Libano: Hezbollah trasforma sciopero in scontri armati

Libano: Hezbollah trasforma sciopero in scontri armati

Soldati libanesi e attivisti di Hezbollah nelle strade di Beirut

Beirut – Per la prima volta dai tempi della guerra civile che ha sconvolto il Libano tra il 1975 e il 1990, gruppi di attivisti politici rivali si sono dati battaglia oggi a Beirut a colpi di mitra e granate, dopo che il movimento sciita Hezbollah ha trasformato in violenta protesta anti-governativa quello che doveva essere uno sciopero generale indetto per chiedere aumenti salariali.

L’opposizione guidata da Hezbollah – che ha il sostegno di Siria e Iran e i cui attivisti hanno bloccato con copertoni e cassonetti dati alle fiamme le principali arterie stradali di Beirut, compresa quella che conduce all’aeroporto internazionale della capitale – non intende fare marcia indietro: Al contrario, in serata ha affermato che la protesta – o meglio, la “disobbedienza civile” – continuerà fino a quando il governo non revocherà le decisioni adottate contro Hezbollah.

Lunedì scorso il governo del premier Fuad Siniora, che ha il sostegno di Usa, Paesi Europei e Arabia Saudita, ha dichiarato “illegale” la rete telefonica privata e il sistema di videosorveglianza delle piste dell’aeroporto allestiti da Hezbollah. L’esecutivo ha inoltre sollevato dall’incarico il responsabile della sicurezza dello scalo stesso, il generale Wafiq Shuqeir, che è vicino al movimento Hezbollah. Disposizioni che hanno fatto impennare la tensione politica già alta dopo che il controverso e frammentato sindacato, la Confederazione generale dei lavoratori, aveva indetto per oggi lo sciopero nazionale e una manifestazione a Beirut.

Dopo che la partecipazione popolare a Beirut si è dimostrata di fatto inesistente e in diverse regioni del Paese l’invito a scioperare è stato in gran parte ignorato, il sindacato, vicino a Hezbollah, ha cancellato in mattinata la manifestazione. Gli attivisti dell’opposizione hanno però continuato a paralizzare la città con roghi, che hanno creato alte colonne di fumo denso e nero. Un atteggiamento che ha suscitato l’ira dei sostenitori della maggioranza, che hanno quindi affrontato gli attivisti dell’opposizione in due quartieri della città, con bastoni e pietre, e poi anche con le armi da fuoco.

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