Al Hayat: per Shalit Israele disposto a liberare 450 detenuti

M.O./ HAYAT: PER SHALIT, ISRAELE DISPOSTO A LIBERARE 450 DETENUTI

Lista dei nomi sarebbe già consegnata al Cairo

Roma, 27 giu. (Apcom) – Un responsabile del governo israeliano arrivato ieri sera al Cairo avrebbe consegnato al capo dei servizi segreti egiziani, Omar Suleiman, la lista dei nomi di 450 detenuti palestinesi che Gerusalemme sarebbe disposta a rilasciare, “come prima ondata” in cambio del rilascio del soldato Gilad Shalit sequestrato dai palestinesi a Gaza due anni fa. Lo sostengono fonti egiziane citate dal quotidiano panarabo al Hayat, secondo cui “i nomi sono stati scelti da una lista di Hamas di 1000 detenuti”.

Ofer Dekel, inviato del primo ministro Ehud Olmert, avrebbe consegnato la lista dei nomi al generale Omar Suleiman, capo dei servizi segreti egiziani e principale mediatore fra Israele e il movimento islamico di Hamas, riferiscono fonti diplomatiche egiziane al Cairo.

Dekel ha anche il compito di convincere gli egiziani a non riaprire il varco di Rafah, al confine tra Egitto e Gaza e quasi sempre chiuso dal 2006, prima della liberazione di Shalit. Secondo il foglio edito a Londra, l’accordo prevede il rilascio di Shalit in cambio di un totale di mille detenuti palestinesi. 500 detenuti verrebbero rilasciati, per lo più donne e bambini con pene lievi “dopo due mesi dall’arrivo di Shalit al Cairo e la sua consegna a Israele”. Le stesse fonti dicono che “una delegazione di Hamas è attesa al Cairo per la prossima settimana per discutere dei nomi”, spiegando che “Dekel è molto interessato a realizzare un sensibile progresso nelle trattative”.

Caso Italia Oggi,il Presidente Ucei scrive al direttore

Caso Italia Oggi,il Presidente Ucei scrive al direttore

Una lettera al direttore responsabile del quotidiano Italia Oggi è stata inviata stamane dal Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Renzo Gattegna riguardo alle polemiche che avevano fatto seguito alla pubblicazione da parte della testata economica di un articolo in cui si specificava l’identità ebraica di uno dei redattori del Tg1.

“Ho letto – scrive Gattegna al direttore del quotidiano – su Italia Oggi di stamane il testo che il giornale pubblica per giustificare e difendere un precedente articolo del 24 giugno scorso in cui sorprendentemente si classificava come ebreo un giornalista della redazione del Tg1.

“Non voglio entrare – aggiunge il Presidente Ucei – nel merito delle polemiche che hanno fatto seguito, ma mi preme chiarire senza ambiguità che i giornalisti italiani, così come tutti gli altri cittadini, devono ovviamente rispondere individualmente delle proprie azioni con la professionalità, l’etica e il senso di responsabilità. La loro identità religiosa non ha nulla a che vedere con tutto ciò.

“Sono sicuro – conclude Gattegna – che Lei sia d’accordo con me e che quindi non mancherà di vigilare perché i contenuti del giornale di cui porta la responsabilità corrispondano a princìpi dai quali nessuno, in una società aperta e avanzata, può permettersi di prescindere”.

(rassegnastampa@ucei.it, 26 giugno 2008 )

Hacker israeliani attaccano siti web dei terroristi palestinesi

Hacker israeliani attaccano siti web dei terroristi palestinesi

Un gruppo di hacker informatici ha attaccato alcuni siti web di organizzazioni e gruppi di attivisti palestinesi. Per molte ore, sulla homepage della Brigate Izz al-Din al-Qassam, braccio armato di Hamas, ha campeggiato la stella di David della bandiera israeliena e alcuni versi dell’inno Hatikva. Gli esperti informatici, che si sono firmati “Estremisti zelanti”, hanno attaccato anche il portale del partito politico arabo-israeliano Balad. In altri siti di attivisti palestinesi sono state inserite anche immagini di bambini vestiti da kamikaze, con la didascalia “assassini dalla nascita” e l’avviso agli utenti che il sito era stato attaccato.

(peace reporter, 26 giugno 2008 )

Rai/ Lusi: Genah ebreo? da ‘italia oggi’ discriminazione

Rai/ Lusi: Genah ebreo? da ‘italia oggi’ discriminazione

Solo in passato che non vorremmo tornasse all’indice perché ebrei

ROMA, 24 giu. (Apcom) – “Desidero esprimere la mia solidarietà al giornalista Raffaele Genah del Tg1 per come Italia Oggi lo ha trattato, perché di religione ebraica”: lo dichiara Luigi Lusi del Partito Democratico.

“In un servizio sul Tg1 e la copertura delle attività del Santo Padre, il quotidiano parla di ‘preoccupazione per la nomina di Genah’ in predicato di ricevere ‘il coordinamento delle dirette dei viaggi del Papa’”, sottolinea Lusi in una nota. “Preoccupazione – di chi poi? L’articolo non lo dice – dovuta, secondo il quotidiano finanziario, al fatto che Genah ‘non è certo un cattolico, visto che è di religione ebraica’ (sic)”.

“Soltanto in un passato che non vorremmo mai tornasse ci si poteva imbattere in giornali che mettevano all’indice i giornalisti perché ebrei, è una vergogna su cui l’Ordine dei Giornalisti e tutta l’opinione pubblica dovrebbe protestare in maniera vibrata”, osserva l’esponente del Pd. “Siamo, purtroppo, mitridatizzati a veleni anonimi, retroscena, pettegolezzi travestiti da informazione, ma siamo arrivati al grado zero se di un giornalista si parla in questi termini”, conclude Lusi. “E’ un grave episodio che rivela più di un malcostume, e cioè una inaccettabile discriminazione tanto più odiosa in quanto praticata da un libero organo di informazione che dovrebbe riportare fatti e non diffondere pregiudizi”.

(Alice News, 25 giugno 2008 )

Sarkozy, nessun rapporto con Hamas se non rinuncia a violenza

Sarkozy, nessun rapporto con Hamas se non rinuncia a violenza

BETLEMME, 24 giu. – Il governo di Parigi non avra’ alcun rapporto con Hamas fino a quando il movimento di resistenza islamico non rinuncera’ alla violenza. Lo ha assicurato il presidente francese Nicolas Sarkozy, dopo un incontro a Betlemme con il presidente palestinese Mahmoud Abbas, definito “un uomo di pace”. “La Francia parla con le donne e con gli uomini coraggiosi che operano nella politica e non fanno terrorismo – ha detto Sarkozy – Noi parliamo con la gente di pace e non con gli piazza le bombe. Il popolo palestinese dovrebbe diventare come il presidente Abbas e stare lontano da chi crede che la violenza possa risolvere i problemi“. Se Hamas cambiera’ posizione, comprendendo come sia “sbagliato” pensare di poter raggiungere i propri obiettivi attraverso il terrorismo, “allora valuteremo i risultati. Fino ad allora aiuteremo Abbas”.

(Ses/Gs/Adnkronos, 24 giugno 2008 )

Hamas: valichi chiusi sono una violazione della tregua

M.O./ HAMAS: VALICHI CHIUSI SONO UNA VIOLAZIONE DELLA TREGUA

Israele potrebbe riaprirli domani

Roma, 26 giu. (Apcom) – Per Hamas la decisione di Israele di chiudere i valichi della Striscia di Gaza, in risposta ai lanci di razzi Qassam di due giorni fa, costituisce una violazione della tregua entrata in vigore una settimana fa. Lo riporta il sito web del “Jerusalem Post”.

“Se i valichi resteranno chiusi, la tregua cadrà”, ha detto oggi il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri. I vertici della Difesa israeliana hanno deciso ieri sera che i valichi potrebbero riaprire domani, se non ci saranno ulteriori violazioni del cessate il fuoco. Potranno essere fatte eccezioni in giornata solo per i casi umanitari di particolare urgenza.

Intanto proseguono le trattative indirette tra Israele e Hamas per un accordo sulla liberazione di Gilad Shalit, il soldato israeliano rapito due anni fa da miliziani palestinesi della Striscia. Oggi il negoziatore israeliano Ofer Dekel è al Cairo per presentare alcune nuove proposte ai mediatori egiziani. Hamas vuole che siano liberati 350 palestinesi detenuti nelle prigioni israeliane in cambio del rilascio di Shalit, ma ci sono divergenze su alcuni nomi inseriti nella lista.

Il sito di Hamas pubblica una lettera di Gilad Shalit

Hamas publishes Shalit letter

The Hamas website published a letter written by Gilad Shalit to his parents. I do not think this is the same letter as the one delivered earlier this month – that one was undated and this one says “June ’08.”

The Hamas Al Qassam website is using this letter as supposed proof of its humanity, although Shalit does say that he is suffering both physically and psychologically. Of course, the Red Cross has not been allowed to see Shalit.

In the letter, he also calls for negotiations for his release.

If any native Hebrew speakers would care to translate it more directly, please do so:

Elder of Ziyon