Olmert: “Gaza, ne abbiamo abbastanza. La situazione è intollerabile”

M.O./ OLMERT: “GAZA, NE ABBIAMO ABBASTANZA”

Il premier israeliano: “la situazione è intollerabile”

Roma, 21 mag. (Apcom) – “La situazione (nella Striscia di Gaza) è intollerabile, ne abbiamo abbastanza”: lo afferma il premier israeliano Ehud Olmert, in una intervista pubblicata oggi dal quotidiano ‘La Stampa’. “Arriva il momento di dire basta”, prosegue Olmert, “e questo momento è sempre più vicino. Faremo di tutto per evitare di coinvolgere la popolazione”.

Israele non pensa a una “invasione” del territorio, ma “il punto di saturazione è vicino”, afferma il premier. “Non permetteremo che questa situazione continui”.

“Israele ha lasciato Gaza oltre due anni fa: il fallimento politico che è seguito ricade sui palestinesi“, spiega ancora Olmert. “Continuo a ritenere giusta la decisione del ritiro. Il problema dei razzi richiederà tempo, non si risolve in una notte. All’epoca della seconda Intifada ero sindaco di Gerusalemme e ricordo bene gli attentati, i morti. Eppure ne siamo usciti. Dateci tempo, troveremo il modo”.

Israele annuncia di essere in trattative indirette con la Siria

Israele annuncia di essere in trattative indirette con la Siria

mercoledì, 21 maggio 2008 11.01

GERUSALEMME (Reuters) – Israele ha dichiarato oggi a sorpresa di essere in contatto indiretto con la Siria per negoziare un accordo di pace.

“Le due parti hanno cominciato un dialogo indiretto sotto gli auspici della Turchia”, ha dichiarato in una nota l’ufficio del primo ministro Ehud Olmert. “Le parti hanno dichiarato l’intenzione di condurre le trattative con apertura e senza pregiudizi”.

“Hanno deciso di condurre il dialogo in modo serio e continuato con l’obiettivo di raggiungere una pace completa”, si legge nel comunicato.

In una nota diffusa dal ministero degli Esteri, la Siria ha confermato di essere impegnata in negoziazioni indirette con Israele attraverso la mediazione di Ankara.

Damasco condivide con Israele il confine meridionale segnato dalle alture del Golan, un territorio conquistato dall’esercito ebreo durante la guerra dei sei giorni nel 1967 e divenuto uno dei principali ostacoli ad un accordo di pace.

Israele e Siria si sono parlati per l’ultima volta negli Stati Uniti nel 2000, ma il tentativo di dialogo collassò proprio per l’impossibilità di raggiungere un accordo sul destino delle alture del Golan.

L’annuncio dell’apertura di un dialogo fra Siria e Israele arriva in un momento delicato per il premier israeliano: venerdì, Olmert sarà infatti interrogato per la seconda volta dalla polizia nell’ambito di un’inchiesta che lo vede sospettato di aver ricevuto delle tangenti.

“Ci stanno lavorando da un po’ di tempo”, ha detto un funzionario israeliano che ha chiesto di rimanere anonimo, riferendosi ai negoziati con la Siria. “Tutto è cominciato l’anno scorso durante una visita del primo ministro in Turchia, e ora sta dando i suoi frutti”, ha aggiunto il funzionario.

Secondo fonti del governo israeliano, la ripresa del processo di pace tra i due paesi non avverrà a spese dei negoziati con i palestinesi per la creazione di un loro stato.

Olmert è impegnato anche in trattative di pace con i palestinesi e gli Stati Uniti sperano che i negoziati fra le due parti possano sfociare nella creazione di una stato palestinese indipendente entro la fine di quest’anno.

Roma: distrutta urna con ceneri dei deportati Mauthausen nel cimitero del Verano

DISTRUTTA URNA DEPORTATI A ROMA

Nel cimitero del Verano, nel Memoriale deportati Lager Nazisti

(ANSA) – ROMA, 20 MAG – L’urna con le ceneri dei deportati di Mauthausen e’ stata ‘distrutta’ nel Memoriale dei deportati nei Lager nazisti al Cimitero Verano, Roma. E’ quanto denuncia, in una nota, il deputato del Pd Emanuele Fiano. ‘Mani vandale e vigliacche – ha detto – hanno violato e distrutto questa notte, come ci rende noto l’Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti (Aned) l’urna che custodiva le ceneri di deportati raccolte nel Krematorium del campo di sterminio nazista di Mauthausen’.

Abu Ala vuole un esercito per l’ANP

Abu Ala vuole un esercito per l’ANP

Abu Ala, Palestinian PM, with a painting that justify Israel right on the Temple Mount

20/05/2008 Il capo dei negoziatori palestinesi, Ahmed Qorei (Abu Ala), ha avanzato nuove richieste nel corso dei recenti colloqui con i diplomatici israeliani. L’Autorità Palestinese ora vuole dotarsi di un vero e proprio esercito nonostante tutti gli accordi precedentemente firmati stipulino che il futuro stato palestinese sia smilitarizzato (e dotato solo di forze di polizia).

(Fonte: Israele.net)

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Gaza: ennesimo attentato contro un “simbolo dell’influenza occidentale”

Gaza: ennesimo attentato contro un “simbolo dell’influenza occidentale”

19/05/2008 Gaza: una bomba è esplosa domenica mattina dinanzi a un noto caffè della città, provocando ingenti danni. L’attacco si inserisce probabilmente in una campagna contro i “simboli dell’influenza occidentale”. Il proprietario Khaled Harbid dice d’aver già subito un analogo attentato il mese scorso. Venerdì una bomba era esplosa all’entrata della scuola cristiana di Gaza. Negli ultimi due anni nella striscia di Gaza sono stati colpiti bar, parrucchieri, negozi di dischi e istituzioni collegate alla comunità cristiana.

(Fonte: Israele.net)

Hawara: sventato attentato

Hawara: sventato attentato

checkpoint di Hawara

20/05/2008 Attentato sventato: soldati israeliani hanno fatto fuoco e ucciso lunedì, al posto di blocco di Hawara (a sud di Nablus), un terrorista palestinese che aveva addosso ordigni esplosivi da attentato suicida.

(Fonte: Israele.net)

Gaza: ancora un attentato contro la comunità cristiana

Una bomba contro la Scuola del Rosario a Gaza

Prima dell’alba una violenta esplosione sveglia la città, per fortuna senza vittime. Dalla presa di potere di Hamas, sono aumentati gli attentati contro la piccola comunità cristiana. E’ il secondo attentato in meno di un anno contro la scuola, condotta da suore e molto apprezzata dagli islamici.

GAZA (AsiaNews/Agenzie) – Una bomba è esplosa stamattina alle 4 davanti all’ingresso della Scuola Zahwa del Rosario a Gaza. La violenta esplosione ha svegliato anche i quartieri limitrofi e ha danneggiato l’entrata, per fortuna senza ferire nessuno.

Nessuno ha rivendicato l’attentato, sul quale la polizia di Hamas sta indagando.

La scuola, condotta da suore cattoliche e frequentata soprattutto da studenti islamici, è stata saccheggiata da ignoti il 14 giugno 2007 (durante una settimana di feroci combattimenti conclusi con la presa del potere da parte di Hamas), che hanno devastato il convento e la cappella delle suore, bruciato mobili e immagini sacre e rubato i computer. E’ l’ultimo di una serie di attentati contro istituzioni cristiane nella zona: nel più grave, ad ottobre, un cristiano è stato ucciso. Gli assassini non sono stati trovati.

A Gaza vivono circa 3.200 cristiani tra 1,4 milioni di islamici. Le relazioni tra i due gruppi sono sempre state buone e i cristiani sono stimati e rispettati, si occupano soprattutto di scuole, ospedali e commerci. Ma hanno incontrato crescenti difficoltà da quando Hamas ha esautorato il movimento secolare Fatah ed è rimasto padrone del territorio.

(AsiaNews, 17 maggio 2008 )