Anche l’Iran boicotta le Fiere del Libro di Torino e Parigi

Torino e Parigi – La campagna di Teheran. In forse i grandi scrittori israeliani

L’Iran boicotta le Fiere del libro

Dopo Siria, Giordania e Arabia Saudita, anche l’Iran ha annunciato il suo boicottaggio alle Fiere del libro di Parigi (che inizierà il 13 marzo) e di Torino (8-12 maggio) che avranno Israele come ospite d’onore, definito da Teheran «un paese aggressore». Da parte israeliana per il momento certa solo la presenza di Abralìam Yehoshua.

TORINO – La guerra di Gaza getta benzina sul fuoco delle polemiche su Israele come Paese ospite d’onore alla Fiera del Libro di Parigi (che aprirà i battenti il prossimo 13 marzo, alla presenza di Nicolas Sarkozy e di Shimon Peres) e su quella di Torino (dall’8 al 12maggio). Ieri, il governo iraniano ha annunciato il suo boicottaggio alle due manifestazioni, un’iniziativa che segue quelle già assunte da Siria, Giordania e Arabia Saudita. Lo ha annunciato ieri mattina Ehsanollah Hoijati, il portavoce del ministero della Cultura che si occupa della partecipazione dell’Iran alle diverse manifestazioni culturali: “Così come i nostri atleti si rifiutano di gareggiare con avversari israeliani, anche i nostri editori e scrittori si rifiutano di prendere parte alle manifestazioni culturali ed editoriali come quelle di Parigi e Torino, dove un Paese aggressore è stato scelto come invitato d’onore”.

Anche l’Arabia Saudita, attraverso un rappresentante che ha chiesto l’anonimato, ha annunciato ieri il suo boicottaggio al Salone di Parigi. “Purtroppo commenta il direttore della Fiera del Libro di Torino Ernesto Ferrero abbiamo a che fare con prese di posizione che non hanno nulla a che vedere con i libri né con la Fiera di Parigi quella di Torino. La situazione internazionale è certamente drammatica, ma ci si chiede perché iniziative culturali volte a favorire il dialogo e lo scambio tra le culture non possano restare al di fuori di tutto questo”.

Intanto, fonti vicine all’ambasciata israeliana a Roma hanno fatto sapere che lo scrittore Abraham Yehoshua, che con David Grossman e Amos Oz rappresenta la «triade» degli autori più conosciuti e amati anche in Italia, potrebbe essere presente al- l’inaugurazione della kermesse torinese insieme al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che aveva annunciato la sua partecipazione proprio in seguito alle polemiche contro la scelta del Paese ospite alla XXI edizione. Dopo il taglio del nastro, Yehoshua dovrebbe partecipare ad una conversazione pubblica con Elena Loewenthal, per poi ripartire in direzione di Roma, dove nello stesso giorno al Teatro dell’Opera è prevista la prima di un suo testo. Grossman invece mancherà alla Fiera del Lingotto — dove pure è stato ospite in passato perché negli stessi giorni sono previste in Israele celebrazioni che lo coinvolgono direttamente dopo la tragica scomparsa del figlio. Sulla presenza (o assenza) di Oz, che a sua volta ha spesso partecipato a manifestazioni culturali in Italia, invece, la direzione della Fiera di Torino si riserva un approfondimento successivo.

Intanto, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane si sta orientando verso una propria presenza alla manifestazione torinese, con uno stand collocato nei pressi di quello israeliano, insieme alle tre comunità ebraiche del Piemonte. La «lectio magistralis» che precederà la cena inaugurale a Venaria Reale verrà tenuta da un altro celebre autore, Aharon Appenfeld, mentre tra gli ospiti già previsti ci sono Meir Shalev, Etgar Keret, Sara Shilo, Avirama Golan, ma anche archeologi, come Dan Bahat e cantanti come Nurit Hirsch. Lo sforzo di Israele sarà quello di autorappresentarsi attraverso una generazione di autori, artisti ed esponenti della cultura e della ricerca già noti ma ancora giovani, che oggi appaiono come un possibile “ponte” tra diverse identità. Altri protagonisti della cultura, come Edna Livne Calò e Osri Weyl si impegneranno nello spazio che la Fiera di Torino riserva ai giovani e alle scolaresche, mentre architetti come Hyman Brown (uno dei progettisti delle Twin Towers, poi emigrato in Israele) presenteranno le proprie ricerche. La tensione per trasformare, nonostante tutto, in un successo la presenza di Israele alle due manifestazioni librarie è al massimo, non ultima la raccolta di fondi.

Vera Schiavazzi

(Fonte: Corriere della Sera, 5 Marzo 2008)

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Una Risposta to “Anche l’Iran boicotta le Fiere del Libro di Torino e Parigi”

  1. Valentina Says:

    mi pare assai strano che ci siano ancora oggi in un mondo così
    decivilizzato, dove quasi a nessuno non importa se alla fiera
    a Torino ci saranno dei scrittori hebrei presenti in modo particolare, se non quei assurdi arabi, che continuanno per sola e pura invidia e propria grande miseria al anashim hebraico sporcare la sua magnifica arcaica immagine ……
    Mi chiedo, perchè Izraele deve soffrire e sopportare tutti quei insulti dai miseri arabi, ovunque Izako mette il naso,lo disprezzano… Devono smettere di inoportunare i figli di Iz a(ko) Ra El, perchè sono in tante cose stati i primi… ( El Adonai – l’ uomo hebreio percepiva tramite intelg.emozionale – da 4000 anni conoscono l’essenza dell’uomo…….. un saluto caro ai scrittori hebrei …. valentina


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