Ministro della Cultura egiziano: “Brucerei io stesso i libri israeliani, se li trovassi nelle biblioteche egiziane”

Ministro della Cultura egiziano: “Brucerei io stesso i libri israeliani, se li trovassi nelle biblioteche egiziane”

18/05/2008 “Brucerei io stesso i libri israeliani, se li trovassi nelle biblioteche egiziane”. Lo ha dichiarato una decina di giorni fa il ministro della cultura egiziano Farouk Hosni (candidato alla segretaria generale dell’Unesco) durante un convegno al parlamento del Cairo.

(Fonte: Israele.net )

Mo: Francia, Kouchner ammette ‘contatti’ con Hamas

Mo: Francia, Kouchner ammette ‘contatti’ con Hamas

(ANSA) – 9:32 – Parigi, 19 mag – Il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, ha ammesso oggi – in un’intervista all’emittente Europe 1 – che la Francia ha ripreso i “contatti” con il movimento radicale palestinese Hamas, che controlla la banda di Gaza. “Sarebbe difficile negarlo”, ha detto Kouchner.

Il ministro ha voluto tuttavia minimizzare il livello di tali contatti, che europei e americani si sono impegnati a non allacciare fin quando tale movimento non riconoscerà lo stato di Israele, non accetterà le basi dei colloqui di pace e non rinuncerà pubblicamente alla violenza.

“Non si tratta di relazioni, sono soltanto contatti”, ha precisato Kouchner aggiungendo che Parigi “non è la sola ad averli” e non è comunque “incaricata di alcun negoziato”. “Dobbiamo poter parlare se vogliamo svolgere un ruolo – ha continuato – se vogliamo che i nostri emissari possano andare a Gaza”.

Quando un video dice molto di più rispetto a qualsiasi articolo….

Quando un video dice molto di più rispetto a qualsiasi articolo….

Libano: brutti segnali per Israele (e per Unifil). Forze Qods iraniane nel sud del Paese

Libano: brutti segnali per Israele (e per Unifil). Forze Qods iraniane nel sud del Paese

Scritto da Miriam Bolaffi

lunedì 19 maggio 2008

Secondo il presidente della Camera libanese e membro di Hezbollah, Nabih Berri, a Dhoa (Quatar) dove sono in corso i colloqui tra le varie fazioni libanesi, regna un clima sereno e si sarebbe vicini alla costituzione di un Governo di unità nazionale. In pratica potremo “finalmente” vedere Hezbollah al governo nonostante sia in minoranza ma soprattutto che sia un gruppo terrorista.

In pratica il colpo di Stato di Hezbollah in Libano è perfettamente riuscito e ora non avranno più nessun ostacolo nell’organizzare l’attacco a Israele tanto voluto da Iran e Siria. I segnali già ci sono da diversi mesi ma negli ultimi giorni si sono moltiplicati, soprattutto nel sud del Libano, laddove cioè ci dovrebbe essere Unifil a scongiurare questa ipotesi, ma dove però in effetti proprio Unifil è materialmente assente, almeno nelle zone lontane dalla costa.

Infatti, se due settimane fa veniva segnalata una notevole attività di Hezbollah nelle zone di Mazra at al Hmra e di Yuhmur, quindi a nord del fiume Litani anche se proprio a ridosso della zona di competenza di Unifil, da diversi giorni viene segnalata la presenza di miliziani armati nelle zone di Al Qusayr e di At Tayyibah, quindi a sud del fiume Litani, presenza accompagnata da mezzi semoventi dotati di lanciatori multipli per razzi katiuscia. Se Hezbollah sta riposizionando i suoi lanciatori a portata del territorio israeliano non è di certo un buon segno.

Tuttavia, sebbene questa sia una brutta notizia, il fatto che più fa pensare ad un prossimo inizio delle ostilità verso Israele è la segnalazione secondo la quale nei giorni scorsi la zona sarebbe stata visitata da un gruppo di pasdaran iraniani guidati da un certo Nozari, il quale, a meno di una improbabile omonimia, altri non sarebbe che il comandante della caserma Imam Ali, uno dei maggiori centri di addestramento iraniani dove vengono addestrati i futuri membri delle forze Qods, in pratica un gruppo di terroristi non iraniani specializzati in operazioni clandestine e in omicidi mirati. La presenza di Nozari nell’area non può che far pensare ad un prossimo utilizzo delle forze Qods e la cosa non è decisamente un segno positivo.

D’altro canto sono mesi che l’Iran sta lavorando a questo conflitto e nel momento in cui il Governo Libanese ha provato a fare una minima mossa per bloccarlo, immediatamente Hezbollah ha fatto vedere di cosa è capace, prendendo sostanzialmente il controllo armato del Paese.

Rimango purtroppo dell’idea, nonostante le belle parole del neo Ministro della Difesa italiano, Ignazio La Russa, che Unifil potrebbe e dovrebbe fare di più per fermare quella che ormai è una guerra annunciata. In caso contrario sarebbe il caso di pensare seriamente al ritiro, prima che si scateni l’inferno.

Secondo Protocollo

Bargischow, Pomerania. la cittadina tedesca del «nazismo realizzato» dove i giovani giocano alla “caccia all’ebreo”

Il reportage Nel Nordest: disoccupazione record e Npd al 31%

Bargischow, Pomerania. la cittadina tedesca del «nazismo realizzato»

Manifestazione Npd

I giovani giocano alla «caccia all’ebreo»

Feste dello sport militare e del raccolto, concerti patriottici

BARGISCOW (Germania) — Anche da queste parti i ragazzi delle scuole medie giocano a rincorrersi. Ma non lo chiamano Fangen Spiel, come nel resto della Germania. Per loro è Judenklatschen, più o meno «becca l’ebreo»: basta toccarlo, il fuggiasco, non serve sparargli, ma già il nome racconta parecchio di questo angolo nordeuropeo. Sì, c’è un problema a Bargischow, sei chilometri dal Mar Baltico e 30 dal confine con la Polonia, e nelle zone attorno, Pomerania dell’Est, Prussia profonda. Non è solo il fatto che il partito neonazista, Npd, in questo piccolo villaggio agricolo prende il 31% dei voti: è che qui trionfano, soprattutto tra i giovani, uno stile di vita, un’ideologia e un controllo sociale che somigliano a quelli dei tempi tragici del regime hitleriano. La democrazia, la libera impresa e la libertà stessa sono concetti sconosciuti, astrazioni, in un pezzo di Germania che prima è stato dominato dagli Junker, i signori della terra, poi dai nazisti e infine dal regime di socialismo reale della Ddr. Risultato: oggi, 2008, non siamo ancora al «nazismo realizzato», ma se il governo di Berlino e il resto del Paese più potente d’Europa continueranno a essere disinteressati e latitanti, forse ci si arriverà. Una pianura trascurata dallo sviluppo, dal capitalismo, dalla modernità e dalla politica. Nella ricca Germania.

«Non so se si possa definire una cultura nazista quella dei giovani di Bargischow — dice Ulrich Hòckner, berlinese dell’Est, responsabile della Caritas nella regione—. Certo è che talvolta organizzano feste con canzoni naziste. Si incontrano per rendere omaggio al monumento della guerra. Occupano la casa della gioventù con propositi di destra. Promuovono feste dello sport militare e del raccolto. Uccidono e macellano i maiali per essere vicini alla tradizione tedesca della terra. Tengono concerti patriottici. Propongono corsi di educazione politica. Festeggiano persino il compleanno di alcuni gerarchi di Hitler. Non parlano mai di Polonia, di là dal confine, ma di terra tedesca occupata dalla Polonia».

Hòckner, 52 anni, era ingegnere ai tempi della Germania Est. Ma dissidente, quindi senza lavoro e qualche volta in galera. Si avvicinò dunque alla Chiesa, si laureò in pedagogia sociale e per questa via è arrivato, una decina di anni fa, alla Caritas e a Bargischow. Ci vive tra minacce e ostracismo, assieme alla moglie bibliotecaria e a cinque figli Campagna brulla, terra sabbiosa poco coltivata da quando la cooperativa socialista è fallita, all’inizio degli anni Novanta. Nelle vicinanze, una fabbrica di zucchero. Nient’altro. «La disoccupazione ufficiale è al 21% — racconta —. Ma se si considerano gli ein euro jobber (lavoratori “socialmente utili” da un euro l’ora, ndr) si arriva al 40%. Ci sono un po’ di posti nell’amministrazione pubblica, nelle opere di ecologia, un po’ nel turismo sulle isole del Baltico. Il resto è frustrazione e sussidi pubblici». Pomerania dell’Est depressa. Come a Bargischow, stesse condizioni nelle vicine Demmin, dove il 14% dei ragazzi lascia la scuola dell’obbligo senza arrivare al certificato finale, e Uecker-Randow, il paese con la percentuale più alta di uomini di tutta la Germania, perché le donne sono scappate.

Anche i partiti tradizionali — i gloriosi Cdu e Spd — sembrano fuggiti, negli ultimi anni. Persino Karl Heinz Thurow, sindaco di Bargischow dal 1996, ha lasciato la Cdu. «La gente è delusa dai governi di Berlino — dice —. Dalla caduta del socialismo, hanno votato Cdu, niente; hanno votato Spd, niente; ora provano con l’Npd. Ma non sono scelte politiche, è protesta. Tra l’altro, molti non votano, e questo fa aumentare le percentuali del partito neonazista». Vero, conferma Hòkner, «i partiti non si vedono, si vedono solo le manifestazioni di cameratismo», quelle che poi portano voti al partito. «La Npd da sola non sarebbe un grande problema — aggiunge—. Il fatto è che collabora con organizzazioni sociali di destra della zona, l’Alleanza patriottica della Pomerania, l’Alleanza social-nazionale della Pomerania e cose del genere. Gente violenta, che alla fine vota per i neonazisti perché sono gli unici che parlano a voce alta dei problemi in quest’area». La gente ha paura, racconta Hòckner. Pochi reagiscono alle intimidazioni dell’estrema destra, gli altri abbassano la testa. Il dramma è che nessuno ha idea di come arginare la tendenza. «In Germania — sostiene il sindaco Thurow — c’è un programma di intervento per fermare la destra, ma per l’intero Paese sono stati stanziati 24 milioni di euro, niente. A Berlino, evidentemente, non considerano pericoloso questo estremismo». «Non vedo un meccanismo capace di fermarli — dice Hòkner —. A Wolgast, non lontano da qui, il sindaco ha fatto moltissimo contro l’Npd, eppure il 15% dei cittadini ha votato comunque i neonazisti. E una tendenza, una radicalizzazione culturale contro la democrazia». Disperazione sociale finita in una rete di nazionalismo, di miti della terra, di demagogia. Ma non solo.

«C’è anche la storia — aggiunge l’uomo della Caritas —. Qui, nessuno è stato mai responsabile del proprio futuro, nessuno ha mai avuto una proprietà, ha mai preso un’iniziativa, ha mai espresso un’opinione. E ciò ha provocato una totale mancanza di identità, una debolezza esposta a qualsiasi vento». Il futuro, aggiunge, «da queste parti rischia di diventare ancora più triste». Più di un innocente gioco di bambini ad acchiapparsi.

di Danilo Taino

(Fonte: Il Corriere della Sera, 19 Maggio 2008 )