Bologna, Universita’ blocca Vattimo e serata anti-Israele

Bologna, Universita’ blocca Vattimo e serata anti-Israele

No a dibattito per boicottare fiera libro (Corriere di Bologna)

BOLOGNA, 26 apr. (Apcom) – A Bologna arriva lo stop del preside di lettere e filosofia Giuseppe Sassatelli, al dibattito con il filosofo Gianni Vattimo dedicato al boicottaggio di Israele e della Fiera del libro che ospita lo Stato ebraico.

L’appuntamento, riporta oggi il Corriere di Bologna, è fissato per il 29 aprile alle 21, con un incontro dal titolo ‘Boicotta Israele, sostieni la Palestina. Incontro-dibattito sul boicottaggio del salone del libro di Torino e sulla resistenza palestinese. Relatori Gianni Vattimo, comitato Free Palestina’. “Noi non siamo obbligati a concedere spazi – spiega il preside al Corriere – figuriamoci se questi servono a propagandare iniziative antidemocratiche, non condivisibili, inaccettabili in una logica di tolleranza. L’Università non può ospitare eventi che incitano al boicottaggio di Israele”.

Dal canto loro i collettivi che hanno organizzato l’appuntamento, replicano: “Non ci danno un’aula? E noi occupiamo la facoltà di lettere”; più morbida la posizione del filosofo: “Alla peggio il dibattito lo faremo in piazza, anche perché da professore universitario, se occupo una facoltà mi tolgono lo stipendio”. Vattimo comunque si dice molto amareggiato perché “anche l’università non si sottrae al pensiero unico dominante”.

(Alice News, 27 aprile 2008)

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Alemanno Sindaco: scene normali di giubilo?

ma….sbaglio o quelli sono saluti romani?!

ma….sbaglio o quella è una bandiera con la croce celtica?!

A volte una immagine vale più di mille parole….

L’esplosivo dei terroristi avrebbe ucciso la famiglia palestinese

L’esplosivo dei terroristi avrebbe ucciso la famiglia palestinese

Sarebbe stata la deflagrazione dell’esplosivo portato dai terroristi centrati dai tiri dei militari israeliani a causare la morte della madre palestinese e dei suoi quattro bambini. È quanto emerge da una prima inchiesta condotta dalle Forze di Difesa israeliane sulle circostanze esatte del tragico incidente occorso lunedì a Beit Hanun, nella parte nord della striscia di Gaza.

Secondo i primi risultati dell’indagine, due terroristi palestinesi sono stati individuati nei pressi alla casa dove si trovava la famiglia Abu Meatak. A quel punto forze aeree israeliane sparavano e colpivano i due terroristi, che però stavano trasportando ordigni esplosivi i quali di conseguenza sono esplosi provocando una seconda deflagrazione che investiva l’edificio e provocava la strage della famiglia.

Una portavoce militare israeliana ha riferito che lunedì i terroristi avevano ripetutamente aperto il fuoco contro i soldati a partire da zone abitate, dalle quali spesso vengono lanciati missili Qassam verso Israele. “Si tratta dell’ennesimo caso di uso dei civili come scudi umani da parte dei terroristi”, ha aggiunto la portavoce.

La Jihad Islamica palestinese ha riconosciuto lunedì che due suoi uomini sono stati uccisi a poca distanza dall’abitazione della famiglia colpita.

“La responsabilità del tragico incidente ricade interamente sulle spalle di Hamas, che opera deliberatamente dall’interno di zone popolate da civili portandovi anche grandi quantità di esplosivi”, hanno affermato lunedì fonti delle Forze di Difesa israeliane.

In precedenza anche il ministro della difesa Ehud Barak aveva attaccato Hamas, dicendo che il gruppo jihadista palestinese è responsabile di tutti gli attacchi che provengono dalla striscia di Gaza, che è sotto il suo controllo, e degli effetti delle risposte a cui sono costrette le Forze di Difesa israeliane, comprese le vittime civili involontariamente colpite lunedì. “Le Forze di Difesa israeliane – aveva detto Barak – agiscono e continueranno ad agire contro i terroristi Hamas all’interno della striscia di Gaza”.

(Da: Jerusalem Post, YnetNews, Ha’aretez, 28.04.08)

Nella foto in alto: Terroristi mescolati a civili palestinesi aprono il fuoco verso i soldati israeliani

Hamas: Usiamo donne e bambini come scudi umani

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Hamas: “La tregua è solo una mossa tattica”

Hamas: “La tregua è solo una mossa tattica”

Hamas accetterebbe un cessate il fuoco proposto dall’Egitto solo come una mossa “tattica” nella sua lotta contro lo stato d’Israele. Lo ha detto esplicitamente sabato scorso il capo del Politburo di Hamas con base a Damasco Khaled Mashaal in un’intervista alla tv al-Jazeera, facendo riferimento a una tregua di sei mesi proposta dall’Egitto tra Israele e la striscia di Gaza controllata da Hamas.

Nell’intervista, Mashaal ha detto che il suo movimento è disposto a cooperate, ma ha aggiunto subito dopo: “E’ una tattica nella conduzione della lotta. E’ normale, per un movimento di lotta armata che opera nell’interesse del popolo, in certi momento intensificare (gli attacchi), in altri tirarsi un po’ indietro. E’ così che deve essere condotta la battaglia, e Hamas sa come farlo. Nel 2003 ci fu un cessate-il fuoco – ha continuato il leader di Hamas – e poi le operazioni sono riprese”.

Detto questo, Mashaal ha aggiunto che Hamas starebbe ancora aspettando la risposta ufficiale di Gerusalemme all’offerta di tregua avanzata dal suo gruppo, e ha minacciato “un’esplosione di violenza” se Israele dovesse respingere l’offerta.

(Da: YnetNews, Jerusalem, Post, 26.04.08)

Nella foto in alto: il capo del Politburo di Hamas Khaled Mashaal

Hamas sotto pressione

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