ONU: Per Peres discorso Ahmadinejad peggior antisemitismo

ONU: Per Peres discorso Ahmadinejad peggior antisemitismo

New York 24 set – Il presidente israeliano Shimon Peres ha definito il discorso pronunciato dal Presidente iraniano Ahmadinejad alla tribuna delle Nazioni Unite il discorso pronunciato alla tribuna delle Nazioni Unite dal presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, il più celebre libello antisemita mai comparso. Ahmadinejad aveva in precedenza affermato che un manipolo di sionisti “disonesti” stanno manipolando americani ed europei e controllavano i sistemi finanziari e monetari internazionali. “Questa è la prima volta nella storia delle Nazioni Unite che un capo di Stato manifesta apertamente e pubblicamente le cupe e malvagie accuse dei ‘Protocolli dei Savi di Sion'”, ha dichiarato Peres, riferendosi a un libello antisemita comparso all’inzio del Novecento che parlava di un complotto di ebrei e massoni per prendere il controllo del mondo. “Mai un cosa del genere è avvenuta in questo edificio o alle Nazioni Unite” ha affermato Peres, aggiungendo che ha quanto avvenuto ha ricordato “le peggiori accuse in un clima di odio”.

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Intrafada – Nuova formazione Fatah a Gaza: ‘Terza Intifada, ma contro Hamas’

Nuova formazione Fatah a Gaza: ‘Terza Intifada, ma contro Hamas’

GAZA – Attivisti di Fatah hanno annunciato la formazione di una nuova dirigenza nella Striscia di Gaza, “diversa da quella attuale, guidata dal dott. Zakaria al-Agha, membro del Comitato centrale del movimento,fortemente criticato”.

In un comunicato stampa, gli attivisti hannodichiarato che la decisione di formare un nuovo comitato di dirigenza è nata “dopo lunghe trattative ea seguito dell’incapacità del comitato centrale ditrovare qualsiasi soluzione tattica e strategica”.Questa impossibilità, hanno aggiunto, “è dovuta al fatto che i fratelli sono impegnati in altri ambiti e che la dirigenza di Fatah a Gaza non si assume le proprie responsabilità a livello nazionale”.

Nel comunicato hanno anche criticato l’attuale dirigenza del movimento nella Striscia di Gaza, guidata da al-Agha, e istituita dal presidente Mahmoud Abbas a seguito della presa di potere di Hamas nell’area, a metà di giugno dell’anno scorso. E hanno aggiunto chesi impegneranno ad affrontare “sul terreno il movimento golpista, in modo da riportare quegli avventurieri sulla giusta strada”.

Essi hanno sottolineato di “rifiutare l’uso della forza contro Hamas” e di scegliere “mezzi di lotta popolare per risparmiare un bagno di sangue palestinese”. E hanno invitato gli attivisti di Fatah a Gaza,a dispetto di “tutte le differenze di posizioni”, a dichiarare “l’allerta totale e a rimanere attenti e pronti ad assumersi le responsabilità verso il movimento e la patria”, a intensificare “le attività a livello popolare per esprimere il rifiuto nei confronti del brutale golpe, a preparare iniziative popolari nei quartieri, nei campi profughi e nelle città, e a sviluppare nuove esperienze di lotta”.

Il comitato ha, inoltre,sollecitato i sostenitori di Fatah a Gaza a organizzare una “terza intifada” contro Hamas: “Se nel nostro destino c’erano le due Intifada, la prima e la seconda, contro l’occupazione, non scapperemo certo di fronte a una terza contro il golpe oscuro”.

Il comunicato non ha riportato i nomi dei nuovi capi che dovranno gestire il movimento a Gaza.

L’anno scorso, Hamas ha allontanato dalla Striscia di Gaza l’ala di Fatah ritenuta “golpista” e responsabile dei disordini pubblici, e accusata di collaborazionismo con Israele, sostituendo le forze di sicurezza fedeli al presidente Mahmoud Abbas con quelle del movimento islamico.

(Infopal, 24 settembre 2008 )