Siria – Autobomba a Damasco, cronologia dei principali attentati

Siria – Autobomba a Damasco, cronologia dei principali attentati

Quello di oggi è il più sanguinoso dagli anni Ottanta

DAMASCO, 27 set. (Apcom) – L’attentato in cui diciassette persone sono state uccise e quattordici sono rimaste ferite questa mattina a Damasco, nell’esplosione di un’autobomba, è il più sanguinoso in Siria dagli anni Ottanta. Di seguito i principali attentati commessi nel Paese:

– 29 novembre 1981: un’autobomba esplode nel quartiere di Ezbekieh a Damasco e provoca 175 morti, uno dei più grandi attentati che abbia conosciuto la Siria. E’ rivendicato dai “Fratelli musulmani”;

– 16 aprile 1986: numerosi attentati commessi a intervalli di alcune ore nella regione di Tartous (nord) e in molte altre città provocano 144 morti e 149 feriti.

– 9 settembre 1996: un palestinese è ucciso in occasione della Fiera internazionale di Damasco, nell’esplosione della sua stessa granata; una ventina di passanti restano feriti.

– 31 dicembre 1996: un attentato con esplosivi contro un autobus in un quartiere popolare di Damasco provoca tredici morti e quaranta feriti.

– 27 aprile 2004: un attentato con esplosivi a Mazzé, un quartiere di Damasco che ospita ambasciate occidentali e residenze ufficiali, è seguito da scontri tra poliziotti e ribelli, provocando secondo le autorità cinque morti (tre terroristi, un poliziotto e una passante). L’attacco è rivendicato da “Il gruppo del martire Adib al-Kilani”.

– 26 settembre 2004: un attentato con un’autobomba costa la vita a un dirigente del movimento integralista palestinese Hamas e ferisce tre passanti a Zahira, un quartiere a sud di Damasco. La Siria e il movimento palestinese attribuiscono l’attentato a Israele;

– 12 settembre 2006: quattro uomini armati tentano di fare esplodere un’autobomba davanti all’ambasciata degli Stati Uniti a Damasco. Gli assalitori, un agente delle forze antiterrorismo siriane e un passante guida sono uccisi;

– 12 febbraio 2008: un uomo determinate per le operazioni militari di Hezbollah, Imad Mughniyeh, ricercato dall’Interpol e dagli Stati Uniti per una serie di attentati e sequestri, è assassinato a Damasco. Israele nega ogni coinvolgimento nell’omicidio;

– 1 agosto 2008: viene ucciso il generale Mohamed Sleimane, responsabile della sicurezza del centro studi e ricerche scientifiche siriano. Mass media arabi hanno riportato qu’ agiva da agente di collegamento con Hezbollah, altri lo hanno descritto come il “braccio destro” del presidente Assad.

(Virgilio Notizie, 27 settembre 2008 )

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Appello di Hamas a compiere attentati suicidi a Gerusalemme

Appello di Hamas a compiere attentati suicidi a Gerusalemme

Un responsabile di Hamas ha lanciato un appello ai gruppi armati palestinesi a riprendere gli attentati kamikaze a Gerusalemme, in occasione delle manifestazioni organizzate per la giornata di al-Qods (Gerusalemme).

“Rivolgiamo un appello a tutti i gruppi a fermare il nemico pianificando una serie di missioni con martiri simili a quelle lanciate lunedì contro alcuni soldati e (in marzo) contro una scuola Talmud”, ha affermato Ahmad Abou Halbiya davanti a migliaia di persone.

La “giornata al-Qods” è stata istituita da Ruhollah Khomeiny, il fondatore della Repubblica islamica d’Iran nel 1979.

Lunedì scorso, un palestinese al volante di un veicolo ha investito un gruppo di soldati israeliani vicino alla vecchia città di Gerusalemme, provocando 13 feriti. In marzo, otto allievi di un seminario Talmud di Gerusalemme sono stati uccisi da un palestinese armato di fucile automatico.

Abu Halbiya ha anche chiesto al presidente palestinese, Abu Mazen, di interrompere i negoziati con Israele il cui scopo è quello di raggiungere un accordo per la creazione di uno Stato palestinese, che lo stesso responsabile di Hamas definisce “assurdo”.

Da parte sua, il capo del governo di Hamas nella Striscia di Gaza, Ismail Haniyeh, ha invitato gli arabi e i musulmani a mobilitarsi per difendere la moschea d’al-Aqsa a Gerusalemme, il terzo luogo santo dell’islam, in “pericolo a causa della continuazione degli scavi, della politica giudaica e della colonizzazione”, ha aggiunto.

(l’Occidentale, 26 settembre 2008 )