Chi Siamo

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Che cos’è FOCUS on ISRAEL?

E’ un sito di informazione indipendente, che cerca di contrastare la disinformazione presente nei mass media più conosciuti portando a conoscenza dei più alcune notizie che vengono tralasciate da chi invece dovrebbe avere come missione il riportare i fatti senza farsi influenzare dalle proprie idee

FOCUS on ISRAEL is an independent information website,that tries to contrast the disinformation spread among the most known media. It brings to light those news that are often forgotten from those that should have the mission to report facts without being influenced by their own ideas.

FOCUS on ISRAEL is in no way responsible for the content of any of the listed media, it is only a gateway to the publications of others. We support free speech on and off the internet.

Chi c’è dietro FOCUS on ISRAEL?

Nel 1994 un gruppo di ragazzi, stufi di leggere continuamente sui quotidiani italiani notizie a senso unico, la maggior parte delle volte decisamente parziali, iniziarono a raccogliere del materiale utile a contrastare questo fenomeno creando con il tempo un vero e proprio archivio, che fu messo a disposizione di vari siti web. Questo fenomeno è via via cresciuto tanto da convincere alcuni di quei ragazzi che fosse arrivato il momento di creare un vero e proprio sito.

In 1994, a group of friends, tired of reading repeatedly biased news in the Italian newspapers, decided to gather some material useful to contrast this phenomenon, creating little by little an archive that has been made available to several websites. This phenomenon grew up so much that some of those friends decided that it was about time to create an actual website.

Any addition, correction and contribution is really appreciated as we strive to keep this website as the most complete and current news index available.

Absolutely no obligation, but if you’d like to show your appreciation, you can make a donation using Paypal

Per contattarci inviate una mail a focusonisrael@inbox.com

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95 Risposte to “Chi Siamo”

  1. amedeo Says:

    grazie di esistere

  2. liberaliperisraele Says:

    Sarebbe meglio dire di rileggervi 🙂

  3. Focus on Israel Says:

    Grazie a voi…speriamo di riuscire a dare voce a quelle notizie che di norma non arrivano ai più…

  4. Binomio Says:

    Aggiungete le foto e sarete perfetti!

    …e rilancio: perchè non date vita ad una piccola redazione online?
    Il progetto cè. E sembrate avere anche esperienza. Ottime le fonti, per esempio. E la scelta delle notizie. Servirebbe un contenitore un po’ più bilanciato…”a destra”, non so se mi spiego. 😉

  5. Focus on Israel Says:

    Ti spieghi benissimo…però occupandoci principalmente di Medio Oriente purtroppo le cattive notizie ultimamente vengono sopratutto da Sinistra….

  6. Bennauro Says:

    Non si puo’ non venire a trovarvi piu’ di una volta al giorno!

    Vedo molta professionalita’, sobrieta’, ed e’, tra tante altre cose, un piacere leggervi.

  7. arielkai Says:

    Anche se in ritardo con sommo piacere ho iniziato a leggere il vostro blog che trovo di sicuro bilanciato e corretto, cosa che negli ultimi tempi in italia è diventato assai difficile trovare nei mezzi di informazione, specialmente se si parla di israele.
    Continuate cosi.

  8. Antonio Caracciolo Says:

    Siete dei sionisti al servizio di Israele con il compito di condurre all’estero una guerra di propaganda. Vi tengo d’occhio, comunque. Voi volete monitorare la stampa italiana sul medio oriente, ma non ci pensa già «Informazione Corretta», un sito parafascista? Intanto, incomincio io a monitorare voi altri.

  9. Focus on Israel Says:

    Buon divertimento….e benvenuto!

  10. Alex Says:

    Caro Antonio Caracciolol, ciascuno ha le proprie idee. Queste sono le nostre.
    E qui sono benvenuti quelli che commentano senza offendere. L’unica forza per la quale siamo al servizio è l’intelligenza.

    E tra l’altro se c’è un qualcosa di “parafascista” in queste pagine è la tua chiosa finale.

    Da un docente di filosofia del diritto nell’Università di Roma La Sapienza, quale tu sei, mi sarei aspettato un contributo migliore.

    Mala tempora currunt

  11. arielkai Says:

    Certo che leggere queste parole da un docente universitario di una prestigiosa Università come La Sapienza fa un po impressione.
    Caro Antonio Caracciolo gia che ci sei grida al COMPLOTTO!!!!!!.
    In questi casi bisogna proprio dire : “A chi sta in mano l’istruzione in Italia?”
    a chi se non condivide un idea fa prima a dare del PARAFASCISTA che a dibbattere civilmente.
    Le opinioni possono anche essere differenti ma l’educazione dovrebbe essere uguale.
    Povera Italia

  12. Settimio Di Porto Says:

    Grazie per il lavoro che fate

  13. Ralph Says:

    Forse sarebbe il caso di chiudere baracca e burattini dal momento che il prof. Antonio Caracciolo ci tiene d’occhio!!!
    O forse no, questa volta voglio accettare la sfida di chi, con termini censori di stampo comunista, crede di spaventarci o tapparci la bocca(ma non era lei che condannava l’episodio di teramo poichè la libertà di parola era stata negata?).
    ALLORA ECCOLA LA MIA SFIDA:

    ….”Quando gli arabi mi riconosceranno, mi batterò insieme a loro contro i nostri comuni oppressori.
    Ma per oggi la famosa frase di Cartesio penso, dunque sono non ha nessun valore.
    Noi ebrei sono cinquemila anni che pensiamo e ci negano ancora il diritto di esistere.
    Oggi, anche se mi fa orrore, sono costretto a dire mi difendo, dunque sono”.
    HRBERT PAGANI

  14. Daniele Coppin Says:

    Fa sempre piacere sapere che ci sono persone capaci di pensare con la propria testa. Spero solo che il vostro sito si arricchisca sempre più di informazioni e commenti.

  15. fraynd Says:

    Non sarebbe male se metteste una mail per contattarvi.
    🙂

  16. Elena Says:

    A proposito di Caracciolo vi segnalo che in questo forum si sta parlando di lui e dell’antisemitismo che sta dietro alle verità alternative dell’11 settembre:

    http://www.crono911.net/phpBB2/viewtopic.php?t=404

    http://www.crono911.net/phpBB2/viewtopic.php?t=426

    Che ne pensate?

  17. Alex Says:

    Pensiamo che da una rapa non può uscire il succo di mela.

  18. M.acca Says:

    Per Antonio Caracciolo e per chi la pensa come lui: accomodatevi e leggete, controllate, verificate, discutete e approfondite. Solo così conoscerete la verità vera e non quella dettata dal partito o da altri strani legami che avete con le dittature e i terroristi. Continuando, vi convertirete sicuramente alle ragioni di Israele. Questa è libertà! Questa è democrazia! Non con le offese (tra l’altro il bue che dice…) non con le calunnie, non denigrando che ci si arriva. Questo un docente dovrebbe saperlo e insegnarlo ma evidentemente ci $ono altre ragioni…che glie lo impedi$cono.

  19. Daniele Coppin Says:

    Il fatto che Israele sia l’ospite d’onore della Fiera del Libro di Torino di quest’anno ha provocato molte polemiche che hanno consentito di smascherare tutti quei sedicenti democratici che, nascondono dietro le critiche ad Israele un latente antisemitismo. Proprio questa evidenza, per un verso positiva perché fa chiarezza sui pregiudizi di molti intellettuali o pseudo tali, dimostra, d’altro canto, la necessità di attivare delle azioni di contrasto dell’antisemitismo, lanciando una campagna contro tutti i boicottaggi anti israeliani, reali o solo minacciati. Che cosa ne pensate?

  20. Focus on Israel Says:

    Credo sia ora di aderire all’appello lanciato dal quotidiano Libero contro il boicottaggio anti-israeliano della Fiera del Libro di Torino…per sottoscriverlo basta inviare una mail al seguente indirizzo: alessandro.gnocchi@libero-news.eu

  21. Daniele Coppin Says:

    Ottimo suggerimento quello di sottoscrivere l’appello lanciato su Libero. Ho appena provveduto. Spero che vengano firme sufficienti, magari amche di persone che, come me, si collocano politicamente su posizioni diverse da quelle del quotidiano di Feltri, per dimostrare quanto siano imbecilli e assurdi certi atteggiamenti di una certa parte della sinistra rimasta legata ad un vetero comunismo da accatto.

  22. Fabio Says:

    …come mai Israele ha il numero di violazioni alle risoluzioni ONU più alto di qualsiasi altro stato del pianeta?

  23. Monica Says:

    Complimenti per il vostro blog.

    E’ una vergogna che Israele
    venga boicottato alla Fiera del libro di Torino ,che dovrebbe essere un evento culturale e non politico, in nome di un antisionismo che non è altro il termine moderno per definire quelli che si riconoscono in un unico ideale:
    ELIMINARE GLI EBREI .

  24. Fabio Says:

    Settantatre (73) risoluzioni dell’Onu di condanna a Israele

    Nessun ispettore, Nessuna guerra per farle rispettare.

    Principali risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che

    esprimono condanna all’operato di Israele. Le risoluzioni sono citate per

    numero e data; se ne indicano inoltre degli estratti che ne illustrano il

    contenuto.

    1) RISOLUZIONE N. 93 (18 MAGGIO 1951)

    Il CS decide che ai civili arabi che sono stati trasferiti dalla zona

    smilitarizzata dal governo di Israele deve essere consentito di tornare

    immediatamente nelle loro case e che la Mixed Armistice Commission deve

    supervisionare il loro ritorno e la loro reintegrazione nelle modalita’

    decise dalla Commissione stessa.

    2) RISOLUZIONE N. 101 (24 NOVEMBRE 1953)

    Il CS ritiene che l’azione delle forze armate israeliane a Qibya del 14-15

    ottobre 1953 e tutte le azioni simili costituiscano una violazione del

    cessate-il-fuoco (risoluzione 54 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU);

    esprime la più forte censura per questa azione, che può pregiudicare le

    possibilità di soluzione pacifica; chiama Israele a prendere misure

    effettive per prevenire tali azioni.

    3) RISOLUZIONE N. 106 (29 MARZO 1955)

    Il CS osserva che un attacco premeditato e pianificato ordinato dalle

    autorità israeliane e’ stato commesso dalle forze armate israeliane contro

    le forze armate egiziane nella Striscia di Gaza il 28 febbraio 1955 e

    condanna questo attacco come una violazione del cessate-il-fuoco disposto

    dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

    4) RISOLUZIONE N. 111 (19 GENNAIO 1956)

    Il CS ricorda al governo israeliano che il Consiglio ha già condannato le

    azioni militari che hanno rotto i Trattati dell’Armistizio Generale e ha

    chiamato Israele a prendere misure effettive per prevenire simili azioni;

    condanna l’attacco dell’11 dicembre 1955 sul territorio siriano come una

    flagrante violazione dei provvedimenti di cessate-il-fuoco della risoluzione

    54 (1948) e degli obblighi di Israele rispetto alla Carta delle Nazioni

    Unite; esprime grave preoccupazione per il venire meno ai propri obblighi da

    parte del governo israeliano.

    5) RISOLUZIONE N. 127 (22 GENNAIO 1958)

    Il CS raccomanda ad Israele di sospendere la “zona di nessuno” a

    Gerusalemme.

    6) RISOLUZIONE N. 162 (11 APRILE 1961)

    Il CS chiede urgentemente ad Israele di rispettare le decisioni delle

    Nazioni Unite.

    7) RISOLUZIONE N. 171 (9 APRILE 1962)

    Il CS riscontra le flagranti violazioni operate da Israele nel suo attacco

    alla Siria.

    8) RISOLUZIONE N. 228 (25 NOVEMBRE 1966)

    Il CS censura Israele per il suo attacco a Samu, in Cisgiordania, sotto il

    controllo giordano.

    9) RISOLUZIONE N. 237 (14 GIUGNO 1967)

    Il CS chiede urgentemente a Israele di consentire il ritorno dei nuovi

    profughi palestinesi del 1967.

    10) RISOLUZIONE N. 248 (24 MARZO 1968)

    Il CS condanna Israele per il suo attacco massiccio contro Karameh, in

    Giordania.

    11) RISOLUZIONE N. 250 (27 APRILE 1968)

    Il CS ingiunge a Israele di astenersi dal tenere una parata militare a

    Gerusalemme.

    12) RISOLUZIONE N. 251 (2 MAGGIO 1968)

    Il CS deplora profondamente la parata militare israeliana a Gerusalemme, in

    spregio alla risoluzione 250.

    13) RISOLUZIONE N. 252 (21 MAGGIO 1968)

    Il CS dichiara non valido l’atto di Israele di unificazione di Gerusalemme

    come capitale ebraica.

    14) RISOLUZIONE N. 256 (16 AGOSTO 1968)

    Il CS condanna gli attacchi israeliani contro la Giordania come flagranti

    violazioni.

    15) RISOLUZIONE N. 259 (27 SETTEMBRE 1968)

    Il CS deplora il rifiuto israeliano di accettare una missione dell’ONU che

    verifichi lo stato di occupazione.

    16) RISOLUZIONE N. 262 (31 DICEMBRE 1968)

    Il CS condanna Israele per l’attacco all’aeroporto di Beirut.

    17) RISOLUZIONE N. 265 (1 APRILE 1969)

    Il CS condanna Israele per gli attacchi aerei su Salt in Giordania.

    18) RISOLUZIONE N. 267 (3 LUGLIO 1969)

    Il CS censura Israele per gli atti amministrativi tesi a cambiare lo status

    di Gerusalemme.

    19) RISOLUZIONE N. 270 (26 AGOSTO 1969)

    Il CS condanna Israele per gli attacchi aerei sui villaggi del Sud del

    Libano.

    20) RISOLUZIONE N. 271 (15 SETTEMBRE 1969)

    Il CS condanna Israele per non aver obbedito alle risoluzioni dell’ONU su

    Gerusalemme.

    21) RISOLUZIONE N. 279 (12 MAGGIO 1969)

    Il CS chiede il ritiro delle forze israeliane dal Libano.

    22) RISOLUZIONE N. 280 (19 MAGGIO 1969)

    Il CS condanna gli attacchi israeliani contro il Libano.

    23) RISOLUZIONE N. 285 (5 SETTEMBRE 1970)

    Il Cs chiede l’immediato ritiro israeliano dal Libano.

    24) RISOLUZIONE N. 298 (25 SETTEMBRE 1971)

    Il CS deplora che Israele abbia cambiato lo status di Gerusalemme.

    25) RISOLUZIONE N. 313 (28 FEBBRAIO 1972)

    Il CS chiede che Israele ponga fine agli attacchi contro il Libano.

    26) RISOLUZIONE N. 316 (26 GIUGNO 1972)

    Il CS condanna Israele per i ripetuti attacchi sul Libano.

    27) RISOLUZIONE N. 317 (21 LUGLIO 1972)

    Il CS deplora il rifiuto di Israele di rilasciare gli Arabi rapiti in

    Libano.

    28) RISOLUZIONE N. 332 (21 APRILE 1973)

    Il CS condanna i ripetuti attacchi israeliani contro il Libano.

    29) RISOLUZIONE N. 337 (15 AGOSTO 1973)

    Il CS condanna Israele per aver violato la sovranità del Libano.

    30) RISOLUZIONE N. 347 (24 APRILE 1974)

    Il CS condanna gli attacchi israeliani sul Libano.

    31) RISOLUZIONE N. 425 (19 MARZO 1978)

    Il CS ingiunge a Israele di ritirare le sue forze dal Libano.

    32) RISOLUZIONE N. 427 (3 MAGGIO 1979)

    Il CS chiama Israele al completo ritiro delle proprie forze dal Libano.

    33) RISOLUZIONE N. 444 (19 GENNAIO 1979)

    Il CS deplora la mancanza di cooperazione di Israele con il contingente di

    peacekeeping dell’ONU.

    34) RISOLUZIONE N. 446 (22 MARZO 1979)

    Il CS determina che gli insediamenti israeliani sono un grave ostacolo alla

    pace e chiama Israele al rispetto della Quarta Convenzione di Ginevra.

    35) RISOLUZIONE N. 450 (14 GIUGNO 1979)

    Il CS ingiunge a Israele di porre fine agli attacchi contro il Libano.

    36) RISOLUZIONE N. 452 (20 LUGLIO 1979)

    Il CS ingiunge a Israele di smettere di costruire insediamenti nei territori

    occupati.

    37) RISOLUZIONE N. 465 (1 MARZO 1980)

    Il CS deplora gli insediamenti israeliani e chiede a tutti gli stati membri

    di non sostenere il programma di insediamenti di Israele.

    38) RISOLUZIONE N. 467 (24 APRILE 1980)

    Il CS deplora con forza l’intervento militare israeliano in Libano.

    39) RISOLUZIONE N. 468 (8 MAGGIO 1980)

    Il CS ingiunge a Israele di annullare le espulsioni illegali di due sindaci

    e un giudice palestinesi, e di facilitare il loro ritorno.

    40) RISOLUZIONE N. 469 (20 MAGGIO 1980)

    Il CS deplora con forza la non osservanza da parte di Israele dell’ordine di

    non deportare Palestinesi.

    41) RISOLUZIONE N. 471 (5 GIUGNO 1980)

    Il CS esprime grave preoccupazione per il non rispetto da parte di Israele

    della Quarta Convenzione di Ginevra.

    42) RISOLUZIONE N. 476 (30 GIUGNO 1980)

    Il CS ribadisce che le rivendicazioni israeliane su Gerusalemme sono nulle.

    43) RISOLUZIONE N. 478 (20 AGOSTO 1980)

    Il CS censura con la massima forza Israele per le rivendicazioni su

    Gerusalemme contenute nella sua “Legge Fondamentale”.

    44) RISOLUZIONE N. 484 (19 DICEMBRE 1980)

    Il CS formula l’imperativo che Israele riammetta i due sindaci palestinesi

    deportati.

    45) RISOLUZIONE N. 487 (19 GIUGNO 1981)

    Il CS condanna con forza Israele per l’attacco alle strutture nucleari

    dell’Iraq.

    46) RISOLUZIONE N. 497 (17 DICEMBRE 1981)

    Il CS dichiara nulla l’annessione israeliana delle Alture del Golan e chiede

    ad Israele di annullare immediatamente la propria decisione.

    47) RISOLUZIONE N. 498 (18 DICEMBRE 1981)

    Il CS ingiunge a Israele di ritirarsi dal Libano.

    48) RISOLUZIONE N. 501 (25 FEBBRAIO 1982)

    Il CS ingiunge a Israele di interrompere gli attacchi contro il Libano e di

    ritirare le sue truppe.

    49) RISOLUZIONE N. 509 (6 GIUGNO 1982)

    Il CS chiede che Israele ritiri immediatamente e incondizionatamente le sue

    forze dal Libano.

    50) RISOLUZIONE N. 515 (19 GIUGNO 1982)

    Il CS chiede che Israele tolga l’assedio a Beirut e consenta l’entrata di

    rifornimenti alimentari.

    51) RISOLUZIONE N. 517 (4 AGOSTO 1982)

    Il CS censura Israele per non aver ubbidito alle risoluzioni dell’ONU e

    chiede ad Israele di ritirare le sue forze dal Libano.

    52) RISOLUZIONE N. 518 (12 AGOSTO 1982)

    Il CS chiede ad Israele piena cooperazione con le forze dell’ONU in Libano.

    53) RISOLUZIONE N. 520 (17 SETTEMBRE 1982)

    Il CS condanna l’attacco israeliano a Beirut Ovest.

    54) RISOLUZIONE N. 573 (4 OTTOBRE 1985)

    Il Cs condanna vigorosamente Israele per i bombardamenti su Tunisi durante

    l’attacco al quartier generale dell’OLP.

    55) RISOLUZIONE N. 587 (23 SETTEMBRE 1986)

    Il CS ricorda le precedenti richieste affinchè Israele ritirasse le sue

    forze dal Libano e chiede con urgenza a tutte le parti di ritirarsi.

    56) RISOLUZIONE N. 592 (8 DICEMBRE 1986)

    Il CS deplora con forza l’uccisione di studenti palestinesi dell’Università

    di Birzeit ad opera delle truppe israeliane.

    57) RISOLUZIONE N. 605 (22 DICEMBRE 1987)

    Il CS deplora con forza le politiche e le pratiche israeliane che negano il

    diritti umani dei Palestinesi.

    58) RISOLUZIONE N. 607 (5 GENNAIO 1988)

    Il CS ingiunge a Israele di non deportare i Palestinesi e gli chiede con

    forza di rispettare la Quarta Convenzione di Ginevra.

    59) RISOLUZIONE N. 608 (14 GENNAIO 1988)

    Il CS si rammarica profondamente che Israele abbia sfidato l’ONU e deportato

    civili palestinesi.

    60) RISOLUZIONE N. 636 (14 GIUGNO 1989)

    Il CS si rammarica profondamente della deportazione di civili palestinesi da

    parte di Israele.

    61) RISOLUZIONE N. 641 (30 AGOSTO 1989)

    Il CS deplora che Israele continui nelle deportazioni di Palestinesi.

    62) RISOLUZIONE N. 672 (12 OTTOBRE 1990)

    Il CS condanna Israele per violenza contro i Palestinesi a Haram

    al-Sharif/Tempio della Montagna.

    63) RISOLUZIONE N. 673 (24 OTTOBRE 1990)

    Il CS deplora il rifiuto israeliano di cooperare con l’Onu.

    64) RISOLUZIONE N. 681 (20 DICEMBRE 1990)

    Il CS deplora che Israele abbia ripreso le deportazioni di Palestinesi.

    65) RISOLUZIONE N. 694 (24 MAGGIO 1991)

    Il CS deplora la deportazione di Palestinesi ad opera di Israele e ingiunge

    ad Israele di assicurare loro un sicuro e immediato ritorno.

    66) RISOLUZIONE N. 726 (6 GENNAIO 1992)

    Il CS condanna con forza la deportazione di Palestinesi ad opera di Israele.

    67) RISOLUZIONE N. 799 (18 DICEMBRE 1992)

    Il CS condanna con forza la deportazione di 413 Palestinesi da parte di

    Israele e chiede il loro immediato ritorno.

    68) RISOLUZIONE N. 904 (18 MARZO 1994)

    Il CS: sconcertato dallo spaventoso massacro commesso contro fedeli

    palestinesi nella Moschea Ibrahim di Hebron il 25 febbraio 1994, durante il

    Ramadan; gravemente preoccupato dai conseguenti incidenti nei territori

    palestinesi occupati come risultato del massacro, che evidenzia la necessità

    di assicurare protezione e sicurezza al popolo palestinese;

    prendendo atto della condanna di questo massacro da parte della comunità

    internazionale; riaffermando le importanti risoluzioni sulla applicabilità

    della Quarta Convenzione di Ginevra ai territori occupati da Israele nel

    giugno 1967, compresa Gerusalemme, e le conseguenti responsabilità

    israeliane.

    Condanna con forza il massacro di Hebron e le sue conseguenze, che hanno

    causato la morte di oltre 50 civili palestinesi e il ferimento di altre

    centinaia e ingiunge ad Israele, la potenza occupante, di applicare misure

    che prevengano atti illegali di violenza da parte di

    coloni israeliani, come tra gli altri la confisca delle armi.

    69) RISOLUZIONE N. 1402 (30 MARZO 2002)

    Il CS alle truppe israeliane di ritirarsi dalle città palestinesi, compresa

    Ramallah.

    70) RISOLUZIONE N. 1403 (4 APRILE 2002)

    Il CS chiede che la risoluzione 1402 (2002) sia applicata senza ulteriori

    ritardi.

    72) RISOLUZIONE N. 1405 (19 APRILE 2002)

    Il CS chiede che siano tolte le restrizioni imposte, soprattutto a Jenin,

    alle operazioni delle organizzazioni umanitarie, compreso il Comitato

    Internazionale della Croce Rossa e l’Agenzia dell’ONU per l’Assistenza e il

    Lavoro per i Profughi Palestinesi in Medio Oriente (Unrwa).

    73) RISOLUZIONE N. 1435 (24 SETTEMBRE 2002)

    Il CS chiede che Israele ponga immediatamente fine alle misure prese nella

    citt0 di Ramallah e nei dintorni, che comprendono la distruzione delle

    infrastrutture civili e di sicurezza palestinesi; chiede anche il rapido

    ritiro delle forze di occupazione israeliane dalle città palestinesi e il

    loro ritorno alle posizioni tenute prima di settembre 2000

  25. Focus on Israel Says:

    E ti sei mai chiesto il perchè di tutte queste risoluzioni (alcune delle quali veramente RIDICOLE) contro lo Stato di Israele quando nei confronti dei paese arabi del Medio Oriente la soluzione adottata è stata storicamente quella del SILENZIO?

  26. Rav Devin Says:

    It’s a very pleasure to get the real news from you guys.
    Keep your job up.

  27. Alex Says:

    Ah si?

    73 risoluzioni? Allora facciamo in modo che tutto cominci dalla PRIMA RISOLUZIONE APPROVATA DALL’ONU e mai rispettata da nessun paese arabo: la risoluzione che prevede LEGITTIMAMENTE la creazione di uno stato ebraico in palestina.

    Ma questa cazzo di ONU è una coperta che la tirate SOLO QUANDO FA COMODO?

    In ogni caso il fatto che Sudan, Algeria, Arabia Saudita, Bangladesh, Iran e compagnia bella, votino CONTRO QUALCOSA CHE IO PENSO…questo non può che inorgoglirmi!

    Ma ai fanfaroni veteroleninisti de noantri che blaterano stronzate farei fare una vacanza in uno di questi paesi…con una bandieretta in mano, nelle piazze a gridare slogan, che so, a favore dei gay, o dei diritti delle donne, o per rivendicare la costruzione di una chiesetta…sai che risate.

  28. Frank Sinatra Says:

    Stiamo ancora aspettando che la leadership palestinese faccia l’unica cosa che le è stata chiesta dal 1992 ad oggi: la rinuncia alle armi. Checchè se ne dica Ariel Sharon è stato l’unico politico israeliano dal 1948 ad oggi che ha aderito alle condizioni dell’accordo di pace e che ha fatto qualcosa di VERAMENTE concreto per la costituzione di uno stato palestinese: il ritiro da Gaza. Ma la striscia si è presto trasformata in un avamposto per il lancio dei missili verso i civili ed uno Stato (di qualunque forma di governo esso si doti, se democratico o teocratico o ancora autoritario) NON può permettersi alle porte di casa propria un altro Stato che ne vuole costantemente l’annientamento. Nella carta fondamentale di Hamas, il partito che “democraticamente” ha vinto le elezioni, nei primi articoli del suo statuto, c’è ancora come punto fermo la distruzione dello Stato d’Israele. E se la striscia è sgombra da soldati, perchè Abu Mazen ora e Arafat prima non sono riuscti a fermare i rigurgiti di violenza che si annidano nella propria popolazione? La mano è tesa, ma evidentemente la striscia e la Cisgiordania per questi signori non è sufficente, altrimenti non si spiegherebbero le frequenti connivenze dell’estabilishment politico palestinese con i terroristi (tra cui: lo stesso partito di Abu Mazen possieede ancora un braccio armato che si chiama Al Fatah che a sua volta ne contiene un altro, l’ala ancora più sanguinaria chiamati Tanzim. Gli assassini del ministro del turismo Shalom ucciso nel 2002 furono trovati negli uffici del signor Yasser Arafat. Di Hamas basta solo dire che è nella lista delle organizzazioni terroristiche della Ue, malgrado lo si consideri un partito politico legittimo). Hamas non è un partito, ma una banda di assassini che vuole seminare il maggior numero di vittime tra la popolazione civile, quando sentiremo una parola di condanna della popolazione palesinese stessa (il chè non è francamente possibile, da anni a questa parte non si è alzato un lamento su una popolazione di 4 milioni, questo già dimostra il tipo di stato che Hamas vorrebbe imporre ai palestinesi) e di una sinistra per un autogoverno palestinese che pensa prima ad uccidere i nemici (con tutto lo spreco di risorse che questa scriteriata scelta comporta) e poi ad assicurare un futuro ai propri cittadini, potremo SERIAMENTE discutere

  29. "Walid" Massimiliano Says:

    Salve a tutti,
    sono un’Italiano Musulmano e vorrei dire poche, chiare cose.
    Noto che l’essere umano ha un brutto difetto: creare classi antagoniste sempre e comunque.
    Nord contro sud, biondo contro moro, Musulmano contro Ebreo, bianco contro nero…lo trovo antropologicamente poco evolutivo.
    Oggi ho mandato una mail alla comunità Ebraica perchè ho trovato su internet un vergognoso sito antisemita…questo per consentira una denuncia contro chi ancora cova odio e lo fomente.
    Sono Musulmano, ma anche Ebreo se un Ebreo subisce ingiustizia.
    Il problema è religioso…nel senso che il “nostro Dio” ( Gloria a Lui l’Altissimo) se avesse voluto avrebbe fatto tutti Musulmani, Ebrei, Cristiani…ma esistono diversi approcci…certo che di cumune dovrebbe esserci rispetto, comprensione, e le diversità dovrebbero essere viate come potenziali momenti complementari…un Ebreo può insegnarmi molto…e forse prendere molto da me.
    Le discussioni su Israele, Palestina…sono complesse. Errori esistono da ambo le parti.
    Ma sicura è solo una cosa: 2 popoli che soffrono. Questo non mi fa piacere.
    Chi sbaglia?
    tutti. Orbo chi nega gli errori di Islaele, orbo chi nega il fondamentalismo.
    La colpa è anche di chi non ha aiutato l’integrazione, l’isolamento dei fantici Ebrei e Musulmani che non vorraano mai integrarsi.

    Il problema non è che io sono Musulmano o Ebreo. Ma quanto opero la parola del “Dio Unico” ( Gloria a Lui l’Altissimo) che certo non dice ammazzatevi, distruggete, odiatevi.
    Ho letto commenti carichi di odio contro gli Ebrei, ho letto commenti carichi di odio contro chi non è d’accordo con i metodi di Israele.
    Se si vuole edificare qualcosa…iniziamo a cambiare il nostro piccolo quotidiano, con modi a Dio graditi. Si abusa troppo del nome di Dio( Gloria a Lui l’Altissimo) per giustificare le proprie azioni, da ambo i lati…e non solo nella questione Israelo-Palestinese.
    Noi giovani dovremmo unirci per dare un piccolo, insignificante ma enorme esempio a chi oggi governa…per dire che Ebrei, Musulmani, Cristiani, Buddisti, Scintoisti…possono vivere bene insieme senza odiarsi.
    Se non riusciamo noi a discutere mostrando rispetto, specie nelle discussioni così delicate che toccano il cuore di Ebrei e Musulmani per le sofferenze che quotidianamente vediamo…cperchè dovrebbero i “potenti”.
    Con rispetto per i miei fratelli maggioro Ebrei ( non vorrei risultare invasivo dal punto di vista religioso ) cito un detto del Profeta Muhammad (PBSL):
    “la religione è il comportamento”…intesa come applicazione di tolleranza, perdono, e sforzo nel comprendersi. Poi di chi vuole stravolgere la religione ponendo accento su guerre etc…ne abbiamo a tonnellate da ambo i lati.
    Ogni forma d’odio e lesiva del rispetto che dovremmo a Dio ( Gloria a Lui l’Altissimo), e l’inferno è fatto per Musulmani, Ebrei, Cristiani che non si SFORZANO di edificare, invece di seminare discordia.
    Non ho mai avuto il piacere di conoscere un Ebreo. Se non mi piacciono gli errori commessi da Israele…questo non significa che devo odiare un Ebreo.
    Se non abbiamo le stesse idee…civilmente ne discutiamo senza scannarci. Poi le idee possono cambiare con il tempo…certo non avendo la presunzione di ipnotizzare qualcuno con le mie parole profetiche ( ce non lo sono infatti).
    Questo mi insegna Dio ( Gloria a Lui l’Altissimo), questo “provo” a fare.
    Ebrei, Cristiani e Musulmani…tutti abbiamo una “scadenza” in questa breve vita…ogni errore di lieve o grande entità di certo non dovrà essere spiegato a me…ma al Nostro Dio.
    Questa è l’unica certezza.

    Cmq…il mio augurio e che tutto questo dolore e odio termini presto…che ognuno faccia la sua parte…piccola o grande che sia.

    Perdonate la lunghezza…ma quando ce vo…ce vo…dicono a Roma.

    Ciao, Shalom, Salam Alaikum w.r. w.b. a tutti.

    Walid Massimilaino

  30. Walid Massimiliano Says:

    PS:
    Oggi rileggo il mio messaggio.
    scusate gli errori di battitura…ce ne sono alcuni.
    ho scritto ( troppo velocemente ) durante una pausa lavorativa.

    Walid Massimiliano

  31. turi Says:

    Vi autodefinite sito d’informazione? Siete semplicemente patetici. L’informazione non dovrebbe mai essere unilaterale, e qua lo è.
    Non ne faccio una questione di religione, ma semplicemente di etica civile.
    Quando siete stati voi vittime di un genocidio avete giustamente ottenuto scuse da mezzo mondo, abbiamo istituito per voi giorni della memoria, girato film, documentari.
    Ora sembrate non far neppure caso che nella striscia di Gaza il 98,7% della popolazione è Arabo Palestinese, quasi tutti musulmani, mentre i cristiani rappresentano una percentuale inferiore all’1%; lo 0,6% sono Ebrei.
    Nonostante cio’, per una ragione ancora a me sconosciuta la Palestina ufficialmente non esiste, e forti delle spalle coperte dagli Stati Uniti, dei quali siete diventati roccaforte in terra di conquiste, avete mostrato la stessa meschinità mostrata dai gerarchi nazisti 70 anni fa.
    Com’è deprecabile che qualcuno vi lanci missili addosso, lo è allo stesso modo la vostra linea “politica”.
    Vi sono un milione e mezzo di Arabi ridotti in condizioni subumane, senza un’istituzione a cui fare riferimento, soggiogati dalla vostra arroganza. Un muro divide le loro baracche dalle vostre villette con giardino. Nonostante ciò continuate a non voler riconoscere la nazione palestinese. Rispondete ad azioni terroristiche con veri e propri genocidi, state combattendo una guerra tra un esercito e un nemico imprecisato, e voi fate piazza pulita. Tanto l’Onu chiede, l’Onu deplora, l’Onu ingiunge, l’Onu censura.
    E voi continuate. I tank non si fermano certo con velati dissensi. Per questo meritereste un embargo, per capire cosa si prova a vivere in certe condizioni.

    Per me questo è già un giorno della memoria: esattamente un mese fa Israele concludeva l’oprazione nella striscia di Gaza che portava alla morte di 112 palestinesi di cui una settantina di civili, 30 donne 25 bambini. Ma la vita di un deportato per me ha lo stesso valore di uno di loro, percio’ questo è un giorno della memoria.
    Mi auguro che in futuro possiate ritrovare la dignità che avete perso per strada da diversi anni, perchè oggi i nuovi nazisti siete voi.

  32. Focus on Israel Says:

    Sei evidentemente poco informato e intriso dal pregiudizio….ci dispiace per te

  33. Frank Sinatra Says:

    E’ un sito di controinformazione, non di informazione. qui potrai trovare ad esempio notizie riguardanti il rapporto dell’Onu circa “il genocidio di Gaza” del 2002, quando fiumi di inchiostro furono versati per strepidare al mondo che “500 morti” erano stati uccisi in una “nuova Sabra e Chatila”, per poi tacere accuratamente sul fatto che fu una cruenta battaglia, tra due forze e lasciò vittime da entrambi le parti.
    Se pensi che il conflitto in medio oriente sia una guerra religiosa, come sembri suggerire dal tuo argomento “nella striscia di Gaza il 98,7% della popolazione è Arabo Palestinese, quasi tutti musulmani, mentre i cristiani rappresentano una percentuale inferiore all’1%; lo 0,6% sono Ebrei” fai il piacere di andare a leggere un altro blog, forse quello di Beppe Grillo dove ancora si adombra un complotto giudeo-massonico, o magari qualche sacro testo di Giulietto Chiesa. Veniamo al più clamoroso dei tuoi argomenti: ancora non hai capito perchè non esiste uno stato palestinese? Molto semplice: gli stati arabi non accettarono il piano di spartizione delle Nazioni Unite (piano accettato dagli israeliani), invitando tutti gli abitanti arabi (eh si a quel tempo i palestinesi neanche esistevano) residenti sul territorio a lasciare le proprie case e promettendo che entro 10 anni in quell’area non ci sarebbe stato più un solo ebreo. Questa scellerata politica ha avuto 2 effetti clamorosi di cui solo Israele paga il conto: la questione dei profughi, che da allora vagano tra uno stato arabo e l’altro RIMANENDO profughi (mentro tutti gli ebrei del mondo nelle rispettive società di appartenenza sono integrati) e possono essere usati come pedina di scambio, per ottenere concessioni dolorosissime dallo stato ebraico. Ah nel caso tu sia uno di quelli che mette anche in discussione l’esistenza dello stato d’Israele, prova a leggere la dichiarazione Balfour del 1917. L’altro effetto è la risposta alla sorprendente domanda che ti poni, e che scopre fatalmente il fatto che tu giudichi una situazione senza essere a conoscenza dei fatti: la mancata creazione di uno stato palestinese.
    La questione della mancata istruzione dei palestinesi nei territori è un problema a cui dovrebbe fare fronte il glorioso partito Hamas. I seminatori di morte, (se pensi che siano un legittimo movimento di resistenza popolare, rinnovo l’invito a cambiare blog)dovrebbero impiegare le risorse nella costruzione di scuole e imprese, invece che impiegare bambini nell’indottrinamento all’odio e a fabbricare missili e bombe da puntare contro la popolazaione civile israeliana. A tal proposito consiglio di dare una ripassatina alla questione dei finanziamenti della UE, che prima venivano erogati alla cieca ora vengono rigorosamente controllati, forse perchè hanno scoperto che i soldi servivano ai kamikaze e non ai libri di scuola.
    Non è Israele che non riconosce Hamas, il partito leader della coalizione, ma è vero il contrario: nei primi articoli del suo statuto c’è ancora scritto in calce che il fine ultimo della lotta del partito è la distruzione dello stato d’Israeele. Ti metteresti al tavolo delle trattative con chi vuole la tua morte a prescindere da tutto?
    Sappi che le ville di cui tu vaneggi sono dei vecchi leadres palestinesi corrotti e che è stato proprio questo uno dei fattori che ha scatenato l’inversione fondamentalista verso la scelta di Hamas nella popolazione civile palestinese. Erano stanchi di vedere Arafat, Abu Ala e compagnia cantante sperperare risorse per i propri comodi e hanno abbracciato la via della violenza scegliendo Hamas (da questi sono stati anche minacciati se non concedevano loro il voto, anche qui leggi qualcosa.
    Il muro per quanto brutto da vedere ha salvato delle vite. Prima della sua costruzione c’erano 10 attentati al giorno, dopo siamo scesi a uno ogni tre mesi. Forse per te non conta, perchè le uniche vittime sono solo da una parte, ma ti assicuro che per chi vive li è importante tornara a casa dopo aver fatto la spesa. Piaccia o no Israele si è ritirato da Gaza, e la stessa striscia è divenuta presto un campo di missili puntati verso Israele. Non possiamo rischiare che la Cisgiordania faccia la stessa fine, abbiamo il dovere di esigere la cessazione della violenza e delle armi, unica condizione che è stata chiesta e mai rispettata ai vertici palestinesi. Quanto all’accenno sui nuovi nazisti, è un’affermazione talmente idiota che basterebbe da sola a non replicare, ma come vedi mi sono abbassato a leggerti e anche a risponderti, a riprova che qui non si censura nessuno.
    P.S.: La prossima volta che vuoi fare polemica studia un pò di carte

  34. turi Says:

    Caro Frank Sinatra,

    la tua piccata risposta mi rende felice, perchè almeno qualcuno cerca di argomentare su quanto sta accadendo, così come mi rende felice la tua ostentata saccenza e la presunzione nel voler intepretare cio’ che io penso di Hamas e compagnia, perchè è evidente che hai capito ben poco di quella che è la mia visione dei fatti.
    Cercherò di essere conciso perchè altrimenti non finiamo più: intanto premetto che mi dissocio da Hamas in quanto movimento armato, così non mi rinnovi l’invito a cambiare blog. Mi piacerebbe però sapere da te, o Sinatra onniscente, quale altro movimento non violento abbia sinora ottenuto risultati, perchè nei fatti le istituzioni internazionali non muovono un dito, ma spendono solo tante parole. In ogni caso, venendo a ciò che sta accandendo, la situazione attuale dei è dovuta in gran parte a un evento che data la tua strabiliante cultura ben conoscerai, e sul quale giustamente ha taciuto, che si chiama guerra dei sei giorni.
    Secondo le poche carte che ho letto, infatti, la vostra mossa geniale, forse preoccupati di qualche invasione a bordo di temibili cammelli antiaerei, fu quella di scagliare un’offensiva PREVENTIVA massificata contro le principali potenze arabe (Siria, Giordania, Egitto, Iraq), col benestare degli USA che già si fregavano le mani. Grazie al vostro super esercito (l’aviazione giocò un ruolo cruciale) e alle armi yankee avete spazzato via gli avversari con estrema facilità, facendo secondo le stime più accreditate la bellezza di 21.000 morti e 45.000 feriti (in sei giorni dovete esservi davvero impegnati, e il comandante Sharon già allora dimostrava le sue grandi attitudini), e quadruplicando il vostro territorio. Quadruplicandolo?? Beh, un bel colpo direi..
    Dunque, riassumendo, voi in una settimana scarsa andate con l’esercito a casa altrui senza aver subito attacco alcuno, massacrate chi si para sulla vostra strada, occupate territori per 4 volte la vostra estensione territoriale, e pretendete anche un’accoglienza in parata equestre?
    Riesci dunque a capire perchè il mondo arabo non vuole riconoscere lo stato d’Israele? E perchè sono nati i successivi movimenti di resistenza?
    Pensi dunque che Hamas oggi abbia ragione di esistere a causa di 4 ville di leaders palestinesi corrotti (intanto dovresti argomentare questa presunta corruzione, ma se anche fosse quando trovi un qualsiasi leader pulito avvisami) o per tutto quello che avete fatto allora?
    Pensi che oggi ci troveremmo con Hamas al governo se aveste costituito uno stato in modo costituzionale invece di distruggere intere famiglie privandole di terre e lavoro? Come costruiscono scuole e imprese in Palestina, se non vi è un’istituzione su cui fare appoggio?
    Sai che oggi il 79% del popolo palestinese vive sotto la soglia di povertà?
    E che l’80% dei palestinesi non ha lavoro? E che 1.300.000 persone sono a rischio malnutrizione e senza acqua corrente?
    Capisci pertanto perchè sono nati i movimenti di resistenza popolare e perchè la gente sia piuttosto…adirata?

    Per chiudere, la mia affermazione sui nazisti può essere provocatoria ma non così idiota, dato che proprio in Israele avete toccato il ridicolo dando origine a guppi neonazisti – http://groups.google.it/group/it.politica.internazionale.israele/browse_thread/thread/6511e97485df111b/6b68480c5e9819b7 – e che la definizione di genocidio mi sembra descriva bene quanto perpetrato dal vostro esercito contro la popolazione civile palestinese:

    “Gli atti commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso”.

    Ciao Sinatra, You did it in your way, e questi sono i risultati.

  35. Frank Sinatra Says:

    Ho risposto ad una tua domanda che sembra dimostrare come fa comodo ricordare certe cose piuttosto che altre. Ti domandavi perchè mai ancora non si è riusciti a costruire uno stato palestinese, se poi vuoi partire dal 1967 sei padronissimo, ma dimentichi che nell’occasione che ho citato io, si poteva benissimo costituire da subito un altro stato insieme a quello israeliano, cosa RIFIUTATA da 5 stati arabi che si accordarono sulla testa degli arabi di Palestina, senza neanche invitarli al tavolo delle decisioni. Per ciò che riguarda la guerra dei 6 giorni ti basta solo pensare che le truppe di ben 4 stati arabi (Giordania, Egitto, Siria e Iraq) si erano schierate ai confini israeliani nello stesso momento e non ci vuole un grande stratega nel capire che truppe dislocate ai confini non erano li per fare una gita fuori porta, ma naturalmente Israele doveva rimanere li ad aspettare che venisse attaccata su due fronti, e magari nella tua visione delle cose anche rimanere inerti e farsi annientare, perchè si sa c’era l’appoggio americano, e dove ci sono i cattivoni americani è tutto un lerciume. C’è però un’incongruenza nella storia dei movimenti per la liberazione palestinese: l’Olp (organizzazione per la liberazione della Palestina)è nata nel 1964 e la guerra dei 6 giorni è del 1967, allora da cosa dovevano liberarsi Arafat e compagnia cantante? SOLO dopo il 1967 si è cominciato a parlare dei palestinesi e mai prima di allora. Israele ha poi trattato le condizioni di pace con dei paesi che hanno veramente dimostrato di perseguire quell’obiettivo, il presidente >Sadat pagò con la vita la riconciliazione con Israele, la stessa cosa la Giordania che distrusse tutti gli avamposti dei terroristi palestinesi nel famoso “Settembre Nero”, cacciandoli via dal proprio territorio. Come vedi quando le guerre finiscono si tratta x la pace, ma solo dopo aver cessato effettivamente le ostilità, cosa che Hamas non vuole fare, perchè non è intenzionata a dividere il territorio con Israele. Ne vuole la distruzione. Non replico agli argomenti circa le percentuali di palestinesi senza terra, perchè io potrei contrapporre le migliaia di famiglie israeliane senza più un figlio perso mentre andava in discoteca o al lavoro e non ne usciremmo più. Per quello che riguarda il fenomeno del neonazismo in Israele la questione è molto più semplice di come si presenta: è un problema di assorbimento di nuovi immigrati, comune in tutte le società del mondo. In Israele dopo il crollo del muro è arrivato un gran numero di abitanti provenienti dall’ex Urss ( ah proposito di questa: come gli Usa nel 67 appogiarono Israele, non è che il Cremlino stava li a guardare eh…. Ora questi nuovi emigranti, secondo loro, sono trattati da cittadini di serie b ed hanno appositamente scelto il messaggio neonazista, solo per avere una visibilità più ampia e richiamare l’attenzione del mondo, oltrechè ottenere più spazio. Riesci dunque a capire che se chi ti sta davanti vuole la tua morte, non potrai mai arrivare a nulla? Perchè Israele dalla striscia non c’è più, segno che la volontà di mettere fine alle ostilità c’è, mA Hamas non vuole la pace, cosa che invece voleva il partito del presidente abu Mazen.
    Yes i did it my way, ma sono sicuro che la tua strada non è più lungimirante

  36. Frank Sinatra Says:

    Aggiungo che Gandhi riuscì a cacciare gli inglesi dall’India senza versare una goccia di sangue. Questo in risposta alla tua domanda sull’esistenza e l’eficacia dei movimenti violenti. La differenza che sta alla base di tutti i movimenti terroristici credo che sia alla base della concezione della violenza: eta,ira,raf e anche le brigate rosse ( fino alla cattura di Curcio e Franceschini) teorizzarono e teorizzano ancora la lotta armata come MEZZO. Hamas si serve di essa come FINE, compromettendo alla base un eventuale processo di pace

  37. Turi Says:

    L’India e la Palestina non sono minimamente paragonabili nè per estensione territoriale nè per situaziione geopolitica, inoltre ti ribadisco qualcosa che tu continui a tralasciare, cioè che in India le istituzioni esistevano mentre in Palestina non ve n’è alcuna.
    Inoltre, come ti ripeto che mi disgusta la lotta armata e la strategia del terrore di Hamas, altrettanto, e anzi di più, mi disgustano le campagne di distruzione di massa portate avanti da una nazione che si ritiene civile contro la popolazione incolpevole (e non sto fare i conti tra i palestinesi morti e quelli israeliani, perchè le cifre sono in enorme sproporzione, visti anche i diversi mezzi economici e militari a disposizione).
    Il motivo per cui criminalizzo più Israele di Hamas è estremamente facile da comprendere, non si tratta solo di numeri, ma di responsabilità civile. Il discorso è un po’ come quello sulla la pena di morte: non si possono punire gli assassini con un ulteriore assassinio, perchè significa nient’altro che mettersi sullo stesso piano di chi ha commesso il peggiore dei reati.
    Questo forse era tollerato dal codice di Hammurabi, certo non dovrebbe esserlo oggi.

    Se al contrario vi foste adoperati per il riconoscmento di uno stato palestinese, probabilmente oggi al tavolo delle trattative siederebbero persone di certo più ragionevoli di quelle che vi sono oggi al comando, pertanto la soluzione a mio parere non è barricarsi e bombardare, come i vostri presidenti interventisti e scellerati (fatta qualche rarissima eccezione) ci hanno sinora abituato, ma cercare di garantire condizioni perlomeno umane ai vostri vicini di casa, che a quel punto smetteranno di covare il rancore che continuate a dar loro modo di giustificare.

  38. Frank Sinatra Says:

    La pace è un cammino doloroso e ognuna delle due parti DEVE concedere qualcosa. E’ stata riconosciuta una istituzione che doveva garantire per il benessere del popolo palestinese. Ma questa fiducia non è stata adeguatamente ripagata visto che ti ripeto un’altra volta: dal 1992 è stata posta una sola condizione ad Arafat, e neanche troppo complicata a mio avviso, la rinuncia alla violenza che non ha mai abbandonato. Israele ha riconosciuto l’Autorità Nazionale Palestinese, ha proposto condizioni di pace molto concrete per la costruzione di uno stato a Camp David nel 2000, si è ritirato da Gaza e ancora l’unica contropartita richiesta è stata una . Giù le armi, e invece ancora passano arsenali dal valico di Rafah dall’Egitto e dalla Siria. Bè io riconosco che ci sono stati dei gravissimi errori da parte israelina, ma non ho sentito nessuna autocritica a quella palestinese, nonostante sia evidente come occasioni ne abbiano avute. Per ciò che riguarda lo “sterminio”, non credo che servirebbe a niente ricordarti che i soldati israeliani combattono contro un nemico che si nasconde in mezzo alla popolazione civile,appositamente per cavalcare l’onda di impopolarità derivante dalla morte di un civile, e nasconde depositi di esplosivi dentro edifici scolastici. Se Hamas ha trasformAto Gaza in un gigantesco campo di lancio missili verso i cittadini israeliani (e da questa parte, si che c’è la volontà e l’intenzione di uccidere quante più persone possibili), piuttosto che offrire delle condizioni di sviluppo alla propria popolazione, il problema NON può essere addossato ad Israele. Hamas ha anteposto la distruzione dello stao vicino, al consolidamento di istituzioni politiche, cosa che anche Abu Mazen ha riconosciuto togliendo la fiducia al partito di maggioranza, e costringendo le due fazioni ad una guerra civile (ma anche in questa occasione la colpa sarà stata di Israele). Nel momento del ritiro dalla Striscia, ci sono state manifestazioni di gioia espresse con dei missili, che hanno provocato anche dei morti, si può sapere allora come intendono garantire il pace queste persone, se anche nel bel mezzo di un evento atteso per più di 30 anni non si è riusciti a controllare rigurgiti di violenza???

  39. Frank Sinatra Says:

    Poi un’altra cosa: io NON sono israeliano, è inutile che continui a riferirti a me usando pronomi tipo “voi” “il vostro presidente” i “vostri soldati”.

  40. Turi Says:

    Lo avevo intuito, e poichè sembri un convinto filo-israeliano, il pronome era un riferimento al tuo forte senso di identificazione.

  41. Daniele Coppin Says:

    x Turi
    1) Israele si è ritirato da Gaza nel settembre 2005, quindi Gaza non è un territorio occupato.
    2) Dal 2001 sono inziati i lanci di missili Kassam da Gaza con la frequenza di seguito indicata:
    – nel 2001, 4 razzi e 245 proiettili di mortaio ;
    – nel 2002, 35 razzi e 257 proiettili di mortaio;
    – nel 2003, 155 razzi e 257 proiettili di mortaio;
    – nel 2004, 281 razzi e 876 proiettili di mortaio;
    – nel 2005, 179 razzi e 238 proiettili di mortaio;
    – nel 2006, 946 razzi e 22 proiettili di mortaio;
    – nel 2007, 896 razzi e 749 proiettili di mortai;
    – gennaio-marzo 2008, 694 razzi e 467 proiettili di mortaio.
    3) Israele, nonostante l’ostilità di Gaza, ha continuato a fornire 1/3 dell’energia elettrica (il resto viene fornito in gran parte dall’Egitto).
    4) Nessuno stato al mondo, se attaccato da un altro stato mantiene le frontiere aperte e normali rapporti commerciali.
    5) Il genocidio si propone di cancellare un popolo dalla faccia della Terra, mentre l’embargo è uno strumento di pressione per ottenere un qualche vantaggio politico-economico.
    6) I Palestinesi hanno senza dubbio diritto ad un loro Stato, ma nessuno ha invaso uno Stato palestinese preesistente alla fondazione di Israele, dato che la Palestina (che include geograficamente anche la Transgiordania, nota come regno di Giordania) era parte dell’Impero Ottomano, fino alla I Guerra Mondiale, poi fu frazionata dagli Inglesi e, ciò che restava, fu “messa in posta” tra gli Ebrei e gli Stati arabi di Egitto, Giordania, Siria e Libano.
    7) Se ritieni questo sito patetico perché continui a frqeuentarlo?

  42. Baba Yaga Says:

    Una cosa mi lascia sconcertato: ogni sostenitore della causa palestinese (oltre a farlo “a priori” e a “prescindere” dai fatti) sembra ragionare in termini di “qui e adesso”.
    Non si può valutare una situazione senza indagare le cause che l’hanno determinata. Inveire, ad esempio, contro una persona che dà uno schiaffo, a volte significa ignorare che a sua volta è stata presa a calci dal suo interlocutore. Il problema, quindi è anche il “quando” (scusate l’uso abnorme di virgolette), intendendolo come momento di partenza di un’analisi oggettiva.
    Non voglio dire che necessariamente sia obbligatorio prendere le mosse dalla fine dell’800, ma almeno dalla fine della II Guerra Mondiale sì.

    Volendo, comunque, partire dalla Guerra dei 6 giorni, va ricordato che quella fu una guerra giocata sul tempo, perchè dall’altra parte non si ammassavano eserciti di cammelli e poveri contadini armati di roncole e arcolai, ma caccia supersonici MIG e centinaia di migliaia di soldati armati delle più moderne attrezzature belliche. Per di più addestrati da istruttori (pardòn) consulenti militari della Germania dell’Est. Il vero problema, secondo me,di questa area martoriata, infatti, è che lì si è radicalizzato e combattuto il conflitto tra Oriente e Occidente, tra Comunismo e Democrazia, è il luogo fisico dove Unione Sovietica e Stati Uniti si sono confrontati attraverso Arabi e Israeliani. Ed oggi, la demonizzazione di Israele da parte della Sinistra italiana deriva proprio da questa contrapposizione, e la capillarizzazione dell’informazione derivante da un settore politico vitale e partecipe degli eventi nazionali ed esteri ha fatto il resto.
    La frase “dunque, riassumendo, voi in una settimana scarsa andate con l’esercito a casa altrui senza aver subito attacco alcuno, massacrate chi si para sulla vostra strada, occupate territori per 4 volte la vostra estensione territoriale, e pretendete anche un’accoglienza in parata equestre?” dimostra proprio questo, in quanto ricordo nel 1967 tante auto (non certo solo di proprietari israeliani o semplicemente ebrei) con l’adesivo “Io sono per Israele”.
    Cosa è successo dopo? Perchè in Italia abbiamo cominciato a vedere di buon occhio i consiglieri militari Russi, Tedeschi e Cubani andfare in giro per il mondo a fare il loro sposco lavoro, stigmatizzando solo l’altrettanto sporco lavoro dei “consiglieri” occidentali.
    Cosa è rimasto di tutto questo alla Sinistra italiana? Temo proprio frasi che hanno il sapore di uno slogan ed il rimanere abbarbicata al mito del guerrigliero, l’odio per le divise e l’entusiasmo per i passamontagna e le cartuccere a tracolla, dovunque e per qualsiasi causa essi si mostrino, anche in base alla mai chiarita scelta di campo tra legalità e illegalità, specie quando questa è ammantata dalla “nobile causa”.

  43. Frank Sinatra Says:

    In effetti sostenere che gli eserciti di 4 stati fossero schierati ai confini solo con cammelli, è una presa di posizione molto infantile, significa essere in malafede

  44. Daniele Coppin Says:

    Tra l’altro, il post di Turi è pieno zeppo di imprecisioni che dimostrano l’ignoranza dei fatti.
    Nel ’67 il principale fornitore di armi di Israele era la Francia e non gli USA. Gli aerei israeliani erano tutti di fabbricazione francese (i Phantom americani arrivarono dopo la guerra dei Sei giorni).
    I carri armati erano AMX (francesi), Centurion (inglesi), Patton (americani) e vecchi Sherman (anch’essi americani) risalenti alla II guerra mondiale. Al contrario, gli USA erano il principale partner commerciale (anche per ciò che riguardava le forniture belliche) di Giordania e Arabia Saudita ed avevano considerato Nasser, fino alla “Grande bugia” di un presunto coinvolgimento di USA e GB nell’attacco del 5 giugno, un buon interlocutore da non far cadere nella sfera d’influenza sovietica come, invece, era accaduto alla Siria. Fu negli anni successivi al ’67 che l’Egitto si lasciò “abbracciare” dall’URSS.
    Purtroppo, una delle principali cause dell’antisionismo-antisemitismo è la disinformazione portata avanti sistematicamente negli anni con l’inevitabile effetto di cancellare la memoria degli eventi e la realtà storica.

  45. Daniele Coppin Says:

    Sempre a proposito delle falsità messe in giro ad arte e divenute parole d’ordine di certi gruppi politici di estrema destra ed estrema sinistra, Turi afferma alcune palesi imprecisioni che ne dimostrano la scarsa conoscenza della verità storica. All’epoca della guerra dei Sei giorni il principale amico d’Israele era la Francia e non gli USA. L’aviazione israeliana che annientò le aviazioni egiziana, giordana, siriana ed irachena era dotata di aerei francesi (Mirage e Mystere), mentre i reparti corazzati erano dotati di Centurion (inglesi), AMX (francesi), vecchi Sherman della II guerra mondiale e Patton (americani). Molto più consistenti erano gli armamenti americani in dotazione agli eserciti di alcuni Paesi arabi (Giordania e Arabia Saudita, in primis). Inoltre, a parte la Siria, apertamente legata all’URSS, gli altri Paesi arabi erano molto più legati a GB (Irak), Francia (Libano, Tunisia, Algeria, Marocco) ed USA (Giordania, Paesi del Golfo Persico) degli stessi Israeliani. Fu solo dopo la “Grande bugia” sul presunto appoggio di GB e USA ad Israele che il sistema di alleanze tra Paesi arabi ed Occidente cambiò radicalmente.
    Ma molti girotondini, “grillini”, NO-questo, NO-quello continuano a raccontarsi le loro frottole “antimperialiste”, per loro tanto rassicuranti.

  46. Sandro Ribi Says:

    GRAZIE! Bravi, coraggiosi! Complimenti!

  47. Roberto M.Mazzilli Says:

    focus on Israel
    Siete in ritardo, la propaganda della sinista è stata più rapida e meglio organizzata.

  48. Focus on Israel Says:

    Saremo degli inguaribili ottimisti, ma abbiamo ragione di credere che solo l’informazione può battere la disinformazione

  49. Renzo Centofante Says:

    Cari “Contenitore dell’informazione etc etc”, vi racconto una storiella: una banda paramilitare si annida tra le alpi al confine tra Francia e Svizzera. Questa banda NON gode dei favori del governo Svizzero. La Svizzera, tra l’altro, è reduce da vent’anni di guerra civile da cui sta cercando faticosamente di risollevarsi, ed è un paese moderato e abitato in gran numero da cristiani. Morfologicamente e culturalmente è vicinissimo al mondo occidentale. Bene, questa banda decide di aggredire la Francia, e comincia a lanciare razzi semi-artigianali su alcune zone di confine profonde qualche chilometro. Qualche morto, diversi feriti, due soldati francesi sequestrati. La Francia, per “salvaguardare la propria sicurezza”, scatena tutta la sua potenza militare sulla Svizzera. Nessun angolo del territorio è risparmiato. Gli aerei francesi bombardano il suolo elvetico mirando con precisione ponti, ospedali, centrali elettriche, scuole… Migliaia di morti, un milione di profughi. L’intera Svizzera ripiomba nel caos, nella distruzione e nella sofferenza, solo perchè quegli uomini armati che si nascondono tra i monti hanno minacciato qualche chilometro della vicina Francia e osato sequestrare 2 (due) soldati. Piaciuta la storia fanta-politica? Bene, a Svizzera e Francia sostituite Libano e Israele. L’anno è il 2006. E avrete la REALTA’! ECCO COS’E’ ISRAELE: UNA COMUNITA’ RICCA CHE DECIDE DI STRUMENTALIZZARE ALCUNE VICENDE CONTROVERSE DEL SUO PASSATO PER AVERE FORZA E RICCHEZZA A COSTO DI CAMMINARE SUL CADAVERE DI CHIUNQUE! VERGOGNATEVI, E COMINCIATE A RIFLETTERE SUL FATTO CHE AL MONDO NON CI SIETE SOLO VOI SIONISTI!

  50. Focus on Israel Says:

    Bella storiella…..peccato che il paragone non regga: lo Stato di Israele non strumentalizza nulla ma cerca solamente di difendersi dagli attacchi terroristi….basterebbe avere un pò di onestà intellettuale per rendersene conto

  51. Osama Says:

    Difendersi dagli attachi terroristi… Fammi ridere!
    Andate laggiù tutti quanti a darli una mano, va la. Forse i soldi americani non bastino… Blood for oil, lives for earth.

  52. Focus on Israel Says:

    un intervento limpido e chiaro….torna quando sarai sobrio grazie

  53. Alex Says:

    Effettivamente il paragone tra Svizzera e Libano è illuminante. Come non averci pensato prima?

    Se al posto della croce confederata mettiamo un bel cedro si assomigliano anche le bandiere! Grazie a 100Fante per averci regalato questa PRIMA perla di saggezza- Aspettiamo con ansia le altre 99…

  54. Piero P. Says:

    Molti complimenti, davvero val la pena di venirvi a trovare spesso. Le voci di dissenso -molte volte ripetitrici di banali sterotipi- non sono certo in grado di scalfire la serietà del vostro lavoro. Se mai ne sottolineano l’importanza.
    Buon lavoro di cuore.

  55. Renzo Centofante Says:

    Non avete pubblicato le mie repliche. Nè la prima (ammetto abbastanza sopra le righe) nè la seconda (molto garbata e comunque dovuta, visto che ero stato chiamato in causa direttamente). Come mai? Siete sempre i soliti sionisti prepotenti e prevaricatori, che partite da un briciolo di buone motivazioni (la democrazia parlamentare in Israele, gli arabi che vi circondano sono nelle condizioni che sappiamo, bla bla bla) per poi tacitare gli oppositori, ammazzare quelli “pericolosi”, fare la voce grossa, farvi i complimenti tra di voi, e soprattutto FARE SOLDI. Questo è l’unico motore che muove le vostre misere esistenze: FARE SOLDI. Siete come i Testimoni di Geova. Sappiate che nessuna censura potrà mai colmare il DISPREZZO che i 9/10 del pianeta ha per voi sin dalla notte dei tempi. Addio, balordi.

  56. Am Israel Hai Says:

    Per chi non lo sapesse il signor (?) Centofante è un esponente di spicco di Forza Nuova, organizzazione di estrema destra guidata da Roberto Fiore…….le argomentazioni di questo personaggio lasciano il tempo che trovano e sinceramente sono contento di non vedere più i suoi pensieri (?) pubblicati su un sito interessante e piacevole come questo

  57. Focus on Israel Says:

    Una serie di pensieri veramente interessanti i suoi signor Centofante….che dire? Non sentiremo la sua mancanza, questo è certo!
    Addio

  58. Andrea Says:

    complimenti per il sito, vi auguro di tutto cuore di proseguire su questa strada, vale veramente la pena di venire a visitarvi spesso.
    Auguri per un duraturo e proficuo lavoro.

  59. janez Says:

    Vi piace ricordare che i padri degli arabi erano senzatetto tranne qualche sceicco… allora credo di potervi fare una visita guidata di Acco, Baysan, Bethlem, Bersheba, Gaza, Haifa, Hebron, Jaffa, Jericho, Jerusalem, Jinin, Nazareth, Ramallah, Safad, Tiberias e Tulkam e mostrarvi dove erano i tetti. Se volete vi mando le foto della casa di miei parenti fatta ad sul monte carmel ad haifa nel 1935. Dotata di tetto… e vista mare. Haifa a quei tempi era più bella di oggi, per buona pace di Indro Montanelli.

  60. janez Says:

    ps. la parte che avete scritto in inglese è meravigliosa, ci sono frasi che non hanno nessun senso, altre con errori che normalmente si fanno in prima elementare.

  61. Focus on Israel Says:

    Grazie dei suggerimenti per la parte in inglese…provvederemo al più presto

  62. Antonio Caracciolo Says:

    Ho letto alcuni commenti che mi riguardano. Era un poco di tempo che non passavo. Anche questa è una forma di guerra, una guerra civile. Per la generazione dei nostri padri si trattava della seconda guerra mondiale con quello che ne è seguito. Oggi la nostra guerra è quella che si combatte in Medio Oriente. Ognuno esercita la sua libertà scegliendo la parte con cui stare ed i metodi con cui condurre la propria guerra. La diffamazione e la denigrazione non sono i miei mezzi di guerra: ve li lascio. Sono molto più adatti alla vostra natura. Per le vostre cartucce ho già una destinazione adatta: il cestino. Coraggio, buon lavoro!
    Forza odio!

  63. Focus on Israel Says:

    Lei ha bisogno di un aiuto signor Caracciolo…….e di corsa pure!

  64. Alberto Levy Says:

    Vivo in Israele da tanti anni e mi ricordo che anni fa il signor Caracciolo aveva pubblicato un inserto su una rivista chiamata “Limes”, affiliata mi sembra a Repubblica, in cui si demonizzava Israele in un modo assolutamente simile alla demonizzazione fatta dal nazismo a suo tempo e dal mondo islamico di oggi. Le menzogne su Israele che Caracciolo diffondeva erano dalle proporzioni megagalattiche, una cosa indicibile. Eppure detto essere e’ veramente convinto delle falsita’ che dice. Anche gli islamici e i nazisti lo erano. Io vivo in Israele e conosco bene la storia della nostra terra. Potrei smontare una per una le menzogne costruite dalla propaganda anti-israeliana, ma per far cio’ dovrei essere pagato a tempo pieno, inoltre non e’ una carriera che mi interessa. Preferisco lavorare nel mio campo, pero’ quando vedo l’ odio anti-israeliano di Caracciolo e dei suoi amici, mi pervade la stessa senzazione di ingiustizia che provo quando mi ritrovo ad osservare qualche film sulle persecuzioni del nazismo. Mi sconvolge l’ assoluta identita’ tra le due cose : i manifestanti contro l’ invito della letteratura israeliana alla fiera del libro di Torino gridavano in piazza “in Palestina non c’e’ terrorismo, ma lotta per la liberta’ “. Anche i nazisti lottavano per la propria liberta’ : volevano liberare la Germania e la Polonia dalla presenza degli ebrei, perche’ dicevano che quella era la loro terra. I palestinesi sono immigrati in Palestina tra gli anni 1880-1948 COME CONSEGUENZA delle immigrazioni degli ebrei, pertanto non e’ vero che loro erano qui prima di noi. Poi si sono moltiplicati con metodi vari e imbrogli dalle proporzioni enormi. La loro volonta’ di distruggere il paese degli ebrei non ha nulla di diverso da quella del nazismo di LIBERARE la Polonia dalla presenza degli ebrei. In Italia alla manifestazione tanti italiani (erano in diecimila a detta loro, anche se la polizia disse che erano in quattromila) urlavano le cose molto simili a quelle dei nazisti, inoltre bruciavano le bandiere israeliane, ed erano vestiti di rosso : oggi i nazisti moderni sono nel mondo islamico fondamentalista e tra i loro alleati rossi europei.

  65. Alberto Levy Says:

    Janez : guarda che nel 1935 erano circa 50 anni dalla vostra immigrazione in Palestina avvenuta COME CONSEGUENZA delle immigrazioni degli ebrei. Se non ci fossero stati gli ebrei, la Palestina avrebbe avuto lo stesso incremento demografico della Siria, esso cioe’ sarebbe stato circa dieci volte minore… Siete venuti qui perche’ gli ebrei vi hanno dato lavoro, altroche’ ma come i nazisti oggi volete ammazzare tutti gli ebrei : i terroristi assassini islamici sono la vergogna della storia e dell’ umanita ! Dopo i nazisti non ci sono altri esseri piu’ legati al male assoluto degli islamici fondamentalisti e dei loro alleati rossi europei !

  66. Focus on Israel Says:

    Ben detto signor Levy, ben detto….faccia però attenzione: il signor Caracciolo che interviene qui su questo blog a sparare le castronerie che ha letto anche Lei, NON E’ lo stesso signor Caracciolo che scrive su Limes….sono tutti e due nemici di Israele ma in maniera diversa

  67. Giorgio Says:

    Vi invito a visitare il sito http://DIGILANDER.LIBERO.IT/CORANOISLAM
    dove potrete trovare molte informazioni sul fanatismo islamico e le sue origini.

  68. Simona Says:

    Ciao sono capitata sul vostro sito, volevo chiedervi se avete già fatto un viaggio in Israele e avete visto il muro costruito nel 2004.Ciao ciao

  69. Simona Says:

    Io credo che se un palestinese, o chiunque, arriva fino al gesto folle di farsi esplodere o di investire la gente con ua ruspa…forse vuol dire che è arrivato al punto in cui non ha più niente da perdere perchè gli hanno tolto tutto.
    Io ho visto come vivono i Palestinesi dentro il muro. Hanno l’80 per cento di disoccupazione, non possono più uscire, neanche per vedere i propri famigliari, i comuni hanno pochissimi soldi, gli edifici sono fatiscenti, sono davvero poverissimi. Pensate che alcuni bambini non possono neanche più andare a scuola. Ormai da anni dura questa situazione e credo che sia una bomba ad orologeria, una minaccia per israele e non una sicurezza.
    Ormai lo stato d’Israele l’hanno fatto e va bene così, quello che è stato è stato. Ma quello che sta succedendo nei territori occupati è un sopruso, lasciateli ai palestinesi e basta.
    Nessuno ce l’ha con gli ebrei, però sono passati 60 anni dai lager. La storia va avanti! Perchè nessuno parla del genocidio degli armeni? O di quello che è successo in Rwanda nel 94? O dei genocidi in ex Jugoslavia?
    Basta questo monopolio del lutto da parte degli ebrei, non sono stati i soli ad essere stati sterminati! E adesso stanno facendo agli altri le stesse cose che hanno fatto a loro, perchè sono anche loro uguali a tutti gli altri uomini, quindi cerchiamo di non trattarli come se fossero degli stinchi di santo, perchè NON lo sono. Hanno le loro colpe in Palestina, non tutte ma comunque hanno delle responsabilità e non è perchè nella storia hanno subito adesso vuol dire che nessuno può permettersi di dirgli niente.

  70. Daniele Coppin Says:

    x Simona
    Parlare di genocidi nel caso degli armeni è senza dubbio giusto e, vale la pena a ricordarlo, il primo a parlarne fu “I quaranta giorni del Mussa Dagh” scritto, ma guarda un pò, da un ebreo, Franz Werfel, nel 1933, mentre il partito nazional-socialista prendeva il potere in Germania.
    La tragedia del Rwanda è stata seguita dalla comunità internazionale con assoluta indifferenza, come tutto ciò che accade in Africa (vedi il Darfur). Dei genocidi nella ex Jugoslavia se ne è parlato, e molto, al punto che il governo D’Alema (quello che considera sproporzionate le reazioni israeliane al lancio di razzi, agli attentati ed al rapimento di militari in territorio israeliano) mandò gli aerei italiani a bombardare Belgrado.
    La Shoà, come gli stessi ebrei sottolineano, viene ricordata perchè, a causa della sua sistematicità, del numero tatuato, dell’abbrutimento provocato nelle sue vittime, nell’eliminazione immediata, appena giunti ai campi, di vecchi, malati e neonati, rappresenta tutti i genocidi del mondo moderno.
    Il punto è un altro: si può considerare genocidio quello dei Palestinesi? Senz’altro no! I Palestinesi godono di ingenti aiuti internazionali, usufruiscono degli ospedali israeliani, nessuno ha tatuato numeri nè vuole sterminarli, tanto è vero che gli Israeliani hanno lasciato Gaza e gran parte del West Bank. Sono loro, i Palestinesi (almeno quelli di Hamas), che intendono buttare a mare gli ebrei. Quindi dov’è il genocidio? Sono i Palestinesi che, contrariamente a quanto accade per altri popoli, vedono aumentare con gli anni, anzichè diminuire, il numero dei profughi, grazie ad un bizantinismo dell’UNRWA, che considera profughi anche i figli dei profughi, pur se integrati e residenti nei Paesi ospiti. Secondo lo stesso criterio, gli Ebrei discendenti degli 850.000 espulsi dai Paesi arabi a partire dal 1948, potrebbero essere considerati tutti profughi.
    La storia, letta più approfonditamente, da un quadro più completo ed equilibrato di ciò che si vede (o che viene fatto vedere) quando si va, magari guidati da gente del posto sempre pronta a piangere ed a lamentarsi (come fanno i Palestinesi).

  71. sara Says:

    … non si può costruire il futuro cancellando il passato….

  72. Alberto Levy Says:

    Simona,
    vivo in Israele e so che quello che lei ha scritto e’ completamente falso ed errato. Lei non conosce la situazione reale del medio oriente e parla dopo aver letto varie fonti italiane che si occupano sopratutto di disinformare sull’ argomento. Lei dice che i “palestinesi” ammazzano perche’ sono poveri ? Ma non ha ancora capito che sarebbe l’ interesse strategico piu’ sommo di Israele far si’ che vivano il meglio possibile, affinche’ la smettano di ammazzare ebrei, ma invece sono i loro leaders che seguono le ideologie di guerra ad oltranza per cancellare qualsiasi presenza di ebrei sul globo, emulando in tutto e per tutto il nazismo ? La triste verita’ e’ che i palestinesi sono un popolo fasullo creato negli anni settanta al solo scopo di assassinare tutti gli ebrei che vivono in medio oriente. Fanno finta di essere “poveri” perche’ e’ solo attraverso il lavaggio del cervello che i loro leaders criminali e bugiardi fanno al loro “popolo”, che possono auto-considerarsi “vittime” (in realta’ sono vittime solo della propria violenza e ignoranza) al fine di convincersi che l’assassinio di ebrei li portera’ alla redenzione e alla felicita’ eterna. Vivono secondo canoni vecchi di circa 300 anni rispetto a quelli in auge nel resto del mondo. E sono profondamente nazisti, nel senso che l’ unica cosa che credono e’ che l’ assassinio di ebrei li portera’ verso il paradiso, esattamente come i nazisti che credevano che l’assassinio di ebrei avrebbe portato il mondo verso al bene. Anche i tedeschi si auto-consideravano delle povere “vittime”, ma in realta’ erano vittime solo della follia di Hitler e della sua ideologia antisemita. Allo stesso modo, anche che i cosiddetti palestinesi sono vittine solo della propria follia antisemita e neonazista, portata avanti dei loro leaders che sono una delle vergogne piu’ grandi dell’ umanita’ odierna.
    Ci sono palestinesi “moderati”. Ma sono silenziosi e deboli.
    Chi ha il potere tra i palestinesi e’ in genere un criminale terrorista la cui forza viene determinata dal numero di ebrei che e’ riuscito ad assassinare ; questa e’ la triste realta’ del medio oriente, non quella che i giornali anti-israeliani d’Italia (la maggior parte) le vogliono far credere. Legga
    http://www.informazionecorretta.com
    per capirlo.

  73. giovanni Says:

    ma andateci in israele, è l’unico paese multireligioso,multirazziale ,democratico e direi anche civile del medio oriente.
    certo per certe persone ci sono un po’troppi ebrei.
    nel resto dei paesi arabi il problema lo hanno risolto!!!

  74. Giuseppe Giannotti Says:

    Sono un giornalista. Vorrei contattarvi. Potete scrivermi una mail con il vostro indirizzo?

  75. Focus on Israel Says:

    Gentile Signor Giannotti,

    non abbiamo creato appositamente un nostro indirizzo e-mail, perchè riteniamo più opportuno essere presenti esclusivamente sul web. Se vuole può contattarci sul sito direttamente

    Grazie comunque per l’attenzione

  76. Daniel Says:

    Israele, verità e pregiudizi.

    » È arrivato nelle librerie il libro inchiesta del giornalista Giuseppe Giannotti dal titolo Israele, verità e pregiudizi. I media italiani e la seconda Intifada. Disinformazione e mistificazioni (De Ferrari Editore, 16 euro).

    Il libro analizza il modo in cui, principalmente in Italia, stampa e televisione hanno raccontato il conflitto israelo palestinese in oltre sette anni dallo scoppio della seconda Intifada, nel settembre 2000, fino ai primi mesi del 2008, mettendo a confronto titoli, articoli, commenti e fotografie.

    La copertura dei media sull’argomento è capillare, meticolosa, come in nessun’altra parte del mondo. La questione mediorientale è finita sotto una sorta di lente d’ingrandimento. Ogni singolo episodio viene passato al setaccio, sviscerato, analizzato.

    Dall’analisi svolta emerge, secondo l’autore, un’informazione poco obiettiva, con omissioni gravi, pregiudizi, bugie, prese di posizione unilaterali secondo uno stereotipo, ormai banalizzato, Israele=aggressore, palestinesi=vittime. Giannotti nota una sottile guerra delle parole contro Israele, una meticolosa attenzione al lessico che, nella maggior parte degli articoli passati in rassegna, usa delicatezza verso i palestinesi e severità verso gli israeliani.

    Nel libro vengono presi in esame alcuni episodi chiave della questione israelo palestinese come il caso del ragazzo palestinese trovatosi in mezzo al fuoco incrociato e sulla cui morte, a distanza di sette anni, si nutrono forti dubbi, il linciaggio dei soldati israeliani a Ramallah con la clamorosa lettera di scuse all’Autorità palestinese da parte del corrispondente della Rai, Riccardo Cristiano, l’assedio dei terroristi nella Basilica della Natività, la falsa strage di Jenin, la guerra con il Libano. L’autore denuncia l’uso improprio di immagini, talvolta falsificate, svela le censure messe in atto da alcuni giornali su certe notizie e infine mette in rilievo come la questione israelo palestinese sia diventata in Italia materia di scontro politico, con posizioni precostituite secondo gli schieramenti di partito, con buona pace dell’obiettività dell’informazione.
    Un libro denuncia che farà discutere.

    Giuseppe Giannotti, nato a San Benedetto del Tronto il 15 marzo 1954, laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Cassino, giornalista de Il Secolo XIX di Genova, è esperto della questione mediorientale.

    Giuseppe Giannotti, Israele, verità e pregiudizi. I media italiani e la seconda Intifada. Disinformazione e mistificazioni, De Ferrari Editore, 16 euro.

    Milano 25/08/08

    http://www.mosaico-cem.it/article.php?section=popolo_libro&id=88

  77. studente anziano Says:

    Non condanno autoproposizioni israeliane né quelle palestinesi: certo che fatico molto nel riconoscermi in categorie impregnate di qualunque corporativismo. Ribadisco però che non condanno un dicitore che dice Io-Israeliano oppure Io-Palestinese.

    Sarà fantascienza……..ma se una dura lotta sarà capace di farci vincere le religioni, le religanti religioni……cioè le loro catene-vichiane… Forse alcuna semplificazione sarà raggiunta. Ma come posso dire ad un Musulmano o ad un Ebreo che io delle loro religioni proprio ……….epperciò non dico. Mi conferma e conforta il non trovare soggezione né curiosità verso le religioni e rimango con me stesso senza PATIRE mancanza alcuna, anzi mi “rido” di carichi onerosi che aggravano già sudanti spalle.

    Rido tra me e con quanti già mi paiono capaci di convergenze.
    E soffro SOFFRO di annunci di morti e morti e morti in una regione famosissima per religioni.
    Bello il chiasmo di chi odia la religione e qui ne parla…….! Povere le mie cadute ginocchia!

  78. L'Ultimo Bastione d'Europa Says:

    Ho combattuto per la difesa di Berlino nel 1945 con gli eroi della Charlemagne…Lasciatevi allora dire una cosetta da un vecchio combattente:
    Sappiate che per quanta menzogna e infamia possiate spargere sul globo, voi, i figli del dèmone JWH, non prevarrete mai…

    Ultimo Bastione d’Europa

  79. Focus on Israel Says:

    Sinceramente proviamo solo pena per le persone come lei….

  80. L'Ultimo Bastione d'Europa Says:

    Tutt’al piu’ potete provare stizza e rabbia che in Europa esistano dei goy che sfuggono all’ipnotismo malefico
    imposto dagli Ebrei. VOI, la pena o compassione per un NON-Ebreo la considerate un PECCATO MORTALE….

    Ultimo Bastione d’Europa

  81. Focus on Israel Says:

    Certo,certo….lei ha bisogno di farsi curare…..e di corsa anche!

  82. L'Ultimo Bastione d'Europa Says:

    Ho semplicemente citato il Talmud..si arriva finanche a sconfessare le proprie scritture “sacre” dal vostro lato, quando fa comodo? Per il resto, la vostra risposta è confermante…quando si centra il bersaglio, la risposta è sempre quella…standard!

    UBd’E.

  83. Focus on Israel Says:

    Come lei sicuramente sa estrapolando alcune frasi dal Talmud si può dimostrare tutto e il contrario di tutto, ma non è questo il problema: il problema è che lei deve farsi curare….ma da uno bravo!

  84. Daniele Coppin Says:

    L’Ultimo Bastione d’Europa (che credo faccia uso di allucinogeni sia quando afferma di aver combattuto nel 1945 per difendere Berlino, che quando spara il suo elenco di fesserie prese a prestito dal “manuale del buon nazista”) è solo un provocatore che si sente importante se gli si risponde. Un consiglio: ignoratelo.

  85. Focus on Israel Says:

    E’ quello che faremo da oggi in poi….ma crediamo sia utile lasciare alcuni messaggi di questi poveracci che girano per il Web…

  86. Massimo Mele Says:

    Mentre con le lacrime agli occhi leggevo del massacro di Gaza mi sono imbattuto nel vostro sito. VERGOGNA! Io con tanti altri gay, lesbiche e trans collaboriamo da tempo con gay e lesbiche palestinesi e israeliani per sostenere la nascita di un movimento omosessuale nei territori e per combattere l’occupazione. Un lavoro difficile e reso ancora più difficile da Israele che ha fatto di tutto per boicottarci, persino arrestare persone sieropositive (poi rilasciate perchè nessun israeliano, riusciva a toccarle nemmeno con i guanti! Che umiliazione e che pena vedere un popolo che dovrebbe aver vissuto la persecuzione trasformarsi nel carnefice di un altro popolo. Che dolore allo stomaco passare dalle macerie, dalla miseria la povertà e le malattie di Gaza ai palazzoni lussuosi e agli imbecilli senza cuore che sorseggiano i loro cocktail sulla spiaggia al tramonto della vicinissima Tel Aviv. Con quattro missili sbilenchi Qassam che non hanno ucciso nessuno chiedevano solo di poter avere libero accesso agli aiuti umanitari. L’aiuto dal cielo è arrivato>: bombe e morte, almeno non soffrono più. Io non so chi di voi è mai stato in Israele e sopratutto in Palestina, ma pèrima di sparare tutte le sciocchezze che scrivete, andateci, fate un favore a voi stessi e al mondo che di bugiardi, ipocriti e perbenisti assassini ne ha fin troppi.
    Pace all’anima vostra

  87. Focus on Israel Says:

    Caro Signor Mele, proprio per il suo impegno a favore degli omosessuali dovrebbe conoscere la differenza tra come vengono trattati gli omosessuali nei territori amministrati da Hamas e come invece in Israele i loro diritti vengono difesi da più parti; inoltre come lei ben saprà spesso gli omosessuali palestinesi scappano in Israele proprio per poter vivere la loro vita in maniera decente senza paura di venire UCCISI a causa della loro condizione.

    Sul fatto poi che i missili Qassam siano innocui la invito a leggere alcuni degli articoli apparsi sul nostro sito o anche su altri, dove potrà trovare alcune spiegazioni sulla loro pericolosità: a causa del lancio di razzi Qassam ci sono state vittime, persone mutilate, città svuotate, cittadini sotto shock per il resto della loro vita, danni materiali incalcolabili e altro.

    Come sempre a volte basta informarsi….

  88. adestra Says:

    Noi siamo per Israele e vi abbiamo incontrati leggendo un altro Blog.
    Passeremo spesso.

  89. Focus on Israel Says:

    Benvenuti e grazie per l’attenzione!!!

  90. ale Says:

    grazie,mi aiutate molto per la tesina!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 🙂

  91. lorenzo zanoni Says:

    Gran bel sito..lunga vita ad Israele

  92. Focus on Israel Says:

    Grazie a te!

  93. Focus on Israel Says:

    grazie! Attualmente ci può trovare sul nostro nuovo sito: http://www.focusonisrael.org


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