Teste rasate e antisemiti, allarme nel Nord Est

Teste rasate e antisemiti, allarme nel Nord Est

I servizi segreti: il Veneto è la zona più calda. Dai raid nelle piazze alle violenze negli stadi

La passione per il pugilato, i richiami ai legionari romani e le croci uncinate

di Alberto Custodero

ROMA— È il Nord Est, secondo i servizi segreti italiani (l’Aisi) «la zona a più alta densità di militanti naziskin del Paese». Secondo il rapporto dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna, proprio nel bacino fra Verona (la città dove è stato aggredito Nicola Tommasoni), Vicenza, Padova e Treviso, il «fronte skinheads-Vfs, costituito a Vicenza negli anni Ottanta e ispirato al modello britannico, conta su alcune centinaia di giovani attivisti». Il loro è il look del «guerriero metropolitano». Fanno pugilato, thai box e sollevamento pesi, e si riconoscono nei valori fondanti dello skin style individuati nell’appartenenza di classe e nel sentimento nazionalista». La dimensione ideologica, come il richiamarsi ai legionari romani, c’entra poco, ma è utile «per saldare gli atteggiamenti improntati alla forza fisica ad un ruolo socio politico».

«Quando perquisiamo le loro case—racconta un alto funzionario della Digos — nelle stanze, sulla testata del letto, troviamo bandiere con la svastica o la croce celtica. Ma il loro livello culturale, molto basso, ci porta a parlare di bullismo con la testa rasata». Il credo naziskin è infatti—secondo gli esperti dell’intelligence — una sorta di sottocultura violenta, teppistica, xenofoba, razzista e antisemita, che si manifesta in scala crescente, dalla strada al quartiere, fino alla curva dello stadio. E trova proseliti soprattutto fra le «fasce di giovani culturalmente meno preparate che eleggono a loro passatempo preferito del sabato sera il boot party», come vengono sarcasticamente chiamate le aggressioni fini a se stesse. Il violento pestaggio di Verona non ne è che l’ultimo, tragico, esempio. Le teste rasate sono giovani dalla doppia militanza: nell’antagonismo il sabato per «fare casino in piazza», e fra le tifoserie la domenica dove il campo di battaglia diventa la curva. I richiami politici — osservano i servizi segreti— sono poco più che simbolici.

Nel mucchio degli ottantamila ultrà d’Italia, il grumo eversivo, secondo il ministero dell’Interno, è di circa ventimila tifosi, e proprio negli ultimi anni la gran parte sono diventati di destra (63 gruppi, circa 15 mila sostenitori), mentre la componente di sinistra, molto forte negli anni Settanta, è oggi ormai una minoranza, 35 associazioni per circa 5 mila persone. Sono state proprio le curve degli stadi— osserva l’intelligence — i luoghi nei quali la «tifoseria oltranzista ha assorbito l’esperienza di lotta della “cellula politica” con l’acquisizione di schemi organizzativi, slogan ossessivi, strategie di militarizzazione». E così che negli stadi sono comparsi, ad esempio, striscioni antisemiti o xenofobi (ora vietati dopo le norme sulla sicurezza negli stadi del ministro Amato).Al di là dei divieti di esporre bandiere o slogan dal contenuto ideologico, gli ultrà-naziskin si sono organizzati in «strutture stabili e complesse», con tanto di gadget, tesseramento. E sono capaci, pur appartenendo a squadre diverse divise da rivalità secolari (come Roma e Lazio), di allearsi per assaltare le caserma della polizia e la sede del Coni, come avvenuto nella Capitale nel novembre scorso qualche ora dopo la morte del tifoso laziale, Gabriele Sandri.

Ma l’allarme naziskin non riguarda solo le aggressioni boot party,le violenze negli stadi e le guerre fra tifoserie durante le trasferte. L’allarme del Viminale riguarda anche il risveglio dell’antisemitismo in Italia, con profanazione di tombe ebraiche e la comparsa sui muri di tutta Italia di scritte inneggianti il Duce, Hitler e i forni crematori. Su questo fronte dell’intolleranza razziale, si assiste ad un fenomeno del tutto nuovo: gli slogan antisemiti sono di moda non solo fra i naziskin e gli ultrà, ma anche fra i movimenti antagonisti dell’estrema sinistra e in alcuni ambienti di studenti leghisti «antagonisti padani».

(Fonte: Repubblica, 5 Maggio 2008 )

Fiera del Libro di Torino: gli anarchici preparano la guerra a Israele

A Torino gli anarchici preparano la guerra a Israele

Tam tam anarchico in rete contro la Fiera di Torino «Sarà guerra ad Israele»

Sui siti Indymedia gli estremisti annunciano azioni shock. La polizia teme gesti isolati

LE FRASI DEL SITO CONTRO GERUSALEMME

Boicotta e contesta la Fiera dedicata a Israele. Presidio davanti agli ingressi del Lingotto, dall’8 al 12 maggio

Israele terrorizza i civili coi raid aerei, controlla acqua e cibo, i palestinesi muoiono di fame

Che c ‘è da ricordare? Proviamo vergogna, Torino e la Fiera onorano un paese che ferisce mortalmente la sovranità della Palestina

di Gian Marco Chiocci e Luca Rocca

TORINO – L’Antiterrorismo, è inutile nasconderlo, qualche preoccupazione ce l’ha. L’ultimo rnonitoraggio sulle sigle antagoniste e antimperialiste che via internet e via radio si stanno mobiitando per boicottare la Fiera del libro di Torino «dedicata» a Israele, dà segnali poco rassicuranti. I primi sono arrivati già da qualche giorno su Indymedia. «Israele terrorizza i civili con i raid aerei». «Boicotta e contesta la fiera dedicata a Israele», si legge in quello che rimane nel sito della sinistra antagonista.

L’allarme è alto. Sono previsti: quattro gruppi anarchici sospettati dei disordini a Genova e Napoli nel 2001; i reduci del «Grarnigna» di Padova (enclave delle nuove Br sotto processo a Milano); i centri sociali che hanno solidarizzato con i compagni dell’Aquila schieratisi a fianco dei cugini eversori veneti; le varie entità no global in sintonia con i compagni del «Sud Ribelle» recentemente assolti a Cosenza per le violenze del G8. I punti di raccordo locali per tutti sono il «Network Antagonista Torinese», l’«Askatasuna», il «Csoa Murazzi», il «Collettivo universitario autonomo», il «Collettivo studenti autorganizzati», il «Comitato di solidarietà con il popolo palestinese». Più che scontri eclatanti, si temono azioni isolate, incursioni mirate ad opera cli «cani sciolti». In più l’Antiterrorismo fa notare come il clima si sia ulteriormente surriscaldato nel capoluogo piemontese a causa di un’incursione di elementi cli estrema destra all’esterno della «sezione A.Gramsci» dei Carc, formazione già sott’inchiesta per associazione sovversiva.

I punti di ritrovo e di concentramento sono più d’uno per i contestatori che si sono affidati a pullman e treni, come quello organizzato dal «Coordinamento no guerra» in partenza dalla stazione centrale di Milano. Digos e Anticrimine dei carabinieri aggiornano di ora in ora una situazione che si qui ha visto bandiere con la stella di David bruciare insieme a quelle americane Per non dire poi dei convegni sulla presunta «pulizia etnica» ai danni della Palestina con la partecipazione del discusso intellettuale islamico Tariq Ramadan. A completare il puzzie, e a preoccupare gli addetti ai lavori, l’arrivo lunedì 12maggio cli Beppe Grillo. L’invito alla manifestazione inaugurata giovedì prossimo dal presidente della Repubblica, bersaglio eccellente preso di mira proprio a Torino dal comico genovese nel suo ultimo «Vaffa day», è stato accompagnato da una raccomandazione: «Ben venga Grillo, purché lanci un appello alla lettura e non tenga un comizio».

Tornando alla Fiera del libro e alla decisione di ospitare Israele nel suo sessantesimo anniversario della nascita, l’idea di disturbare l’evento è stata caldeggiata dall’anima più radicale della sinistra antagonista. Indymedia e il centro sociale Askatasuna, ha invitato i compagni alla mobilitazione. Come ai vecchi tempi. Nonostante i divieti disposti dal questore, gli speaker del sito invitano a piantonare gli ingrossi del Centro Fiere e a concedere il bis del primo maggio quando alcuni esponenti di «Free Palestine» hanno prima contestato Fausto Bertinotti per la sua partecipazione alla Fiera, poi hanno fatto un falò con le bandiere israeliane e americane. Concederanno il bis?

(Fonte: Il Giornale, 5 Maggio 2008 )

Della Seta: “A Torino sventoliamo la bandiera di Israele”

FIERA LIBRO. DELLA SETA: A TORINO SVENTOLIAMO BANDIERA ISRAELE

ROMA, 5 mag. – “Torino medaglia d’oro della Resistenza, Torino democratica, Torino citta’ della cultura e dell’incontro tra i popoli, giovedi’ prossimo per l’apertura della Fiera del Libro sventoli compatta la bandiera d’Israele”. Lo dice Roberto Della Seta, neodeputato del Pd eletto in Piemonte e responsabile del settore Ambiente per il partito. “Sara’- spiega- la risposta migliore a chi, proponendo il boicottaggio alla rassegna dedicata quest’anno allo Stato d’Israele, innalza da settimane le bandiere dell’intolleranza e dell’integralismo”.

Roberto Della Seta lancia un appello perche’ l’inaugurazione della Fiera, alla presenza del presidente Napolitano, sia l’occasione per un grande, collettivo grido di liberta’ in una citta’ simbolo dei valori della democrazia italiana. “Comunque la si giri- continua Della Seta- promuovere o sostenere l’idea del boicottaggio della prossima Fiera del Libro di Torino per l’invito a Israele come ospite d’onore e’ una posizione con precisi nome e cognome: odio e pregiudizio antiebraici, in una parola antisemitismo”.

Secondo Della Seta “non stupisce che questa gazzarra indegna sia orchestrata dagli ambienti dell’integralismo islamico, e’ invece di una gravita’ inaudita che ad essa offrano sponda esponenti politici come Marco Rizzo e autorevoli intellettuali come Vattimo, incapaci ancora una volta di distinguere tra le critiche anche aspre alla politica di questo o quel governo israeliano, e- conclude- un sostanziale giudizio di illegittimita’ verso lo Stato di Israele nel quale riecheggiano motivi obiettivamente antisemiti”.

Fiera del Libro d Torino: al Lingotto una “zona rossa”

FIERA LIBRO: CONTESTATORI ISRAELE, AL LINGOTTO ZONA ROSSA

TORINO, 5 MAG – Davanti al Lingotto, dove giovedi’ si aprira’ la Fiera del Libro di Torino, e’ stata creata una ”zona rossa”. La denuncia e’ degli organizzatori delle iniziative contro la presenza di Israele a librolandia, i quali usano questo termine per descrivere le difficolta’ di informare i visitatori che arriveranno alla Fiera circa le loro posizioni: in quell’area, dicono, non sara’ possibile neanche distribuire volantini. ”Non vogliamo esacerbare gli animi – hanno detto gli organizzatori che oggi hanno presentato il convegno sulla ‘pulizia etnica’ in Palestina che si aprira’ nel pomeriggio – ne’ cercheremo lo scontro, ma rileviamo con dispiacere che la Fiera e’ blindata, che il questore ha vietato volantinaggio e banchetti informativi davanti. Hanno creato una zona rossa davanti al Lingotto che stiamo valutando come trattare”. Da oggi fino a domenica si snocciolera’ un programma di molte iniziative, dal reading del poeta israeliano di Aharon Shabtai, mercoledi’, un’iniziativa a sorpresa sempre il 7 davanti all’Universita’, il discusso corteo del 10 fino al Lingotto, una rassegna di film e spettacoli teatrali, incontri con i palestinesi della Striscia di Gaza e del Comitato per la liberazione dela Palestina, interventi con intellettuali da tutta Italia.