Internazionale neonazista

Internazionale neonazista

Giovani italiani, tedeschi e austriaci. Nostalgici del Terzo Reich. E autori di pestaggi e assalti criminali

Gli inquirenti di Bolzano hanno arrestato 16 estremisti tra i 19 e i 27 anni. Altri 60 gli indagati

Di Paolo Tessadri

Credono nell’Europa. ma la loro idea del Vecchio Continente viene dalla pagina più nera della storia. Giovani leve unite da odi antichi e inni di violenza che superano ogni confine nell’idolatria per la Grande Germania e il Terzo Reich. Si scambiano sms da una nazione all’altra: «Pensare sempre alla Germania, pregare per la Germania, combattere per la Germania, amare la Germania. E viva la nostra patria, la Grande Germania». La risposta? «Così va bene, dalla culla alla tomba, il Reich tedesco è l’unica verità-certezza». Non sono nostalgici dai capelli bianchi, ma ragazzi: oltre 80 i cittadini italiani finiti nell’inchiesta della questura di Bolzano. Giovani che non si limitavano al folklore, al braccio teso per urlare “Sieg Heil”, ma che aggredivano chi la pensava diversamente. Almeno 20 pestaggi. una decina di persone finite in ospedale. E il progetto di incendiare una discoteca mentre c’era gente dentro: gli inquirenti sono convinti che i nazi avevano messo in conto la possibilità di provocare vittime.

Con l’”Operazione Odessa” la polizia di Bolzano ha arrestato 16 neonazisti tra i 19 e i 27 anni e denunciato 62 persone (17 minorenni) per la violazione della legge Mancino del ‘93. «Un gruppo numeroso, organizzato e socialmente pericoloso», li hanno definiti il questore Piero Innocenti e il procuratore capo di Bolzano Cuno Tarfusser. Un branco che si muoveva senza frontiere. Gli ideologi, secondo la Procura, sarebbero i fratelli Alexander e Patrick Ennemoser, Urban Lanthaler, Wolfgang Innerhofer, Christian Gòller, l’austriaco Andreas Mayerhofer e il tedesco Nikolas Zimmermann. Il loro covo era vicino a Metano, a Saltusio. Per loro la vecchia rivendicazione di un Alto Adige unito all’Austria è roba archeologica: non guardano a Vienna, ma alla Berlino del Terzo Reich.

Per questo, secondo gli investigatori, sulla provincia di Bolzano si concentra l’interesse del Npd, il partito nazionaldemocratico tedesco legale in Germania. Nel covo sopra Merano arrivano spesso i neonazisti stranieri e i rappresentanti del movimento politico. «All’interno si è tenuta una riunione di carattere politico tra esponenti del gruppo naziskin e personaggi stranieri d’oltre Brennero, alcuni dei quali referenti del partito nazionalista germanico», scrive Giorgio Porroni della Digos. La sera del 17 novembre scorso arriva perfino Roland Wutke, 54 anni, esponente di rilievo del partito nazionalista tedesco della Baviera. La questura parla di «una vera e propria rete di personaggi di spicco di movimenti e gruppi dell’estrema destra operanti negli Stati oltre confine per promuovere iniziative di rilievo». E per la polizia austriaca si tratta di «una filiale operante in territorio italiano, che nasce da un preciso obiettivo politico inquadrato in un più ampio disegno internazionale di diffusione delle idee nazionalsocialiste». Uno dei legami più solidi è con il gruppo austriaco Blut und Ehre, sangue e onore, parole d’ordine della gioventù hitleriana. Gruppo vietato e sciolto dal ministero dell’Interno di Berlino perché «orientato a diffondere l’ideologia nazionalsocialista».

Da un anno e mezzo il Servizio di sicurezza del Tirolo segue da vicino i rapporti fra camerati austriaci e italiani. E scopre che a Zirl, non lontano da lnnsbruck, ha aperto una sede la formazione Blood & Honour Combat Sektion Tirol-No Surrender. Ufficialmente è un circolo privato, i fanno parte gli italiani Roland Unterhurner, Christian Goller, Christian Taschler e Patrick Ennemoser. Il giorno dell’inaugurazione arriva anche Robert Ebner. Ci sono contatti anche con Wolfgang lnnerhofer e Alexander Ennemoser. Aderisce solo chi si dichiara pronto «al sacrificio per la causa ideoogica nazionalsocialista». Ispiratore del gruppo è Nikolas Zimmerrnann, tedesco domiciliato in Austria, che tiene i contatti con i neonazisti sudtiroles. La polizia austriaca arresta otto persone del gruppo austriaco e ne denuncia altri 40 per violazione delle leggi che vietano la costituzione di gruppi di ispirazione neonazista. Mentre la questura scrive che «c’è una escalation del fenomeno in provincia di Bolzano».

Per il rito di iniziazione celebrato il giorno del solstizio d’inverno, una delle cerimonie volute da Himmler contro il Natale cristiano, arrivano al covo molti camerati stranieri. «Il prossimo anno cercherò di eliminare questa festa ebraica, se parlano dell’amore vado fuori di testa, potrei vomitare», scrive Martin Burger.

Almeno 20 sono gli episodi di violenza contro italiani, anche di lingua tedesca, e stranieri. Le frasi più utilizzate sono «ebreo di merda, negro di merda, via gli stranieri, zecche, porco di sinistra, cristiani di merda». E si vantano, come David Vadagnini, «di aver colpito al viso con una catena un avversario» A una delle vittime in ospedale riscontrano evidenti segni di strangolamento. I neonazisti prendono possesso della piazza, in un bar si rivolgono a un cliente: «Italiano di merda, lo sai che non devi entrare in questo locale, gli italiani di merda come te non devono neanche stare in Sudtirolo». Se qualcuno reagisce, scatta la rappresaglia. Quando uno di loro viene picchiato da un extracomunitario, si scatena la spedizione punitiva. Si radunano una trentina di nazi e nella notte comincia la ritorsione. A un immigrato rompono la mandibola con una spranga. Patrick Klotz telefona a Urban Lanthaler dicendo che «li hanno salvati i carabinieri, altrimenti sarebbero morti». E’ una scena di caccia all’uomo per le strade di Merano, Alcuni giovani vengono fatti rifugiate in una casa: i nazi li assediano andando avanti e indietro per la via. Dei ragazzi si danno alla fuga con uno scooter, ma l’auto di lvan Prantl, uno dei denunciati, «tagliava la strada al ciclomotore facendo precipitare a terra i due ragazzi». E quando un naziskin viene buttato fuori da una discoteca, invia un sms a Patrick Ennemoser. La Digos trascrive il testo. E lo commenta: «Brucerà tutto il locale ed anche quei maiali ed aggiunge che se ieri avesse avuto una tanica di benzina lo avrebbe fatto».

(Fonte: L’Espresso, 15 Maggio 2008 )

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Una Risposta to “Internazionale neonazista”

  1. Alessio in Asia Says:

    Formato il nuovo Governo emerge con tutta chiarezza il principale Capolavoro Politico di quello che si accinge ad essere il Ventennio Berlusconiano: sdoganare la Destra, anche quella Estrema:

    http://ale1980italy.wordpress.com/2008/05/10/nuovo-governo-e-capolavoro-politico-di-berlusconi/


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