Libano: 100mila palestinesi marceranno verso Israele per 60 anni fondazione

STAMPA, 100MILA PALESTINESI MARCERANNO VERSO ISRAELE PER 60 ANNI FONDAZIONE

Beirut, 2 mag. – Più di 100mila rifugiati palestinesi in Libano sono pronti a marciare verso il confine con Israele il 14 maggio in occasione del 60esimo anniversario della fondazione dello stato ebraico. È quanto riferiscono fonti dell’Autorità palestinese al quotidiano Jerusalem Post, aggiungendo che le autorità palestinesi boicotteranno i leader mondiali che si recheranno in Israele per partecipare ai festeggiamenti per l’anniversario. Le fonti precisano che si tratterà di un boicottaggio ‘temporaneo, che consisterà essenzialemnte in un divieto di entrare nei Territori per chi ha raggiunto l’area per partecipare alle celebrazioni.

Secondo il quotidiano israeliano, l’ambasciatore palestinese a Beirut, Zaki Abbas, e il principale rappresentante di Fatah a Beirut, Abu Aynain, avrebbero svolto in questi giorni un’intensa attività di reclutamento di rifugiati da vari campi sparsi per il paese, per spingerli a marciare in segno di protesta contro Israele. Gli sforzi dei due, sempre secondo il giornale, sarebbero stati coordinati con quelli del vice ministro palestinese per gli Affari dei prigionieri, Ziad Abu Ein, che sarebbe autore di un piano per spingere i rifugiati a «invadere» Israele via terra, aria e mare in segno di protesta contro le celebrazioni.

Gli organizzatori della protesta sostengono di voler dare attuazione alla risoluzione 194 delle Nazioni Unite del 1948, che all’articolo 11 prevede che «ai rifugiati che desiderano tornare alle loro case e vivere in pace con i loro vicini si deve permettere di farlo al più presto possibile» e che «conpensazioni devono essere pagate per le proprietà di chi decide di non tornare». Secondo Abu Ein, saranno 100mila i rifugiati in Libano che aderiranno all’iniziativa, a cui si aggiungeranno anche cittadini palestinesi residenti a Gaza e in Cisgiordania. Il piano prevede che i rifugiati raggiungano Israele con tende che permettano loro di accamparsi nei villaggi di provenienza e sventolando bandiere Onu. Gli organizzatori della manifestazione chiedono infine agli stati che ospitano i rifugiati, in particolare Giodania, Siria, Libano e Iraq, di facilitare l’attraversamento delle frontiere.

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