Chi è il vero fascista?

Chi è il vero fascista?

I leaders arabi israeliani ossessionati con il Terzo Reich, ma reticenti a condannare gli atti degli arabi come nazisti

di Asaf Wohl – YNet News – traduzione a mia opera

Ai leaders arabi, ma anche a molti ebrei contro Israele, piace sempre molto paragonare lo Stato Ebraico alla Germania nazista. Alla luce delle conclusioni della commissione d’ inchiesta che indaga sui fatti dell’Ottobre 2000, noi abbiamo sentito spesso affermazioni come “Israele è un paese razzista e fascista”. Lo stesso è successo sabato scorso durante le proteste tenute dai partiti Hadash e Balad. Queste dimostrazioni ospitavano anche organizzazioni come Gush Shalom, Coalizione delle donne per la Pace, Adalah e ogni sorta di vari gruppi “amanti degli ebrei.”

Durante le proteste, i discorsi “di pace” velocemente si sono spostati su Auschwitz. Leggo sul loro comunicato che “60 anni dopo Auschwitz, lo Stato Ebraico mette la gente nei ghetti e la uccide attraverso fame e malattie” – almeno secondo Nurut Peled-Elhanan, un membro del forum delle famiglie dei caduti Israelo-Palestinesi. Nel mentre, il membro della Knesset Zahalka ci ha detto che il governo israeliano adotta “metodi fascisti” come privare di cibo e carburante un’intera comunità. “Noi continueremo a dimostrare e ad esporre i crimini di guerra contro un milione e mezzo di palestinesi nella striscia di Gaza”, ha pronunciato.

E’ difficile ignorare l’ossessione che gli arabi hanno per il nazismo. Ci fu una buona ragione per cui nel 1941 il leader degli Arabi di Palestina, Muftì al-Husseini, andò ad incontrare Hitler. Voi sarete sorpresi di sentire questo, ma l’obiettivo della visita non era discutere l’apertura di una nuova catena di Hummus a Berlino. Il Muftì voleva che Hitler convincesse la Germania che il solo obiettivo era sterminare gli Ebrei che risiedevano nello “spazio arabo sotto il patronato britannico.”

In più, le caricature apparse ultimamente in molti media arabi sono troppo simili a quelle apparse sul quotidiano nazista Der Sturmer, e uno dei libri più popolari fra i giovani arabi è proprio il Mein Kampf di Hitler. Io vedo questa come una sorta di “proiezione”, cioè che molti dei nostri vicini nel mondo arabo ammirano il regime nazista ma “proiettano” il fascismo sullo Stato di Israele. Esaminando gli eventi dei recenti giorni noi possiamo facilmente dedurre che parte di questo atteggiamento pervade anche il nostro paese.

Il lanciare missili nel cuore delle comunità civili israeliane (suona familiare?) è un’invenzione nazista. Linciare ebrei e bruciare sinagoghe non è un’invenzione dei nazisti, ma non c’è dubbio che loro furono molto abili a migliorare queste persecuzioni. Ed ancora, questi argomenti mai hanno suggerito ai gruppi radicali di sinistra a ai membri arabi della Knesset di paragonare gli arabi che commettono gli stessi atti ai nazisti.

E io mi chiedo anche altro: perchè così tanti palestinesi acquisiscono facilmente i diritti di residenza e cittadinanza nel nostro paese fascista? Perchè i palestinesi insistono che la riunificazione delle loro famiglie avvenga nel crudele Israele invece che dai loro amati fratelli nell’ Autorità Nazionale Palestinese? E perchè il membro della Knesset Zahalka gradisce ricevere un lauto salario dal governo fascista israeliano? Abbiamo mai sentito di una minoranza che cerca l’auto-determinazione fare tutto ciò che è in proprio potere per abbarbicarsi con veemenza ai loro “oppressori razzisti?”

Gli arabi israeliani devono decidere se sono realmente interessati ad essere presi sul serio. Devono capire che loro vivono in uno Stato Ebraico e che sarebbe meglio finirla di minarlo ad ogni opportunità che loro viene concessa. Il paragone con la Germania nazista può servire ai membri arabi della Knesset come ad alcuni ebrei che protestano con loro a ricordarci della loro esistenza, ma crea solo un ulteriore danno alla intera comunità araba.

Che benefici otterrà la comunità araba in Israele dall’insistenza del loro leaders a presenziare ai funerali di pluri-omicidi di cittadini israeliani? Perchè non ammettono almeno che una piccola parte della responsabilità dell’incitamento alla rivolta dell’Ottobre 2000 era anche loro? Non occorre essere geni per prevedere che, come per numerosi precedenti storici, i leaders arabi stanno guidando il loro popolo ad un punto morto.

Liberali per Israele

Rassegna Stampa di giovedì 28 Febbraio 2008

RASSEGNA STAMPA – giovedì 28 febbraio 2008

Su Newsweek Michael Hirsh e Dan Ephron (da leggere) analizzano la posizione di Barack Obama su Israele e ebrei. Pare che le accuse di essere filopalestinese siano diffuse ad arte dalla staff della Clinton e dai repubblicani preoccupati. In realtà Obama più volte si sarebbe dichiarato sostenitore di Israele.

Sono a uno stallo i negoziati tra Israele e Santa Sede: lo denuncia con preoccupazione l’Avanti. Il motivo: Roma pretende l’esenzione fiscale, di cui godeva già prima della fondazione di Israele, il governo non è d’accordo.

E mentre le relazioni con i cattolici paiono in crisi, un gesto distensivo viene dai musulmani: Caterina Maniaci su Libero quotidiano illustra la proposta di un gruppo di studiosi islamici ed ebrei del Wolf Institute of Abrahamic Faith di Cambridge per migliorare le relazioni e la stima reciproca.

Ma sembra l’unico questo squarcio di positività, in una situazione che continua a deteriorare. Giovanni Sallusti su Libero quotidiano recensisce la “Guida (policamente scorretta) all’Islam e alle crociate” che uscirà in Italia domani per i tipi di Lindau: un saggio dell’americano Robert Spencer, direttore del centro Jihad watch che vive in località segreta sotto protezione. Spencer sostiene che l’aggressività è parte fondante dell’Islam, in quanto Maometto era un profeta guerriero, e racconta come sia fasulla l’immagine “tollerante” che oggi si cerca di accreditare ai musulmani: sarebbe una favola persino la presunta “età dell’oro” in Spagna, in cui sotto i musulmani cattolici ed ebrei sarebbero vissuti in concordia e tolleranza.

Sul Corriere della Sera Magazine Stefano Jesurum intervista Sayed Kashua, il più noto scrittore israelo-palestinese (scrive in ebraico), attore di reality show in tv e commentatore sul quotidiano liberal Haaretz. Nonostante queste credenziali, Kashua aderisce al boicottaggio della Fiera del Libro di Torino e denuncia la sua difficoltà di essere arabo in Israele: “per l’israeliano medio io voglio comunque infilargli un coltello nella pancia, per l’arabo medio sono il leccaculo degli ebrei”.

Difficoltà palestinesi le racconta anche Antonio Ferrari, recensendo su Corriere della Sera Magazine un libro in uscita da Giunti di Sahar Kalifah, nota scrittrice palestinese. “Una primavera di fuoco” è l’accorata analisi femminile della tremenda situazione dei palestinesi tra desideri di pace e attrazione per il terrorismo.

Per chi è interessato a riflettere sulla cultura ebraica, da non perdere la lectio magistralis di Moni Ovadia, pubblicata da La Stampa (che la riprende da Strumenti critici del Mulino) in occasione della sua laurea honoris causa a Pavia. “L’ebreo ingombrante” è una attenta e originale analisi sul significato dell’ebraismo nel mondo contemporaneo.

Un altro libro di grande interesse, presentato ieri in Campidoglio con prefazione di Walter Veltroni è la “Vita di Ernesto Nathan” di Nadia Ciani (Claudia Azzera, Unità Roma). Il primo sindaco di Roma, ebreo, massone e inglese di nascita, viene descritto come un personaggio di grande rettitudine, modernità e spirito democratico. E’ un bene che si cominci a conoscere di più l’apporto politico e culturale degli ebrei alla vita italiana.

In Francia, riportato da trafiletti su tutti i quotidiani, Sarkozy ha rinunciato al suo progetto, molto criticato anche da parte ebraica, di far adottare ai bambini dell’ultima classe elementare, un bambino ebreo francese perito nella Shoah. La decisione è stata presa da una commissione a cui partecipava anche Claude Lanzmann.

E infine, i problemi a Gaza. Ieri sono stati uccisi 11 palestinesi, terroristi secondo gli israeliani – ma tra le vititme anche tre bambini- e un civile israeliano a Sderot –ma ci sono anche due feriti gravi e quattro ricoverati sotto choc. Secondo Umberto De Giovannangeli sull’Unità, il 64% degli israeliani sarebbe favorevole ad aprire una trattativa con Hamas la notizia ripresa dal quotidiano Haaretz. De Giovannangeli affronta anche il problema delle presunte infiltrazioni di Al Qaeda nella Striscia di Gaza, in seguito alla temporanea apertura della frontiera con l’Egitto, ma appoggia la tesi diffusa da Hamas che si tratti in realtà di infiltrati dei servizi segreti dell’Anp, una mossa studiata ad arte per giustificare future operazioni arabo-israeliane nella Striscia.

Secondo Francesca Paci sulla Stampa il pericolo di una apertura di Hamas a Al Qaeda è reale, e potrebbe essere l’inizio della grande offensiva tanto paventata dagli israeliani (che secondo alcuni potrebbe culminare durante la visita di Bush in Israele per le celebrazioni dei 60 anni dalla fondazione dello Stato ebraico.

Perché la Palestina non dichiara l’indipendenza come il Kosovo? Se lo chiede Yasha Reibman sul Giornale Tempi. Per gli israeliani andrebbe bene, anzi sarebbe liberatorio. Ma non andrebbe bene, secondo il commentatore, per i palestinesi perché vorrebbe dire rinunciare al tavolo da gioco, a ottenere di più con le trattative, e soprattutto, alle generose sovvenzioni concesse da tutto il mondo all’ANP in quanto senza Stato. Però così la Palestina potrebbe evitare di riconoscere Israele.

Viviana Kasam

Ucei.it

Un dozzina di parole cruciali

Un dozzina di parole cruciali

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Da un editoriale del Jerusalem Post

“L’accordo deve istituire la Palestina come patria del popolo palestinese esattamente come Israele è la patria del popolo ebraico”.

Così il presidente degli Stati Uniti George W. Bush, lo scorso 10 gennaio.

La frase può sembrare del tutto ovvia: una semplice riproposizione della prospettiva “due popoli-due stati”. Eppure quella semplice dozzina di parole costituiscono la chiave per la soluzione del conflitto, l’elemento la cui mancanza ha fatto sì che il processo di pace oscillasse fra stallo e guerra aperta, anziché avanzare stabilmente verso una pace duratura.

Sono parole cruciali perché segnalano la fine del doppio gioco arabo: da una parte gli stati arabi e i palestinesi sostengono di sottoscrivere la prospettiva “due popoli-due stati”; dall’altra, pretendono qualcosa che contraddice completamente il prerequisito fondamentale di questa prospettiva, e cioè il riconoscimento dei reciproci diritti nazionali.

La pretesa araba di un “diritto al ritorno” è totalmente asimmetrica. Secondo tale pretesa, infatti, i palestinesi avrebbero il diritto di stabilirsi all’interno di Israele mentre gli ebrei non solo non avrebbero alcun diritto di stabilirsi nel futuro stato palestinese, ma quelli che già vivono all’interno dei suoi futuri confini dovrebbero andarsene. Non si tratta di una normale rivendicazione. Non può essere risolta disegnando nuove linee sulla mappa. Non ha nulla a che vedere con i confini, quanto piuttosto col fatto se il popolo ebraico abbia o meno diritto a una sovranità nazionale su una parte della Terra d’Israele.

Se i palestinesi hanno diritto a stabilirsi in Israele e gli ebrei o gli israeliani non hanno invece alcun diritto di vivere nello stato palestinese, in pratica è come se i palestinesi dicessero: “ciò che è mio è mio e ciò che è tuo è ancora mio”. Negano la sovranità di Israele e pertanto negano il diritto di esistere dello stato ebraico.

Questa posizione palestinese è venuta a galla alla vigilia della conferenza di Annapolis, quando Israele ha insistito per una dichiarazione palestinese che riconoscesse Israele come stato ebraico. A qualcuno la richiesta è sembrata assurda: perché mai i palestinesi dovrebbero dire qualcosa sull’ebraicità di Israele? Ma la richiesta israeliana non nasceva dal nulla.

Nasceva dal fatto che Israele, se non è uno stato ebraico, cioè uno stato a netta maggioranza ebraica, allora diventa l’ennesimo stato arabo.

Per Israele, il proprio carattere ebraico non è una questione di preferenza religiosa: a differenza dei paesi arabi, Israele tutela la libertà di religione e rispetta tutti in luoghi santi. È piuttosto una questione esistenziale. In questo quadro, il rifiuto arabo di accettare Israele come stato ebraico, che va di pari passo con la negazione della storia ebraica e di qualunque connessione fra ebrei e Terra d’Israele, equivale a un rifiuto dell’esistenza di Israele.

In una lettera inviata ad Ariel Sharon nell’aprile 2004, quando Israele si stava preparando al ritiro unilaterale da Gaza, Bush fece una dichiarazione analoga: “Sembra chiaro che la soluzione del problema dei profughi palestinesi dovrà essere cercata nella creazione di uno stato palestinese e nell’insediamento di profughi palestinesi in esso anziché in Israele”. Ma questa dichiarazione venne ben poco ripresa E venne letta come se fosse stata spremuta nel quadro del difficile disimpegno israeliano, e non come un fondamentale mutamento nella posizione americana.

Il senso di quella dozzina di parole cruciali pronunciate ora a Gerusalemme da Bush mentre esprimeva fiducia che un accordo di pace possa essere firmato prima della fine del suo mandato nel gennaio 2009, potrebbe essere che il presidente Usa ha capito che non basta lasciare il “diritto al ritorno” fra le questioni da risolvere nei negoziati sullo status finale. Quella pretesa, ha messo in chiaro, deve essere rimossa dal tavolo subito, giacché contraddice in modo sostanziale l’intera prospettiva “due popoli-due stati”.

Più si ripeteranno quelle parole, maggiori saranno le chance che un accordo venga davvero raggiunto. Infatti nessun leader palestinese potrà mai arrivare a un accordo con Israele senza preparare la sua gente e il mondo arabo in generale all’abbandono della pretesa del “ritorno”. Ma perché mai Mahmoud Abbas (Abu Mazen) dovrebbe farlo, se non gli si ripete continuamente che quella pretesa non rappresenta una semplice carta negoziale fra le altre, bensì la negazione del diritto di Israele ad esistere?

Bush ha anche detto che farà pressione perché i leader arabi “facciano la loro parte” per la pace. Ebbene, i paesi arabi potrebbero cambiare completamente il clima se iniziassero a fare due cose: incontrare i leader israeliani e affermare che il popolo ebraico ha diritto a uno stato esattamente come ne hanno diritto i palestinesi. Sono due gesti per i quali non si può aspettare la firma di una accordo, perché senza di essi non vi sarà nessun accordo, ma solo stallo e guerra.

(Da: Jerusalem Post, 12.01.08)

Nell’immagine in alto: Nella pubblicistica palestinese, la chiave (simbolo del cosiddetto “diritto al ritorno”) viene associata all’immagine di tutta la Terra d’Israele trasformata in uno stato arabo palestinese.

Il diavolo nei dettagli

Israele.net

Egitto: cittadinanza revocata per chi vive in Israele

Egitto: Cittadinanza revocata se vivi in Israele

25,000 cittadini Egiziani emigrati in Israele, soprattutto giovani in cerca di lavoro o semplicemente sposati con Arabi Israeliani, corrono il serio rischio di avere la cittadinanza egiziana revocata dal parlamento del Cairo per “motivi di sicurezza”.

E’ quanto riporta oggi Palestine Today.

Il Comitato di Difesa e Sicurezza Nazionale del paese dei faraoni sta esercitando una forte pressione sul governo affinche’ si apra un dibattito sulla possibilita’ di revocare la cittadinanza a circa 25,000 emigrati egiziani che per motivi di lavoro o di matrimonio vivono oggi in Israele.

“Essi rappresentano una minaccia alla sicurezza dell’Egitto” affermano membri del Comitato per la Sicurezza, per i quali, appare ovvio, il Trattato di Pace firmato a Camp David tra i due paesi e’ ormai solo carta straccia.

Bennauro

E questo sarebbe un moderato….

20/12/2007 Il professor Sari Anwar Sari Anwar Nusseibeh, presidente dell’università palestinese Al Quds e co-fondatore dell’iniziativa di pace israelo-palestinese “la voce dei popoli”, ex rappresentante del Olp a Gerusalemme, considerato un moderato, ha dichiarato il 30 novembre scorso ad al-Jazeera: “Il diritto al ritorno è uno dei nostri diritti. Deve realizzarsi nel quadro del futuro stato palestinese. Gli israeliani che vivono oggi nei territori di questo futuro stato devono tornare a vivere entro le frontiere dello stato di Israele. Nessun ebreo al mondo, né ora né in futuro, avrà diritto di tornare, vivere, o chiedere di vivere a Hebron, a Gerusalemme-est, o in altre parti dello stato palestinese”. Secondo Sari Anwar Nusseibeh, anche Giaffa (israeliana dal ’48, oggi parte di Tel Aviv) dovrà far parte dello stato palestinese.

Israele.net

Quando la disinformazione è un’arte….

Notizia vince, notizia perde come carta vince, carta perde

GAZA – Tre palestinesi sono stati uccisi in un raid israeliano compiuto nel nord della striscia di Gaza, vicino alla citta’ di Beit Lahiyae. Lo riferiscono fonti mediche palestinesi. I feriti sarebbero almeno cinque. L’identita’ delle vittime non e’ ancora stata resa nota. Un portavoce dell’esercito israeliano ha confermato che l’aviazione ha effettuato un incursione sulla zona senza fornire altri dettagli. Intanto si apprende che il presidente statunitense George W. Bush visitera’ il Medio Oriente all’inizio di gennaio. Lo ha reso noto la Casa Bianca. L’annuncio conferma le indiscrezioni trapelate ieri a Washington. Il portavoce della Casa Bianca, Gordon Johndroe, non ha indicato i Paesi che saranno visitati dal presidente Usa ma e’ probabile che Bush si rechera’ anche in Israele, un Paese che non ha mai visitato da quando e’ a Washington.
Fonte Agr del 5.12.2007

La notizia dell’agenzia giornalistica la riprende il Corriere della Sera.it alle 07:45 del 5.12.2007 e diventa questa:

Medio Oriente: raid israeliano a Gaza, 3 morti.
GAZA – Tre palestinesi sarebbero morti in un raid israeliano compiuto nel nord della striscia di Gaza vicino alla citta’ di Beit Lahiyae. Lo riferiscono fonti mediche palestinesi. I feriti sarebbero almeno cinque. (Agr)

Sempre la stessa notizia viene ripresa anche da Repubblica.it alle ore 08.15 del 4.12.2007 e diventa ancora più stringata.

Israeliani sparano in Nord Gaza, 3 palestinesi uccisi
Almeno tre palestinesi sono rimasti uccisi e altri cinque feriti dai colpi di arma da fuoco sparati da soldati israeliani nel settore settentrionale della Striscia di Gaza. Lo hanno riferito fonti ospedaliere locali.

Ma questo è quello che è realmente accaduto:

19 granate di mortaio e 3 missili Qassam palestinesi lanciati nella giornata di martedì 4.12.2007 dalla striscia di Gaza verso Israele. Due soldati feriti in modo non grave vicino a Kissoufim.

Fonte Israele.net del 5.12.2007

Infatti su Ynet del 4.12.2007 leggiamo alle ore 23.05:

Soldier lightly wounded from mortar shell near Kissufim

E ancora alle ore 07.08 del 5.12.2007:

2 Qassam land in western Negev; no injuries reported

Quindi Ynet alle ore 08.31 del 5.12.2007 batte la seguente notizia:

Gaza: 3 killed in IAF attack

Come si può notare dalla notizia iniziale della Agr nella quale si annuncia l’uccisione di 3 palestinesi (notare palestinesi e non terroristi) viene omesso il motivo del raid israeliano e cioè: i continui colpi di mortaio che hanno tempestato il sud di Israele nella giornata di martedi 4.12.2007, i lanci di qassam che hanno ferito due soldati e il tentativo da parte di Israele di fermare i nuovi lanci di qassam che i tre terroristi si stavano preparando ad effettuare.

E’ quanto meno lecito domandarsi il perchè delle omissioni?

Il signore degli anelli

Due stati per un solo popolo?

03-12-2007

Due stati per un solo popolo?

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Da un articolo di Uri Orbach

[Da Jerusalem Post, 2.12.07: Il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha ribadito sabato il suo rifiuto di riconoscere Israele come stato degli ebrei. “Da un punto di vista storico – ha detto ai giornalisti prima di partire per l’Arabia Saudita dove ha incontrato re Abdullah per colloqui sui risultati della conferenza di Annapolis – vi sono due stati: Israele e Palestina. In Israele, vi sono ebrei e altri che vi abitano. Questo è ciò che intendiamo riconoscere e nient’altro”.]

Da anni si sente ripetere lo slogan “due popoli-due stati”. I cittadini arabi d’Israele e l’estrema sinistra israeliana l’hanno sempre sostenuto. Poi, col tempo, vi hanno aderito molti altri, compreso il centro e parte del Likud: noi viviamo qui, loro vivono là, fine della storia.

È una prospettiva sicuramente allettante. Il conflitto, secondo la percezione comune, è tra ebrei israeliani e arabi musulmani palestinesi: risolvendo i problemi dell’”occupazione” e dei “territori” (due termini che già di per sé corrispondono a una certa visione del problema), automaticamente si avrà che i due popoli vivranno tranquilli e sicuri, ciascuno nel proprio stato.

Sbagliato. Improvvisamente, proprio quando la politica ufficiale di Israele ha adottato questa mitica visione e nel nome di questa visione il primo ministro si impegna solennemente ad Annapolis, salta fuori che i palestinesi non sono realmente interessati all’idea di due stati per due popoli. O meglio, per essere più precisi: sono interessati all’idea di due stati, ma non sono affatto d’accordo sull’identità e sul diritto dell’altro popolo. In altri termini, non pensano che il popolo ebraico abbia diritto a un proprio stato.

Sono abbastanza generosi da accettare solo uno stato destinato esclusivamente ai palestinesi e un secondo stato destinato “alla popolazione israeliana”. Popolazione israeliana che vede assieme ebrei e arabi musulmani e di altre religioni. Insomma, uno stato e mezzo per un popolo e mezzo stato per l’altro popolo.Il che suona come una presa in giro, giacché non esiste un “popolo israeliano”. Esistono dei cittadini arabi d’Israele che hanno titolo a tutti i diritti civili e religiosi di uno stato democratico, ma che sono cittadini – a pari diritti – di uno stato degli ebrei. Lo stato d’Israele non è stato fondato e non esiste per risolvere la questione palestinese o la questione musulmana, e neanche una “questione israeliana”. È stato fondato ed esiste come risposta a quella che era nota come “la questione ebraica”: creare una “national home”, una sede nazionale per il popolo ebraico.

Giustamente Israele cerca (non sempre con successo e non sempre con la necessaria determinazione) di far sì che i suoi cittadini arabi possano condurre la loro vita nella libertà e nella democrazia. Il che è molto di più di quello che si prospetta nel futuro stato palestinese, dove non vi sarà posto per nessun ebreo, men che meno per una comunità ebraica, per non dire poi di un insediamento ebraico. Senza contare, inoltre, che molti palestinesi preferiscono di gran lunga vivere come minoranza nello stato degli ebrei piuttosto che come maggioranza in uno stato palestinese. E loro sanno bene il perché.

Ma il principio è interessante. Si consideri la reazione dei palestinesi e dei loro sostenitori quando, in nome della pace, viene chiesto loro di riconoscere Israele come stato degli ebrei. Stanno per ottenere uno stato senza neanche un insediamento e neanche un ebreo, eppure trovano arduo accettare l’idea di stato per il popolo ebraico. Vogliono uno stato che sia soltanto loro e un altro stato che sia per ebrei e arabi: non Israele ma una sorta di Israel-ina.

Questo è sempre stato l’approccio palestinese. “Il nostro è già nostro: ciò che Israele ha già accettato – uno stato palestinese per i palestinesi – è un dato già acquisito. Ma questa irritante e noiosa insistenza su uno stato che sia per gli ebrei, questo no, non deve avvenire. Perché mai dovrebbe essere così? Noi palestinesi vogliamo essere parte anche dello stato di Israele”.

E non abbiamo ancora menzionato la striscia di Gaza, che è un altro stato palestinese, piccolo e rabbioso, apparso improvvisamente e col quale presto saremo costretti a negoziare o a combattere.

E allora, facciamo un piccolo esercizio di inversione dei ruoli. Innanzitutto Israele non riconosca affatto il diritto dei palestinesi ad avere uno stato loro. Perché mai dovrebbe? Dopo tutto la nazione araba ha già più di venti stati. Se poi, alla fine, in nome della pace, dovrà accettare la creazione di uno stato a maggioranza palestinese, ebbene non lo riconosca come stato arabo o palestinese. Dopo tutto, vi sono molti ebrei e israeliani che vivono là. Venga riconosciuto il diritto degli ebrei al ritorno nelle comunità di Gush Katif e Cisgiordania, terra dei loro padri, e che nessuna comunità venga sradicata. E intanto, nel piccolo Israele, lo stato degli ebrei continuerà ad esistere in pace e sicurezza. Appunto, due stati per due popoli.

(Da: YnetNews, 1.12.07)

Nell’immagine in alto: Il giorno dopo Annapolis, una mappa ”della Palestina” trasmessa dalla tv dell’Autorità Palestinese: lo stato di Israele è cancellato.

Un unico stato (arabo e islamico)

Notizie che i mass media non ci danno….

05/12/2007 19 granate di mortaio e 3 missili Qassam palestinesi lanciati nella giornata di martedì dalla striscia di Gaza verso Israele. Due soldati feriti in modo non grave vicino a Kissoufim.

05/12/2007 Attentato sventato: arrestato in tempo dai soldati israeliani martedì pomeriggio a Gerico (Cisgiordania) un terrorista membro del Tanzim (Fatah) che intendeva perpetrare un attentato suicida.

05/12/2007 Secondo un recente sondaggio, l’83% degli israeliani non crede a un accordo di pace entro la fine del 2008.

05/12/2007 Il governo israeliano dichiara eccedenze di bilancio per 7,7 miliardi di shekel per i primi undici mesi dell’anno 2007. Il dato è stato diffuso martedì dal ministero delle finanze. L’anno scorso le eccedenze di bilancio per lo stesso periodo erano state di 2,3 miliardi di shekel.

05/12/2007 Hamas esclude l’eventualità di una “visita gratis” della Croce Rossa Internazionale all’ostaggio israeliano Gilad Shalit: in altri termini, ne fa oggetto di ricatto per ottenere una contropartita da Israele.

05/12/2007 Tre terroristi sono stati uccisi martedì mattina in un’azione aerea delle Forze di Difesa israeliane contro un campo d’addestramento di Hamas a Dir el-Balah (striscia di Gaza), volta a contrastare la recente ondata di lanci di missili e granate di mortaio palestinesi su Nahal Oz.

04/12/2007 Hamas ha smentito, lunedì sera, d’essere disposta a dare prova di flessibilità sulla questione dell’ostaggio Gilad Shalit. Il braccio armato del gruppo terroristica ha anche smentito precedenti informazioni della Croce Rossa che lasciavano intendere che un rappresentante dell’organizzazione internazionale poteva essere autorizzato a incontrare il soldato israeliano sequestrato da quasi un anno e mezzo. Abu Obeida, portavoce delle Brigate Ezzedin al-Qassam, ha detto anche che Hamas esclude uno scambio di lettere tra Gilad e la sua famiglia.

04/12/2007 Tutti i parlamentari arabi israeliani, tranne uno, hanno boicottato la cerimonia della Knesset per i 60 anni della risoluzione Onu sulla spartizione del Mandato Britannuico in due stati, uno arabo e uno ebraico.

04/12/2007 “Ciò che capitato al Medio Oriente non è che la tragica conseguenza della guerra iniziata dagli arabi dopo la risoluzione Onu per la spartizione del Mandato Britannico e delle successive occasioni mancate”. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Ehud Olmert in occasione della cerimonia alla Knesset per il 60esimo anniversario della risoluzione Onu 181. “La scelta, 60 anni fa come oggi – ha continuato Olmert – è fra uno stato ebraico su una parte della Terra d’Israele e uno stato bi-nazionale su tutta la Terra d’Israele. Questa è la scelta che ci troviamo oggi di fronte: l’esistenza di due stati-nazione, Israele e Palestina, nella Terra d’Israele. Non mi nascondo le difficoltà, non sottovaluto i pericoli e non farò compromessi sulla sicurezza di Israele. Ma finché rimane una possibilità di pace, la tenterò fino in fondo”.

04/12/2007 Il segretario di stato Usa Condoleezza Rice chiede al Congresso di trasferire aiuti per 400 milioni di $ all’Autorità Palestinese nel 2008. “Gli Stati Uniti fanno sforzi illimitati per aiutare il governo e il popolo palestinesi”, ha spiegato la Rice.

04/12/2007 Due missili Qassam palestinesi lanciati lunedì pomeriggio dal nord della striscia di Gaza verso Israele si sono abbattuti vicino alla località di Nahal Oz.

04/12/2007 Terroristi palestinesi della striscia di Gaza hanno tirato domenica un missile anticarro verso una unità delle Forze di Difesa israeliane in servizio di pattuglia lungo la barriera di sicurezza.

04/12/2007 Terroristi palestinesi hanno aperto il fuoco domenica su operai al lavoro presso la barriera di sicurezza fra Israele e striscia di Gaza, all’altezza del kibbutz Kissoufim.

04/12/2007 La società Dor Alon ha rinnovato le forniture di carburante alla striscia di Gaza. L’approvvigionamento era stato temporaneamente interrotto per mancanza dei pagamenti da parte dell’Autorità Palestinese.

04/12/2007 La consegna di blindati leggeri alle forze dell’Autorità Palestinese da parte di Gerusalemme, prevista per questa settimana, è stata rinviata. I servizi di sicurezza israeliani non intendono rispondere all’ultima richiesta dei palestinesi che vogliono cannoni armati sui blindati. Secondo il ministero della difesa israeliano, è troppo alto il rischio che queste armi finiscano per essere utilizzate contro Israele.

04/12/2007 Come preannunciato, Israele ha scarcerato lunedì 429 palestinesi detenuti per reati contro la sicurezza.

04/12/2007 Terroristi palestinesi hanno aperto il fuoco lunedì mattina su Forze di Difesa israeliane a El Yamun, a nord-ovest di Jenin (Cisgiordania).

04/12/2007 I dirigenti di Hamas nella striscia di Gaza hanno proibito, domenica, ai funzionari palestinesi di procedere con le operazioni di censimento della popolazione.

03/12/2007 Pioggia di granate di mortaio palestinesi domenica pomeriggio dalla striscia di Gaza sulla zona del kibbutz Nahal Oz, nel Negev occidentale. Almeno tre granate si sono abbattute all’interno del kibbutz.

03/12/2007 La Biblioteca Universitaria del campus Edmond Safra (Givat Ram) dell’Università di Gerusalemme diventa ufficialmente la nuova Biblioteca Nazionale d’Israele grazie a una legge approvata dalla Knesset. Il finanziamento della Biblioteca Nazionale sarà garantito per il 50% dallo stato, per il 25% dall’Università di Gerusalemme e per il 25% da altri enti privati o pubblici.

03/12/2007 Tentativo d’attentato domenica al posto di blocco di Kalandia, a nord di Gerusalemme. Un terrorista palestinese ha aperto il fuoco, ferito un passante. Arrestato l’attentatore.

03/12/2007 Missile Qassam palestinese lanciato domenica pomeriggio dalla striscia di Gaza si è abbattuto a ovest di Sderot.

03/12/2007 Il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni continuerà a dirigere la squadra negoziale israeliana. Lo ha annunciato domenica il primo ministro israeliano Ehud Olmert. La Livni incontrerà il capo della squadra palestinese Abu Ala il prossimo 12 dicembre per avviare i negoziati di pace dopo la conferenza di Annapolis.

03/12/2007 L’Autorità Palestinese chiederà 5,5 miliardi di $ ai paesi donatori per finanziare la riforma delle sue istituzioni. Alla conferenza prevista per questo mese a Parigi, l’Autorità Palestinese esporrà ai paesi donatori il suo piano triennale per risanare l’economia palestinese, ridurre il deficit di bilancio, rifondare i servizi di sicurezza e lanciare nuove iniziative economiche in Cisgiordania e striscia di Gaza.

03/12/2007 Nuova debole scossa sismica nella zona tra Gerusalemme e il Mar Morto. E’ la quarta scossa registrata nel paese in due settimane.

03/12/2007 Missile Qassam palestinese lanciato domenica mattina dalla striscia di Gaza si è abbattuto in una zona non edificata vicino allo kibbutz Mefalsim.

03/12/2007 Secondo il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, ad Annapolis non erano presenti i “veri rappresentanti” del popolo palestinese.

03/12/2007 L’Alto Comitato degli arabi israeliani si mobilita per convincere la popolazione araba israeliana a pagare ai Comuni la tassa sugli immobili (simile all’ICI). Sindaci di comuni arabi e membri del Comitato hanno distribuito per le strade di Nazareth e di Um el-Fahem opuscoli che spiegano l’importanza di questo dovere civico. “Se i comuni arabi falliscono, ciò invierà il messaggio negativo secondo cui gli arabi israeliani non sono capaci di governare i propri affari”, ha spiegato il deputato arabo-israeliano Jamel Zahalka.

03/12/2007 Striscia di Gaza: un terrorista è rimasto ucciso sabato pomeriggio in uno scambio di colpi con soldati israeliani. Altri tre palestinesi feriti: avevano aperto il fuoco su una pattuglia israeliana lungo la barriera di sicurezza.

03/12/2007 Incursione di elicotteri israeliani sabato mattina nella striscia di Gaza contro un gruppo di terroristi a est di Khan Younes: uccisi 5 terroristi Hamas.

03/12/2007 Cinque granate di mortaio e due missili Qassam palestinesi lanciati venerdì sera dalla striscia di Gaza verso il Negev occidentale.

03/12/2007 Rinviata a lunedì la scarcerazione dei 430 detenuti di sicurezza palestinesi prevista per domenica.

26 November 2007: Daily News Summary

23:48 Ten soldiers from the Golani unit sent a letter on Monday to the President of the State, Shimon Peres. They stated: ”We arrest terrorists several times a week, but we feel betrayed every time you release them”. (Guysen.International.News)

23:37 The PA security services reported that they arrested ten Hamas members on Monday, who were planning to disrupt the general order in the Gaza Strip. The Israeli and Palestinian security services have been on high alert recently, in light of the Annapolis conference. (Guysen.International.News)

22:58 Iraq: gunmen have killed eleven members of the family of a journalist who expressed positions favorable to the dissolved Baath party of the former dictator Saddam Hussein. (Guysen.International.News)

22:39 Iraq: Prime Minister Nouri al-Maliki has requested that the next renewal of the annual mandate from the United Nations for international troops to be stationed in his country be the last. The mandate of foreign forces engaged in Iraq would thus terminate at the end of 2008. Nouri al-Maliki also hopes to sign a bilateral agreement on security cooperation with the United States by July next year. This agreement would permit a greatly reduced number of American soldiers to remain in Iraq. (Guysen.International.News)

22:27 Washington: during an interview with Israeli journalists, Prime Minister, Ehud Olmert, said: ”I represent the honor of the people of Israel. If there is still someone who refuses to shake hands with the people of Israel, I will not shake his hand”. Olmert was referring to the refusal of Saudi foreign minister to shake hands with him at a meeting with the various participants prior to the Annapolis summit. (Guysen.International.News)

22:14 The American president, George Bush, has said: ”The United States can not impose peace in the Middle East, but it can contribute to the peace process”. The American president made this statement a few hours before the start of a dinner for the representatives of 40 countries attending the Annapolis conference. (Guysen.International.News)

21:56 The Egyptian police discovered a weapons cache north of the Sinai desert, 40 kilometers from the Israeli border. More than 100 mines and 9 bombs were found. The police opened an investigation to determine who these munitions belong to. (Guysen.International.News)

20:39 The destroyer USS Oscar Austin of the American fleet docked in the port of Haifa on Monday. This is the first time in seven years that an American warship has arrived in an Israeli port. (Guysen.International.News)

20:15 Jerusalem: thousands of people are attending the demonstration organized by right-wing movements against the Annapolis conference. The demonstrators gathered in Paris square, in the center of the capital, brandishing posters such as: ”Annapolis will explode in our faces.” (Guysen.International.News)

19:28 According to a Japanese newspaper, several North Korean experts allegedly traveled secretly to Syria, in early November, to discuss the possibility of providing Syria chemical warheads for Scud missiles. The newspaper said that Syria has already carried out several tests, the last in July 2007 which was a failure. (Guysen.International.News)

18:38 The meeting of the Israeli troika (Prime Minister Ehud Olmert and the ministers Tsipi Livni and Ehud Barak) with President Bush and Secretary of State Condoleezza Rice has just begun at the White House. A press conference will be given at the end of their meeting. (Guysen.International.News)

17:26 Palestinians in the Gaza Strip fired two mortar rounds in the direction of an IDF force near the Erez industrial zone. There were no injured. (Guysen.International.News)

16:57 IAEA inspectors arrived in Russia on Monday to discuss the nuclear substances to be delivered to the Boushehr plant in Iran. (Guysen.International.News)

16:37 The Foreign Minister of Bahrain, Sheikh Khaled bin Ahmad El-Khalifa, revealed on Monday that he had rejected the proposal made a month ago by his Israeli counterpart Tsipi Livni, to establish diplomatic relations between the two countries. He reportedly proposed to await the outcome of the Annapolis conference. (Guysen.International.News)

14:28 ”The arrangements to be concluded at the Annapolis conference will only be binding on their signatories”, Ismail Haniya, the head of the Hamas government said on Monday in Gaza, adding that ”the Palestinian people knows that this conference is useless”. (Guysen.International.News)

13:18 An IDF helicopter raid against kassam launchers in Beit Hanoun: a helicopter gunship shelled terrorists who were preparing to fire at the western Negev, one of them died, two others were wounded. (Guysen.International.News)

12:21 The IDF has begun clearing areas north of the Gaza Strip. According to Palestinian sources, Israeli forces began to clear the land and destroying buildings in the Erez industrial zone, despite protests from Palestinians. (Guysen.International.News)

12:09 An alternative conference to the one being held in Annapolis is meeting this Monday afternoon in Gaza, at the initiative of Hamas, the Islamic Jihad and other Palestinian factions. The number two of the Hamas political bureau, Moussa Abu Marzouk, said the counter conference planned to take place in Damascus has not been canceled and will take place as scheduled. (Guysen.International.News)

11:44 Bernard Kushner has demanded an explanation from Russia on the repression of anti-Putin demonstrations. The head of French diplomacy has called on Moscow to explain why 200 opposition demonstrators, including the former world chess champion, Garry Kasparov, were arrested on Sunday. (Guysen.International.News)

11:11 Lebanon: Hezbollah has accused the United States of interfering in the Lebanese presidential elections and argues that any candidate for the succession of Emile Lahoud must commit to supporting a military conflict with Israel. (Guysen.International.News)

10:27 The United States would agree to discuss the issue of the Golan Heights on the side of the Annapolis under pressure from Saudi Arabia, forging the way for Syria’s participation at the peace conference. These revelations were made by Arab diplomats in Arabic newspaper Al-Quds al-Arabi. Damascus had finally agreed to attend the international summit to reduce American tensions against it. (Guysen.International.News)

10:09 Oxford has invited the Holocaust denier David Irving to speak to its students on Monday. In line with Columbia University who invited Mahmoud Ahmadinejad to the podium a few months ago, a forum from the University of Oxford, arguing ”freedom of expression”, took the same approach to with regards to Irving, and the President of the British National Party (BNP) Nick Griffin. (Guysen.International.News)

09:54 Lebanon: Hezbollah does not recognize the legitimacy of the government of Prime Minister Fouad Siniora, which took over the presidential powers, vacant since Friday at midnight. (Guysen.International.News)

09:18 The Gush Katif evacuees from Netzarim, are again under a deportation order. Twenty-five families evacuated from Netzarim in the context of the disengagement in 2005, who had resettled in the town of Ariel, were ordered this to leave their caravans in 5 months. The mayor of Ariel explained that he was obliged to issue these orders: The Department of Defense has in fact ordered a freeze in construction in settlements. “We cannot build final housing for these families, and the district in which they are temporarily settled is illegal”, he said. (Guysen.International.News)

07:58 Students from the Ben-Gurion University of Beersheva have been rewarded in the USA for their research on algae. Four Israeli students have participated for the first time in the Technology Entrepreneurship Challenge of the Berkeley University and won the second prize of this competition organized for the 3rd consecutive year. This competition rewards the best technical applications that can profoundly change society. They worked on the production of biodiesel from microalgae. (Guysen.International.News)

05:42 Prime Minister Ehud Olmert, has expressed concern over the possibility of an explosion of the governing coalition after the Annapolis conference. Yisrael Beitenu and the religious party Shas, could decide to leave the ruling coalition, as a result of agreements with the Palestinian Authority at the summit in the United States. (Guysen.International.News)

04:14 The French company Areva will provide two third generation nuclear reactors to China. This was announced today by the chairman of the board of the energy company, Anne Lauvergeon. The contract is estimated at eight billion euros. (Guysen.International.News)

03:28 Prime Minister Ehud Olmert, will hold talks on Wednesday with President Bush, the day after the Annapolis conference. The means of putting an end to the Iranian threat will be the main topics for discussion at this meeting. Negotiations between Israel and Syria, as well as bilateral Israeli-American relations will also be discussed. (Guysen.International.News)

02:41 Afghanistan: on Sunday the international coalition forces announced the deaths of 80 Taliban in various air raids. (Guysen.International.News)

25 Novembre 2007: Daily News Summary

23:10 While the majority of participants in the Annapolis conference have just arrived in the United States, the American President George Bush said that he is “personally committed to the promotion of the project of two states for two peoples”. President Bush added: ”Israel and the Palestinians have waited a long time. I call on the negotiating teams to make every effort to make this dream a reality.” (Guysen.International.News)

22:48 Binyamin Netanyahu considers the government to be ”politically blind”. He said the government is ill-prepared for the Annapolis conference. The opposition leader said: ”The government has made too many concessions, it has freed several hundred prisoners, and armed the Palestinians.” (Guysen.International.News)

21:34 The Israeli security services have decided to raise the level of alert throughout the country for fear of an escalation of violence on the eve of the Annapolis conference. Israeli intelligence possesses specific information about at least ten threats of terrorist attacks. (Guysen.International.News)

20:28 Former defense minister, Amir Peretz, has reportedly visited the terrorist Marwan Barghouti in his prison cell twice. The last visit was last Thursday. (Guysen.International.News)

19:39 ”We have to ask ourselves the question: what is the price paid by Olmert to justify the Syrian presence at the Annapolis conference? Will we pay for Syria’s participation with a withdrawal from the Golan Heights?”. It is in those terms that the former Foreign Minister, Sylvain Shalom, reacted to the announcement of Syria’s participation in the international summit this week. Shalom added: ”Letting Syria attend the summit, is like planting a knife in the back of the moderate countries. It makes them understand that it is perfectly possible to support extremist ideas, and be appreciated and expected in the United States and Israel.” (Guysen.International.News)

18:08 In honor of the International Day Against Violence Against Women, which is marked on Sunday in the world, the World Wizo organization mounted a memorial tent in a square in Tel Aviv in memory of the 15 women killed this year in Israel by their spouses. The women’s organization appealed to the judiciary to work in favor of shortened procedures and the imposition of harsher penalties on criminals. (Guysen.International.News)

17:08 The daily report from Magen David Adom: 131 people were injured in 106 road accidents recorded during the last 24 hours. Five of them were seriously hurt and 126 slightly. (Guysen.International.News)

16:28 The Minister of Trade, Industry and Employment, Eli Yishai, announced on Sunday his intention to cancel the government’s decision, taken just two weeks ago to remove controls on the price of regular bread. (Guysen.International.News)

15:56 On their arrival in Washington, Prime Minister Ehud Olmert and Foreign Minister Tsipi Livni welcomed Syria’s participation in the Annapolis conference, but they emphasized that the issue of the Golan is not on the agenda (Guysen.International.News)

15:17 Domestic violence: on the occasion of the International Day for Fighting Violence against Women, MK Zehava Galon (Meretz) has iniated a revolutionary bill that proposes the forced isolation of violent husbands instead of placing women battered and their children in shelters. (Guysen.International.News)

14:58 Miki Goldwasser, the mother of Ehud who was kidnapped in Lebanon, has spoken out by the remarks made by General Moshe Yaalon. A former chief of staff had argued that we should not give in to the demands of hostage-takers, who use the opportunity to continue their activities. She said that the Chief of Staff is the ”father of the soldiers and that he must protect them with his own body if necessary.” (Guysen.International.News)

13:29 A second mortar shells hit the Erez industrial zone to the north of the Gaza Strip, without causing any injuries. (Guysen.International.News)

13:20 The Palestinians fired a mortar round on a military vehicle near the security fence north of Nahal Oz. There were no injuries. (Guysen.International.News)

12:52 An IDF helicopter raid in the north of the Gaza Strip: Palestinians reported several wounded in their ranks in the wake of an Israeli air strike against kassam launchers. (Guysen.International.News)

12:31 A commemorative plaque bearing the names of 30 Jewish children deported in 1943 was unveiled at La Maison de la Verdiטre (Marseille) in the presence of Esther Benadi-Arrovas and Myriam and Emma Chiche-Portiche, sisters of the children in the Verdiטre, local elected officials and community representatives. La Maison de la Verdiטre was opened by the UGIF (General Union of Israelites in France) on May 24, 1943, to accommodate Jewish women and children and was placed under Gestapo control. On October 20, 1943, in the morning, the Gestapo invaded the Verdiטre, arrested all its occupants and sent them to Drancy. From there, they were deported to Auschwitz. They were all killed in Auschwitz, gassed and burned. Renי Tordjman, the youngest child, was one year old. The plaque bears the inscription: ”On October 20, 1943, 30 Jewish children were arrested by the Gestapo with six of their mothers and their director, Alice Salomon. All were murdered in Auschwitz. We are the guardians of their memory.” (Guysen.International.News)

12:18 A Palestinian armed with a home-made grenade was arrested in Beit Iba dam near Shechem (Nablus). There were no injuries and the man was transferred to the security services for questioning. (Guysen.International.News)

09:58 Former Chief of Staff Moshe Yaalon has condemned the relationship between power and the media. He suggested that politicians decide major processes, such as the disengagement, so that the media will forgive their failures. (Guysen.International.News)

09:11 The border guards arrested more than 600 Palestinians in irregular situations, across the country this weekend. About twenty of them wanted by the security services, were transferred to the Shin Bet for questioning, the others were returned to the disputed territories. A score of Israelis, who had either employees or transported them, were also arrested. (Guysen.International.News)

07:05 Terrorist organizations are also preparing for the Annapolis conference. Tomorrow (Monday), Hamas and the Islamic Jihad will meet in Gaza. They want to protest against the fact that the Palestinian leadership does not represent the opinion of the people. On Tuesday, in conjunction with the opening of the international summit, the Islamic Jihad has announced its intention to hold several demonstrations in the Gaza Strip. (Guysen.International.News)

00:55 A unit of the IDF killed two Palestinian gunmen, last night in the center of the Gaza Strip. Two Palestinians, members of the Islamic Jihad and the Popular Resistance Committees approached soldiers when they were spotted and opened fire. (Guysen.International.News)