Tv Hamas: “La Shoah fu un complotto sionista”

Tv Hamas: “La Shoah fu un complotto sionista”

(ANSA) – 17:48 – GERUSALEMME, 30 APR – L’Olocausto fu in realtà “un complotto sionista per liberarsi degli ebrei disabili e paraplegici” e per attirarsi la simpatia del mondo, “dando l’impressione che gli ebrei fossero perseguitati”. Lo ha affermato Al Aqsa Tv, un’emittente televisiva di Hamas, in un programma ‘educativo’ andato in onda lo scorso 18 aprile.

Secondo quanto ha riferito oggi il Palestinian Media Watch, un centro israeliano di monitoraggio della stampa palestinese, a fare queste affermazioni è stato Amin Dabur, direttore del Centro Palestinese di Ricerche Strategiche.

A suo dire “i satanici ebrei escogitarono un complotto malvagio per liberarsi in modo criminale del fardello degli invalidi e dei disabili”, accusando al tempo stesso i nazisti dei crimini per attirarsi le simpatie del mondo.

“L’asserito numero (sei milioni, ndr) di ebrei uccisi (nell’Olocausto) – ha sostenuto Dabur – è solo pura propaganda”.

La bandiera con la stella di David: si può bruciare, ma non esporla. E’ pericoloso per l’ordine pubblico

La bandiera con la stella di David: si può bruciare, ma non esporla. E’ pericoloso per l’ordine pubblico

Le autorità di pubblica sicurezza torinesi hanno vietato ai cittadini amici di Israele di salutare l’arrivo del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano all’inaugurazione della Fiera del libro, dedicata alla letteratura dello stato ebraico, sventolando le bandiere con la stella di Davide. L’argomento addotto è che, siccome erano annunciate manifestazioni ostili, è parso opportuno vietare ogni tipo di raduno.

Si tratta di una spiegazione peggio che pilatesca. Israele è un paese democratico e amico che celebra il sessantesimo anniversario della sua fondazione, decretata dall’Assemblea delle Nazioni Unite. La decisione della Fiera del libro torinese di ricordare questa ricorrenza con una rassegna della letteratura israeliana è stata contestata da estremisti vanitosi ed esibizionisti come Gianni Vattimo, ma non per questo cessa di essere una decisione istituzionale, legittima e, per giunta, giustamente onorata dal presidente Napolitano che ha deciso di inaugurana personalmente. Però chi apprezza questa scelta e intende esprimerlo pubblicamente, festeggiando insieme al capo dello stato l’anniversario di Israele viene trattato come un perturbatore dell’ordine pubblico.

Non risulta che i responsabili dell’ordine abbiano mai impedito le manifestazioni, purtroppo numerose, nelle quali la bandiera di Israele veniva dileggiata e data alle fiamme. Insomma pare che quella bandiera in Italia si possa impunemente bruciare, mentre esporla è considerato un attentato all’ordine pubblico, una sorta di provocazione.

Perché i funzionari di uno stato democratico si comporatano così? Perché contraddicono persino il significato evidente della presenza del capo dello stato? Non per antisemitismo, ma per amore del quieto vivere, il che, in un certo senso, è anche peggio. E’ la traduzione in termini burocratici e provinciali della tesi secondo cui “se non ci fosse Israele ci sarebbero meno problemi”. E’ l’accettazione supina del ricatto degli estremisti, che non riescono a convincere quasi nessuno delle loro tesi deliranti, ma che con le minacce e le agitazioni inconsulte fanno prevalere la logica pavida del quieto vivere sulla dignità e sulla responsabilità. Impedire di sventolare la bandiera di Israele a cittadini pacifici è un modo per non riconoscere fino in fondo il diritto di quello stato.a esistere, a essere rispettato e amato. Possibile che un sottile intellettuale come Giuliano Amato non lo capisca?

(Fonte: il Foglio, 1 Maggio 2008 )

Il Riformista: porteremo noi la bandiera di Israele a Torino

Fiera del Libro. Il Riformista uscirà incartato nella bandiera con la stella di David l’8 Maggio

Porteremo noi la bandiera di Israele a Torino

Porteremo noi a Torino la bandiera di Israele che il prefetto ha vietato. il Riformista uscirà l’8 maggio incartato dalla bandiera con la stella di David, in occasione dell’apertura della Fiera del libro di Torino dedicata a Israele, e per festeggiare i sessant’anni della nascita dello stato ebraico. Avevamo già preso questa decisione per ricordare il sessantesimo di Israele. Ma è tanto più giusto e necessario farlo adesso, dopo la decisione del prefetto di Torino che, vietando i cortei organizzati contro Israele, ha anche vietato le bandiere israeliane che l’associazione «Appuntamento a Gerusalemme» voleva esporre nel corso di un presidio, per salutare la presenza alla Fiera del Capo delllo Stato Giorgio Napolitano.

Noi comprendiamo il dovere del rappresentante del governo di mantenere l’ordine pubblico, che rischia di essere turbato da chi pretende con la sua intolleranza di impedire una manifestazione di cultura, in cui si parla di libri e di idee. Ma considerare la bandiera di Israele, e cioè il simbolo di uno stato sovrano e amico dell’italia, come una potenziale provocazione politica, è quantomeno assurdo, per non dire altro; ed è un triste segno di tempi in cui l’antisemitismo riaffiorante comincia a far paura anche a chi antisemita non è. Chi dunque vorrò esporre quella bandiera, l’8 maggio a Torino, potrò farlo: sarà la copertina del Riformista.

(Fonte: Il Riformista, 1 Maggio 2008 )

Razzi su Sderot: colpita scuola, città allo stremo

Razzi su Sderot: colpita scuola, città allo stremo. E i media fanno sempre finta di niente

Oltre dieci razzi Qassam sono stati sparati ieri dal nord della Striscia di Gaza verso il Neghev israeliano e in particolare verso la città di Sderot. Non si segnalano vittime. Fonti locali precisano che uno dei razzi è esploso all’ interno del cortile di una scuola mentre le classi venivano aperte. Un altro ha sfiorato una stazione di benzina, un altro ancora è esploso in un deposito di camion. Nella zona del valico di Erez miliziani palestinesi hanno inoltre aperto il fuoco verso una pattuglia israeliana. Non si ha notizia di vittime. Ieri, in una conversazione con il premier Ehud Olmert, il sindaco di Sderot, Ely Moyal, ha fatto presente che la popolazione, dopo anni di bombardamenti quasi quotidiani da parte dei palestinesi, è allo stremo. Secondo Moyal, circa il 15% dei 20 mila abitanti ha abbandonato la città.

Liberali per Israele

Gaza: l’inchiesta scagiona Tsahal per la strage

Gaza: L’inchiesta scagiona Tsahal per la strage

GAZA – L’inchiesta aperta da Gerusalemme sull’eccidio a Gaza di una madre palestinese e dei suoi quattro bambini discolperebbe l’esercito. Secondo prime anticipazioni è stato escluso che l’edificio in cui si trovava la famiglia sia stato colpito da una cannonata e che blindati abbiano aperto il fuoco in quella direzione. Sembra che un razzo abbia colpito due miliziani palestinesi che si trovavano nelle vicinanze dell’edificio e che un potente ordigno che avevano con loro abbia poi provocato la deflagrazione che ha decimato la famiglia. Intanto i soldati israeliani che uccisero il cameraman della Reuters hanno ammesso di aver aperto il fuoco per errore.

(Fonte: Il Sole 24Ore, 1 Maggio 2008 )

Fiera del Libro di Torino: vietate le bandiere d’Israele

Torino, vietate le bandiere d’Israele

Fiera del Libro, la questura nega il permesso per tutte le manifestazioni

Al Lingotto Llnedì un seminario all’Università. Ospiti: da Vattimo agli intellettuali arabi contro la presenza di Israele

Misure speciali di sicurezza: il saluto di Napolitano avverrà prima dell’apertura al pubblico

TORINO — La Questura di Torino vieta ogni manifestazione per l’8 maggio, giorno di inaugurazione della XXI Fiera del Libro. Non sarà autorizzato il previsto corteo dei centri sociali e di chi boicotta la Fiera per protesta contro la presenza di Israele come Paese ospite, ma neppure il presidio con le bandiere israeliane promosso dal gruppo romano «Appuntamento a Gerusalemme», lo stesso che aveva chiesto e ottenuto la presenza del Capo dello Stato in segno di solidarietà con la manifestazione libraria. «E un divieto assurdo, noi vogliamo soltanto salutare gioiosamente Napolitano con le bandiere del Paese ospite», la replica.

Più prudente la posizione dell’Unione delle Comunità Ebraiche, che attende l’esito di un incontro fissato per oggi tra il suo presidente Renzo Gattegna e il Viminale. Già nei giorni scorsi, e in via informale, la Questura aveva «sconsigliato» a chi all’interno delle Comunità voleva enfatizzare il momento dell’apertura ogni iniziativa pubblica. Ora però il divieto totale potrebbe assumere il sapore di un’imposizione che rischia di mettere sullo stesso piano qualunque iniziativa, dai saluti con le bandierine ai cortei per il boicottaggio.

«La cosa più importante per noi — spiega con diplomazia Claudia De Benedetti, che l’Ucei ha delegato alle vicende che riguardano la Fiera di Torino — è la gratitudine che vogliamo esprimere a Napolitano per la sua presenza. Ma siamo fiduciosi che si potranno vedere tante bandiere, portate dalle singole persone, sventolare alla Fiera nel giorno dell’ inaugurazione».

Il sentiero della trattativa è stretto, strettissimo, e si gioca tutto sulle parole di ieri sera del Questore Stefano Berrettoni: «Per esclusive ragioni di ordine pubblico saranno vietate tutte le manifestazioni fuori dal perimetro della Fiera. Ciò che accade all’interno non è di mia competenza e mi limiterò a prenderne atto per predisporre le misure opportune».

Le bandiere con la stella di David vietate all’esterno, dunque, potrebbero ricomparire, magari più piccole, all’interno del Lingotto. Ma la tensione crescente a Torino ha suggerito anche alla presidenza della Repubblica una linea di estrema prudenza: il saluto inaugurale di Napolitano e la sua successiva visita ad alcuni padiglioni avverranno in una Fiera non ancora aperta al pubblico, alla sola presenza delle (pur numerose) autorità invitate per l’occasione, compresi naturalmente i rappresentanti dello Stato di Israele e delle Comunità ebraiche.

Polemiche e confronti ravvicinati tra amici e nemici di Israele potrebbero giungere però anche prima dell’8 maggio. Per lunedì e martedì prossimi, infatti, è in programma all’Università di Torino — nella sala lauree di Scienze Politiche — un seminario internazionale, «Le democrazie occidentali e la pulizia etnica in Palestina», che fin dal titolo dichiara in quale filone di pensiero politico e culturale intenda collocarsi. Il programma spiega il resto: da un lato intellettuali e docenti universitari come lo storico Sergio D’Orsi e il filosofo Gianni Vattimo (che ieri era all’Università di Bologna per un’altra iniziativa anti-Fiera), dall’altro esponenti del mondo arabo contrari alla presenza di Israele a Torino, come Tariq Ramadan. E per concludere, nel pomeriggio di martedì, una tavola rotonda con i vari comitati del «no»: No War, no Tav, no Dal Molin, no Fiera Libro. «Come Università, la nostra filosofia è quella della massima apertura al confronto — chiarisce il rettore Ezio Pelizzetti —. E un seminario a carattere scientifico. Del resto, siamo stati gli unici in Italia a ospitare insieme, ben due volte quest’anno, l’Università ebraica e quella palestinese di Gerusalemme».

Vera Schiavazzi

(Fonte: Il Corriere della Sera, 30 Aprile 2008 )

Il Fronte Nazionale disconosce Le Pen

Il Fronte nazionale disconosce Le Pen

“Scompiglio tra i militanti con l’uscita sulle camere a gas”

PARIGI—il Front national si smarca dal suo presidente. «Le convinzioni di Jean-Marie Le Pen non costituiscono una linea politica» ha sentenziato, il segretario generale del partito, Louis Aliot, riferendosi alle dichiarazioni rilasciate alla stampa nei giorni scorsi dal leader dell’estrema destra francese ce aveva definito le camere a gas un «dettaglio della storia della Seconda guerra mondiale». Al di là del polverone politicomediatico che ne è seguito, «le parole di Le Pen hanno seminato problemi tra i militanti» lamenta Aliot. Queste reazioni dimostrano che è un soggetto che «spacca la nostra famiglia politica».

(Fonte: Corriere della Sera, 30 Aprile 2008 )