“I Protocolli sono la fede di ogni ebreo”

“I Protocolli sono la fede di ogni ebreo”

Quelli che seguono sono brani tratti da un’intervista al ministro della cultura di Hamas, ‘Atallah Abu Al-Subh. L’intervista è stata trasmessa dalla tv Al-Aqsa il 9 aprile 2008.

‘ATALLAH ABU AL-SUBH: Torno spesso e volentieri a questo libro [che illustra] “I Protocolli dei Savi di Sion” [celebre falso antisemita redatto in Russia circa un secolo fa che accusa gli ebrei di cospirare per dominare il mondo].

“I Protocolli dei Savi di Sion” costituiscono la fede che ogni ebreo alberga nel suo cuore. Questa ricerca è stata pubblicata dall’editore Al-Nafiza del Cairo; è stata condotta da Ahmad Hijaz Al-Saqqa e Hisham Khadhr; l’introduzione è stata scritta dal dottor ‘Ali Gum’a, che poi divenne ed è tuttora il Mufti d’Egitto.

Una volta Al-‘Aqqad definì “I Protocolli” un libro “infernale”, nella sua introduzione alla traduzione di Mahmoud Khalifa Al-Tunisi, la più famosa traduzione [in arabo], che mi capitò di leggere nel 1971 o ’72.

Ho ripreso in mano questo libro per poterne presentare dei brani ai lettori in tutto il mondo arabo e islamico. Il titolo [della ricerca] è “I Protocolli dei Savi di Sion e le loro radici bibliche e talmudiche”. Vorrei leggere giusto un paragrafo, prima che ci dicano che il tempo a nostra disposizione è terminato.

[…legge] “Nelle sue memorie del 1948 [Chaim] Weizmann ammise che ‘I Protocolli dei Savi di Sion’ non sono altro che una perfida cospirazione ebraica per controllare il mondo. Weizmann descrive in modo inequivocabile questa cospirazione come perfida”.

Questo libro, che Al-‘Aqqad definì “infernale”, gli ebrei ne negano l’esistenza ma Weizmann la ammise.

Tutto ciò che vediamo nel mondo arabo e nel resto del mondo, la malvagità degli ebrei, i loro inganni, le loro furbizie, il loro bellicismo, il loro controllo del mondo, il loro disprezzo e spregio per tutti i popoli del mondo, che loro considerano animali, scarafaggi, lucertole, serpenti, vermi schifosi da calpestare: tutte queste cose, come le disse [il rabbino] Ovadia [Yosef], gli ebrei le dicono soprattutto nel primo di questi Protocolli.

(Da: MEMRI, 10.04.08 )

Per vedere il filmato (con sottotitoli in inglese) clicca qui

Tv di Hamas: “Gli ebrei hanno pianificato l’Olocausto”

Rapporto sull’antisemitismo nel mondo arabo-islamico

Israele.net

Prevenute le accuse a Israele di Human Rights Watch

Prevenute le accuse a Israele di Human Rights Watch

Nonostante qualche miglioramento, la ONG Human Rights Watch continua a manifestare un “pregiudizio politico chiaro e identificabile sia per quantità che per qualità” nei suoi rapporti su Israele. Lo afferma uno studio recentemente diffuso dall’organizzazione con base a Gerusalemme “NGO Monitor”, dedita al controllo delle attività delle Organizzazioni Non Governative.

Lo studio delle attività nel 2007 di Human Rights Watch prende di mira in particolare le ripetute accuse a Israele di infliggere una “punizione collettiva” agli abitanti della striscia di Gaza. Stando allo studio, Human Rights Watch accusa Israele di “punizioni collettive” secondo modalità che lo stesso ente non applica a nessun altro paese al mondo. Viene fatto notare, ad esempio, che nel 1999 la politica della Russia intesa a negare energia, acqua, cibo e aiuti umanitari alla Cecenia (fra l’altro in modo molto più pesante di quanto non accada a Gaza) venne sì condannata da Human Rights Watch, ma senza mai usare il termine “punizione collettiva”. Il blocco imposto dall’Azerbaijan all’Armenia nel 1994 venne addirittura difeso da Human Rights Watch in base al fatto che l’Armenia “finanziava” una guerra.

Per contro, nota il rapporto, Human Rights Watch condanna Israele come colpevole di “punizione collettiva” nonostante Israele continui a subire attacchi indiscriminati di missili e mortai sui propri civili a partire dalla striscia di Gaza. Questi attacchi, benché condannati da Human Rights Watch, vengono ripetutamente definiti “retaliatory” (per ritorsione), implicitamente attribuendo in questo modo a Israele la colpa delle violenze di entrambe le parti.

Commentando il rapporto, il direttore esecutivo di NGO Monitor, il professor Gerald Steinberg, ha detto: “Questo rapporto dimostra ancora una volta che la pretesa di imparzialità accampata da Human Rights Watch è infondata. Il fatto che condannino esclusivamente Israele per ‘punizioni collettive’ è in sé discriminatorio e dovrebbe cessare immediatamente”.

(Da: YnetNews, 1.05.08 )

Nella foto in alto: Camion di rifornimenti all’ingresso della striscia di Gaza.

Domenica scorsa le Forze di Difesa israeliane sono state costrette a fermare le consegne alla striscia di Gaza attraverso il valico di Karni e il terminal di carburante di Nahal Oz dopo che i mezzi per il trasporto di cibo e benzina sono finiti sotto il fuoco di mortai palestinesi. Circa 50 camion di rifornimenti sono dovuti tornare indietro a causa del bombardamento.

Di nuovo chiuso, lunedì pomeriggio, il terminal frontaliero di Karni dopo tiri di mortaio palestinesi provenienti da Gaza. Sessanta autocarri di cereali destinati ai palestinesi avevano comunque già attraversato il valico dall’inizio della giornata.

Nuovi scudi umani: Hamas ha annunciato domenica che userà veicoli della sua milizia come “taxi gratuiti” per i palestinesi della striscia di Gaza. Hamas denuncia il blocco dei trasporti pubblici imputandolo alla mancanza di carburante, ma è noto che si accaparra le riserve e impedisce nuove forniture.

Hamas: Usiamo donne e bambini come scudi umani

Livni: “Gaza impedisce la nascita dello stato palestinese”

Israele.net