Salviamo Sderot!

Mo: Anp, investitori promettono 1,4 miliardi dollari

Mo: Anp, investitori promettono 1,4 miliardi dollari

(ANSA) – 12:23 – Betlemme, 23 mag – C’é soddisfazione ai vertice dell’Autorità nazionale palestinese alla chiusura di una Conferenza economica a Betlemme (Cisgiordania) che ha attirato centinaia di investitori dal mondo arabo, dall’Estremo Oriente, dall’Europa e anche da Israele. La inziativa è stata organizzata assieme con l’emissario del Quartetto, Tony Blair.

In una conferenza stampa alla chiusura della Conferenza il premier palestinese Salam Fayad ha detto oggi che gli investitori hanno promesso una cifra complessiva di 1,4 miliardi di dollari da investire prevalentemente in Cisgiordania, ma anche a Gaza. L’obiettivo degli organizzatori era stato fissato in due miliardi di dollari: ma essi stessi avevano ammesso nei giorni scorsi che si trattava di un obiettivo molto ottimistico. Fayad ha aggiunto che c’é da aspettarsi che in virtù di questi progetti vengano creati 35 mila nuovi posti di lavoro. (In origine era stata menzionata come meta la cifra di 50 mila posti).

In particolare 550 milioni di dollari sono stati destinati da investitori arabi alla costruzione di una nuova città palestinese in Cisgiordania e di un grande centro commerciale.

Nei giorni scorsi dirigenti dell’Anp hanno rilevato che la stessa organizzazione di una Conferenza del genere, malgrado la occupazione militare israeliana della Cisgiordania, rappresenta di per sé un successo. In futuro l’Anp si aspetta da Israele che agevoli al massimo la realizzazione dei progetti discussi in questi giorni a Betlemme, in particolare agevolando gli spostamenti in Cisgiordania.

Contro Israele non si gioca

Tornei. Si gioca a Ostia Antica, sotto il segno della pacifica convivenza fra i popoli

MundiaLido, il calcio di tutti

A Ostia le «nazionali» etniche: con qualche polemica

ROMA – Si chiama MundiaLido, ed è il torneo di calcio per le nazioni che si tiene ormai da dieci anni al Lido di Ostia, Raccoglie ben venti formazioni provenienti da altrettanti paesi del mondo, che si confrontano, già da questo week-end, al Centro Sportivo Longarina di Ostia Antica sotto il segno della convivenza dei popoli. «Lo spirito della manifestazione è quello di aiutare a superare le barriere tra i popoli, attraverso i valori dello sport – spiega Eugenio Marchina, Presidente dell’Associazione Sportiva Club Italia (organizzatrice del MundiaLido)-. La manifestazione permette di amalgamare cittadini provenienti da diverse nazioni, con differenti colture, ma che vivono, lavorano, studiano, nel nostro territorio» . In questo senso il MundiaLido ha già raggiunto obiettivi importanti, visto che nelle precedenti edizioni ha messo tutti d’accordo, facendo giocare sullo stesso campo in anni difficili, Bosnia e Croazia, e una squadra dell’Etiopia composta da giocatori etiopi ed eritrei. Ma quest’anno c’è una nota stonata. La squadra egiziana ha infatti rinunciato pochi giorni fa a partecipare al torneo.

ll «casus belli» sarebbe la squadra d’Israele, che partecipa per la prima volta. Alla presentazione di MundiaLido una hostess indossava la maglia israeliana con su scritto «Israele 6o», a ricordare che quest’anno lo Stato Ebraico compie sessant’anni. Quella maglietta avrebbe urtato la sensibilità degli egiziani. «Fino alla presentazione del torneo andava tutto bene- spiega Marchina-. Anche se i rappresentanti della squadra egiziana auspicavano che Israele ed Egitto non venissero incluse nello stesso girone. Io ovviamente, come vuole il regolamento, ho lasciato la scelta al sorteggio». E l’urna beffarda ha voluto le due squadre nello stesso girone, insieme alla Spagna e alla «Senza Frontiere», la squadra della Caritas Diocesana che raccoglie i suoi assistiti provenienti da motti paesi. «ll giorno seguente ai sorteggi- continua Marchina- arriva un fax in cui l’Associazione degli Egiziani di Roma e del Lazio scrive di voler ritirare la squadra a causa delle “maglie che inneggiano alla nascita di uno stato a scapito di un altro popolo”». Così, malgrado l’assenza dell’Egitto (a cui subentra la squadra etiope), oggi con una spettacolare cerimonia d’apertura allo stadio Giannattasio di Ostia Lido, inizierà MundiaLido e per quattro fine settimana il centro sportivo si trasformerà in una scena mutlietnica. Alla cerimonia di chiusura, che si terrà il 30 giugno al Teatro Romano di Ostia Antica, verrà anche eletta una «Miss Mundiatido» selezionata dalle candidate di diverse nazionalità.

(Fonte: Corriere della Sera di Roma, 24 Maggio 2008 )

«Israele 60» e l’Egitto se ne va

di Elisabetta Esposito

Il passato che torna. Il passato che divide. Perché in quel passato c’è chi vede una lotta coraggiosa per la propria indipendenza. E c’è chi cerca di dimenticarlo, perché tornare indietro significa rivivere un dramma, la storia di una patria e di una terra negata. Così accade che alla vigilia dell’inizio del Mundialido, lo splendido torneo multietnico organizzato dal Club Italia che da 10 anni si tiene ad Ostia (il via oggi allo stadio Giannattasio alle 17 con Capo Verde-Croazia e a seguire Camerun-Brasile) e che ha l’obiettivo di unire i popoli, si parli di guerra. E ci si tiri indietro.

Sabato scorso, giorno del sorteggio e della presentazione delle maglie delle venti squadre, viene mostrata la casacca di Israele dove, accanto al nome del Paese, trionfa un bel «60». Sessanta, come gli anni trascorsi dalla nascita dello Stato d’Israele. Era il 14 maggio 1948, e l’indipendenza arrivò dopo mesi di una guerra che purtroppo in questi decenni il Medio Oriente non è mai riuscito del tutto a superare. Un ricordo troppo doloroso per l’Egitto che, alla vista della maglia presentata dalla squadra israeliana, ha preso la decisione più drastica per difendere la causa palestinese. L’associazione degli egiziani di Roma e del Lazio ha così inviato una lettera all’organizzazione annunciando il ritiro. Non ha infatti accettato che «una comunità faccia indossare ai giocatori della propria squadra maglie che inneggiano alla nascita di uno Stato a scapito di un altro popolo che aspetta il proprio ritorno in patria». La storia, lo sport, la guerra, il pallone, il Mundialido. Passato batte presente e futuro 1-0.

(Fonte Gazzetta dello Sport, 24 Maggio 2008 )

MUNDIALIDO

L’Egitto si rifiuta di affrontare Israele

L’Egitto rifiuta di affrontare Israele e si ritira dal Mundialido, il torneo internazionale di calcio dilettantistico organizzato dal club Italia, al via oggi pomeriggio allo Stella Polare di Ostia. La manifestazione, nata per fraternizzare nel nome dello sport e giunta quest’anno alla sua decima edizione. «Nel corso della composizione dei gironi – ha detto Eugenio Marchini, organizzatore del torneo – il rappresentante dell’Egitto aveva chiesto di non essere inserito nello stesso girone degli israeliani. Le procedure per il sorteggio non potevano essere cambiate, e la sorte ha voluto che Israele ed Egitto finissero assieme. Ieri mattina il ritiro degli egiziani che, in una nota inviatra al comitato organizzatore hanno accusato Israele di aver utilizzato il torneo per sottolineare il sessantesimo anniversario della nascita dello Stato».

(Fonte: Il Tempo, 24 Maggio 2008 )

Roma, raid neonazista al Pigneto

Un gruppo con il volto coperto da foulard con la svastica ha distrutto le vetrine di due alimentari e di un call center

Roma, raid neonazista al Pigneto

Il quartiere Pigneto

Picchiato un extracomunitario

Alemanno: “Atto di gravità inaudita, puniremo i colpevoli”

Gli abitanti del quartiere in piazza contro razzismo e xenofobia

ROMA – Una vera e propria spedizione punitiva al grido di “Sporchi stranieri” e “Bastardi”. Nel mirino gli extracomunitari del quartiere Pigneto a Roma. Oggi pomeriggio un gruppo di venti ragazzi, guidati da un uomo, con i volti coperti da foulard con la svastica, ha fatto irruzione in un alcuni negozi di una delle zone più multietniche di Roma. In via Ascoli Piceno i teppisti hanno danneggiato due vetrine e un frigo bar di un negozio di alimentari e le vetrine di un call center. In via Macerata sono stati assaltati un altro alimentari ed è stata infranta la vetrata del portone di un’abitazione. Un extracomunitario del Bangladesh è stato picchiato dalla banda. “E’ stato colpito da una bastonata e non ha avuto bisogno di andare a farsi medicare in ospedale”, hanno raccontato alcuni testimoni.

LA GALLERIA FOTOGRAFICA

La squadraccia è arrivata improvvisamente di corsa, tenendo in mano assi di legno, e si è scagliata contro l’extracomunitario. Tanta la paura nel quartiere, dove sono molti gli immigrati che gestiscono attività commerciali. Tutti sono scappati e molti hanno chiuso le saracinesche dei negozi.

Il primo ad essere assaltato è stato un negozio di alimentari in via Macerata, gestito da quattro anni da un immigrato indiano al quale sono state distrutte a bastonate le vetrine esterne. Successivamente, gli assalitori si sono diretti nella parallela via Ascoli Piceno, dove sono state mandate in frantumi le vetrine di una lavanderia-phone center e di un altro alimentari, entrambi gestiti da cingalesi. L’alimentari è stato il più colpito dal raid, con la distruzione di un frigo e della merce presente sugli scaffali, soprattutto bottiglie di birra e vino.

Una cronista dell’Agi, testimone dell’episodio, ha tentato invano di chiamare il 113, per molti minuti, ma nessuno ha risposto (Audio: il racconto della giornalista). Dopo pochi minuti, la banda è scappata e molti abitanti del quartiere si sono riversati nelle strade e si sono affacciati dalle finestre per capire cosa fosse accaduto.

“Non capiamo perché sia avvenuto questo attacco – hanno detto i bengalesi titolari della lavanderia di via Ascoli Piceno – Siamo da anni qui, lavoriamo, paghiamo le tasse e mandiamo i soldi a casa. Cosa abbiamo fatto?”.

Il Pigneto è un quartiere popolare della Capitale dove si trovano il centro sociale Snia Viscosa, uno dei più grandi e attivi della capitale, il Bar Necci, famoso per essere stato il bar di Pier Paolo Pasolini, e una storica sede dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani. Dopo l’aggressione gli abitanti del quartiere sono scesi in strada per manifestare il loro rifiuto di ogni forma di razzismo e xenofobia.

Il quartiere, a metà anni ’90, ha conosciuto una rinascita che lo ha portato a essere luogo di ritrovo di artisti e musicisti. E’ stato proprio in virtù del suo passato di quartiere degradato che molti immigrati, prevalentemente dal Bangladesh, hanno scelto di aprire al Pigneto attività commerciali di vario tipo, bazar e bar in particolare, sfruttando il basso costo dei locali.

Durissima la reazione delle autorità, a cominciare dal sindaco Gianni Alemanno: “Il raid e l’aggressione al Pigneto nei confronti di cittadini extracomunitari, ai quali va la mia solidarietà, è un atto di una gravità inaudita che mi lascia sdegnato e che non passerà sotto silenzio. Mi sono già attivato con le forze dell’ordine affinché i colpevoli di questo gesto siano presi e puniti in maniera esemplare”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Regione Piero Marazzo: “Roma è una città aperta e multiculturale che non ha nessuna intenzione di lasciare spazio a drammatici episodi di razzismo e intolleranza e di rivivere anni bui e dolorosi di un passato che vogliamo definitivamente vedere alle nostre spalle”. E il presidente della Provincia Nicola Zingaretti sottolinea che quello del Pigneto è “un altro episodio di violenza e xenofobia che non è davvero più possibile tollerare” e che “tutte le istituzioni dovrebbero condannare duramente e con fermezza” perché “Roma ha bisogno di tornare a respirare un’aria di pace, libertà e di vero rispetto nei confronti del prossimo”.

(24 maggio 2008 )