L’Islam italiano si organizza senza l’Ucoii

L’Islam italiano si organizza senza l’Ucoii

L\'edizione del Corano edita sotto la supervisione dell\'UCOII

L’edizione del Corano edita sotto la supervisione dell’UCOII

di Dimitri Buffa

La Consulta islamica voluta dal ministro dell’Interno Giuliano Amato è fallita e di fatto non esiste più dopo che gli estremisti dell’Ucoii, notoriamente legati ai Fratelli musulmani egiziani (che condividono fra l’altro l‘ideologia dell’odio anti occidentale di Hamas) hanno rifiutato di firmare la carta dei valori condivisi. Che poi sono quelli della Costituzione italiana.

Dalle sue ceneri, ieri è nata la Federazione delle comunità islamiche in Italia. Un’entità voluta proprio da tutti i moderati dell’Islam italiano che invece quella carta vollero a suo tempo firmare. La federazione ha visto la luce alla presenza proprio del ministro Amato che evidentemente non vuole passare alla storia come quello che ha fallito per non avere avuto il coraggio di cacciare l’Ucoii dalla vecchia consulta islamica. Così l’escamotage è stato quello di far nascere un nuovo organismo consultivo da cui l’Ucoii è rimasta fuori in partenza.

Amato ha anche precisato che l’Ucoii resterà fuori da una possibile intesa tra stato e islam per l’8 per mille, e si tratta di tanti soldi. Amato ha dichiarato che “coloro che non vollero firmare la Carta dei Valori sono fuori dal percorso che il Ministero immagina per arrivare a una intesa”. Naturalmente Amato passerà presto la mano e non è certo che il nuovo inquilino del Viminale abbia la stessa fretta di siglare una convenzione con l’islam italiano. Specie se dovesse trattarsi di un ministro leghista. Dal Carroccio infatti ieri sono arrivati i primi “niet” a qualunque intesa economica tra stato e islam, moderato o fanatico che sia.

Quel che è certo è che l’Ucoii resterà fuori da ogni futura intesa politica o economica con lo stato italiano. E il presidente nazionale del Partito degli immigrati, Moustaphà Mansouri, esulta per questa svolta e rivendica i propri meriti nell’aver denunciato da tempo la pericolosità di chi non vuole integrarsi secondo le regole della costituzione italiana: “Prendiamo atto che il Ministro Amato, grazie anche alle nostre continue denunce e segnalazioni, ha preso la decisione più giusta, vista l’intransigenza e l’impossibilità di instaurare qualsiasi forma di dialogo con le frange più radicali dell’islam italiano; questo porterà sicuramente ad un miglioramento e ad una proficua collaborazione fra gli organi rappresentativi dei musulmani moderati e lo Stato Italiano”.

Insomma, ora che l’Ucoii è stato finalmente messo fuori gioco, con gli altri esponenti del mondo islamico nazionale un accordo di ampio respiro potrà essere siglato. Non a caso oggi, 24 aprile, il candidato sindaco di Roma per il PdL, Gianni Alemanno, incontrerà gli islamici moderati che hanno lasciato Rutelli perché aveva in lista il leader dei giovani dell’Ucoii Khaklid Chouaki. L’incontro avrà luogo nella Grande Moschea di Roma a Forte Antenne. L’unica riconosciuta dallo Stato italiano come ente di culto islamico e forse anche la più grande artefice dell’esclusione dell’Ucoii da ogni futura intesa con l’Italia.

L’Occidentale

Olmert favorevole a restituire Golan per pace, dice Siria

Olmert favorevole a restituire Golan per pace, dice Siria

mercoledì, 23 aprile 2008 8.00

DUBAI (Reuters) – Il primo ministro israeliano Ehud Olmert avrebbe comunicato alla Turchia che Israele sarebbe intenzionata a restituire le Alture del Golan alla Siria in cambio della pace cogli Stati arabi: lo ha detto oggi la ministro siriano per gli espatriati Buthaina Shaaban alla tv satellitare Al Jazeera.

“Olmert è pronto per la pace con la Siria sulla base delle condizioni internazionali, sul terreno del ritorno pieno delle Alture del Golan alla Siria”, ha detto Shaaban all’emittente satellitare araba.

La ministro ha riferito che il messaggio relativo al Golan, occupato nel 1967 da Israele, è stato trasmesso attraverso la Turchia.

I colloqui di pace tra Siria e Israele si sono interrotti nel 2000 sulla portata di un ritiro israeliano dal Golan.

I tentativi internazionali di convincere la Siria e Israele di riprendere le trattative sono fallite dopo che entrambe le parti hanno contestato le condizioni per tornare al tavolo.

La Siria vuole che Israele si ritiri completamente dalle Alture e preferisce che gli Usa, il principale alleato degli israeliani, supervisioni i negoziati. Israele vuole che all’ordine del giorno ci siano anche i legami dei siriani con gli Hezbollah libanesi e col gruppo islamico palestinese Hamas.

La stampa da Damasco dice che l’offerta israeliana è stata comunicata al presidente Bashar al-Assad dal primo ministro turco Tayyip Erdogan.

“Erdogan ha telefonato ieri al presidente Assad per riferirgli che il premier israeliano Ehud Olmert gli ha detto che Israele è pronta a ritirarsi completamente dal Golan in cambio della pace con la Siria”, ha scritto il giornale al-Watan.

Un sito web siriano di informazione riporta un resoconto simile.

Una fonte vicina al primo ministro turco nega che Erdogan abbia consegnato il messaggio ad Assad.

I diplomatici della capitale siriana tendono a sminuire l’importanza della notizia. Secondo loro, Israele e Siria devono anche accordarsi sulle relazioni siriane con Hezbollah e Hamas. Per Israele,. la Siria è la principale rotta di rifornimento per gli Hezbollah.