Striscia di Gaza: Hamas impedisce pellegrinaggio alla Mecca

M.O.: Hamas impedisce pellegrinaggio alla Mecca

il più importante luogo sacro dell'Islam (foto Olympia)

La Kaaba a La Mecca: il più importante luogo sacro dell'Islam (foto Olympia)

Striscia di Gaza, 29/11/2008 14:03 – La polizia di Hamas ha impedito oggi ad alcune migliaia di palestinesi della Striscia di Gaza di entrare in Egitto per andare in pellegrinaggio alla Mecca, tenendo chiuso il valico di Rafah, che era stato aperto per due giorni sul versante egiziano dalle autorità del Cairo. La ragione del provvedimento, a quanto si è appreso da fonti informate palestinesi di Gaza, è stata una ripicca di Hamas in reazione al fatto che i pellegrini, che avevano ottenuto i visti per andare alla Mecca dall’ Autorità palestinese a Ramallah risultavano essere tutti sostenitori del Fatah ma nessuno del movimento islamico. I pellegrini sono stati fermati dalla polizia di Hamas la scorsa notte a poca distanza dal valico di Rafah e a quanto si è appreso ci sono stati incidenti nel corso dei quali una dozzina di persone sono state ferite.

L’Unione Sarda

Roma:al corteo pro-Palestina slogan contro Israele. I giovani ebrei: «Parole ignobili»

Roma: al corteo pro-Palestina slogan contro Israele. I giovani ebrei: «Parole ignobili»

Il Corteo pro-Palestina di Roma

Il Corteo pro-Palestina di Roma

ROMA (29 novembre) – Si è svolto oggi a Roma un corteo organizzato dal Forum Palestina, in occasione del 60° anniversario della Giornata internazionale per la Palestina sancita dall’Onu nel 1948. In testa al corteo una enorme chiave di cartone, simbolo del «Diritto al ritorno» dei circa 3,5 milioni dei profughi palestinesi sancito da una Risoluzione dell’Onu. «Tutti quelli che hanno lasciato la Palestina a cominciare dal ’48 hanno conservato le chiavi delle loro case ma sul diritto al ritorno Israele ha posto un veto sui negoziati», ha affermato Sergio Cararo, del Forum Palestina.

Slogan contro Israele. Nei cori i manifestanti hanno chiesto l’abbattimento del muro sorto sul territorio di Israele e rivendicato il diritto al ritorno dei palestinesi nei territori lasciati circa 60 anni fa. Al corteo sono però stati urlati anche slogan contro Israele: «Israele assassina, giù le mani dalla Palestina» e «l’antisionismo non è un reato».

Giovani ebrei: slogan ignobili. «Si tratta di slogan ignobili, figli di una propaganda ben precisa. È triste sentire gridare certe cose il giorno dopo la morte di sei israeliani avvenuta per mano di terroristi a Mumbai in India», hanno commentato i giovani della Comunità ebraica di Roma, che hanno raggiunto piazza Venezia per ascoltare gli interventi conclusivi della manifestazione. I giovani della Comunità si sono allontanati dopo poco affermando che gli «slogan scanditi dai manifestanti sono un insulto soprattutto alla memoria di chi ieri ha perso la vita per il semplice fatto di essere ebreo».

Il Messaggero

Mumbai: trucidati perchè ebrei

Mumbai: trucidati perchè ebrei

Commandos storm Mumbai Jewish centre

Commandos storm Mumbai Jewish centre

Soltanto dopo avere consumato l’indignazione per la caccia agli occidentali negli hotel di lusso di Mumbai, simboli del turismo internazionale; soltanto dopo aver dedicato articoli preoccupati ai flussi turistici verso l’India; soltanto dopo tutto questo, il mondo occidentale si è accorto dell’orrore vero e principale della strage, che pure era noto sin dal primo momento. Tra i principali obiettivi dei terroristi islamici c’era infatti quello di trucidare ebrei, proprio e soltanto perché ebrei, di infangare e distruggere un centro ebraico, soltanto perché di ebrei. Unico, terribile, obiettivo pregno di valori religiosi tra tutti i simboli che i jihadisti hanno deciso di riempire di odio e sangue. Penetrate con la forza e con feroci combattimenti nel centro ebraico Chabad alla Nariman House di Mumbai, dopo una battaglia durata 48 ore, le forze di sicurezza indiane hanno scoperto che il rabbino Gavriel Holtzberg, preso in ostaggio tra i primi mercoledì sera, sua moglie e altri tre ebrei erano stati trucidati con ferocia dagli islamisti. La Nariman House è stata attaccata e semidistrutta dai terroristi proprio perché ospita un centro chassidico, una sinagoga e svolge attività di assistenza. Non ha nulla, assolutamente nulla a che fare con Israele (alcune correnti chassidiche sono addirittura contrarie al sionismo e giudicano illegittimo Israele), nulla a che fare con la questione palestinese, ma ha tutto a che fare con una delle più preziose componenti dell’ebraismo, simbolo, tra i tanti, della tolleranza e del cosmopolitismo prezioso della vecchia Bombay.

Per questo è stata distrutta, per questo il suo rabbino è stato trucidato: perché l’antisemitismo più feroce è il segno distintivo del fondamentalismo e del terrorismo islamico, perché trucidare ebrei, massacrare un rabbino, sua moglie e i suoi correligionari è una delle massime aspirazioni di questa parte dell’islam. Certo, quello che produce i ragazzini che seminano morte a Mumbai è un islam ultraminoritario, non rappresenta che una piccola parte del grande mondo musulmano. Ma sino a quando non avremo notizia che da tutte le capitali arabe e islamiche, da tutte le grandi università coraniche, sono arrivate forti parole di sdegno e di condanna per la morte del rabbino Holtzberg, per sua moglie e le altre vittime ebree di Mumbai – e temiamo di non avere mai queste notizie – rivendichiamo il diritto di sentire un profondo senso di angoscia nei nostri cuori.

(Fonte: Il Foglio, 29 Novembre 2008, pag.3)

Gaza, colpi di mortaio contro base israeliana: 6 militari feriti

M.O.:COLPI DI MORTAIO DA GAZA,6 SOLDATI ISRAELIANI FERITI

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Gerusalemme,28 Novembre 2008, 21:50 – Alta tensione nella Striscia di Gaza al confine con Israele. Sei militari israeliani sono rimasti feriti per l’esplosione di alcuni colpi di mortaio sparati da militanti palestinesi dalla Striscia di Gaza. Lo hanno riferito fonti dell’esercito israeliano. L’attacco non e’ stato tuttavia ancora rivendicato. Poco prima, alcuni tank israeliani erano entrati nella Striscia uccidendo un militante palestinese che stava allestendo alcune cariche esplosive al confine con Israele.

Repubblica.it

Mumbai (India): strage alla Nariman House, il centro ebraico gestito dai Chabad Lubavitch

Mumbai (India): strage alla Nariman House, il centro ebraico gestito dai Chabad Lubavitch

Sei ostaggi uccisi venerdì nel centro ebraico Chabad a Mumbai. Tra loro il rabbino Gavriel Holtzberg e la moglie Rivka, di Afula (Israele)

Sei ostaggi uccisi venerdì nel centro ebraico Chabad a Mumbai. Tra loro il rabbino Gavriel Holtzberg e la moglie Rivka, di Afula (Israele)

Strage al centro ebraico: trovati sei cadaveri

di Aldo Baquis

Israele ha seguito minuto per minuto, prima con angoscia e poi con profondo cordoglio, l’evolversi del dramma nel Centro ebraico ultraortodosso Chabad di Mumbai (Nariman House) dove per due giornate terroristi hanno tenuto in ostaggio cittadini israeliani.

Solo ieri sera si è appreso che nell’operazione condotta da una unità speciale indiana sono rimasti uccisi sei ostaggi (tra cui il rabbino Gavriek Noach Holtzberg e la moglie Rivka) e due terroristi. Secondo il New York Times, il rabbino era originario di Brooklyn ed aveva la nazionalità americana. Il figlio della coppia, il piccolo Moshe, 2 anni è stato salvato da una cuoca del centro di Mumbai e si trova attualmente con i nonni. In precedenza era stato ucciso sul tetto del palazzo anche un maggiore dell’esercito indiano.

L’altro ieri il ministro israeliano della difesa Ehud Barak aveva offerto ai responsabili indiani della sicurezza di inviare subito a Mumbai l’unità anti-terrorismo di Israele. Ma la proposta è stata respinta. Agli israeliani non è rimasto dunque che seguire dagli schermi televisivi la calata da un elicottero sul tetto dei Nariman House dei commando indiani, poi la loro conquista dei due piani superiori dell’edificio (di cinque piani), quindi l’apertura di un varco con l’esplosivo.

Nel tardo pomeriggio le forze indiane erano emerse dal palazzo ostentando segni di vittoria: ma poi si è appreso che nessun ostaggio era sopravvissuto.

Il centro Chabad appartiene ad una rete internazionale istituita dalla setta rabbinica dei Lubavitch per sopperire alle svariate necessità religiose degli ebrei anche nelle località più sperdute al mondo. Ogni ostello Chabad diventa così un polo di attrazione per gli ebrei e gli israeliani che si trovano nelle vicinanze. Sono migliaia gli emissari di Chabad come il rabbino Gabriel Holzberg e la moglie che gestivano il centro di Mumbai: ora si si sentono tutti nel mirino del terrorismo islamico, al pari delle rappresentanze diplomatiche di Israele. Il ministro degli esteri Tzipi Livni ha confermato che quel Centro è stato colpito intenzionalmente «in quanto obiettivo ebraico-israeliano». Al calar delle tenebre è iniziato il riposo sabbatico e i congiunti in Israele sono stati costretti a chiudere gli apparecchi radio-televisi e a recarsi in sinagoga. Al termine di 24 ore ci si metterà a lutto.

Il Tempo.it

Mumbai (India): teste di cuoio nella Nariman House

Mumbai (India): teste di cuoio nella Nariman House

Indian commandos are airdropped onto the roof of Chabad House in Mumbai, where terrorists are believed to be holed out, on Friday. (Reuters)

Indian commandos are airdropped onto the roof of Chabad House in Mumbai, where terrorists are believed to be holed out, on Friday. (Reuters)

MUMBAI (INDIA) – TESTE DI CUOIO NEL CENTRO EBRAICO – Tra i luoghi sotto attacco rimane ancora il centro ebraico, situato nella Nariman House, un complesso residenziale e di uffici: è uno dei numerosi obiettivi attaccati mercoledì sera dai terroristi islamici pesantemente armati. Commandos d’elite indiani, calandosi dall’alto con gli elicotteri, lo hanno assaltato nel tentativo di liberare almeno una decina di israeliani tenuti in ostaggio. E almeno quattro corpi sono stati ritrovati all’interno.

Lo riporta il sito web del quotidiano Haaretz. Non si sa se i corpi siano di cittadini israeliani. I media indiano riferiscono che una decina di ostaggi che si trovavano nel centro ebraico sono stati liberati dalle forze di sicurezza, ma non si conoscono le loro identità. Stamattina le teste di cuoio indiane hanno lanciato un assalto a Chabad House, dove sono ancora asserragliati i terroristi. Le forze speciali indiane si sono calate dagli elicotteri sul tetto dell’edificio di cinque piani, e l’operazione è ancora in corso. Nella notte si sono udite tre esplosioni.

(Fonte: Corriere.it, Haaretz, Repubblica.it)

Il terrorista Kuntar decorato da Assad

Il terrorista Kuntar decorato da Assad

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Il terrorista infanticida libanese Samir Kuntar, scarcerato lo scorso luglio da Israele in cambio delle salme di Ehud Goldwasser ed Eldad Regev (i due ostaggi israeliani rapiti e uccisi da Hezbollah nel 2006), è stato insignito lunedì dal presidente siriano Bashar Assad dell’Ordine al Merito, la più alta onorificenza del paese.

“Kuntar non solo è stato il più anziano veterano fra i prigionieri nelle carceri israeliane – ha dichiarato Assad durante un incontro con il terrorista a Damasco – Kuntar è anche il più autorevole fra gli uomini liberi e meritevoli d’onore. Il fatto che sia qui con noi e la sua determinazione nel promuovere i diritti degli arabi, nonostante tutto quello che ha passato, ne fa un simbolo della lotta per la libertà in tutto il mondo arabo e nel mondo intero”.

Kuntar, dal canto suo, si è detto onorato di incontrare il presidente siriano. “La valorosa posizione della Siria impersonata dal comportamento del presidente Assad – ha affermato – il suo appoggio alla nobile resistenza armata e il suo rifiuto di qualunque ingiusta soluzione costituiscono la base di ogni resistenza armata di uomini liberi e sono fonte d’ispirazione per la ferma posizione dei prigionieri ancora nelle carceri dell’occupazione israeliana”.

Il pluriomicida libanese, giunto venerdì scorso in Siria per una visita di una settimana, ha aggiunto durante l’incontro con Assad che “la grandezza della Siria sta nel fatto che, quando venni arrestato trent’anni fa, essa lottava fermamente contro Israele e oggi che sono qui, lo fa ancora. Porto con me in Siria, al presidente Bashar Assad, la benedizione dei combattenti per la libertà della valorosa resistenza islamica [Hezbollah], e porto la benedizione del popolo libanese combattente che prova per la Siria fedeltà e amore per la sua posizione, particolarmente riguardo alla guerra del luglio 2006 [la seconda guerra in Libano]”.

Poco prima, sempre lunedì, Kuntar aveva accompagnato 500 drusi siriani al confine con Israele dove aveva esclamato: “Molto presto Assad sventolerà la bandiera siriana sulle alture del Golan”.

(Da: YnetNews, Ha’aretz, 24.11.08 )

Nella foto in alto: Samir Kuntar ricevuto lunedì a Damasco dal presidente siriano Bashar Assad

Kuntar giura che ucciderà altri israeliani

Kuntar giura che continuerà col terrorismo

Israele.net

Mumbai: irruzione dei terroristi nella sede della Nariman House, un centro religoso ebraico

Mumbai: irruzione dei terroristi nella sede della Nariman House, un centro religoso ebraico

La Nariman House, il centro religioso ebraico di Mumbai dove i terroristi hanno fatto irruzione

La Nariman House, il centro religioso ebraico di Mumbai dove i terroristi hanno fatto irruzione

Un rabbino, Gabriel Holtzberg, è fra gli otto israeliani sequestrati dai terroristi in azione a Mumbai da ieri sera. Lo rende noto il quotidiano israeliano Haaretz, precisando che il religioso, che ha anche un passaporto americano, si trova, insieme ad almeno altri due ostaggi, nel centro religioso ebraico della Nariman House, da cui invece stamane è stata liberata una donna e un bambino, con ogni probabilità i famigliari del rabbino. Altri “cinque o sei israeliani”, si legge inoltre, sono fra i 100-200 ostaggi sequestrati in diversi luoghi della città.

(Fonte: Haaretz)

Terrore a Mumbai (India): Terroristi lanciano una serie di attacchi simultanei contro albergi, stazioni e siti turistici prendendo in ostaggio decine di occidentali

Anche l’India sta subendo la tragedia del terrorismo islamico

ripresi due terroristi (Ap)

Terrore a Mumbai. La capitale economica dell'India è stata colpita da una serie simultanea di attacchi ad alberghi, stazioni e siti turistici. Decine di ostaggi occidentali, soprattutto americani ed inglesi, sono tenuti in ostaggio dai terroristi negli hotel. In alto alcune immagini mostrate dalle tv locali e internazionali: ripresi due terroristi (Ap)

Mumbai sotto scacco. Come nel luglio del 2006 la capitale economica indiana è preda di attacchi simultanei. In quell’occasione morirono circa duecento persone e altre settecento furono ferite. Secondo le autorità di Delhi a colpire fu nell’occasione il gruppo Laskhar e – Toiba, formazione decisa non solo a rendere indipendente il Kashmir ma addirittura a liberare i musulmani del nord e del sud dell’India, cacciando gli induisti da quelle aree. Un gruppo cresciuto nel magma del conflitto afgano, il Lashkar, l’ala armata del Mdi, nato nel 1990 nella provincia afgana del Kunar.

E’ nato soprattutto con l’obiettivo di combattere il regime filosovietico di Najibullah. Nel 1992, dopo la vittoria dei Taliban, focalizza l’attenzione sul Kashmir. Nel frattempo si lega a doppio filo all’intelligence militare pachistana, l’Isi, che della destabilizzazione del grande e ingombrante vicino indiano ha fatto una delle sue missioni storiche e alla nascente Al Qaeda.

Ma il Laskhar è solo uno dei tanti gruppi radicali che combattono l’India. A colpire, come già qualche tempo fa a Jaipur, Bangalore, Ahmedabad, devastate da sanguinosi attentati, possono essere stati i cosiddetti “Mujahedin indiani” o l’Harkat-ul-Jihad-al-Islami, il “Movimento Islamico per la Jihad”, che ha radici in Bangladesh. Oppure un gruppo meno noto, come i Mujaheddin del Deccan, sigla jihadista poco conosciuta che avrebbe rivendicato l’azione di ieri.

Del resto la galassia radicale è assai popolata e mescola spesso sigle di comodo. Per molti militanti di quei gruppi, però è comune intersecare la lotta per la liberazione del Kashmir con l’annunciata missione di convertire con la spada l’intero subcontinente purificato dalla presenza hindu. Progetti folli, non di meno capaci di gettare il panico attraverso quel formidabile strumento politico che, nell’epoca attuale, è diventata la paura della paura.

Così i terroristi attaccano (e meno male che quelli che colpiscono in India si chiamano terroristi!) treni e alberghi, luoghi affollati e pieni di turisti, divenuti come già nell’Egitto degli anni Novanta, uno dei bersagli preferiti. In particolare quelli americani e britannici. Perché i turisti sono religiosamente “impuri”, vettori di contaminazione culturale, e con i loro comportamenti “viziosi” sostengono finanziariamente i “governi empi”. (…)

Da Repubblica

«Questa è la brutta faccia del fondamentalismo islamico, per il linguaggio e l’acredine con cui quella gente ci ha chiesto se eravamo americani o britannici», ha commentato Chamberlain.

Dal Corriere

Esperimento

Dallas: condannati finanziatori di Hamas

Terrorismo/ Fondi ad Hamas, colpevole organizzazione benefica Usa

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Verdetto in Texas per 5 imputati della “Holy Land Fundation”

Roma, 25 nov. (Apcom) – La “Holy Land Fundation”, che fino a qualche anno fa era considerata come la maggiore organizzazione benefica musulmana degli Stati Uniti, ha finanziato il movimento radicale palestinese Hamas. Dopo i sospetti e un lungo processo, è arrivata ieri la sentenza del giudice federale del Texas. Cinque responsabili dell’organizzazione sono stati riconosciuti colpevoli di avere girato almeno 12 milioni di dollari su conti che facevano riferimento al movimento islamico al potere a Gaza.

Il verdetto, si legge oggi sul quotidiano El Mundo, rappresenta una vittoria per Washington nell’ambito degli sforzi profusi per smantellare le reti di finanziamento del terrorismo all’interno degli Stati Uniti.

La fondazione operava da Richardson, un sobborgo di Dallas. Il verdetto è stato annunciato dopo otto giorni di camera di consiglio e dopo che il primo processo era stato annullato nell’ottobre del 2007, vanificando due mesi di testimonianze e 19 giorni di camera di consiglio.

I cinque imputati non sono stati accusati di avere finanziato direttamente attentati suicidi o attività criminali, ma di avere sostenuto economicamente il movimento Hamas dopo che quest’ultimo era stato inserito da Washington nella lista nera delle organizzazioni terroristiche.