L’Iran mette una taglia sulla testa di Ehud Barak

Israele: l’Iran mette una taglia sulla testa di Barack

Un movimento di studenti iraniani fondamentalisti simpatizzanti del presidente Mahmud Ahmadinejad ha raccolto un milione di dollari da destinare come ricompense per chi uccidera’, anche attraverso operazioni suicide in qualsiasi parte del mondo, il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak e due dirigenti dei servizi d’Intelligence di Tel Aviv. Lo scrive oggi l’agenzia Isna. Il “Movimento degli studenti per la giustizia” ha raccolto il denaro in un raduno svoltosi ieri e intitolato “Cerimonia per le esecuzioni rivoluzionarie degli architetti del terrorismo di Stato’. Il premio per chi uccidera’ Barak sara’ di 400.000 dollari, mentre 300.000 dollari sono promessi a chi eliminera’ il capo del Mossad, Meir Dagan, o quello dei servizi segreti militari, Amos Yadlin.

Se gli omicidi avverranno attraverso azioni suicide, il denaro andrà alle famiglie degli attentatori. Secondo i promotori, vi sono stati anche sottoscrittori che hanno promesso di vendere un rene (operazione legale in Iran) per raccogliere la cifra necessaria da donare al movimento. ”Dobbiamo diffondere la cultura del martirio, perchè il martirio non è morte, ma un altro tipo di vita”, ha detto uno degli organizzatori dell’iniziativa, indicato con il nome di Rajaifar. ”La Repubblica islamica dell’Iran è la prima sostenitrice dei diritti dei Palestinesi nel mondo, e quindi è nostro dovere sostenere questo sistema”, ha aggiunto Rajaifar.

Agenzia Radicale

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Aiuti umanitari ai palestinesi: ma non erano bloccati?

Aiuti umanitari (necessari) e materiale bellico per esplosivi da scongiurare

martedì 25 marzo 2008

di ELENA LATTES

Nei giorni in cui i nostri media hanno proposto numerosi servizi sulla mancanza di beni di prima necessità, nella Striscia di Gaza di camion ne sono arrivati numerosi. In particolare, il 4 marzo, Hanno attraversato i valichi di Karni, Sufa e Kerem Shalom 161 automezzi con medicinali, carne, pesce, verdure surgelate, frutta, farina, zucchero, olio, latticini, riso, grano e ceci provenienti dall’Unrwa e dalla Fao.

Il 5 marzo ne sono entrati 69 contenenti maschere d’ossigeno, prodotti alimentari per neonati, caffè, salsa di pomodoro, humus (salsa a base di ceci) e forniture supplementari di tutto il resto sopraelencato.

Il giorno dopo attraversavano i tre valichi 162 camion con gli stessi prodotti delle forniture precedenti e ugualmente la settimana successiva, l’11 marzo entravano altri 154 autormezzi, contenti latte, uova, sale, margarina, tessuti vari, buste di plastica, carta igienica, te, aglio, cipolle, mais, soia e piselli.

Tutto questo nello stesso momento in cui Tony Blair in visita in Israele dopo gli attacchi di missili Qassam alle cittadine di Sderot e Ashkelon, si lamentava con il Primo Ministro Olmert dell’insufficienza degli aiuti umanitari e chiedeva una maggiore apertura e libero accesso da e verso la Striscia.

Le consegne sono proseguite normalmente anche nell’ultima settimana, con una media di oltre 100 camion al giorno, una quantità minore se paragonata a quella degli anni scorsi, ma significativamente maggiore se si considera che le due entità, lo Stato di Israele e Gaza sono in guerra.

Inoltre, durante un normale controllo per ben due volte in poco più di una settimana gli israeliani hanno trovato numerosi camion che trasportavano materiale chimico utilizzato generalmente per fabbricare esplosivo. In particolare il 14 marzo i militari hanno confiscato a sud di Nablus un carico di trenta batterie contenenti acido solforico, componente primario delle bombe usate negli attentati. Fonti israeliane hanno affermato che Hamas, Jihad islamica e forse anche Fatah, avevano ordinato l’acido e altre componenti chimiche per portare a termine la fabbricazione di missili e razzi di cui alcuni componenti erano già stati assemblati.

“Senza queste sostanze, le organizzazioni terroristiche avranno maggiori difficoltà a portare avanti attacchi terroristici”.

Dall’Italia, inoltre, è arrivato nella Striscia un convoglio con presidi di chirurgia di emergenza e materiale sanitario di consumo per un valore di 400 mila euro, parte di un più ampio stanziamento stabilito dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri dell’ammontare di un milione e mezzo di euro.

Gli Stati Uniti a loro volta, hanno approvato un trasferimento di 150 milioni di dollari all’Autorità Palestinese e il Primo Ministro, Salam Fayyad ha così commentato: “E’ la somma più alta ricevuta in un’unica tranche, dall’insediamento dell’AP nel 1994”. Altri aiuti provengono da quasi tutti i paesi del mondo: dalla Turchia alla Russia e naturalmente dai vari Stati arabi.

Israele, quindi, non ha mai impedito l’assistenza umanitaria, ma i donatori avrebbero il dovere (mai veramente assolto) di impedire che alle organizzazioni terroristiche arrivassero anche materiale bellico.

Agenzia Radicale

Tesoro di Arafat: il procuratore generale dell’Anp avviera’ un’inchiesta sull’ex consigliere economico del defunto rais

MO: procura su tracce tesoro Arafat

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Aperta inchiesta su ex consigliere economico del Rais

(ANSA) – RAMALLAH, 26 MAR 19:11 – In cerca del tesoro di Arafat, il procuratore generale dell’Anp avviera’ un’inchiesta sull’ex consigliere economico del defunto rais. L’uomo, Muhammad Rashid, e’ tornato d’attualita’ in questi giorni dopo l’annuncio di un suo investimento da 600 mln di dollari in Giordania, dove starebbe costruendo un lussuoso albergo. Alla morte di Arafat nel 2004, fu estromesso dall’Anp, ma con lui si persero anche le tracce del tesoro personale del rais, stimato tra i 200 mln di dollari e un miliardo.

D’Alemmah visto da Vincino….

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(Fonte: Corriere della Sera, 5 Marzo 2008)