La Ue punirà l’istigazione al terrorismo su Internet

La Ue punirà l’istigazione al terrorismo su Internet

venerdì, 18 aprile 2008 4.30

LUSSEMBURGO (Reuters) – I paesi europei hanno approvato oggi una normativa contro l’istigazione al terrorismo per cercare di dare un giro di vite all’uso di Internet da parte dei gruppi militanti.

I ministri della Giustizia e dell’Interno riuniti a Lussemburgo hanno inoltre approvato un piano d’azione per cercare di impedire ai gruppi di recuperare esplosivi.

La polizia ha spiegato che il Web è divenuto importantissimo per i militanti dal momento che permette di condividere conoscenze, pianificare operazioni e fare propaganda presso un pubblico di massa.

“Internet viene usato per ispirare e mobilitare i terroristi locali e funge da campo di addestramento virtuale”, recita un testo approvato dai ministri.

“Tutti gli stati membri prenderanno le misure necessarie per garantire che tra le accuse collegate al terrorismo ci sia la pubblica istigazione a commettere un reato terroristico, il reclutamento terroristico e l’addestramento al terrorismo”.

Gli stati potrebbero inoltre considerare i tentativi di addestramento e reclutamento come reati terroristici, ma non saranno obbligati a farlo, secondo quanto ha spiegato un funzionario europeo.

Un funzionario della Commissione Europea ha detto che paesi come Spagna e Italia puniscono già l’istigazione al terrorismo ma altri, come i paesi scandinavi, dovranno cambiare le loro leggi per applicare la normativa.

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Israele denuncia traffico di armi dall’Iran a Gaza via mare

Israele denuncia traffico di armi dall’Iran a Gaza via mare

Roma, 18 apr (Velino) – Si fa più forte l’influenza dell’Iran a Gaza. Scrive il Jerusalem Post che secondo alcuni alti funzionari della Difesa israeliana, barchini della Repubblica islamica riescono a consegnare, attraverso dei canotti gonfiabili, armi e munizioni agli uomini di Hamas. Il materiale, scrive il Post, viene poi recuperato dai pescatori della Striscia. “Lanciano fuoribordo le armi sigillate in tubi stagni galleggianti, che la corrente porta verso Gaza – ha dichiarato un funzionario -. A volte la Marina intercetta il materiale, che altre volte, invece, filtra”. La via d’acqua sarebbe la terza di quelle escogitate da Teheran per sostenere militarmente il movimento radicale islamico. Le altre due passerebbero dai tunnel scavati sotto il Corridoio Philadelphi – per la consegna di materiale per assemblare i missili che Hamas lancia su Israele – e dal valico di Rafah, in connessione con la penisola del Sinai. Assieme ai missili, a Gaza, prosegue il Post, “nelle ultime settimane sono arrivate migliaia di mortai” di fabbricazione iraniana; le dimensioni dei pezzi consegnati hanno fatto pensare a una via alternativa a quella dei tunnel. Secondo gli analisti militari, i pezzi più grossi arrivano via acqua, passando direttamente dall’Iran all’Egitto, oppure attraverso la mediazione della milizia sciita libanese Hezbollah, che pure li spedisce in Egitto da dove sono poi “inviati” verso Gaza.

Carter incontra due volte il leader di Hamas

Carter incontra due volte il leader di Hamas

Damasco, 19 aprile 2008 – Sfidando i critici in patria e in Israele, l’ex presidente americano Jimmy Carter ha incontrato a Damasco per ben due volte, ieri sera e stamattina, il leader di Hamas in esilio Khaled Meshaal e il suo vice Moussa Abu Marzouk, entrambi considerati come terroristi dal Dipartimento di Stato di Washington.

Ieri sera Carter e Meshaal hanno parlato per quattro ore di un possibile cessate il fuoco tra Israele e il gruppo armato palestinese nella Striscia di Gaza, il territorio teatro ancora oggi di violenti scontri tra miliziani e soldati israeliani.

Stamattina i due hanno invece discusso per un’ora di un possibile scambio di prigionieri per ottenere la liberazione di Gilad Shalit, il soldato israeliano rapito il 25 giugno 2006 da miliziani vicini ad Hamas.

Carter, premio Nobel per la pace nel 2002, è la personalità politica più importante ad aver incontrato esponenti del Movimento di resistenza islamico, e il gruppo palestinese rivendica per questo una nuova legittimità. L’ex presidente Usa nel 1978 fece da mediatore negli accordi di pace tra israeliani e egiziani firmati a Camp David, e si è proposto ora di favorire il processo di pace nella regione e la liberazione del caporale israeliano.

Hamas ha espresso soddisfazione per i colloqui di Damasco, che si sono svolti lontani dagli occhi dei giornalisti. “L’isolamento politico da parte dell’amministrazione americana è iniziato a crollare”, ha detto all’Associated Press Mohammed Nazzal, un dirigente del gruppo. Carter, che ha anche incontrato il presidente siriano Bashar Assad, non ha rilasciato commenti. L’ex presidente americano proseguirà il suo tour regionale recandosi in Arabi Saudita.

Quotidiano.net

In Europa sbarca il “nero” Fiore, leader di Forza Nuova

In Europa sbarca il “nero” Fiore, leader di Forza Nuova

ROMA – Insieme al leghista della prima ora e dai modi spicci Erminio Boso, sbarca all’Europarlamento anche il candidato premier di Forza Nuova, l’ex leader di Terza Posizione Roberto Fiore. E’ uno degli effetti collaterali delle elezioni politiche del week end scorso. Torna a Roma una dozzina di eurodeputati e subentrano le seconde file. A lasciare il posto a Fiore è la sua ex alleata Alessandra Mussolini, passata ed eletta ora alla Camera con il Pdl.

A Bruxelles Fiore, rientrato in Italia qualche anno fa alla fine di vent’anni di latitanza a Londra dopo che un’inchiesta giudiziaria aveva spazzato via la sua creatura politica degli Anni di Piombo, andrà a fare compagnia ad un altro eurodeputato della destra estrema e negazionista, Luca Romagnoli che oggi, dopo lo scioglimento del cartello elettorale con la Mussolini e Fiore, appoggia la Destra di Storace.

Nel programma di Fiore, che non ha mai abbandonato nè la nostalgia fascista nè le tesi negazioniste, oltre alla revisione completa della legge sull’aborto, alla rottura dei rapporti diplomatici con la Libia e alle nazionalizzazioni a piene mani di diversi settori dell’economia, e l’espulsione immediata delle prostitute, ci sono due misure che riguardano direttamente l’Europa: la chiusura del mercato del lavoro per cinque anni e la sospensione degli accordi di Schenghen per bloccare l’immigrazione anche da Paesi dell’Est divenuti comunitari

(Fonte: Corriere della sera, 19 Aprile 2008, pag. 8)