Egitto, specialisti americani per individuare i tunnel sotto la Striscia di Gaza

L’equipe venuta dagli Stati Uniti lavorera’ gomito a gomito con gli omologhi egiziani

Egitto, specialisti americani per individuare i tunnel sotto la Striscia di Gaza

Il gruppo del dipartimento della difesa insegnera’ alle forze locali l’utilizzo di sofisticati strumenti elettronici

Il Cairo, 17 giu.- L’ambasciata americana al Cairo ha annunciato ieri che un gruppo di 15 agenti del dipartimento americano alla difesa si è recato al confine con la Striscia di Gaza per aiutare le forze locali di sicurezza a individuare e neutralizzare i numerosi tunnel che attraversano la frontiera tra Palestina e Egitto.

Gallerie tramite le quali passano non solo le armi, ma anche le merci più disparate, tra cui numerose partite di droga. “E’ arrivata una equipe dagli Stati Uniti il cui compito sarà di lavorare con i suoi omologhi egiziani”, ha confermato il portavoce dell’ambasciata. La squadra di specialisti americani, dotata di speciali apparecchiature per rilevare gallerie nel terreno, rimarrà sul posto un paio di settimane, e insegnerà alle forze di polizia egiziane l’utilizzo di quelle tecnologie.

Da parte sua lo stato di Israele ha fatto sapere che, per quanto lo riguarda, non ci potrà essere nessuna tregua nella striscia di Gaza finché il problema del contrabbando non verrà risolto.

La Voce d’Italia

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L’Iran riconosce implicitamente il fallimento di Ahmadinejad a Roma

L’Iran riconosce implicitamente il fallimento di Ahmadinejad a Roma

La visita romana del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad è stata un fallimento? Tutta colpa dell’ambasciatore in Italia Abdolfazi Zohrevand, che dal 20 giugno lascerà la sede di via Nomentana per tornare in patria, dove l’attende un’inchiesta aperta a suo carico dal ministero degli Esteri. A dare la notizia il sito iraniano Tabnak, vicino al generale Moshen Rezaii e puntuale sulle novità del regime di Teheran. Dopo il vertice Fao, Ahmadinejad è tornato in Iran (dove è già in campagna elettorale per la sua rielezione, il prossimo anno, possibile ma non certa) sbandierando lo straordinario successo riscosso a Roma, la platea di giornalisti provenienti da tutto il mondo che applaudivano convinti ogni sua affermazione, le richieste di centinaia di imprenditori italiani e il quasi unanime consenso manifestato dalla cittadinanza nei suoi confronti. Evidentemente, però, non gli è sfuggito il messaggio chiaro e forte rivoltogli dalla comunità nazionale (anche per colpa nostra, del Riformista, lo confessiamo): noi non parliamo con chi vuol dotarsi della bomba atomica, minaccia di distruggere Israele e calpesta i diritti umani in patria.

Così, il capo del regime l’ha risolta alla sua maniera, trovando nell’ambasciatore Zohrevand (che pure era un suo protetto) il perfetto capro espiatorio della sua débacle diplomatica e da tempo inviso al ministro degli Esteri Manoucher Mottaki, che tentava di rimuoverlo da due
anni.

(Fonte: Il Riformista, 18 Giugno 2008 )

Esperimento

Israele ed Hezbollah vicini ad accordo per scambio prigionieri

Israele ed Hezbollah vicini ad accordo per scambio prigionieri

mercoledì, 18 giugno 2008

BEIRUT (Reuters) – Il partito armato libanese Hezbollah e Israele stanno definendo i dettagli dell’accordo per uno scambio di prigionieri, ha detto oggi una fonte politica libanese.

L’accordo, mediato da un negoziatore tedesco nominato dalle Nazioni Unite, prevede che Hezbollah restituisca i due soldati israeliani catturati nel 2006 in cambio di quattro prigionieri libanesi e i corpi di circa 10 combattenti di Hezbollah. Non è chiaro se i due israeliani siano ancora vivi.