Antisemitismo islamico, come ai tempi di Hitler

Edizione 80 del 24-04-2008

Rapporto Erlich

Antisemitismo islamico, come ai tempi di Hitler

di Dimitri Buffa

Come ai tempi di Hitler. Forse peggio, almeno come propaganda ideologica diffusa tra tutti gli strati sociali. L’antisemitismo nel mondo islamico ha ormai raggiunto simili livelli di guardia da avere spinto il governo israeliano a commissionare uno studio a un esperto di anti terrorismo, il colonnello Reuven Erlich, direttore dell’Intelligence center for counter terrorism, il quale pochi giorni fa ha consegnato il rapporto, quasi 180 pagine, che è subito stato classificato come riservato. Sostiene adesso Erlich che “non si tratta più di un ordinario quanto violento pregiudizio religioso anti ebraico, quanto piuttosto di un vero e proprio manifesto programmatico di un futuro sterminio pianificato teoricamente come lo fu la stessa shoah ai tempi del nazismo”. Per decenni dopo il secondo conflitto mondiale gli storici hanno studiato il “Mein Kampf” e gli altri documenti del folle dittatore tedesco e per decenni la gente si è chiesta: “perché nessuno ha voluto credere quello che lui stesso dichiarava di volere attuare”?

Adesso a distanza di ben più di mezzo secolo dalla fine del nazismo sono gli “sheik” come Al Zawahiri ma anche come Al Qaradawi a dichiarare di volere sterminare gli ebrei“. Ovviamente esiste un problema nel problema: questo antisemitismo islamico, a mo’ dell’analfabetsimo di ritorno, sta per l’appunto tornando adesso in Europa grazie ai milioni di immigrati dal mondo arabo e islamico. Che importano nei ghetti multiculturali di Inghilterra, Danimarca, Olanda e Francia gli stessi insegnamenti dell’odio. E così se prima gli episodi di aggressione a cittadini europei di religione ebraica erano più che altro appannaggio di gruppuscoli della estrema destra xenofoba europea, adesso quasi tutte le aggressioni degli ultimi dieci anni sono avvenute per opera di cittadini immigrati di religione islamica.

La ricerca commissionata a Erlich dal governo israeliano è stata consegnata esattamente una settimana fa ed è tarata esclusivamente sull’incitamento all’odio religioso contro gli ebrei. Gli ”statement“ di odio verso lo Stato di Israele in questo quadro non sono neppure stati esaminati: non sarebbe bastata un’enciclopedia per contenerli tutti. La novità degli ultimi tre anni è che dietro questa magmatica galassia dell’odio e della propaganda antisemita assai diffusa in tutto il mondo arabo islamico c’è adesso una regia palese, quella dell’Iran di Ahmadinejad e quella del movimento terroristico degli Hezbollah. Entità statali cosiddette ”canaglia“ e formazioni di guerriglia che dispongono di numerosi mezzi di comunicazione, tra cui le tv satellitari diffuse in tutto il mondo (vedi la famigerata ”Al Manar“ degli stessi Hezbollah), con cui fare il lavaggio del cervello non solo ai cittadini del Medio Oriente ma anche a quelli stabilitisi nel vecchio Continente. E questa strategia di accerchiamento della propaganda dell’odio prosegue di pari passo con quella di tipo militare guidata anch’essa dall’Iran di Ahmadinejad.

Opinione.it

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