Rassegna Stampa di Giovedì 31 Gennaio 2008

RASSEGNA STAMPA – giovedì 31 Gennaio 2008

Contro ogni previsione, Olmert ce l’ha fatta. Il rapporto della Commissione Winograd, reso pubblico ieri, non condanna (ma nemmeno difende) l’operato del premier israeliano, attribuendo la cattiva conduzine della guerra a disorganizzazione e impreparazione delle forze armate.

Francesca Bertoldi sull’Avvenire riporta le dichiarazioni di Olmert, che si dichiara pronto a riorganizzare l’esercito secondo le indicazioni del giudice Winograd, ma non intenzionato a dimettersi, e riferisce il commento di Hezbolah: “con quel rapporto, israele ammette la propria sconfitta”.

Robert Bongiorni sul Sole 24 Ore traccia un quadro più incerto sul futuro del premier. Anche se il rapporto è meno negativo del previsto, soprattutto per quello che riguarda la tanto criticata ultima offensiva via terra, quando l’ONU avave deciso la tregua (offensiva che Winograd definisce “essenziale” ma “inutile”), Olmert rimane appeso alla decisione di Barak: se il Ministro della Difesa si dimette, come avea assicurato di fare nel caso di un giudizio negaticvo delle Commissione, è dubbio che il governo regga.

Bel colpo l’intervista a Mubarak di Nicola Lombardozzi e Alix Van Buren pubblicata da Repubblica pagina 13. Il premier egiziano dichiara che sta chiudendo di nuovo al frontiera di Ramah, e che “Israele non scaricherà Gaza su di noi”. Dice di non esere disposto a scambi territoriali, e giudica che Hamas è uscita rafforzata invece che indebolita dalla vicenda di Gaza. Mubarak si augura che la pace con i palestinesi si possa concludere presto e si dimostra fiducioso che una intesa possa essere raggiunta; ma ammette di aver intensificato i rapporti con Teheran (fuori dalla porta, scrivono i due inviati, lo attende uan delegazione iraniana!) e difende la proliferazione del nucleare pacifico, di cui ormai quasi tutti i Paesi arabi si stanno dotando.

E a proposito di nucleare, Ahmadinejad, racconta Liberazione, inaugurando un nuovo reattore nucleare “costruito dalla Federazione Russa” nel porto di Bushehr, ha dichiarato che la fine del sionismo è imminente: una caso la coincidenza tra l’anuncio ella fine di Israele e l’inaugurazione di un reattore nucleare?

Il Messaggero pubblica un interessante articolo di Walter Ruhe sull’amnesia che manifestano i tedeschi nei confronti dello sterminio nazista, Il 53% deiliceali, secondo un sondaggio, non saprebbero nemmeno chi è Hitler. A Monaco di Baviera, cenrtale nella storia del Reich, durante il Giorno della Memoria si è tenuta la tradizionale sfilata dei carri di carnevale. E lo scorso 9 novembre, anniversario della Notte dei Cristalli, il governo del Baden Wuerttemberg ha organizzzato il “Ballo della Stampa”. Il Giorno della Momoria è poco osservato, e solo con manifestazioni fredde e formale; e il tentativo nelparlamento regionale di Schwerin, di far osservare un minuto di silenzio in onore delle vittime dei campi di sterminio, è stato boicottato dai deputati neonazisti della NpD, che sono rimasti seduti a chiacchierare.

Il Manifesto continua nella sua polemica anti-Israele e nel sostenere il bolicottaggio ella Fiera dell Libro, affidandosi oggi alla voce del regista arabo-israeliano Mohammed Bakri che unilateralmente si dichiara boicottato dal governo israeliano per il suo film “Jenin Jenin” e chiede aiuto all’Italia. Ovviamente Chiara Organitini, giornalista del Manifesto, si guarda bene dal dare un giudizio sul film in questione, quindi il lettore non può farsi un’idea se il boicottaggio sia politico o artistico. Bakri si dichiara boicottato anche da altri Paesi europei, che però avevano distribuito in passato gli altri suoi film. Lo sostiene Saverio Costanzo, che lo ha utilizzato come attore in Private, un film talmente di parte sull’occupazione israeliana da far pensare al titolo “Uomini e no” di Vittorini: da una parte i palestinesi tutti buoni,intelligenti, generosi, capaci di amare, dall’altro i soldati israeliani tutti brutali, biechi, violenti.. ia traduzione in film di ciò che pensa il Manifesto, per il quale la verità è in bianco e nero. Peccato che tanta solerzia nell’ascoltare Bakri non sia controbilanciata almeno da un tentativo di appurare se il cosidetto”boicottaggio” del suo film esiste davvero e ha davvero ragioni politiche…

Interessante sulle pagine di Avvenire l’intervento di Ariel Lewin che, prendendo spunto dal discorso di Grossman, riflette sull’importanza della libera esperessione di pensiero, riferendosi sia alla Fiera del Libro di Torino che al mancato intervento del papa alla Sapienza.

Sul Corriere della Sera Arturo Colombo segnala il libro di Muller “Alice Herz Sommer” insolita testimonianza sulla vita di uanpianista che nel lager di Theresinstadt si salvò suonando Chopin.

E infine una notizia raccapricciante, che viene confermata da quasi tutti i quotidiani: al Carnevale di Rio sfilerà un carro dedicato all’Olocausto, con centinaia di corpi scheletrici ammassati. Viene da pensare alle Danze macabre, la samba dei cadaveri… Che l’Olocausto diventi oggetto di divertimento per il Carnevale è un insulto per chiunque abbia un minimo di dignità.

Viviana Kasam

Ucei.it

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