Betancourt: ruolo Mossad in liberazione, stampa spagnola

Betancourt: ruolo Mossad in liberazione, stampa spagnola

(ANSA-AFP) – 12:45 – Madrid, 20 lug – Il Mossad -servizi segreti israeliani-, insieme con quelli francesi e statunitensi, ha avuto un ruolo nella liberazione di Ingrid Betancourt, avvenuta il 2 luglio scorso, dopo oltre sei anni di prigionia nella foresta, ostaggio delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc). Lo rivela il quotidiano spagnolo ‘La Vanguardia’ nella sua edizione di oggi. “Il Mossad e i servizi segreti americani e francesi hanno lavorato per oltre un anno con le autorità colombiane per elaborare il piano” che ha portato alla liberazione dell’ex senatrice franco-colombiana e di 14 altri ostaggi, stando al giornale che cita una fonte dei servizi segreti israeliani.

Secondo La Vanguardia, Israele, la Francia e gli Stati Uniti hanno partecipato all’operazione ognuno per ragione differenti: la Francia interessata direttamente alla liberazione della Betancourt che ha anche la nazionalità francese oltre a quella colombiana, gli Stati Uniti per la presenza di tre ostaggi americani e Israele per coltivare buoni rapporti con la Colombia e con gli Stati Uniti. Nell’articolo pubblicato dal giornale, e firmato dal suo inviato a Tel Aviv, si spiega che il contributo dei servizi israeliani, insieme con quelli Usa, sarebbe stato di applicare “tattiche di guerra elettronica contro le Farc” utilizzando aerei spia senza piloti per sorvolare le zone della foresta segnalate dagli infiltrati tra le Farc. Le immagini satellitari registrate sarebbero state poi analizzate dagli esperti per permettere di scoprire dove si trovassero gli ostaggi.

Ecco un’altra eroina palestinese

La fedayn Dalal, «Eroina» palestinese

Tra i corpi consegnati al Libano, c’ è anche quello della fedayn Dalal Mughrabi, «eroina» della resistenza palestinese. Nata in un campo profughi a Beirut, l’ 11 marzo ‘ 78, a 19 anni, guidò la sua unità di guerriglieri nello Stato ebraico (via mare). Il gruppo dirottò un autobus e gli diede fuoco: 35 morti. Dalal e molti dei suoi vennero uccisi da un commando israeliano, guidato dal futuro premier Ehud Barak.

(Fonte: Corriere della Sera, 17 Luglio 2008, pag. 2 )