Un quotidiano israeliano: “Insicura l’ambasciata di Roma”. La replica: “Notizia infondata”

Un quotidiano israeliano: “Insicura l’ambasciata di Roma”. La replica: “Notizia infondata”

Il quotidiano israeliano “Yediot Ahronot” considera inadeguate le misure di protezione adottate per l’Ambasciata di Israele nella capitale. Più sicure risulterebbero secondo il giornale le sedi di Parigi e di Londra. Immediata la replica del portavoce in italia, Rachel Feinmesser, che ha giudicato “assolutamente infondata” una simile dichiarazione.

Romacittà.it

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Siria, palestinesi arrestati per l’assassinio Imad Mughniyeh

Siria, palestinesi arrestati per l’assassinio del capo di Hezbollah

Una fonte della sicurezza Libanese riferisce che le forze dell’ordine siriane hanno arrestato diversi palestinesi residenti in Siria. Gli arrestati sono sospettati di essere implicati nell’attentato che è costato la vita al numero due di Hezbollah Imad Mugniyeh. Nel frattempo, aggiunge il quotidiano israeliano Yediot Ahronot, il ministro degli esteri iraniano incontra la leadership di Hamas a Damasco.

Secondo inoltre invece scrive il quotodiano libanese al-Akhbar, le indagini condotte dalle forze di sicurezza siriane sarebbero ad un livello avanzato di sviluppo.

Altra notizia sul fronte Hezbbollah riguarda la nomina del successore di Mugniyeh. Secondo quanto dicono fonti libanesi Hezbollah avrebbe già fatto la sua scelta ma il nome del nuovo capo militare dell’organizzazione non è stato ancora reso noto.

L’Unità

Gaza: mistero su esplosione che ha ucciso leader Jihad

M.O./ GAZA,RESTA MISTERO SU ESPLOSIONE CHE HA UCCISO LEADER JIHAD

Israele nega responsabilita’ma sarebbe pronto a rioccupare

Gaza, 16 feb. (Apcom) – Resta il mistero intorno alla potente esplosione che la scorsa notte ha ucciso nel campo profughi di Bureij, a sud di Gaza city, un comandante della Jihad islamica, Ayman Fayed, la moglie, due dei suoi figli, altre quattro persone e ha fatto una quarantina di feriti, una decina dei quali in condizioni gravi.

La Jihad non ha dubbi, punta indice contro Israele e si dice pronta “a colpire ovunque”, quindi anche all’interno del territorio dello Stato ebraico. Stamani i palestinesi hanno lanciato tre razzi artigianali Qassam verso il sud di Israele che non hanno fatto vittime o feriti.

Secondo la Jihad islamica l’esplosione nel campo di Bureij e’ stata causata da un bomba molto potente sganciata da un aereo israeliano e, a sostegno di questa tesi, porta i danni gravi che la deflagrazione ha causato ad almeno altri sette edifici vicini all’abitazione di Fayed e, in modo piu’ lieve, ad altre decine di case circostanti.

Il movimento islamico Hamas, che dallo scorso giugno controlla Gaza, tuttavia non si pronuncia sull’accaduto e a Gaza non sono pochi a pensare che la morte degli otto palestinesi potrebbe essere stata causata dall’esplosione accidentale di alcuni ordigni pronti all’uso o di razzi Qassam che Fayed probabilmente custodiva nella sua abitazione. Da parte sua Israele nega con decisione di aver effettuato un raid aereo contro Gaza e di aver colpito l’abitazione di Fayed.

Le Forze Armate israeliane allo stesso tempo continuano l’addestramento in vista di una operazione militare che si configura sempre di piu’ come la rioccupazione di Gaza, territorio che lo Stato ebraico aveva lasciato nel 2005. Ron Ben-Yishai, noto esperto militare israeliano, in un articolo per “Ynet”, il sito del quotidiano “Yediot Ahronot”, ha scritto che la offensiva e’ gia’ stata decisa e che tutti i membri del governo sono d’accordo, sull’onda anche della pressione popolare (secondo un sondaggio pubblicato ieri il 67% degli israeliani e’ favorevole a una vasta operazione delle truppe di terra).

Resterebbero da completare solo gli ultimi preparativi dell’operazione che, sostiene Ben Yishai, ha come obiettivo principale abbattere il potere di Hamas e riportare l’Autorita’ nazionale di Abu Mazen a controllare Gaza. Secondo l’esperto l’addestramento in corso riuscira’ a limitare le perdite israeliane nonostante Hamas da tempo sia impegnato ad organizzare la resistenza armata contro l’offensiva israeliana.

Una delegazione di Hamas ieri ha avuto colloqui con gli egiziani durante i quali ha ribadito la disponibilita’ del movimento islamico ad una tregua con Israele in cambio della fine dell’embargo in atto contro Gaza. Ha anche espresso la volonta’ di arrivare ad uno scambio tra il caporale israeliano Ghilad Shalit, rapito nel giugno 2006 da un commando islamico, e centinaia di detenuti politici palestinesi in carcere nello Stato ebraico.

Medio Oriente: confine Egitto-Israele, uccisa donna eritrea

Medio Oriente: confine Egitto-Israele, uccisa donna eritrea

16 Febbraio 2008, 10:18

EL ARISH (Egitto) – Una donna eritrea di 37 anni, che cercava di entrare illegalmente in Israele insieme alle due figlie, è stata uccisa dalle guardie del confine egiziano. Lo hanno reso noto alcuni funzionari sanitari e della sicurezza. Le figlie della vittima, di 10 e 8 anni, sono state arrestate. Secondo un ufficiale egiziano le donne facevano parte di un gruppo di rifugiati africani che pagano centinaia di dollari a trafficanti di esseri umani per essere condotti oltre il confine israeliano. (Agr)

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Hamas: Abu Mazen voleva uccidere Haniyeh

M.O.; HAMAS : ABU MAZEN VOLEVA UCCIDERE HANIYEH, ECCO LE PROVE

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Gaza, 16 feb. (Ap-Apcom) – E’ scontro sempre più aperto tra Hamas e Fatah. Ad alzare ulteriormente il livello di tensione tra le due fazioni palestinesi è la nuova denuncia del movimento islamico su un complotto ordito dai rivali per uccidere il loro leader Ismail Haniyeh. Accusa non inedita, alla quale però Hamas ha aggiunto un nuovo elemento: le video-confessioni, mostrate nel corso di una conferenza stampa, dei potenziali sicari che tirano in ballo uno stretto collaboratore del presidente Abu Mazen. E che hanno provocato l’immediata replica dell’ufficio del Presidente: solo bugie di un movimento fuorilegge.

I mancati killer, con nome e cognome, raccontano i tentativi di assoldarli operati da Tayeb Abdel Rahim. Uno di loro, Nafez Dabaki, afferma che il collaboratore di Abu Mazen gli ha offerto per tre volte l’eqivalente di 48.000 euro: avrebbe dovuto farsi esplodere in una moschea mentre Haniyeh pregava. Mentre un altro, Mohammed Kheil, spiega di aver ricevuto 25 chili di esplosivo da piazzare sotto un placo durante un intervento dell’ex premier ora alla guida solo della Striscia di Gaza: ha rinunciato dopo essre stato individuato da alcuni responsabili della sicurezza.

Accuse pesantissime. Dopo aver mostrato ai giornalisti i filmati, uno dei principali dirigenti di Hamas a Gaza, Said Siyam, ha chiosato: “Come si può parlare di dialogo con questo gruppo dopo che abbiamo scoperto questo complotto che godeva della benedizione dei vertici della Mukaata (il quartiere generale dell’Ano, ndr) a Ramallah? “.

Ma la replica è ancora più dura. Affidata a un comunicato diffuso dall’ufficio di Abu Mazen: Hamas “ha perso la sua credibilità quando ha barato e versato il sangue dei palestinesi, violando ogni valore morale e nazionale. Le sue bugie non convinceranno nessuno: sono invece un ulteriore conferma che Hamas non è solo un movimento fuorilegge ma si colloca fuori dai nostri principi morali e dalle nostre tradizioni”.

Poche speranze per i soldati israeliani rapiti in Libano

ISRAELE: PER OLMERT SONO MORTI SOLDATI RAPITI IN LIBANO

Il governo israeliano e’ giunto alla conclusione che devono essere considerati morti i due soldati israeliani Ehud Goldwasser e Eldad Regev, rapiti il 12 luglio 2006 in Israele nella zona di confine con Libano da Hezbollah. Il settimanale ‘Der Spiegel’ scrive nel suo nuovo numero che il premier Ehud Olmert si appresterebbe a dichiarare morti i due militari israeliani. Finora il leader di Hezbollah, lo sceicco Hassan Nasrallah, si e’ sempre rifiutato di fornire informazioni sui due soldati israeliani, fino a quando lo Stato ebraico non avra’ liberato il terrorista libanese Samir Kuntar.

Repubblica.it