“Torneremo a Tel Aviv e a Haifa”

“Torneremo a Tel Aviv e a Haifa”

La puntata della scorsa settimana di “Al-Mutamyazoon”, programma settimanale per bambini della tv Al-Aqsa di Hamas, comprendeva una parte in cui i pupazzi Kuku, un uccellino, e Fufu, un pulcino, discutevano il 60esimo anniversario dello Stato di Israele. I due pupazzi hanno ripetutamente dichiarato che i palestinesi “torneranno da vittoriosi” a Tel Aviv, a Haifa, a Giaffa, ad Ashdod e in altre città israeliane.

Quelli che seguono sono alcuni brani della trasmissione, mandata in onda il 2 maggio 2008, diffusa con sottotitoli in inglese da MEMRI.

Kuku: A Dio piacendo, persevereremo e torneremo alla nostra terra, a Dio piacendo. Torneremo a Giaffa, ad Acri, a Lidda, a Ramle e ad Ashdod. Torneremo in tutte queste città, a Dio piacendo.

Fufu: Kuku, di dove sei tu?

Kuku: Sono di Tel Rabi’a, che loro hanno rinominato Tel Aviv [Tel Aviv venne fondata da una sessantina di famiglie ebree, nell’aprile 1909, su dune sabbiose acquistate a nord di Giaffa, totalmente disabitate – come mostrano anche le foto scattate all’epoca]. Allah è il nostro sostegno. Io dico che dobbiamo tornare alle nostre case e alle nostre terre, a Dio piacendo. […]

Fufu: E adesso, Kuku? Non torneremo mai nelle nostre città, Kuku?

Kuku: Ma che dici, Fufu? Non dobbiamo mai dire una cosa del genere. Noi dobbiamo tornare alla nostra terra, a Dio piacendo. Noi torneremo a Giaffa, a Tel Al-Rabi’, a Lidda e a Ramle. Tutti coloro che emigrarono in Giordania, in Arabia Saudita, in Libano, in Iraq e in America torneranno al loro paese a testa alta. […]

Kuku: Questi anni ci hanno fatto capire chiaramente che noi dobbiamo tornare alla nostra terra, a Dio piacendo, e che dobbiamo sconfiggere i nemici di Allah.

Fufu: Ma cosa dici, Kuku? Noi torneremo alla nostra terra?

Kuku: Naturalmente, Fufu.

Fufu: Andremo a Haifa, a Giaffa, ad Acri e a Tiberiade, Kuku?

Kuku: Torneremo a Giaffa, ad Acri e a Tiberiade, Fufu. Andremo là e giocheremmo con la sabbia. Giocheremo con ogni cosa. E di nuovo mieteremo, costruiremo e tutto quanto.

Fufu: Mangeremo anche i frutti degli alberi dei nostri frutteti. Kuku?

Kuku: Sì, sì. Ora gli alberi sono cresciuti, ma ahimè i sionisti hanno costruito insediamenti su alcune terre.

Fufu: Non preoccuparti, Kuku. A Dio piacendo, semineremo di nuovo le terre con le nostre mani. Ma Kuku, non mi hai ancora detto quando torneremo alla nostra terra.

Kuku: Torneremo alla nostra terra quando saremo uniti, quando aderiremo alla nostra fede e al Corano. […]

Fufu: Va bene, Kuku. Prendimi la mano, così potremo unirci e tornare vittoriosi domani al nostro paese, a Dio piacendo, a Haifa, a Giaffa e ad Acri. La mia mano ora è nelle tue mani, Kuku. Uniamoci e torniamo domani al nostro paese da vittoriosi.

(Da: MEMRI, 2.05.08 )

Per vedere il filmato (con sottotitoli in inglese) clicca qui

Un ”coniglio divora-ebrei” sulla tv di Hamas per bambini

Il falso “Olocausto palestinese” in mostra a Gaza

Israele.net

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3 Risposte to ““Torneremo a Tel Aviv e a Haifa””

  1. Dario Says:

    Hanno ragione,mi sembra più che logico che chi è stato derubato della propria terra voglia ritornarci a testa alta.E’ una cosa così logica che metterla in risalto (come avete fatto voi) è banale.Far capire questo ai bambini è giustissimo.Meglio spiegargli il motivo dei loro problemi,il motivo per cui non hanno uno stato e il motivo per cui si trovano i militari dello stato ebraico sempre fra i piedi al posto di fare trasmissioni per dirgli che sono nati dalla cicogna o altre cretinate per bambini.Ed in ogni caso è meglio “indottrinare” i bambini dicendogli che è giusto che riconquistino la propria terra al posto di indottrinarli,come fanno gli ebrei, dicendogli che hanno una terra che è loro perchè qualcuno ha detto così e anche se l’hanno abbandonata migliaia di anni fa deve per forza di cose esser loro comunque.Io auguro ai bambini che hanno seguito quella trasmissione di tornarci davvero a casa loro un giorno.
    Poi nell’articolo avete fatto riferimento al fatto che tel-aviv l’hanno fondata delle famiglie ebree che avevano comprato la terra.Questo non significa che deve esser vostro.Se domani un francese viene a Napoli (la mia città) e compra un pezzo di terra non vuol dire che dopo qualche anno quel pezzo di terra diventa territorio francese anche se ci costruisce una città.Avete una idea talmente errata del concetto di giustizia o meglio del “giusto” in senso lato,che non vi fa ragionare.Saluti a tutti voi.

  2. Dario Says:

    Ragazzi nessuno di voi che mi risponde??????
    Dai animate un pò il confronto…di solito siete così ebrei da esser certi di aver ragione…non posso credere che ora non rispondiate nemmeno….un saluto!!!Spero in una vostra risposta

  3. Alex Says:

    Hai detto: Hanno ragione,mi sembra più che logico che chi è stato derubato della propria terra voglia ritornarci a testa alta.

    I palestinesi non sono stati derubati della loro terra. I vecchi abitanti della Palestina hanno cominciato ad avere coscienza di se stessi solo negli anni 70′

    Hai detto: E’ una cosa così logica che metterla in risalto (come avete fatto voi) è banale.Far capire questo ai bambini è giustissimo.

    In quale manuale di pedagogia hai letto che parlare ai bambini che “tornare vittoriosi alla propria terra” è una cosa educativa? E poi insegnare il falso ai bambini è tutto meno che logico.

    Hai detto: Meglio spiegargli il motivo dei loro problemi,il motivo per cui non hanno uno stato e il motivo per cui si trovano i militari dello stato ebraico sempre fra i piedi al posto di fare trasmissioni per dirgli che sono nati dalla cicogna o altre cretinate per bambini.

    Il motivo per cui “loro” non hanno uno stato è colpa degli ebrei quanto la fame nel mondo sia colpa dei pinguini in Antartide. I Palestinesi di oggi non anno una terra perchè quelli DI IERI l’hanno rifiutata (nel 2000, nel 1948, ecc.) e soprattutto perchè quelli dell’ALTROIERI (dall’amministrazione ottomana a quella inglese) non sapevano nemmeno di volerla.

    Hai detto: Ed in ogni caso è meglio “indottrinare” i bambini dicendogli che è giusto che riconquistino la propria terra al posto di indottrinarli,come fanno gli ebrei, dicendogli che hanno una terra che è loro perchè qualcuno ha detto così e anche se l’hanno abbandonata migliaia di anni fa deve per forza di cose esser loro comunque.Io auguro ai bambini che hanno seguito quella trasmissione di tornarci davvero a casa loro un giorno.

    Chi è che ha abbandonato la terra migliaia di anni fa? C’è sempre stata una presenza ebraica in Palestina. E perchè non ti auguri che quei bambini possano anche riconquistare quella parte di quella che era la “sede storica” dei vecchi abitanti arabi del posto, come la TransGiordania, per esempio?

    Hai detto: Poi nell’articolo avete fatto riferimento al fatto che tel-aviv l’hanno fondata delle famiglie ebree che avevano comprato la terra.Questo non significa che deve esser vostro.Se domani un francese viene a Napoli (la mia città) e compra un pezzo di terra non vuol dire che dopo qualche anno quel pezzo di terra diventa territorio francese anche se ci costruisce una città.

    Carina questa cosa. Effettivamente sarebbe stato interessante da suggerire alle potenze coloniali dell’800 un più equo sistema di divisione degli stati. Vediamo…cosa c’è di MENO CRUENTO DI COMPRARE UNA TERRA? Trasferimenti di massa (come in Africa australe)? Una bella guerra di conquista (come in Africa australe)? Eccidi di massa e trasferimenti forzati (come in Pakistan e India)? Peccato non avere uno statista come Dario ai tempi della regina Vittoria! Sai quanti “stati con i confini tracciati col righello” in meno avremmo, oggi?

    Hai detto: Avete una idea talmente errata del concetto di giustizia o meglio del “giusto” in senso lato,che non vi fa ragionare.

    Peccato che gli ebrei siano il popolo del libro, amico. E che se non fosse stato per “il nostro senso della giustizia” probabilmente staresti a combattere con qualche tavoletta Caldea per amministrare i processi. E meglio per te che il nostro popolo abbia ricevuto “la legge”, perchè altrimenti chi dice cazzate poteva avere anche la lingua tagliata. Ho sentito dire che lo fanno ancora, da qualche parte 😉

    Hai detto: Saluti a tutti voi.

    Ciao.


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