La bandiera con la stella di David: si può bruciare, ma non esporla. E’ pericoloso per l’ordine pubblico

La bandiera con la stella di David: si può bruciare, ma non esporla. E’ pericoloso per l’ordine pubblico

Le autorità di pubblica sicurezza torinesi hanno vietato ai cittadini amici di Israele di salutare l’arrivo del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano all’inaugurazione della Fiera del libro, dedicata alla letteratura dello stato ebraico, sventolando le bandiere con la stella di Davide. L’argomento addotto è che, siccome erano annunciate manifestazioni ostili, è parso opportuno vietare ogni tipo di raduno.

Si tratta di una spiegazione peggio che pilatesca. Israele è un paese democratico e amico che celebra il sessantesimo anniversario della sua fondazione, decretata dall’Assemblea delle Nazioni Unite. La decisione della Fiera del libro torinese di ricordare questa ricorrenza con una rassegna della letteratura israeliana è stata contestata da estremisti vanitosi ed esibizionisti come Gianni Vattimo, ma non per questo cessa di essere una decisione istituzionale, legittima e, per giunta, giustamente onorata dal presidente Napolitano che ha deciso di inaugurana personalmente. Però chi apprezza questa scelta e intende esprimerlo pubblicamente, festeggiando insieme al capo dello stato l’anniversario di Israele viene trattato come un perturbatore dell’ordine pubblico.

Non risulta che i responsabili dell’ordine abbiano mai impedito le manifestazioni, purtroppo numerose, nelle quali la bandiera di Israele veniva dileggiata e data alle fiamme. Insomma pare che quella bandiera in Italia si possa impunemente bruciare, mentre esporla è considerato un attentato all’ordine pubblico, una sorta di provocazione.

Perché i funzionari di uno stato democratico si comporatano così? Perché contraddicono persino il significato evidente della presenza del capo dello stato? Non per antisemitismo, ma per amore del quieto vivere, il che, in un certo senso, è anche peggio. E’ la traduzione in termini burocratici e provinciali della tesi secondo cui “se non ci fosse Israele ci sarebbero meno problemi”. E’ l’accettazione supina del ricatto degli estremisti, che non riescono a convincere quasi nessuno delle loro tesi deliranti, ma che con le minacce e le agitazioni inconsulte fanno prevalere la logica pavida del quieto vivere sulla dignità e sulla responsabilità. Impedire di sventolare la bandiera di Israele a cittadini pacifici è un modo per non riconoscere fino in fondo il diritto di quello stato.a esistere, a essere rispettato e amato. Possibile che un sottile intellettuale come Giuliano Amato non lo capisca?

(Fonte: il Foglio, 1 Maggio 2008 )

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