La sventura di Sderot – I bambini in prima linea

Il Fondo per le Vittime del Terrorismo, sostenuto dal Keren Hayesod e dal UJC (USA), in azione a Sderot

10 febbraio 2008 / 4 Adar I 5768

Dal sito dell’Agenzia Ebraica per Israele

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Fotografie: per gentile concessione del fotografo Haim Orenstein

I miracoli non continuano a ripetersi in eterno e lo scorso sabato 9 febbraio sono improvvisamente finiti, quando la gamba sinistra di Osher Tuito, 8 anni, è stata amputata dalle schegge di un razzo kassam caduto a pochi metri da lui.

Era andato al locale bancomat per prelevare il denaro necessario ad acquistare un regalino per il compleanno di suo padre. Nell’attacco è stato colpito anche suo fratello maggiore, Rami Tuito, 19 anni. Entrambi sono stati feriti gravemente durante il fuoco di fila di razzi kassam che sabato scorso ha martoriato Sderot. In un primo momento sono stati ricoverati presso l’ospedale Barzilai di Ashkelon, ma data la gravità delle loro condizioni sono stati poi trasferiti all’ospedale Tel Hashomer d Ramat Gan, che è specializzato nella cura di questo tipo di ferite. Là si sottoporranno alle cure necessarie, trascorreranno il periodo di convalescenza e, se va tutto bene – come si spera – affronteranno la riabilitazione. La gamba sinistra di Osher è stata amputata dopo che i dottori, nonostante tutti i loro sforzi al limite dell’eroismo, non sono riusciti a salvarla e dopo che il bambino era rimasto privo di conoscenza per molte ore.

La notizia che i due ragazzi erano stati feriti si è diffusa in un lampo tra gli attivisti coinvoilti nel progetto Giovani Futuri nel sud d’Israele. Dopo lo schock iniziale, il personale dell’Agenzia Ebraica si è subito messo in moto per assistere la famiglia e tutte le persone direttamente coinvolte nei fatti. Prima di tutto hanno contattato Tami Betito, il consigliere del progetto Giovani Futuri che, all’interno del programma, era direttamente responsabile per Osher. In un effetto domino di atti di gentilezza e generosità, tutte le persone in qualche modo coinvolte nel progetto hanno voluto partecipare. Tutti si sono impegnati a prendersi cura del ragazzo, in particolare, e di Sderot, in generale.

L’Agenzia Ebraica e i suoi partner sono al fianco di Sderot dall’inizio del blitz di razzi kassam, offrendo sostegno finanziario attraverso il Fondo per le vittime del terrorismo, rimodernando i rifugi antimissile, riparando il centro per il trauma di Sderot, offrendo oasi di pace ai bambini e ai giovani di Sderot e sviluppando altri programmi di assistenza.

L’Agenzia Ebraica per Israele sta offrendo assistenza finanziaria immediata alle vittime dei bombardamenti di razzi kassam a Sderot, grazie alla recente decisione di usare i fondi del Fondo per le Vittime del Terrorismo per assistere subito questi cittadini. Il Fondo per le Vittime del Terrorismo è sottoscritto dal Keren Hayesod e dall’Unione delle Comunità Ebraiche.

A causa dell’escalation dei bombardamenti contro Sderot e contro le comunità limitrofe, il mese scorso il Fondo per le vittime del terrorismo ha stanziato più di 300.000 dollari per l’assistenza finanziaria immediata delle vittime dei razzi kassam, in attesa degli aiuti che riceveranno dal governo.

Le famiglie destinatarie degli aiuti di emergenza dal Fondo per le vittime del terrorismo, riceveranno subito 1.100 dollari per l’acquisto di cibo, medicine, prodotti di prima necessità danneggiati dai razzi kassam, ecc. questa donazione verrà pagata alle famiglie immediatamente per coprire le spese dei loro bisogni personali che non sono coperte da altri enti coinvolti nell’assistenza alle vittime dei razzi kassam.

Aiuta noi per aiutare loro – Dona ora!

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4 Risposte to “La sventura di Sderot – I bambini in prima linea”

  1. Dario Says:

    Forse è giusto pèensare ai bambini di Sderot ma ditemi voi ai bambini di Gaza chi ci pensa???Bambini che non possono permettersi nemmeno l’illusione di comprare un regalo al padre perchè in gran parte dei casi ucciso dai colonizzatori ebrei oppure detenuto illegalmente in una delle carceri di quell’organizzazione paraterrorista chiamata “Israele”.Voi sionisti non riuscite a guardare oltre il vostro naso,quello che si dice di voi è vero,siete egoisti e narcisisti,credete che al mondo siate gli unici ad esistere,forse vi sentite al di sopra degli altri…io vi dico solo che provo pena per voi per tutti i crimini da voi stessi commessi in nome di una guerra che vi auguro di non vincere.La Palestina esiste,il popolo palestinese esiste e non sarete voi ad eliminarli,arriverà il giorno in cui tutte le violenze che fate loro subire si ritorceranno contro di voi.Non credo sia possibile pensare ai bambini di sderot senza pensare ai bambini di tutta la Palestina.Mi dispiace ma io non riesco nè a difendere nè a comprendere nè a provare dolore per l’oppressore,riesco solo a provare dolore per gli oppressi.Un saluto a tutti voi!

  2. Alex Says:

    Moderatori? Dove siete? Non si lasciano commenti di questo tipo. Non mi piace che uno venga impunemente ad offendere dicendo cazzate!

    Uno che chiama Israele “organizzazione paraterrorista” puo’ solo che baciarmi il culo…

    E vediamo se QUESTO COMMENTO passa l’antispam…così magari imparate a moderare bene…

  3. Focus on Israel Says:

    Caro Alex,
    abbiamo deciso di approvare comunque questo messaggio per dimostrare fino a che punto può arrivare l’ignoranza e il pregiudizio

  4. Focus on Israel Says:

    Per Dario:

    La tua mail è piena di inesattezze e di pregiudizio, iniziando dalla dicitura “colonizzatori ebrei” (ma non erano israeliani?!….attenzione a fare confusione!) fino ad arrivare alla definizione di “stato paraterrorista”: Israele si è ritirato dalla Striscia di Gaza più di due anni fa e i palestinesi da allora non sono riusciti a costruire nulla, insistendo invece con il lancio di razzi Qassam contro una città che si trova sul suolo israeliano (senza alcun dubbio al riguardo), e con la politica d’odio nei confronti dei “sionisti”. E la colpa di questo dovrebbe essere degli israeliani? Mi spiace ma la tua teoria non regge…apri gli occhi, informati, togliti quel velo di odio che appanna il tuo cervello e poi ritorna a trovarci quando vuoi


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