Riccardo Cristiano: una storia che è bene non dimenticare

Riccardo Cristiano: una storia che è bene non dimenticare

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L’11 Ottobre del 2000 a Ramallah vennero LINCIATI dei soldati riservisti israeliani da parte di una folla di palestinesi scatenata; le immagini degli autori con le mani insanguinate fecero il giro del mondo in pochi giorni, ma in Italia vennero trasmesse solamente da parte dei telegiornali Mediaset. Dopo pochi giorni l’allora responsabile della RAI in Israele scrisse una lettera al più importante quotidiano palestinese spiegando come la RAI non fosse responsabile della diffusione del filmato che testimoniava quanto accaduto. Per la cronaca il signor Riccardo Cristiano lavora ancora alla RAI!!!!

Per chi volesse saperne di più sull’IGNOBILE linciaggio di due riservisti dell’esercito israeliano avvenuto l’11 Ottobre 2000 a Ramallah consigliamo questa lettura

L’appello di Riccardo Cristiano apparso sul quotidiano palestinese di Ramallah “Al Hayat Al Jadida” del 16 ottobre 2000

Chiarimenti speciali dal rappresentante italiano della rete televisiva ufficiale italiana.

Miei cari amici di Palestina, ci congratuliamo con voi e crediamo che sia nostro compito mettervi al corrente degli eventi che hanno avuto luogo a Ramallah il 12 ottobre. Una delle reti private italiane, nostra concorrente, e non la rete televisiva ufficiale italiana RAI, ha ripreso gli eventi; quella rete ha filmato gli eventi. In seguito la televisione israeliana ha mandato in onda le immagini così come erano state riprese dalla rete italiana e in questo modo l’impressione del pubblico è stata che noi, cioè la RAI, avessimo filmato quelle immagini.

Desideriamo sottolineare che le cose non sono andate in questo modo perché noi rispettiamo sempre e continueremo a rispettare le procedure giornalistiche dell’Autorità Palestinese per il lavoro giornalistico in Palestina e siamo attendibili per il nostro lavoro accurato.

Vi ringraziamo per la vostra fiducia e potete stare certi che questo non è il nostro modo d’agire (ossia nel senso che non lavoriamo come le altre reti televisive). Non facciamo e non faremo cose del genere.

Vi preghiamo di accettare i nostri migliori auguri.

Riccardo Cristiano

Rappresentante della rete ufficiale italiana in Palestina

Per non dimenticare. Per ricordare a coloro che amano raccontare e raccontarsi che la “favola” dei corrispondenti esteri obbligati a impegnarsi a non diffondere mai notizie che possano mettere in cattiva luce l’autorità palestinese se vogliono operare nei territori sottoposti alla sua giurisdizione sarebbe una nostra invenzione, che questa realtà è ampiamente documentata. Per ricordare che da allora niente è cambiato, e i fatti sono qui a dimostrarlo.

Colgo l’occasione per alcune annotazioni sul testo dell’ineffabile Riccardo Cristiano: nella sua prima comunicazione dopo il linciaggio di Ramallah, esordisce congratulandosi con gli amici di Palestina: per che cosa si sta congratulando? Il bestiale linciaggio viene graziosamente chiamato “gli eventi”, così come il feroce terrorismo algerino degli anni Sessanta e l’altrettanto feroce repressione francese venivano graziosamente chiamati, sui giornali francesi dell’epoca, “les événements d’Algerie”. E infine, dopo avere ripetuto che mai e poi mai la RAI si permetterebbe di commettere una simile scorrettezza come quella di documentare un bestiale linciaggio messo in atto dagli amici di Palestina, si congeda porgendo i migliori auguri: di che cosa? Di buon proseguimento?

Barbara

8 Risposte to “Riccardo Cristiano: una storia che è bene non dimenticare”

  1. Daniel Says:

    Il direttore del Tg5: “Il corrispondente ha scritto
    che le immagini del linciaggio erano nostre”

    Bufera sulla Rai
    “Delazione contro Mediaset”
    Riccardo Cristiano richiamato a Roma d’urgenza
    Celli: “Non ne sapevamo niente e non condividiamo”

    ——————————————————————————–
    ROMA – Non è “una lite tra Rai e Mediaset, nè uno scambio di accuse”, ma “qualcosa di più grave: in seguito a un passo, che non è scusabile, di uno dei corrispondente della Rai a Gerusalemme siamo stati costretti, e siamo costretti da stasera, a interrompere le corrispondenze dei nostri inviati nella zona”. Così il direttore del TG5, Enrico Mentana, nel corso dell’edizione serale del tg, ha annunciato il ritiro dei suoi giornalisti a Gerusalemme.

    “Una grave delazione”. Usa parole dure, il direttore del Tg5. Sotto accusa c’è la Rai, colpevole di aver esposto a possibili ritorsioni dei palestinesi gli inviati delle reti Mediaset in Medio Oriente: uno dei corrispondenti, Riccardo Cristiano, ha infatti scritto una lettera – pubblicata sui giornali in lingua araba – nella quale si sottolineava l’estraneità della Rai alle immagini sul linciaggio di Ramallah e la loro provenienza dalle troupe del Tg4. Durissima anche la posizione dell’ambasciatore israeliano in Italia, Yehuda Millo: “Il gesto di Cristiano getta una lunga ombra sulla credibilità dei Suoi e di altri corrispondenti presenti nella nostra regione”. Subito dopo, Israele ha anche sospeso il tesserino stampa rilasciato al giornalista autore della lettera.

    Sullo sfondo del conflitto in Medio Oriente si apre quindi un nuovo scontro tra Rai e Mediaset. Che ha avuto effetti immediati: poco dopo l’editoriale di Mentana infatti il direttore generale della Rai Pierluigi Celli comunicava di aver richiamato in Italia il giornalista sotto accusa, in quanto autore di un testo del quale “la Rai non era a conoscenza e che la Rai non condivide”.

    “Cari amici della Palestina, ci sentiamo in dovere di spiegarvi quello che è avvenuto circa il filmato degli eventi del 12 ottobre a Ramallah. Una delle tv private e non la tv ufficiale italiana ha girato il filmato e in seguito la lv israeliana lo ha trasmesso dando l’impressione che fossimo noi ad aver girato le scene”, si legge nella lettera che sarebbe stata scritta da Cristiano e pubblicata sul quotidiano Al-Hayat al-Jadida. “Vi assicuriamo che noi abbiamo sempre rispettato le regole dell’Autorità palestinese sulla stampa lavorando in Palestina e che siamo onesti. Vi ringraziamo e vi assicuriamo che non ci siamo mai comportati così e non lavoriamo in questo modo. Cordiali saluti”.

    Non si tratta semplicemente di una questione di stile, è il concetto espresso da Mentana. Quelle immagini possono aver contribuito all’individuazione dei responsabili del linciaggio (sei di loro sono stati arrestati proprio stamattina). E questo – nell’esasperato clima di tensione che si respira in questi giorni nei Territori occupati – potrebbe mettere a repentaglio l’incolumità dei giornalisti e degli operatori delle immagini che hanno fatto il giro del mondo.

    (18 ottobre 2000)

    http://www.repubblica.it/online/mondo/territoricinque/mentana/mentana.html

  2. Daniel Says:

    Il video di Ramallah, scontro tra le tv italiane

    Il corrispondente Rai ai palestinesi: «Il film del linciaggio è di Mediaset». Mentana e Fede ritirano i loro inviati

    Il video di Ramallah, scontro tra le tv italiane Il corrispondente Rai ai palestinesi: «Il film del linciaggio è di Mediaset». Mentana e Fede ritirano i loro inviati ROMA – Riccardo Cristiano, corrispondente Rai da Gerusalemme, richiamato a Roma dai vertici dell’ azienda. Mediaset che annuncia iniziative giudiziarie mentre i direttori del Tg5, Enrico Mentana, e del Tg4, Emilio Fede, accusano la Rai di mettere in pericolo la vita dei colleghi della concorrenza a causa «della delazione» di Cristiano. L’ ambasciatore israeliano che protesta con la Rai. Forza Italia che parla di «antisemitismo della sinistra italiana». E’ fin troppo banale parlare di «tempesta sulla Rai», ma stavolta è impossibile trovare sinonimi.

    LA LETTERA – Il quotidiano palestinese «Al-Hayat Al Jadida» martedì 17 pubblica la traduzione in arabo di una lettera spedita da Cristiano a un esponente dell’ Autorità palestinese. Il corrispondente Rai spiega che le immagini sul linciaggio dei due poliziotti israeliani a Ramallah trasmesse il 12 ottobre in tutto il mondo e probabilmente servite alla polizia di Tel Aviv per individuare i presunti responsabili sono, sì, italiane ma «opera di una delle emittenti private che è in concorrenza con noi» (infatti è uno scoop di Anna Migotto del Tg4 e del suo cameraman palestinese). Cristiano prosegue: «La Rai ha sempre rispettato le procedure giornalistiche con l’ Autorità palestinese e continuerà a farlo». In serata cominciano le prime reazioni e dall’ Egitto, dove si trova per servizio, il capo dell’ ufficio Rai di Gerusalemme Claudio Accardi affronta il caso col direttore generale Pier Luigi Celli. Il capo del suo staff, Luigi Ferrari, contatta Cristiano che invia alle 20.22 via fax la sua lettera in inglese e la traduzione in arabo sul quotidiano. Celli richiama subito Cristiano che intanto spiega: il messaggio «era ad uso interno e non destinato alla pubblicazione».

    IL GIORNO DOPO (IERI) – Tutti i giornali israeliani parlano della lettera. Nel Tg5 delle 13 e nel Tg4 delle 13.30 i direttori Mediaset accusano Cristiano. Mentana: «Una grave delazione, se dovesse succedere qualcosa ai nostri inviati chiameremmo il corrispondente Rai a risponderne… Mediaset è stata contattata dalle autorità israeliane che chiedevano di poter visionare tutto il materiale girato durante il linciaggio ma abbiamo deciso di dire no, anche se offrivano in cambio un’ intervista in esclusiva col primo ministro Barak. Facciamo informazione e non delazione». Fede richiama Anna Migotto per ragioni di sicurezza, definisce la lettera di Cristiano «una vergogna per il giornalismo italiano» e accusa: quel messaggio «ha messo a rischio l’ incolumità dei nostri colleghi, additare le responsabilità di altri è vigliaccheria». Poi svela: abbiamo distrutto per sicurezza altri filmati in nostro possesso. Alle 20 Mentana rincara la dose: «Da oggi la nostra Simonetta Della Seta non potrà più lavorare e così gli altri corrispondenti Mediaset. Ora sappiamo chi ringraziare». Mediaset annuncia il ricorso «a tutte le sedi istituzionali e giudiziarie per ottenere chiarezza».

    LA RAI – La Rai svela solo alle 13.40 la sua decisione di richiamare Cristiano con due righe di Celli (che al mattino concorda la linea col presidente Roberto Zaccaria): la Rai «non era a conoscenza della lettera e non la condivide». Cristiano parte per Roma e arriva alle 18.30. Non rilascia dichiarazioni (solo un «non sono un delatore») perché gli viene negato il permesso per telefono. Ma Celli decide di difendere Cristiano: «Il fatto è e resta grave. Lui si è rivolto a una delle due parti in causa in una guerra, e per di più senza autorizzazione. Ma non ha fatto alcuna delazione. E’ stato proprio Fede a elogiare il 12 ottobre in diretta l’ operato della sua giornalista e a diramare una nota all’ Ansa in cui si ricostruiva tutta la vicenda. E ha fatto bene perché la Migotto è stata bravissima. Ma ripeto: non c’ è stata delazione». Che provvedimenti verranno presi? «E’ prematuro parlarne. Ricordo che Cristiano ha sempre lavorato bene e che dieci giorni fa è rimasto ferito durante una manifestazione palestinese rischiando di perdere l’ occhio destro». Una nuova nota Rai precisa: «La lettera originale non contiene l’ espressione “cari amici palestinesi” né accenni ad altre tv… il filmato è stato trasmesso in Israele con la sigla Rti delle reti Mediaset… la polemica è segno dell’ imbarbarimento dei rapporti a cui la Rai non si presterà».

    ISRAELE PROTESTA – Yehuda Millo, ambasciatore d’ Israele in Italia, protesta con Zaccaria: «Questo gesto getta una lunga ombra sulla credibilità dei suoi e di altri corrispondenti». A Tel Aviv il portavoce del governo israeliano, Nahman Shavi, dice: «Cristiano ci ha deluso». Il tesserino stampa israeliano del giornalista viene sospeso.

    LE REAZIONI ITALIANE – L’ ordine dei giornalisti del Lazio e Molise, presieduto da Bruno Tucci, ha già ricevuto un esposto di Fede: «Valuteremo il caso dopo aver esaminato con attenzione tutte le informazioni». In quanto ai politici, il Polo insorge. Mario Landolfi, presidente An della Vigilanza: «Atto di rara gravità». Luciano Malan, capo della propaganda di Forza Italia: «La lettera è indice di un atteggiamento antisemita diffuso in una certa sinistra italiana». Pietro Folena, coordinatore della segreteria Ds, ribatte: «Un tentativo di mascherare il fatto che la destra coltiva orientamenti estremisti, attaccandosi a un errore comunque gravissimo di un giornalista Rai». Paolo Conti

    Conti Paolo

    Pagina 6
    (19 ottobre 2000) – Corriere della Sera

    http://archiviostorico.corriere.it/2000/ottobre/19/video_Ramallah_scontro_tra_italiane_co_0_001019785.shtml

  3. GIANFRANCO Says:

    SONO DI BARI E HO CONOSCIUTO PAOLO LONGO DA GIOVANE E SONO CONTENTO DELLA SUA CARRIERA IN CINA SI FARA’ MOLTI AMICI.NON CONOSCO E NON VOGLIO CONOSCERE RICCARDO CRISTIANO A ME I DELATORI E CHI RIMANE INSENSIBILE ALLA MORTE MI DISGUSTA PROFONDAMENTE E M’INDIGNA SERVIRSI DEL SERVIZIO PUBBLICO PER INGRAZIARSI IL GOEBBELS DI TURNO.

  4. Daniel Says:

    Paolo Longo quando era il corrispondente per la RAI da Israele è stato il classico esempio di disinformazione!!!
    Sta bene in Cina!!!!

  5. Daniel Says:

    8 anni dal linciaggio di Ramallah [da “yedioth ahronot”]

    Sono passati 8 anni da quando due soldati riservisti israeliani sbagliando direzione si vennero a trovare in territorio palestinese e lapidati da una folla furente. Poliziotti in divisa parteciparono al linch e gettarono le salme insanguinate in preda alla folla.

    Una testimonianza del poliziotto Shiech dal carcere israeliano: il giorno 12. 10. 2000 una macchina attiro’ l’attenzione dei passanti a Ramallah. Appena riconosciuta la targa israeliana ed il tipo di macchina insolito dalle nostre parti mandai un poliziotto ad indagare, e questo riferi’ che nella macchina ci sono due persone “strane”.

    Mi avvicinai personalmente ed alla mia domanda risposero di aver perduta la direzione e di voler telefonare per chiedere aiuti.

    Dopo aver compreso che si trattava di israeliani sequestrai il loro cellulare ed un fucile che si trovava in macchina, e li dichiarai in arresto. Da principio si opposero, ma io li minacciai con il fucile.

    Gia’ per la strada verso il posto di polizia i poliziotti cominciarono a bastonarli, mentre una folla inferocita dava fuoco alla macchina e cercava di impadronirsi dei prigionieri.
    Per la grande confusione entrammo di corsa nell’edificio della polizia chiudendo le porte.

    Io pregai la folla di permetterci di fare il nostro lavoro ,e promisi di consegnare i prigionieri piu’ tardi.

    C’erano all’incirca 1000 persone armate di bastoni e coltelli che cercavano di abbattere il portone per entrare. A questo punto i prigionieri furono portati nell’ufficio del comandante, ma nel frattempo parte della folla riusci’ ad entrare nell’edificio.

    Molti entrarono nell’ufficio del comandante, e presero a colpire i due soldati finche’ caddero al suolo.

    Non essendo io conscio del mio comportamento [!], presi un grosso tubo di ferro per farla finita. C’era un chiasso indiavolato. Vidi uno dei due soldati impaurito e gli diedi una mazzata sulla testa, e poi ancora 5 volte finche’ lo vidi morto.

    Prima di morire il prigioniero chiese pieta’, ma io non ci feci caso perche’ ero in stato di grande eccitazione. Non ho provato nulla, e non mi sono pentito.

    Il poliziotto Shiech si tenne nascosto per 2 settimane sapendo d’essere ricercato, ma infine torno’ a casa e venne catturato immediatamente. 2 anni dopo il linch venne condannato dal tribunale israeliano a carcere a vita.
    Ma Shiech e’ sicuro che fra poco sara’ liberato.

    http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/2008/12/18/8_anni_dal_linciaggio_di_ramal.html

  6. Daniel Says:

    Qui potrete trovare anche le foto di quei poveri ragazzi linciati dalla folla:

    http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/2008/12/19/si_avvisa_che_larticolo_contie.html

  7. Somy Says:

    E naturalmente si parla dei due “poveri soldati Israeliani” che sono stati uccisi 8 anni fa dal popolo “terrorista” palestinese…..e non e’ che mi potresti dire anche due parole sui 400 Palestinesi che sono stati uccisi da quei terroristi Israeliani (sono loro i veri terroristi)negli ultimi 5 giorni ?E sui mille feriti che hanno causato lanciando le loro bombe ?E sui 60 anni di occupazione nel territorio palestinese, in cui gli Israeliani hanno ridotto allo stremo i poveri Palestinesi? La Palestina e’ dei Palestinesi e loro hanno il dirito di difendersi con tutti i mezi che hanno (anche se ne hanno ben pochi). W LA PALESTINA !

  8. Focus on Israel Says:

    una analisi lucida e obiettiva la tua…


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