Striscia di Gaza: Hamas impedisce pellegrinaggio alla Mecca

M.O.: Hamas impedisce pellegrinaggio alla Mecca

il più importante luogo sacro dell'Islam (foto Olympia)

La Kaaba a La Mecca: il più importante luogo sacro dell'Islam (foto Olympia)

Striscia di Gaza, 29/11/2008 14:03 – La polizia di Hamas ha impedito oggi ad alcune migliaia di palestinesi della Striscia di Gaza di entrare in Egitto per andare in pellegrinaggio alla Mecca, tenendo chiuso il valico di Rafah, che era stato aperto per due giorni sul versante egiziano dalle autorità del Cairo. La ragione del provvedimento, a quanto si è appreso da fonti informate palestinesi di Gaza, è stata una ripicca di Hamas in reazione al fatto che i pellegrini, che avevano ottenuto i visti per andare alla Mecca dall’ Autorità palestinese a Ramallah risultavano essere tutti sostenitori del Fatah ma nessuno del movimento islamico. I pellegrini sono stati fermati dalla polizia di Hamas la scorsa notte a poca distanza dal valico di Rafah e a quanto si è appreso ci sono stati incidenti nel corso dei quali una dozzina di persone sono state ferite.

L’Unione Sarda

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Una Risposta to “Striscia di Gaza: Hamas impedisce pellegrinaggio alla Mecca”

  1. Daniel Says:

    Pellegrini – Fermo a Gaza chi ha chiesto il visto ad Abu Mazen

    Diretti alla Mecca: Hamas li blocca

    «Abominevole» Duemila dei 3.500 visti, che l’ Arabia Saudita aveva concesso, restano nel cassetto. La condanna dello sceicco egiziano Tantawi: «Abominevole»

    DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME – La fede con la tessera. Ogni telefonata di Mahmud Fayruz, da due settimane, era un lamento annoiato e una risata finale. Ogni volta che ci chiamava da Gaza, la Striscia chiusa al mondo, un racconto di fame, di benzina introvabile, di generatori che si rompevano sempre, di banche senza soldi per pagare gli stipendi. «Ma a dicembre finisce e finalmente esco!», rideva alla fine Mahmud. E perché a dicembre? «Perché c’ è l’ Hajj, il pellegrinaggio alla Mecca. Mi sono iscritto. Ci vado da solo, niente famiglia. Non voglio offrire pretesti. E vedere se stavolta gl’ israeliani mi dicono di no». Da due giorni, la telefonata è un lamento furioso, senza risate. Gli hanno detto no. Ma non gl’ israeliani: il permesso d’ uscire da Gaza e d’ assolvere al suo dovere di buon musulmano, non riesce a crederci, gliel’ hanno negato gl’ islamici che governano Hamas. Motivo: l’ uomo, e come lui altri duemila, non ha la tessera. E ha fatto l’ errore d’ iscriversi a Ramallah, agli uffici del Fatah. Ovvero in quota nemici: «Sei un pellegrino illegale», gli hanno detto. I buoni e i cattivi. L’ Islam politically correct e quello che «nel segreto dell’ urna Allah ti vede, il Fatah no». Ecco l’ ultimo paradosso della lotta politica e della guerra (davvero) di religione che spacca i palestinesi: per la prima volta dal 1973, a qualcuno di Gaza sarà vietato partire per la Mecca. Duemila dei 3.500 visti, che l’ Arabia Saudita aveva concesso, restano nel cassetto. Gli uomini del movimento islamico hanno istituito posti di blocco a Rafah, al valico che porta in Egitto, e rispediscono a casa tutti i palestinesi che, come Mahmud, non si sono serviti dei loro pullman. Inflessibile il ministro dell’ Interno, il mufti Younis al-Astal: «Chi non s’ è registrato col governo legale di Hamas, ha commesso un atto illegale. Gli altri non avranno problemi» (e infatti sono già partiti per la strada che passa da Nuweiba, sul Mar Rosso). «È abominevole – tuona dall’ Egitto lo sheikh Sayyed Tantawi, autorità dei sunniti -: chiunque impedisca il pellegrinaggio a un musulmano compie un crimine contro l’ Islam». La trattativa è ancora aperta, i sauditi cercano di rimediare allo scandalo: «A noi non interessa l’ idea politica d’ un pellegrino – fa sapere il principe Nayef -, siamo pronti ad accogliere ogni fratello palestinese fino all’ ottavo e ultimo giorno del pellegrinaggio». Difficile che qualcosa si sblocchi, però. Perché qui si va oltre la questione di fede. E perché né l’ Onu, né altre organizzazioni internazionali che da un mese protestano per il blocco imposto a Gaza da Israele, nessuno stavolta leva un fiato. Si tratta la lite da questione interna palestinese, mentre è la prima spallata che Hamas, al potere nella Striscia dal giugno 2007, tenta di dare alla leadership Fatah di Abu Mazen, presidente dell’ Autorità palestinese a Ramallah, in scadenza il prossimo 9 gennaio. Proprio ieri e proprio in occasione d’ una festività islamica, gl’ israeliani hanno aperto i valichi, lasciando entrare gli aiuti umanitari e qualche giornalista straniero. Non solo: il governo aveva già fatto sapere un mese fa che ai check-point militari, blocco o non blocco, a nessuno con regolare visto sarebbe stato vietato il viaggio alla Mecca. «Incredibile – commenta fra lo stupefatto e l’ indignato un giornale come Haaretz, coscienza critica israeliana -: Hamas sta riuscendo in un’ impresa impossibile: impedire ai fedeli musulmani quel che nemmeno il governo d’ Israele ha mai osato». Francesco Battistini

    Battistini Francesco

    Pagina 018/019
    (5 dicembre 2008) – Corriere della Sera

    http://archiviostorico.corriere.it/2008/dicembre/05/Diretti_alla_Mecca_Hamas_blocca_co_8_081205017.shtml


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