele, Ahmadinejad ha detto: “Il religioso popolo palestinese abbatterà con il suo forte braccio l’ultimo paravento del teatrino sionista. È tempo di porre fine al teatrino di questo regime fantoccio”.

Il presidente iraniano ha aggiunto che “i giorni d’Israele sono contati” e che “è arrivato alla fase finale”, ed ha sollecitato le potenze occidentali “a prendere atto dell’imminente collasso” di Israele. “Quello che vediamo in questo momento – ha detto – è l’ultimo capitolo, che la nazione palestinese e le altre nazioni della regione affronteranno e alla fine volgeranno a favore della Palestina”.

Rivolgendosi alle potenze occidentali che appoggiano Israele, ha aggiunto: “Coloro che restano in silenzio davanti ai crimini di questo regime e lo appoggiano, devono sapere che partecipano all’eccidio del popolo palestinese e che in futuro saranno giudicati. Gli stati del mondo non saranno mai perdonati per questo”.

Nonostante le pressioni internazionali, l’Iran continua a lavorare alla produzione di proprio combustibile nucleare, una tecnologia che l’occidente teme possa essere usata per produrre armi atomiche.

Le parole di Ahmadinejad sono giunte due giorni dopo che l’Iran ha ricevuto dalla Russia l’ultima di una serie di otto forniture di combustibile nucleare destinate ad alimentare l’impianto di Bushehr. Secondo Teheran, l’impianto entrerà in funzione alla metà del 2008. Secondo Mosca, le forniture avrebbero dovuto indurre l’Iran a cancellare il programma di produzione di combustibile in proprio, ma Teheran si rifiuta di sospenderlo sostenendo che ha scopi pacifici.

L’Iran, quarto maggior produttore mondiale di greggio (ma talmente sprovvisto di raffinerie da dover importate benzina dall’estero), sostiene di voler costruire una rete di impianti nucleari per poter riservare i suoi giacimenti di petrolio e di gas per l’esportazione.

La scorsa settimana le potenze mondiali hanno concordato le linee di una terza risoluzione Onu per sanzioni contro l’Iran, che prevede un bando obbligatorio ai viaggi di specifici esponenti iraniani e il congelamento di loro beni, e vigilanza nei rapporti con le banche del paese.

(Da: YnetNews, Ha’aretz, 30.01.08)

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