Presidente del Sudan: “Boicottate la Danimarca”

28/02/2008 Il presidente sudanese, Omar El-Beshir, invita tutti i musulmani del mondo a boicottare la Danimarca a causa della pubblicazione di una caricatura del profeta Maometto sulla stampa danese

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L’idiozia antisemita non conosce confini

28/02/2008 Un giudice iraniano si è rifiutato di arbitrare una gara di judo ad Amburgo perché uno dei suoi colleghi nella giuria era israeliano. Dopo essere stato minacciato d’espulsione dal campionato, ha ripreso il suo posto.

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Tzipi Livni: ” Riconoscete che ci stiamo difendendo”

29/02/2008 Il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni ha esortato la comunità internazionale a riconoscere il carattere difensivo delle azioni intraprese da Israele per difendere i suoi cittadini dai quotidiani attacchi di Qassam: “Non accettiamo l’argomento secondo cui vi sarebbero semplici vittime da entrambe le parti – ha detto – Perché non si possono mettere sullo stesso piano i terroristi e quelli che dal terrorismo si difendono”. Ed ha aggiunto: “Hamas è il solo e unico responsabile della situazione nella quale si trova il popolo palestinese e la comunità internazionale non può farcene responsabili”.

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“Il martirio è ciò che noi desideriamo”

“Il martirio è ciò che noi desideriamo”

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Continua l’indottrinamento all’odio dei bambini palestinesi ad opera della tv di Hamas, che usa personaggi accattivanti dei cartoni animati per inculcare la cultura stragista del “martirio”.

Il 22 febbraio scorso, nella nuova puntata dello show per bambini “I Pionieri del Domani” condotto sull’emittente tv Al-Aqsa da una ragazzina di nome Saraa Barhoum e da un attore che impersona il coniglio Assud, i maestri di jihadismo minacciano di morte un vignettista danese per aver offeso al Profeta e spingono i piccoli spettatori, in collegamento telefonico, a boicottare i prodotti danesi e israeliani , a votarsi al “martirio”, a impadronirsi di “tutta la Palestina”, citando espressamente città israeliane come Giaffa, Haifa, Acco e Ashdod.

Ecco alcuni brani del dialogo che si svolge davanti alle telecamere.

In collegamento telefonico, il bambino Amani: Che Iddio maledica questi infedeli fuorviati. Noi, i soldati dei Pionieri del Domani, chiediamo perdono a te, beneamato Messaggero di Dio. La Danimarca si è macchiata di eresia, ma tu sei fonte di orgoglio e misericordia per l’islam e i musulmani…

Interviene il coniglio Assud: Anche i cowboys [americani] si sono macchiati di eresia.

Amani: I nostri fratelli americani hanno insultato il Profeta Muhammad…

Interviene di nuovo Assud: Non sono nostri fratelli, sono criminali.

Amani: Come?

Assud: Sono infedeli, non sono nostri fratelli.

Riprende Amani: Sono i nemici di Allah e hanno insultato il Profeta Muhammad.

Interviene Saraa, rivolta al pupazzo: Come hanno osato, questi danesi, insultare il Messaggero di Dio? Hai una risposta, Assud?

Assud: No, non ce l’ho. Forse perché gli arabi e i musulmani stanno zitti, e allora li hanno umiliati e ci hanno fatto queste cose.

Saraa: Ma io dico loro: non avete ancora visto niente. A Dio piacendo, i soldati dei Pionieri del Domani riscatteranno il Profeta Muhammad con tutto ciò che hanno, anche con il loro sangue, Assud. Non permetteranno che lo facciano di nuovo.

Assud: Se lo faranno di nuovo, Saraa, noi li uccideremo, vero?

Saraa: A Dio piacendo.

Assud: Io li ucciderò e li divorerò.

Saraa: Sì.

Saraa: Assud, noi non siamo terroristi. Tutto ciò che vogliamo è la nostra beneamata terra, la Palestina. Noi vogliamo che sia nostra tutta la Palestina. Dicono che siamo terroristi solo perché vogliamo questo, ma naturalmente noi non siamo terroristi.

Assud: Loro sono i terroristi. Io voglio avere Giaffa, Acco, Haifa e tutta la Palestina, a Dio piacendo, e allora andremo in Iraq, e tutti i confini saranno aperti.

Saraa: Sì Assud, a Dio piacendo, riprenderemo le città che sono sotto occupazione sionista, città come Giaffa, Haifa, Acco, Ashdod e tutte le città palestinesi.

Assud: Quando sarò martire, una tigre prenderà il mio posto. Ma, a Dio piacendo, io sarò quello che mette a posto le cose e non ci sarà nessuna tigre. I Pionieri del Domani ed io realizzeremo questo sogno. A Dio piacendo, ci sono migliaia di soldati dei Pionieri del Domani. E se diventerai martire tu, chi condurrà questo programma? Centomila altre Saraa prenderanno il tuo posto?

Saraa: A Dio piacendo, Assud.

Assud: Le prenderemo fra i Pionieri del Domani.

Saraa: A Dio piacendo, ci sono migliaia di soldati dei Pionieri del Domani.

Assud: Il martirio in nome di Dio è quello che noi desideriamo, giusto?

Saraa: Giusto, Assud. E cos’hai da dire al vignettista che ha iniziato tutto questo e ha insultato il Profeta disegnandolo?

Assud: Che è un criminale…

Saraa: Sì, un criminale.

Il piccolo Tasnim, al telefono: “Dico a lui e a tutti loro, non importa quanto cercando di nasconderlo, che noi ricuciremo a ucciderlo, ad ammazzarlo.

Assud: A Dio piacendo.

Saraa: Prego Iddio che la terra lo inghiotta, così che serva da lezione agli altri come lui, Tasnim.

Assud: Io gli dico: tu, criminale, malavitoso, feccia della terra, giusto Saraa? a Dio piacendo, verrà il giorno in cui ti pentirai di quello che hai fatto!

Per vedere ampi stralci del video originale (con sottotitoli in inglese): http://www.memritv.org/clip/en/1693.htm

(Da: memri.org, 26.02.08)

Un ”coniglio divora-ebrei” sulla tv di Hamas per bambini

L’indottrinamento uccide

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I bambini in guerra di Sderot

I bambini in guerra di Sderot

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Da un articolo di Anat Meidan

L’immagine più struggente è quella della piccola Maria, otto anni, che accarezza la fronte del fratello Yossi, dieci anni, che giace ferito sul pavimento della drogheria dove si sono rifugiati. Non ci sono grida, non c’è panico, non ci sono pianti.

Yossi chiede dove sia la mamma, come qualunque bambino di dieci anni che in un momento del genere la vorrebbe accanto. Ma capisce che la mamma non c’è e allora, nonostante la scheggia di Qassam conficcata nella spalla, il sangue tutt’attorno e il dolore lancinante, Yossi mantiene uno stupefacente autocontrollo. Mormora soltanto che la spalla gli fa male e la sorellina, come farebbe una brava infermiera, gli accarezza delicatamente la fronte. Yossi ha capito che accanto a lui c’è solo la sorellina più piccola e, come sempre, si sente in dovere di proteggerla. Così trova da qualche parte un’incredibile forza d’animo, trattiene le lacrime e si tiene dentro il dolore per non spaventarla. Un eroe bambino, che un attimo prima stava giocando spensierato come ogni bambino dovrebbe poter fare.

Tornato da scuola, era andato a giocare a pallone dopo aver lasciato a casa la cartella. Una cosa talmente ovvia, talmente scontata in qualunque altro luogo, e invece così pericolosa nella città israeliana di Sderot. Un bambino che ha cercato di vivere la vita normale di un’infanzia normale nel mezzo di una guerra anormale e senza fine, e che l’ha pagata cara rischiando di perdere un braccio. Un bambino che, a causa di un razzo, è stato catapultato dal giardinetto per bambini dietro casa dritto dentro il mondo degli adulti, dove ha imparato sulla propria pelle quanto possa essere doloroso l’odio che vi viene coltivato.

Era come se lo sguardo negli occhi del piccolo Yossi ferito e della sorella Maria che lo consolava sul pavimento del negozio dicesse: lo sapevamo che prima o poi sarebbe toccata anche a noi.

Quante sirene d’allarme avevano già sentito, quante volte avevano già immagino la possibilità di essere feriti, e come sarebbe stato, e cosa avrebbero fatto? Forse Yossi si era domandato se avrebbe perso anche lui una gamba, prima o poi, come è accaduto meno di tre settimane fa a Osher Twito, otto anni, e che così non avrebbe più potuto giocare a pallone. Quanti incubi di morte avevano già popolato le notti di questi due bambini, in una città che da più di sette anni viene bersagliata dai Qassam palestinesi? Avevano parlato fra loro delle loro paure o si erano tenuti tutto dentro?

Un bambino di dieci anni non dovrebbe essere un eroe ferito, e non dovrebbe in alcun modo essere necessario che una bambina di otto anni sia chiamata ad assistere il fratellino sanguinante. Lunedì scorso un missile Qassam ha rubato l’innocenza e posto fine all’infanzia di Yossi e Maria, bambini in guerra di Sderot.

(Da: YnetNews, 26.02.08)

I bersagli del terrorismo

“La violenza è la nostra scelta”

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Un uomo ucciso da Qassam palestinese

Un uomo ucciso da Qassam palestinese

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Roni Yechiah, israeliano di 47 anni, padre di quattro figli, è morto mercoledì per le gravissime ferite al petto causate dalle schegge di un missile Qassam palestinese lanciato dalla striscia di Gaza su Israele. Il missile si è abbattuto sul parcheggio del college universitario Sapir, alla periferia di Sderot.

Nel corso della giornata sono stati quasi cinquanta i Qassam lanciati dai terroristi palestinesi sulla città di Sderot e su comunità e kibbutz circostanti. Diversi i feriti, ingenti i danni.

Il fuoco di fila sui civili israeliani, rivendicato dalle Brigate Ezzedin-el-Kassam (braccio armato di Hamas), faceva seguito di poche ore ad un’incursione con cui le forze aeree israeliane avevano colpito e ucciso cinque terroristi Hamas nella striscia di Gaza. I cinque, colti mentre si spostavano armati su un minivan solitamente usato per il trasporto scolastico, erano implicati nella preparazione di un attentato di grande portata. Erano anche attivamente coinvolti nei quotidiani lanci di missili Qassam su Israele. Secondo testimonianze locali, alcuni di loro avevano ricevuto di recente un addestramento in Siria o Iran, ed erano rientrati a Gaza attraverso la breccia aperta da Hamas nella frontiera con l’Egitto. Secondo i servizi di sicurezza israeliani, la rabbiosa reazione con i Qassam indica quanto fosse importante il ruolo che i cinque ricoprivano nella gerarchia dell’organizzazione terroristica.

In serata i lanci di Qassam continuavano, così come le conseguenti incursioni israeliane contro le piattaforme di lancio.Secondo fonti palestinesi, una di queste incursioni avrebbe causato la morte di tre adolescenti palestinesi nella zona di Beit Hanun. Le Forze di Difesa israeliane hanno dichiarato d’aver mirato a una squadra che si apprestava a lanciare altri Qassam. Una fonte militare ha affermato che appare strano che dei ragazzini stessero giocando vicino a postazioni di lancio di missili in piena attività, aggiungendo tuttavia che è dimostrato che spesso gruppi terroristici utilizzano ragazzi e bambini per recuperare i lancia-missili dopo l’uso.

Uno dei Qassam lanciati mercoledì ha centrato un’abitazione di Sderot, un altro è esploso sulla mensa di una fabbrica poco dopo che gli operai ne erano usciti.

Almeno sette le persone ricoverate per ferite da schegge all’ospedale Barzilai di Ashkelon, a sua volta sfiorato da un Qassam caduto all’imbrunire. Un altro Qassam ha colpito una linea elettrica provocando il black-out nella parte sud della città, che sorge a 10 chilometri dal confine nord della striscia di Gaza.

(Da: Ha’aretz, YnetNews, 27.02.08)

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