Gaza: altro razzo lanciato contro Sderot

Gaza: altro razzo lanciato contro Sderot

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Gaza, 30/10/2008 08:57 – Un razzo sparato dalla striscia di Gaza è scoppiato stamane vicino alla città israeliana di Sderot senza causare vittime e neppure danni. Lo ha annunciato un portavoce della polizia. Tra Israele e Hamas è in atto dallo scorso giugno una tregua di fatto, a volte violata da isolati tiri di razzi su Israele da parte di gruppi radicali palestinesi operanti dentro la striscia di Gaza. Israele è solito reagire a queste violazioni della tregua con temporanee chiusure dei valichi con Gaza: oggi i valichi chiusi sono quelli di Kerem Shalom, il terminale petrolifero di Nahal Oz e Karni, usato per il traffico commerciale.

E’ stato il ministro della difesa israeliano Ehud Barak ad ordinare la pronta risposta.

Quanto tempo i valichi resteranno chiusi non è stato precisato, se ci si dovesse basare sulle volte precedenti, dall’inizio della tregua con Hamas lo scorso giugno, tali sanzioni, sempre prese in conseguenza del lancio di razzi, hanno avuto una breve durata.

(Fonte: L’Unione Sarda, 30 Ottobre 2008 )

Una Risposta to “Gaza: altro razzo lanciato contro Sderot”

  1. In Difesa di Israele Says:

    CONOSCERE I FATTI
    (Alcuni punti in difesa di Israele)

    FATTI CHE NON SI POSSONO NEGARE E SI DEBBONO TENERE PRESENTI

    1) Si dice che i Palestinesi lottano per “riavere” la loro terra, occupata dagli Israeliani.
    Invece:
    – il territorio della Palestina è stato per secoli (fin dalle Crociate) sotto l’Impero Ottomano (turco);
    – nessuno mai, per secoli, dalla dominazione romana in poi, ha stabilito un regno od una nazione in quella zona;
    – Gerusalemme non è mai stata capitale per nessuno tranne che per il popolo ebraico;
    – dopo la 1a Guerra Mondiale, vinto e dissolto l’Impero Ottomano, il territorio della Palestina è passato
    su disposizione della Società delle Nazioni – sotto il Mandato inglese;
    – alla fine del Mandato inglese, il 29 novembre 1947 (Risoluz. N.181) venne proposta dall’ONU la creazione di due stati: uno arabo ed uno ebraico (133 voti a favore, fra cui quello dell’URSS, e 13 contrari).
    Gli ebrei accettarono e, il 14 maggio 1948, dichiararono la fondazione del loro Stato: Gli arabi rifiutarono e, il 15 maggio 1948, sferrarono con 5 eserciti (Egiziano, Siriano, Libanese, Transgiordano ed Irakeno) il primo attacco concentrico;
    – l’11 maggio 1949, con la Risoluzione n.273, lo Stato d’Israele veniva ammesso all’ONU.

    2) I terreni appartenevano a ricchi latifondisti (sceicchi, emiri) e venivano lavorati da pochi contadini,
    quasi servi della gleba: Erano terreni deserti e malarici:
    – gli ebrei comprarono la terra dai latifondisti arabi a prezzi esosi (anche a 1.000,00 – 1.500,00 $ per acro)allorché, nello stesso periodo, la ricca terra dello Iowa (USA) veniva venduta a circa 110,00 $ per acro (M.Auman – Land ownership in Palestine – 1880/1948). L’hanno bonificata e l’hanno poi avuta sotto il loro controllo a seguito delle molte sanguinose guerre di autodifesa;
    – nessun paese, che si sappia, ha mai restituito territori acquisiti in guerra: Israele ha restituito il Sinai nel 1982 ed il Sud-Libano nel 2000.

    3) Si crede che gli Israeliani abbiano compiuto, in questo secolo, un’invasione.
    Invece:
    – la popolazione totale era, 150 anni fa, nell’ordine di circa 200.000 abitanti: oggi ammonta a circa 10.000.000 (quasi 7 milioni in Israele e circa 3 milioni nei Territori).
    – gli ebrei erano presenti nella Giudea (poi Palestina) già 2.400 anni prima che l’Islam la occupasse. Comunque vi sono stati degli ebrei sempre, senza interruzione (27 sinagoghe nella sola Gerusalemme Vecchia);
    – i palestinesi, come popolo, sono nati in questo secolo: erano arabi provenienti dai paesi limitrofi (soprattutto Giordania), venuti in massa in Palestina sotto il Mandato inglese in cerca di una vita migliore dato lo sviluppo che l’immigrazione ebrauca dava a quel territorio: gran parte di loro furono cacciati e uccisi a migliaia dal governo giordano nel “settembre nero” del 1970.

    4) Aggressione?
    – Israele ha sempre agito ed agisce per legittima difesa: non solo nella guerra cominciata già all’indomani della fondazione dello Stato, ma anche sempre successivamente, fino ad oggi. Nessun attacco è mai venuto da Israele, mentre si accettano come normali quelli terroristici commessi per anni dagli arabi come hanno documentato le cronache e la TV.

    5) Accordo.
    – finché Israele non è stato obbligato ad entrare nei territori, e cioè dal 1948 al 1967, gli arabi li hanno avuti nelle loro mani: avrebbero potuto creare lo Stato palestinese ma non l’hanno fatto. Arafat ed i suoi hanno anche recentemente rifiutato di averlo accanto a quello d’Israele, dimostrando così di avere l’intenzione di non contentarsi mai di quanto loro offerto (oltre il 98%), né di accettare un compromesso su Gerusalemme; di volere perciò (come da sempre) “ricacciare in mare l’invasore”.

    6) Interessi religiosi.
    – si può osservare che i palestinesi – come tutti i mussulmani – vanno in pellegrinaggio alla Mecca e pregano rivolti verso la Mecca; gli ebrei, da sempre, verso Gerusalemme;
    – le due moschee furono – non per caso – edificate sulle rovine del Tempio di Salomone. Non si può sostenere che la “spianata” sia di prima ed unica sacralità per gli arabi come lo è per gli ebrei. Comunque, nello Stato d’Israele e nei territori sotto controllo israeliano c’è piena libertà di culto, libertà che mancò totalmente per gli ebrei quando Gerusalemme era sotto il dominio giordano (accesso al Luoghi Santi impedito, cimiteri profanati e distrutti).

    7) Profughi.
    – Israele ha accolto i profughi cacciati dai paesi arabi, in numero anche superiore (800.000) a quello dei palestinesi incitati dalle autorità dei paesi arabi a fuggire dal neonato Stato d’Israele al momento della sua fondazione (1948) cioè circa 600.000 (v.rapporto UNRWA – Agenzia dell’ONU per i Rifugiati) contro i circa 4.000.000 di cui oggi si chiede il ritorno;
    – Israele ha inserito i suoi profughi ebrei, e perfino quegli arabi-palestinesi che non fuggirono nel 1948 (che hanno i loro seggi nel Parlamento) mentre gli Stati arabi ed Arafat hanno costretto i profughi palestinesi nei campi e li hanno abbandonati a sé stessi, usandoli a scopo politico per il conflitto, rendendoli frustrati ed aggressivi e sperperando e dirottando ad altri scopi i miliardi (!) di $ erogati dall’UNRWA e da alcuni Stati arabi.

    8) Oppressione.
    – i palestinesi dei Territori hanno avuto da Israele strade, elettricità ed altre infrastruttire, nonché assistenza sanitaria e sei università.

    9) La pace.
    – a Camp David si è arrivati ad un passo dalla pace, ma la risposta palestinese è stata, di nuovo, il rifiuto ed il ricorso alla violenza, proponendo – tra l’altro – immagini false di bambini oppressi, che venivano invece cinicamente utilizzati come riparo davanti ad adulti armati.

    10) Odio.
    – soprattutto occorre che i palestinesi pongano fine all’insegnamento dell’odio fin dalle scuole elementari. Esistono documenti sul carattere orribile di quello che si insegna.

    11) Negoziati.
    – anche per gli insediamenti, Israele ha dimostrato di essere disposto a negoziare, purché in un clima di compromesso e non di violenza. Israele oggi chiede di riprendere e completare gli accordi a suo tempo raggiunti per porre fine alla violenza che non può dare risultati positivi per nessuna delle due parti.


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