Gaza: mistero su esplosione che ha ucciso leader Jihad

M.O./ GAZA,RESTA MISTERO SU ESPLOSIONE CHE HA UCCISO LEADER JIHAD

Israele nega responsabilita’ma sarebbe pronto a rioccupare

Gaza, 16 feb. (Apcom) – Resta il mistero intorno alla potente esplosione che la scorsa notte ha ucciso nel campo profughi di Bureij, a sud di Gaza city, un comandante della Jihad islamica, Ayman Fayed, la moglie, due dei suoi figli, altre quattro persone e ha fatto una quarantina di feriti, una decina dei quali in condizioni gravi.

La Jihad non ha dubbi, punta indice contro Israele e si dice pronta “a colpire ovunque”, quindi anche all’interno del territorio dello Stato ebraico. Stamani i palestinesi hanno lanciato tre razzi artigianali Qassam verso il sud di Israele che non hanno fatto vittime o feriti.

Secondo la Jihad islamica l’esplosione nel campo di Bureij e’ stata causata da un bomba molto potente sganciata da un aereo israeliano e, a sostegno di questa tesi, porta i danni gravi che la deflagrazione ha causato ad almeno altri sette edifici vicini all’abitazione di Fayed e, in modo piu’ lieve, ad altre decine di case circostanti.

Il movimento islamico Hamas, che dallo scorso giugno controlla Gaza, tuttavia non si pronuncia sull’accaduto e a Gaza non sono pochi a pensare che la morte degli otto palestinesi potrebbe essere stata causata dall’esplosione accidentale di alcuni ordigni pronti all’uso o di razzi Qassam che Fayed probabilmente custodiva nella sua abitazione. Da parte sua Israele nega con decisione di aver effettuato un raid aereo contro Gaza e di aver colpito l’abitazione di Fayed.

Le Forze Armate israeliane allo stesso tempo continuano l’addestramento in vista di una operazione militare che si configura sempre di piu’ come la rioccupazione di Gaza, territorio che lo Stato ebraico aveva lasciato nel 2005. Ron Ben-Yishai, noto esperto militare israeliano, in un articolo per “Ynet”, il sito del quotidiano “Yediot Ahronot”, ha scritto che la offensiva e’ gia’ stata decisa e che tutti i membri del governo sono d’accordo, sull’onda anche della pressione popolare (secondo un sondaggio pubblicato ieri il 67% degli israeliani e’ favorevole a una vasta operazione delle truppe di terra).

Resterebbero da completare solo gli ultimi preparativi dell’operazione che, sostiene Ben Yishai, ha come obiettivo principale abbattere il potere di Hamas e riportare l’Autorita’ nazionale di Abu Mazen a controllare Gaza. Secondo l’esperto l’addestramento in corso riuscira’ a limitare le perdite israeliane nonostante Hamas da tempo sia impegnato ad organizzare la resistenza armata contro l’offensiva israeliana.

Una delegazione di Hamas ieri ha avuto colloqui con gli egiziani durante i quali ha ribadito la disponibilita’ del movimento islamico ad una tregua con Israele in cambio della fine dell’embargo in atto contro Gaza. Ha anche espresso la volonta’ di arrivare ad uno scambio tra il caporale israeliano Ghilad Shalit, rapito nel giugno 2006 da un commando islamico, e centinaia di detenuti politici palestinesi in carcere nello Stato ebraico.

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