Il Palestinian Centre for Human Rights denuncia la diffusione degli ‘omicidi d’onore’ nella Striscia di Gaza

Il Palestinian Centre for Human Rights denuncia la diffusione degli ‘omicidi d’onore’ nella Striscia di Gaza

GAZA – Martedì 3 giugno, a Rafah, nella Striscia di Gaza, una giovane donna palestinese è stata uccisa dai familiari per “ripristinare l’onore perduto”.

Il delitto è stato condannato dal PCHR, il Palestinian Centre for Human Rights, che ha sede a Gaza. Il Centro si è rivolto all’Autorità Nazionale palestinese e al governo della Striscia di Gaza affinché perseguitino e puniscano gli esecutori dei “delitti d’onore”, una piega che ancora insanguina la Palestina, soprattutto nelle aree più povere e depresse culturalmente.

In un comunicato stampa, il PCHR ha riferito che il cadavere di Khouloud Mohammed al-Najjar, 32 anni, è stato portato all’ospedale Mohammed Yousef al-Najjar di Rafah dopo che la polizia era arrivata nella casa del padre, Mohammed Hussein al-Najjar, nel quartiere al-Brazil, martedì sera.

Il PCHR aggiunge che l’uomo è stato arrestato e interrogato dalla polizia: ha confessato che la figlia è morta dopo essere stata picchiata selvaggiamente da familiari in quanto avrebbe enuto “comportamenti immorali”.

Il Palestinian Centre for Human Rights ha sottolineato la propria preoccupazione per la diffusione degli “omicidi d’onore” in tutta la Palestina occupata e per la mancanza di punizioni inflitte ai colpevoli.

(Infopal, 6 giugno 2008 )

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Terrorismo: Al Qaida, ripulire Marocco da ebrei e cristiani

Terrorismo: Al Qaida, ripulire Marocco da ebrei e cristiani

(ANSA)- 11:04 – Algeri, 7 giu – L’organizzazione di Al Qaida per il Maghreb Islamico ha diffuso un comunicato, pubblicato oggi dal quotidiano algerino El Khabar, in cui invita la popolazione marocchina a “prendere le armì per vendicare una donna in hijab (il velo islamico) e incinta aggredita da un poliziotto, e “ripulire il Maghreb dai sostenitori degli ebrei e dei cristiani”.

L’emiro alla guida della filiale nordafricana della rete di Osama Bin Laden, Abdelmalek Deroukdal, ha lanciato un appello ai marocchini invitandoli a “commettere attentati e attaccare gli ebrei e i cristiani”, si legge nel comunicato, “che sono la causa dei problemi del Maghreb”.

“Questo grave incidente”, continua l’emiro, “non si è verificato né a Guantanamo né a Abu Ghraib, né nelle prigioni israeliane ma in un paese dove il popolo è musulmano e in una terra musulmana”. “Abbiate pazienza fratelli”, ha scritto Deroukdal rivolgendosi agli integralisti detenuti in Marocco, “siete liberi nonostante le catene e avete dei fratelli che non dormono, che non vi hanno dimenticati e non vi dimenticheranno mai”.

L’organizzazione terroristica continua a colpire principalmente in Algeria dove ieri 6 militari sono rimasti uccisi in attentato compiuto a Dellys (60 km ad est di Algeri). Giovedì un kamikaze si è fatto esplodere all’ingresso di una caserma della guardia repubblicana alla periferia di Algeri uccidendo due militari. Gli ultimi attentati compiuti in Marocco risalgono ad agosto quando un presunto jahidista ha tentato di farsi esplodere su autobus turistico a Meknes. Nell’ aprile del 2007 due kamikaze si sono immolati davanti al Consolato Usa a Casablanca.