Rassegna Stampa di martedì 15 Aprile 2008

Rassegna Stampa di martedì 15 Aprile 2008

Ancora è presto per una analisi approfondita, ma Il Foglio dedica un lungo articolo alla politica “atlantista” di Berlusconi, all’intesa con Sarkozy ma anche con Merkel e Brown, e all’annunciato viaggio in Israele per il sessantenario.

Anche il Riformista parla di una correzione prevedibile in politica estera e Il Giornale, in un articolo di Adalberto Signore, ribadisce che il primo viaggio ufficiale di Berlusconi sarà in Israele.

Intanto il Papa sta viaggiando alla volta degli Usa, dove Bush, gesto inedito, lo accoglierà all’aeroporto di Washington. Alessandra Cardinale sul Riformista preannuncia, tra i tanti appuntamenti, quello con la comunità ebraica della Park Avenue Synagogue di New York e Gianna Pontecorboli, sullo stesso giornale sottolinea come gli esponenti di quella comunità chiederanno al Papa la correzione del nuovo testo della preghiera sulla conversione degli ebrei, che, per quanto modificato, risulta ancora insoddisfacente.

E ancora un viaggio, ma molto contestato, quello del presidente Carter in Medio Oriente. Il Foglio critica duramente l’ex-presidente americano, che incontrerà a Damasco il leader di Hamas, e lo accusa di non capire niente sui problemi della politica mediorientale, di fare solo danni, indebolendo Abu Mazen, legittimando il terrorismo e provocando un contraccolpo su Obama, che Carter sostiene. L’editoriale non firmato ricorda le scivolate di Carter, che non sostenne lo Scià e fu debole durante l’occupazione e Teheran dell’ambasciata americana, ma dimentica che Carter fu l’artefice di Camp David, dove venne siglato il primo accordo di pace tra Israele e un Paese arabo, l’Egitto.

Europa sottolinea come gli 007 israeliani si siano rifiutati di collaborare con i servizi di sicurezza di Carter, reo non solo di voler trattare con Hamas, ma anche di aver dichiarato, nel suo libro uscito nel 2006, che Israele pratica verso i palestinesi una politica simile all’apartheid. Israele gli avrebbe rifiutato ogni richiesta, anche quella di incontrare il leader palestinese Marwan Barghouti in carcere.

Stefania Podda su Liberazione ha un atteggiamento più favorevole a Carter, che ha dichiarato di voler intervenire nei suoi incontri con Hamas a favore del rilascio del caporale prigioniero Shalit, e ha deprecato il lancio dei razzi contro Sderot. Ma chi sostiene a spada tratta l’ex presidente americano, è, come immaginabile, il Manifesto, che in un articolo a firma di Michele Giorgio accusa l’atteggiamento del governo israeliano di ambiguità, perché mentre criminalizza l’ex presidente americano tratterebbe segretamente con Hamas (notizia peraltro non confermata da nessuna fonte). Il Manifesto pubblica anche un trafiletto in cui annuncia (o meglio denuncia) un accordo di cooperazione nucleare tra Usa e Israele.

E ora qualche notizia dal fronte islamico. La Stampa, in un articolo a firma di Aldo Baquis, annuncia che, nelle intenzioni dell’influente predicatore turco Yunis al Astal, Roma diventerà presto islamica, nemesi per l’occupazione di Costantinopoli da parte dei crociati. La notizia, per quanto peregrina (?) ha avuto grande risalto sui media USA in quanto è stata trasmessa dalla televisione Al Aqsa di Hamas (movimento a cui appartiene Al Astal) ed è stata ripresa da Memri, l’osservatorio sulla comunicazione in Medio Oriente.

La progressiva conquista – pacifica – dell’Islam in Europa gode oggi di molto spazio sui quotidiani. Caterina Soffici sul Giornale denuncia come la presenza come ospiti d’onore di numerosissimi scrittori arabi (alcuni dei quali apertamente appoggiano il terrorismo islamico internazionale) non abbia suscitato alcuna protesta a Londra, dove si è inaugurata ieri la Book Fair. E tutti coloro che hanno protestato contro gli scrittori israeliani a Parigi e a Torino, il filosofo Vattimo in primis, ben si guardano dal criticare la scelta inglese.

Luigi Offeddu sul Corriere dedica il suo articolo all’insolita alleanza in Belgio tra insegnanti cattolici e islamici nella crociata contro il darwinismo. Grave perché in molte scuole la teoria all’evoluzione non viene più spiegata e circola invece un libello di Harun Yahya “Atlante della creazione” che si rifà categoricamente al testo biblico. La comunità francofona, per quanto non navighi nell’oro, ha promosso una ampia indagine nelle scuole, devolvendo 138.000 euro alla ricerca.

Di segno contrario il convegno promosso dal Vaticano e annunciato da Dario Fertilio sul Corriere della Sera, che vedrà scienziati evoluzionisti e cattolici intorno a un tavolo per cercare di mitigare la distanza tra le due posizioni. Dario Antiseri spiega che l’evoluzionismo va insegnato come teoria scientifica ma non può spiegare tutto.

E sempre in fatto di scienza, Francesca Marretta su Liberazione, parlando di una nuova tecnica di clonazione messa a punto dall’Advanced Cell Tecnology, e della nuova legge che sta per essere sottoposta al vaglio del Parlamento inglese, per favorire le nuove ricerche sugli embrioni, cita la posizione favorevole alla creazione di embrioni ibridi da parte del rabbinato inglese. Marretta intervista una rabbina, Julia Neuberger, chiaramente riformata; e ci si chiede se il suo punto di vista (“è una opportunità per salvare vite umane”) sia condiviso dal rabbinato più ortodosso. Mancando un esponente unico “ufficiale” della dottrina ebraica, il rischio è che i giornalisti riportino come ufficiali voci non ampiamente condivise.

Due “piccole” notizie, riportate sotto forma di trafiletti, gravi però nel contenuto. Il Corriere della Sera preannuncia che il processo a 11 ex-nazisti accusati della strage di 350 civili, tra cui donne, bambini e neonati, a Fivizzano nel 1944, probabilmente non si farà. Perché il Tribunale militare di La Spezia, competente su questo caso, sarà chiuso a fine luglio come previsto dalla Finanziaria. E viva la burocrazia italiana!

Liberazione denuncia come, secondo una autorevole fonte anonima delle Nazioni Unite, Hamas avrebbe bloccato la distribuzione di un milione di litri di carburante nella Striscia. Questo avvalorerebbe l’ipotesi del tentativo, da parte del movimento fondamentalista, di esasperare la crisi e provocare una forte reazione antiisraeliana nella popolazione.

E finiamo con due notizie culturali. Susanna Nirenstein su Repubblica dedica un lungo articolo all’autobiografia di Ahron Appelfeld che esce in questi giorni in riedizione da Guanda (fu pubblicata per la prima volt da Giuntina). E le cronache milanesi di Giorno, Corriere della Sera, Repubblica danno risalto ai due concerti previsti stasera a Milano per il sessantesimo anniversario di Israele, quello del violinista e direttore d’orchestra Shlomo Minz che suonerà Mendelsohnn al Teatro Dal verme con la Israel Sinfonietta, e il concerto klezmer di Igor Polisistky al Conservatorio.

Viviana Kasam

Ucei.it

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