Francia: Bandiera di Hamas sulla moschea di Mulhouse

Francia: Bandiera di Hamas sulla moschea di Mulhouse

bandiera di Hamas sul tetto della moschea

Mulhouse: bandiera di Hamas sul tetto della moschea

I cugini francesi dell’UCOII, l’UOIF- Union des organisations Islamiques de France – filiale dei Fratelli Musulmani che comprende ben 250 associazioni in Francia, continua ad aprire scuole e moschee in tutta tranquillità. Anche se nella loro referenza giuridica affermano che omosessuali e apostati devono essere uccisi e che sul loro sito, sono pubblicate traduzioni di versetti coranici che intimano di “combattere i miscredenti” di cui tutti noi facciamo parte, cioè cristiani ed ebrei, sembra che questo non crei molto disturbo.

Il cantiere di una nuova moschea in costruzione a Mulhouse, in Alsace, è stato ripreso dal canale televisivo France 3, il 25 agosto scorso. I reporter, con grande stupore, si sono accorti che sui locali ancora provvisori della futura moschea, c’era una bandiera e che questa bandiera era quella di Hamas. Mulhouse non si trova sulla Striscia di Gaza, si trova in Francia, in Europa! Ora è importante ricordare che Hamas è stato classificato nella lista delle organizzazioni terroristiche, perché colpevole del massacro di migliaia di civili israeliani, dell’Unione Europea oltre che in quella americana e di questo dobbiamo ringraziare il ministro Frattini quando dirigeva il direttorato di Justice, Liberté et Securité dell’Unione Europea.

La moschea che sarà edificata su una superficie di 4,5 ettari, con una salla di preghiere con una capacità di 2000 fedeli, avrà anche la propria medina : una galleria commerciale, un supermercatino, 10 classi per l’insegnamento della sharia, una biblioteca, una sala informatica, una sala sportiva, una sala polivalente di 600 m2, una sala da tè e delle sale di ricevimento e sarà corredato da un minaretto, il tutto per il modesto costo di 3,6 milioni di euro. Da quanto dichiarato dall’UOIF, il finanziamento è avvenuto grazie ai contributi versati dai musulmani della comunità.

Anche se la comunità islamica di Mulhouse ammonta a ben 40.000 persone, la maggior parte di essi non hanno proprio situazioni prosperose ed è molto più probabile che i finanziamenti arrivino da ben altra parte.

Il sito www.mosquethon.org che è stato aperto appositamente per raccogliere denaro è patrocinato da personaggi ben accolti dall’UOIF come lo Sceicco Cheikh Abdellah Basfar e il celebre Youssef Karadawi, giustificatore del terrorismo contro gli ebrei e gli infedeli.

Ci sono dei simboli molto più significativi di ogni dichiarazione!

Molto probabilmente, il sindaco di Mulhouse sarà senz’altro molto preso dai suoi impegni però questi non gli hanno impedito di organizzare una votazione per la vendita del terreno alla AMAL che è l’associazione che ufficialmente si occupa della costruzione della moschea.

Quando si pensa poi che il sindaco è J.M. Bockel che è anche Segretario di Stato alla Difesa ed agli Ex Combattenti, c’è da rimanere ai quanto stupiti.

Stiamo parlando di Hamas, movimento che pratica il terrorismo e che incita al Jihad minacciando i nostri paesi, puntando il dito addirittura su Roma.

I deputati di Hamas hanno annunciato chiaramente che le loro pretese su Gerusalemme erano soltanto il primo passo nel loro piano di dominio del mondo intero e che Roma doveva essere conquistata. La natura totalitaria del movimento non lascia spazio a equivoci: la nozione del termine pace è completamente bandita dal loro linguaggio.

Lo statuto di Hamas costituito il 18 agosto 1988, oltre che a richiamare immediatamente la distruzione dello stato di Israele riporta all’articolo 13 : “ Le iniziative e ciò che vengano chiamate soluzioni pacifiche e conferenze internazionali sono contrarie ai principi del Movimento di Resistenza islamica. Non ci sono soluzioni per la questione palestinese che tramite il Jihad!

L’appartenenza al movimento dei Fratelli Musulmani appare nel secondo articolo dello statuto: “ Il Movimento Islamico della Resistenza è una delle filiali dei Fratelli Musulmani in Palestina. L’organizzazione dei Fratelli Musulmani è una organizzazione universale che costituisce il movimento islamico il più importante dei tempi moderni”

Per vedere le minacce a Roma, cliccare qui

Per vedere la bandiera di Hamas sulla moschea di Mulhouse, cliccare qui

Nicole Touati – Logan’s Centro Studi sul Terrorismo

Liberali per Israele

Roma: Pacifici, presenterò a Fini dossier su siti xenofobi

Roma: Pacifici, presenterò a Fini dossier su siti xenofobi

Roma, 16 ott – “Ci sono dei siti internet pieni di odio contro tutti, soprattutto contro gli immigrati – ha affermato Riccardo Pacifici, Presidente della Comunità ebraica di Roma, in occasione del sessantacinquesimo anniversario della deportazione degli ebrei romani ad Auschwitz – bisogna salvaguardare le comunità più deboli e non si tratta della comunità ebraica. Speriamo che le autorità competenti avviino subito indagini in merito”.

“Oggi presenterò al presidente della Camera, Gianfranco Fini,- ha continuato Pacifici- un dossier sui siti internet xenofobi, sperando che vi sia una adeguata azione legislativa in merito”.

L’Italia contro l’Iran al Consiglio di sicurezza dell’Onu

L’Italia s’è desta contro l’Iran all’Onu

Smarcandosi dalla diplomazia pigra e collusa con la politica egemonica dell’Iran, l’Italia ha segnato un punto a vantaggio della solidarietà occidentale. In commissione Esteri è stata approvata all’unanimità, fatto che genera speranza, una risoluzione proposta da Fiamma Nirenstein (Pdl) che impegna il governo a ricercare in sede europea un’effettiva unità d’intenti per impedire all’Iran di entrare nel Consiglio di sicurezza dell’Onu. Teheran ha avanzato la candidatura per uno dei dieci seggi non permanenti del Consiglio, per statuto spetta all’Asia e attualmente è occupato dall’Indonesia (da gennaio tornerà vacante). Con il voto l’Italia implicitamente sancisce e rinnova il ruolo di difesa del mondo dalla minaccia atomica e terroristica proprio dell’Onu, organo garante della sicurezza internazionale che l’Iran ha cercato di trasformare in cassa di risonanza del suo messaggio genocida.

L’Iran fomenta la distruzione d’Israele, unico stato nato in seguito a un voto delle stesse Nazioni Unite, incendia l’Iraq armando ciò che resta del mahdismo sciita e irrora di soldi, armi e ideologia totalitaria la mezzaluna islamica di Libano e Palestina. “L’Iran all’Onu significherebbe permettere che un delinquente divenga il proprio stesso giudice”, ha detto Tzipi Livni, fresca di leadership del partito centrista Kadima. Romano Prodi non ha battuto ciglio a Teheran, di fronte a un Mahmoud Ahmadinejad e all’ayatollah Khamenei che hanno paragonato Israele alla Germania nazista e ribadito le loro consuete accuse e minacce di una sua distruzione. Poi c’è la notizia del diplomatico tedesco che osservava i missili iraniani alzarsi in cielo e in grado di abbattersi su Tel Aviv. Questa è diplomazia che porta alla rovina, anche perché la candidatura iraniana è sì incredibile, ma ben sostenuta (118 paesi non allineati e 57 nazioni della Conferenza islamica). Il voto in Commissione può essere l’inizio di una sana politica europea comune. L’Iran è come il pezzo di un puzzle che non trova collocazione. O si adegua al medio oriente, o sarà il medio oriente ad adeguarsi all’Iran. I suoi tentacoli sono arrivati fino a Buenos Aires, con l’ecatombe al centro culturale ebraico. Nessuno si senta al riparo. Il tempo lavora a favore di Teheran.

(Fonte: Il Foglio, 17 Ottobre 2008 )