Ahmadinejad a Roma incontra gli imprenditori: e chi ti trova?

Ahmadinejad a Roma incontra gli imprenditori: e chi ti trova?

Dal Corriere della Sera in edicola il 4 Giugno 2008, pag. 2, Roberto Bagnoli racconta la serata tenutasi all’Hotel Hilton di Roma e organizzata dalla Camera di commercio italo-iraniana (Ccii), il cui ospite d’onore è stato il Presidente dell’Iran Mahmoud Ahmadinejad. Interessanti le ultime frasi dell’articolo che riportiamo qui sotto:

“…….Il leader iraniano parla una trentina di minuti e nella calca finale stringe centinaia di mani.Tra queste anche quelle del numero uno di Forza Nuova, Roberto Fiore, l’unico uomo politico italiano che ha scelto di incontrarlo. Ahmadinejad non sa chi è ma Fiore dribbla il cordone di sicurezza, si avvicina e lo ringrazia «per tutto quello che fate, noi siamo con voi»……”

Annunci

Egitto e Autorità Palestinese vogliono bloccare i rapporti fra Israele ed Europa

Egitto e Autorità Palestinese vogliono bloccare i rapporti fra Israele ed Europa

L’Egitto sta cercando di bloccare un previsto accordo volto ad incrementare i rapporti fra Israele e Unione Europea. Il previsto accordo migliorerebbe in modo significativo l’accesso di Israele ai mercati europei e potrebbe aggiungere miliardi di dollari all’economia israeliana.

Israele ha inizialmente appreso degli tentativi egiziani circa due mesi fa, grazie a una soffiata ricevuta attraverso canali diplomatici. Il ministero degli esteri di Gerusalemme iniziò allora ad esplorare la questione fino a scoprire che il Cairo aveva effettivamente dato disposizione ai suoi ambasciatori in Europa di intraprendere una campagna diplomatica contro il previsto accordo. Nel quadro di questa campagna gli ambasciatori egiziani a Londra, Parigi, Bruxelles, Madrid, Roma e in altre capitali europee hanno incontrato funzionari di alto livello dei ministeri degli esteri dei rispettivi paesi chiedendo loro di riconsiderare l’accordo. L’argomento degli egiziani è che la UE non dovrebbe “premiare” Gerusalemme alla luce della politica israeliana di costruzione nei territori e di blocco della striscia di Gaza.

Dopo aver avuto conferma di questo tentativo egiziano, Israele ha deciso di affrontare il Cairo: rappresentati di alto livello del ministero degli esteri hanno avvertito i loro interlocutori egiziani che Israele giudica il loro sforzo in modo molto grave, e chiede che venga interrotto. Gli egiziani hanno tuttavia negato ogni addebito.

Secondo la valutazione degli israeliani, spiega un alto funzionario governativo, la campagna egiziana sarebbe una ritorsione legata alla decisione del Congresso Usa di congelare aiuti militari americani all’Egitto per 200 milioni di dollari. Il Cairo attribuisce a Israele la colpa per questa decisione, giacché Israele si è spesso lamentato con Washington per la mancata lotta egiziana contro il traffico di armi dal Sinai verso i terroristi al potere nella striscia di Gaza. Una delle condizioni poste dal Congresso per scongelare gli aiuti è appunto una migliore performance egiziana in questo campo. Inoltre, dicono i funzionari israeliani, il Cairo sarebbe irritato perché la UE si è rifiutata di garantire all’Egitto un accordo altrettanto vantaggioso di quello previsto con Israele.

Finora, continuano le fonti governative israeliane, gli sforzi egiziani non hanno avuto successo e non si è registrato alcun cambiamento nella posizione della UE sull’accordo in cantiere. Tuttavia Israele è furibondo per quello che i funzionari definiscono il “doppio gioco” dell’Egitto che, mentre afferma di voler aiutare Israele nel negoziare un cessate il fuoco a Gaza, contemporaneamente si adopera per il boicottaggio contro Israele su altri fronti.

Israele si aspetta che l’accordo aggiornato con la UE venga firmato entro la fine dell’anno. Tale accordo governa la cooperazione fra le due parti in un’ampia gamma di settori, dal commercio alla scienza alla diplomazia, e definisce Israele “senior European partner”, vale a dire il più alto grado di associazione possibile a parte la piena appartenenza all’Unione.

Nel frattempo, lunedì Israele ha anche inoltrato una formale protesta all’Autorità Palestinese per una serie di lettere inviate dal primo ministro palestinese Salam Fayyad all’OCSE nelle quali chiede all’organizzazione di riconsiderare l’invito ad Israele a farne parte. Fayyad motiva la richiesta citando le operazioni militari israeliane contro il terrorismo nei territori e le costruzioni in alcuni insediamenti.

Il primo ministro israeliano Ehud Olmert, incontrando lunedì a Gerusalemme il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), gli ha detto che Israele considera quella lettera totalmente inaccettabile.

L’OCSE (l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico composta prevalentemente da paesi europei più Stati Uniti e Canada) sta valutando la possibilità di ampliare i propri iscritti al di là dei trenta paesi attuali includendo anche Israele, Cile, Estonia, Russia e Slovenia.
“Esprimiamo la nostra più seria preoccupazione per il comportamento di Salaam Fayad – ha dichiarato lunedì Mark Regev, portavoce del primo ministro israeliano – Troviamo questo comportamento completamento fuori contesto ed estraneo al carattere dei buoni rapporti di lavoro che esistono fra il governo israeliano e quello dell’Autorità Palestinese. Tale comportamento non porta nulla di buono e serve solo a minare la fiducia nel processo di pace”.

(Da: Ha’aretz, Jerusalem Post, 3.06.08 )

L’Egitto chiude un occhio sui traffici dei terroristi anti-israeliani

Esponente Olp rilancia la conquista, per fasi, di tutta la terra

Israele.net

La bella protesta

La bella protesta

In questa Italia, sempre pronta a manifestare contro le democrazie americana e israeliana, a bruciare le loro bandiere e a tirar sassi contro le loro ambasciate, è una notizia, davvero una buona notizia, che ci sia chi si è mobilitato per protestare pacificamente contro le violazioni dei diritti umani in Iran, le deliranti affermazioni del suo presidente, Mahmoud Ahmadinejad «Israele sarà presto cancellato dalle carte geografiche» e i suoi programmi nucleari. In questa Roma ancora turbata dalle ultime vicende della sua maggiore Università dove il corpo accademico, in nome dell’antifascismo (?), ha espresso la sua solidarietà al preside della Facoltà di Lettere sequestrato dai collettivi studenteschi di sinistra – ciò che, infatti, resterà della visita del presidente iraniano in occasione del vertice della Fao (l’Agenzia dell’Onu per l’agricoltura e l’alimentazione), sarà la manifestazione di ieri sera organizzata dal Riformista e dalla comunità ebraica.

Non ha tutti i torti, allora, la stampa iraniana che se la prende anche con il direttore del Riformista, Antonio Polito, per il clamoroso insuccesso della visita di Ahmadinejad, che né papa Benedetto XVI né il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, né quello del Consiglio, Silvio Berlusconi, hanno ricevuto. Questa è la forza dell’informazione indipendente e della libera opinione pubblica in un Paese di democrazia liberale. Si è trattato di un evento nell’evento che ha fatto onore al nostro Paese. Ma la singolare eccezionailtà dei due eventi romani e della loro concomitanza la riunione della Fao e le manifestazioni di ieri presso il Campidoglio e a pochi metri dalla sede della stessa Fao non si arresta qui. Va oltre.

La presenza a Roma, oltre che di Ahmadinejad, del dittatore dello Zimbabwe, Robert Mugabe, ha coinciso, infatti, con la presa di posizione delle Nazioni Unite contro il decreto del nostro governo che sancisce, a meno di ripensamenti preannunciati dallo stesso nostro presidente del Consiglio, il reato di immigrazione clandestina. Ha detto l’alto commissario dell’Onu per i diritti umani, Louise Arbour: «Le politiche repressive e gli atteggiamenti xenofobi sono una seria preoccupazione. Ne sono esempi la decisione del governo italiano di rendere reato l’immigrazione illegale e gli attacchi ai rom».

Ora, che a una riunione sull’Alimentazione abbia partecipato Robert Mugabe un despota che affama il suo popolo sarebbe già un curioso paradosso. Che, poi, l’alto commissario dell’Onu abbia accusato l’Italia di razzismo, mentre l’antisemita Ahmadinejad partecipava anch’egli alla riunione, indetta dalla stessa agenzia dell’Onu, è qualcosa di più di un paradosso. E’ – quale che sia il giudizio sull’operato del governo Berlusconi in tema di immigrazione – un tragico esempio di quel «mondo alla rovescia» che sono ormai diventate da tempo le Nazioni Unite. Un dato di fatto sul quale la nostra diplomazia dovrebbe, forse, riflettere.

Piero Ostellino – Corriere della Sera – 4 giugno 2008

“Gli ebrei vogliono corrompere e dominare il mondo“

“Gli ebrei vogliono corrompere e dominare il mondo“

Quelli che seguono sono brani tratti da un’intervista al ministro di Hamas per il patrimonio religioso, Saleh Riqab. L’intervista è stata trasmessa dalla tv Al-Aqsa il 14 maggio 2008.

SALEH RIQAB: L’obiettivo del sionismo è creare uno stato in Palestina come base per governare il mondo intero. Gli altri suoi obiettivi sono distruggere le religioni cui si contrappone, in particolare l’islam, corrompere i valori e la moralità, diffondere sesso e permissivismo e generare declino morale. Se ne sono usciti con molti mezzi per raggiungere ciò, come inventare teorie filosofiche che distruggono la religione e la morale. Il sociologo francese Émile Durkheim ha fondato la teoria della formazione della religione, che ne attribuisce l’origine alla ragione nel senso che la religione non sarebbe originata da Dio. Jean-Paul Sartre [non ebreo, ndr], fondatore dell’esistenzialismo che si basa sull’ateismo, fu un famoso ebreo francese. Lo psicologo Freud, che interpretò le relazioni infantili con la madre come relazioni sessuali, ricevendo un premio disse: “Non ho mai rinunciato al mio ebraismo”.

Vi sono anche teorie che sono state inventate da non ebrei, ma che sono state disseminate dagli ebrei pur sapendo che erano scientificamente false, come la teoria di Darwin. Darwin non era ebreo, ma gli ebrei sfruttarono la sua teoria. Anche se sono comparse nuove teorie darwiniste, gli ebrei diffondono la teoria originaria perché il concetto di “sopravvivenza del più adatto” serve alle loro necessità colonialiste, serve agli obiettivi dell’ebraismo globale.

Inoltre, hanno creato movimenti distruttivi per combattere la religione e la morale, per corrompere i leader in tutto il mondo e demolire le relazioni sociali fra le nazioni. Tali movimenti furono guidati dalla Massoneria, che fu creata da tre eminenti ebrei, il primo dei quali fu Erode [sic]. È una storia ben nota da tempo, il ruolo degli ebrei nella creazione del movimento della massoneria. La massoneria utilizzava vari metodi per mettere in ginocchio i leader politici, filosofici e letterari in tutto il mondo. Ricordo i nomi di leader arabi, alcuni scomparsi, altri ancora in vita, che entrarono nel movimento massonico. Vennero tutti abbattuti. Fra loro vi erano persino dei palestinesi.

Per inciso, voglio dire qualcosa, anche se non voglio fare nomi. Gli spettatori capiranno cosa intendo. C’è un libro intitolato Les Fous de la Paix, che è stato scritto da due giornalisti ebrei. Ne ho una copia. È stato tradotto in arabo e l’ho letto. Narra che, mentre uno degli architetti degli Accordi di Oslo stava incontrando il negoziatore ebreo in un hotel in Gran Bretagna, nella stanza accanto il figlio del negoziatore palestinese stava con la figlia degli ebrei, e avevano chiuso la porta a chiave. Fu quando il negoziatore palestinese venne abbattuto.

Lo si vede bene nelle elezioni americane. Sia democratici che repubblicani fanno a gara per compiacere lo stato degli ebrei. Ecco perché, quando un democratico viene nella Palestina occupata [Israele, ndr], si mette una papalina religiosa, va al Muro Occidentale e batte la testa contro il muro dicendo: “La vostra filosofia e la necessità di compiacervi è ora ben dentro la mia testa”. Quelli fanno a gara fra loro, ma sono gli ebrei tengono in mano l’equilibrio.

Se un democratico arriva al potere, come Clinton, che li ha serviti bene a Oslo e altrove, e quasi li ha serviti nella seconda Camp David, ma poi ha fatto delle dichiarazioni (a loro sgradite), cosa ha fatto il sionismo? Gli ha mandato l’ebrea Monica, con la quale Clinton ha fatto sesso alla Casa Bianca. Clinton se n’è andato, ma ci sono migliaia di pagine che documentano la sua depravazione sessuale, perché fece sesso alla Casa Bianca. Ho letto un rapporto secondo cui Clinton usava telefonare ai leader arabi e parlare con loro mentre quella faceva sesso con lui.

I Protocolli dei Savi di Sion [celebre falso antisemita di origine zarista, ndr], che sono un prodotto del Congresso sionista di Basilea del 1897, parlano di come gli ebrei debbano assumere il controllo del mondo. In Europa, e soprattutto negli Stati Uniti, si è avuta una rapida presa del controllo da parte ebraica sui mass-media, perché in occidente i mass-media sono quelli che plasmano la loro mentalità e le loro opinioni. Non leggono granché, ascoltano soltanto.

(Da: MEMRI, 30.06.08 )

Per vedere il filmato (con sottotitoli in inglese) clicca qui

Si veda anche:

Israele – 60 anni: For the record
Il sessantesimo anniversario dell’indipendenza di Israele è stato “celebrato” anche in questo modo
http://www.israele.net/sections.php?id_article=2118&ion_cat=

Tv di Hamas: “Gli ebrei hanno pianificato l’Olocausto”

Un ”coniglio divora-ebrei” sulla tv di Hamas per bambini

Israele.net